Bail In e Salvataggio Banche: Come Difendere i tuoi Soldi

Bail in crisi e salvataggio delle banche. Ecco come difendere i tuoi soldi in modo semplice ed efficace

Articolo aggiornato il 14 dicembre 2017

Come funziona il bail in?

Il Bail in è una normativa recepita in Italia a fine 2015 ed entrata in vigore nel 2016  con l’obiettivo di coinvolgere gli azionisti ed i creditori delle banche in un dissesto del proprio istituto, facendo in modo che gli oneri del salvataggio non gravino solamente sulle spalle dei contribuenti.

La procedura di Bail in è avviata dalla Banca d’Italia in occasione di una conclamata crisi bancaria. Essa consiste nella svalutazione dei crediti vantati nei confronti dell’istituto in difficoltà e nella trasformazione degli stessi in azioni, in modo tale da ricapitalizzare la banca sollevando parte del fardello debitorio dalle sue spalle.

Il dissesto colpisce quindi i creditori e gli azionisti dell’istituto, secondo una procedura gerarchica che prevede:

  • l’azzeramento del valore delle azioni nel caso in cui la banca non sia “salvabile”
  • l’azzeramento delle obbligazioni subordinate o la conversione delle stesse in azioni per un importo ridotto
  • l’azzeramento delle obbligazioni bancarie ordinarie (senior)
  • l’azzeramento dei conti correnti e conti deposito per l’eccedenza rispetto ai 100.000 € protetti dal FITD.

Come riconoscere le banche a rischio di Bail In?

Fino al 1 gennaio 2016 non era importante valutare l’affidabilità della propria banca, poiché nessun istituto era mai stato lasciato fallire. Ma con la nuova normativa sono molti gli investitori che hanno perso i propri soldi nei salvataggi e dissesti che si sono succeduti nel corso degli anni. Riconoscere se la banca di cui sei cliente è affidabile o no rappresenta un elemento cruciale per investire in modo sereno e consapevole.

La prima cosa da fare è cercare, nei fogli informativi, l’indicazione del CET1 ratio e verificare che esso sia almeno pari all’8%.

Questo indicatore controlla che la banca non stia correndo rischi eccessivi rispetto al patrimonio di cui dispone. Istituti con un elevato rapporto CET1 hanno minori probabilità di fallire.

In secondo luogo paragona nel tempo la quotazione delle azioni della tua banca con quelle dell’indice FTSE Italia Banche che trovi sul sito di Borsa Italiana. Se l’andamento del tuo istituto è visibilmente peggiore alla media significa che il mercato sa qualcosa che tu non conosci. Sebbene questo non sia un segnale premonitore di una crisi imminente, una bassa patrimonializzazione insieme con un ribasso “feroce” delle azioni, rappresenta senza dubbio un campanello di allarme.

Quali strumenti finanziari sono a rischio Bail in?

Conti correnti e conti deposito

L’esistenza del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi garantisce, ad oggi, la protezione del saldo dei conti correnti  bancari fino a 100.000 € per depositante e per banca. Se non vuoi tenere il saldo del conto al di sotto di questa soglia, quanto meno cointesta il conto per raddoppiare il limite di tutela, oppure apri più conti presso banche diverse.

La stessa considerazione vale per i conti deposito.

Recentemente la Banca Centrale Europea, su richiesta del Consiglio Europeo e del Parlamento Europeo, ha proposto di modificare la Direttiva sulle risoluzioni bancarie (BRRD) in modo tale da eliminare la garanzia dei conti correnti. Se tale proposta diventasse legge e la banca di cui siamo clienti fallisse, perderemmo per intero il saldo del conto corrente.

Ecco alcuni spunti per dormire sonni tranquilli:

Privilegia le banche on line

Le banche on line sono solitamente più patrimonializzate rispetto agli istituti tradizionali grazie al fatto che esse sono per lo più “venditori” di prodotti finanziari. Non erogando molti prestiti, né operando in modo spinto sui mercati, gli istituti on line offrono una maggiore tutela all’investitore rispetto allo sportello sotto casa della banca fisica.

Controlla l’indice di patrimonialità della tua banca

Chiedi al tuo consulente un documento in cui si possa leggere in modo chiaro qual è il CET1 ratio del tuo istituto. Come scritto in precedenza, un valore inferiore all’8% è indice di rischio mentre un dato superiore a tale soglia ci permette di dormire sonni tranquilli.

Privilegia le banche di grandi dimensioni

Oltre al fatto che le grandi banche hanno le azioni quotate in borsa e ti permetteranno di fare il confronto di cui ti parlavo prima, il fallimento di un grande istituto solleverebbe un tam tam mediatico molto grande tale da fare intervenire la politica per evitare pericolose ricadute elettorali.

Al contrario, il default di una banca di provincia non richiamerebbe l’attenzione dei media e potrebbe in tale modo passare in “sordina”.

Obbligazioni e azioni bancarie

Entrambe le tipologie di strumento finanziario sono a rischio. Se alla tua banca verrà applicata l’azione di bail in le azioni perderanno subito valore fino ad essere azzerate, e sorte analoga capiterà alle obbligazioni, in particolare a quelle subordinate.

Evita di investire in azioni ed in obbligazioni della tua banca, perché spostare soldi dal conto corrente ad un bond implica un aggravamento sensibile del rischio. Il primo è tutelato dal FITD, le obbligazioni no.

A meno che il rendimento offerto compensi il rischio corso, ti consiglio di stare alla larga dalle obbligazioni bancarie.

Fondi di investimento e risparmio gestito

I fondi comuni di investimento, le polizze vita e le gestioni patrimoniali non rientrano nel bail in perché non sono crediti nei confronti dell’istituto in difficoltà. Questa loro caratteristica li rende adatti ad essere venduti “spietatamente” con la garanzia che essi proteggono il tuo capitale in caso di default bancario. Tuttavia a causa degli enormi costi di gestione di questi prodotti, il tuo capitale diminuirà nel corso del tempo, anche nei tranquilli “tempi di pace”.

Risparmio amministrato e conto titoli

Il conto titoli è il dossier che custodisce i prodotti finanziari in cui hai investito. Nessun titolo che hai in dossier perderà valore nel caso di default della banca per il semplice fatto che gli ETF, i fondi comuni e le obbligazioni che hai in deposito non sono crediti vantati nei confronti dell’istituto.

Ovviamente potranno perdere valore le obbligazioni e le azioni emesse da una banca in default indipendentemente dal dossier in cui si trovano, per il fatto che la procedura ti coinvolge in quanto socio dell’istituto o creditore dello stesso.

Se terrai il saldo del conto corrente al di sotto dei 100.000 €, investirai in strumenti finanziari a basso costo il tuo patrimonio, sarai cliente di banche solide con un CET1 ratio elevato e la cui quotazione non presenta anomalie rispetto al settore bancario nel suo complesso non avrai problemi. Il Bail in difficilmente ti toccherà.

Investire è questione di metodo

Mi rendo conto che passare dal conto corrente agli strumenti finanziari possa essere complicato. Molte persone, di fatto, non investono per timore di cadere dalla padella nella brace, o di fare la scelta sbagliata. Se vuoi imparare ad investire in modo semplice ed indipendente ti consiglio di seguire il mio corso on line gratuito A Scuola di investimenti.

21 commenti
  1. Ciao Giacomo, l’imposta di bollo è proporzionale. Ok. Ma in ogni caso tre conti su banche tradizionali costano più che averne uno solo. E siamo quindi ancora penalizzati noi clienti. Come possiamo essere certi poi, che anche diversificando in caso di fallimenti multipli il FITD riesca a soddisfare tutti i rimborsi? Che ammontare copre il FITD? Vorrei anche, se puoi , avere il tuo parere sulla banca Cariparma. Come va considerata, piccola o grande. Sicura o dubbia? Qual’è il miglior sito per avere informazioni e confronti sulle banche?
    Buona giornata. OT

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    1. Ciao Otello, è vero che la banca online ti offre il conto corrente o deposito in modo gratuito, mentre la banca fisica ha un costo; però ormai anche le banche fisiche hanno costi abbastanza accessibili, e spesso li puoi abbattere o annullare in particolari condizioni: e soprattutto, anche se hai un costo in più, è come un’ “assicurazione” in più contro il bail in. Io ti suggerirei di aprire più conti online; ma se proprio preferisci la banca fisica fai il giro di tutte le banche che vuoi, leggi le condizioni e i costi, e mettili in concorrenza per spuntare le condizioni migliori per te! Buona giornata.

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      1. @ Pier @ Otello
        Scusate io ho dato per scontato che i costi bancari non ci fossero più perché ormai i conti sono quasi tutti free. Grazie per la precisazione caro Pier!!

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    2. @ Otello
      Assolutamente no. Se hai 300.000 euro di saldo su un conto pagherai lo 0,20% di 300.000 quindi 600 euro l’anno. Se apri tre conti da 100.000 euro pagherai 200 euro per ogni conto quindi esattamente lo stesso importo 🙂
      La certezza che il FITD abbia soldi per tutti purtroppo non c’è ma è comunque sempre meglio cercare di ridurre al minimo i rischi piuttosto che affidarsi ad una sola banca. Non so dirti se Cariparma sia sicura oppure no perché dovrei fare delle analisi approfondite che purtroppo non ho il tempo di fare ma se apri più conti presso più banche non avrai nessun problema. Un abbraccio e a presto!!

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    3. Per valutare quanto è affidabile una banca bisogna guardare i bilanci (non semplice) . Ci sono due indici comunque usati anche dalla BCE : CET1 e TCR . Questa richiede come livello minimo il 7% per il CET1 ed il 10,5%
      per il TCR, naturalmente più il rapporto è alto meglio è.
      Cariparma 30/06/15 per il CET1 ha 11,0%
      e paridata TCR 13,30%.
      Tralascio il significato delle sigle per semplicità.
      Penso che puoi dormire sonni tranquilli…(sono anch’io
      correntista di quella banca).

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  2. Ciao Giacomo, ho dimenticato di chiederti se la Cassa Depositi e Prestiti dal punto di vista del BAIL IN è considerata Banca e se i depositi sono soggetti alle stesse regole.
    Grazie per le utili informazioni che puntualmente ci dai. OT

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    1. @ Otello
      Purtroppo la Cassa Depositi e Prestiti non è una banca e ad essa non si applicano le norme del FITD. Grazie per i complimenti e al prossimo post 🙂

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  3. la banca “San Paolo” ,mi ha appena fatto questa proposta, Eurizon Profilo Flessibile Equilibrio,che ne pensi,giacomo,grazie

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  4. Ciao Giacomo, vorrei una precisazione. Se ho capito bene il deposito titoli non viene intaccato dal bail in a prescindere dall’importo investito ma i soldi nel conto deposito e in conto corrente sotto i 100.000 euro si .
    Da questo ultimo post capisco che In caso di bail in della mia banca anche se ho un importo sul conto inferiore ai 100.000 euro potrei aspettare degli anni per tornarne in possesso? grazie mille anticipatamente e rinnovo i complimenti per il tuo sito.

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    1. @ Simone
      Tutto giusto. Il conto titoli non è colpito dal Bail In mentre il saldo del conto sì. I tempi di intervento del FITD saranno sicuramente lunghi per cui passerà del tempo prima che tu riesca a riprendere i tuoi soldi. Ecco perché è bene muoversi con cautela e diversificare…

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      1. cia giacomo ,
        ho un dubbio se esiste infatti una garanzia di 100.000 euro per depositante e per banca che mette al riparo i tuoi soldi in caso di dissesto dell’istituto come mai sopra scrivi che il tempo di intervento del FITD sara’ sicuramente lungo (anni) e prima ancora 20gg lavorativi +10gg a discrezione della banca d’talia ?

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        1. @Roberto
          e’ centomila anche in caso di cointestazione, 20 giorni + 10 (in via eccezionale) e’ corretto…
          Giginv.
          jinny@libero.it

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        2. @ Roberto
          Perché il FITD non ha la disponibilità liquida in cassa ma la deve reperire. Inoltre è una disposizione di legge che prevede un intervento ‘ritardato’ del fondo. Ecco perché è bene non fare eccessivo affidamento sull’intervento del FITD in caso di dissesto di una banca.

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  5. ciao Giacomo, una domanda, io ho delle obbligazioni che mi hanno tatto prendere alla banca delle marche come garanzia di un mutuo acceso con il loro istituto, e visto che non riesco a sapere notizie di queste obbligazioni, sapresti dirmi dove posso chiedere informazioni a riguardo?
    Le obbligazioni sono le seguenti:
    obbligazioni banca marche spa 5%zc 99/19 z0028 IT0001334371.
    Grazie e saluti

    Gianni Tardioli

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    1. @ Gianni
      Il titolo non è quotato. Per avere informazioni sullo stesso dovresti andare allo sportello. Temo però che se non è diventato carta straccia ci manchi davvero poco… Fammi sapere e grazie.

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  6. Osservazione a latere. Il bel risultato della operazione bail-in creativo è che diversa gente si è improvvisamente risvegliata dal torpore e comincia a guardarsi intorno per capire in che guai si trova grazie ai grandiosi investimenti da sportello. Leggo che negli ultimi anni c’è stato un incremento del 500% delle obbligazioni bancarie. E nessuno ha ancora scoperchiato il vaso di Pandora delle fantastiche polizze assicurative e dei certificates. Tanti nuovi lettori di Giacomo?

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  7. Ad oggi, cosa è più sicuro Buoni fruttiferi postali, con doppia garanzia Poste e Cassa depositi e Prestiti (Stato) oppure i c/c bancari……?
    Si ringrazia

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    1. @ Alex
      Difficile dare una risposta netta. Secondo me entrambi a patto di avere tutte e due gli strumenti finanziari in portafoglio.Le armi per la difesa contro il Bail In sono due:

      a) la diversificazione
      b) la formazione

      Un caro saluto e a presto…

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    2. I Buoni Fruttiferi Postali hanno come emittente Cassa Depositi e Prestiti con la garanzia dello Stato; le Poste sono soltanto le collocatrici.

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  8. Buongiorno Giacomo, il FTDI vale anche per le banche Credito Coperativo? Grazie

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    1. @ Gianna
      No, le BCC hanno un loro fondo di garanzia che ha le stesse tutele de FITD.

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