Prelievo forzoso: come difendersi

Articolo aggiornato il 25 luglio 2019

Se ci sarà un nuovo prelievo forzoso, sarai pronto a difenderti?

Come funziona il prelievo forzoso conti correnti

Il prelievo forzoso sui conti correnti è una tassa, applicata una tantum, che colpisce la giacenza presente sul conto corrente o su un conto deposito.

In realtà una imposta di questo tipo c’è già stata. Nell’estate del 1992, infatti, durante la fase più acuta della crisi che colpì l’Italia il Governo Amato impose un prelievo coatto su conti correnti e libretti di risparmio.

Si trattò di una imposizione rapportata alle somme che si trovavano sul conto al momento dello scatto. Il prelievo forzoso Amato fu il caso più eclatante di tassa patrimoniale, cui seguì l’introduzione dell’imposta di bollo.

Sebbene essa non sia rapportata alla consistenza del saldo, il bollo sui conti correnti è un piccolissimo prelievo forzoso che colpisce indistintamente tutti i clienti che hanno più di 5.000 € fermi.

Come difendersi dal prelievo forzoso

Cosa fare per evitare di essere colpiti da un possibile (ma poco probabile) prelievo forzoso?

Per prima cosa è utile distinguere il prelievo forzato dall’ imposta patrimoniale. Intendo dire che sono due cose diverse, nel senso che il primo può essere evitato, la seconda no.

Infatti, qualora il Governo decidesse di tassare il patrimonio in misura più aggressiva di quella attuale, non ci sarebbero vie di fuga. Anche se trasferissi i tuoi investimenti all’estero saresti soggetto all’imposta.

Dato che gli investimenti detenuti presso banche estere vanno dichiarati nel quadro RW, lo Stato conoscerebbe con precisione l’ammontare del tuo patrimonio e potrebbe costringerti a pagare una tassa sullo stesso. Sebbene i tuoi soldi si trovino all’estero.

Se vuoi approfondire questo argomento, ascolta la puntata dedicata del podcast di Segretibancari:

Ascolta “Patrimoniale 2019:come reagire alla nuova tassa (se ci sarà)” su Spreaker.

Difendersi dal prelievo forzoso è piuttosto semplice: limita la quantità di denaro presente sui conti correnti.

Secondo un’indagine della Banca d’Italia nel 2019 ci sono 1.400 miliardi di Euro fermi sui conti. Si tratta di una cifra importante, che frutterebbe un gettito notevole in caso di prelievo coatto.

Dove mettere i soldi per evitare il prelievo forzoso

Una volta capito che per evitare il prelievo forzoso è bene abbattere la liquidità ferma sui conto correnti, diventa indispensabile capire cosa fare.

In altre parole, trovare delle alternative. Queste, tuttavia, non possono essere i conti deposito, perché il passaggio del denaro comporterebbe il pagamento dell’imposta dello 0,20%.

Allo stesso modo l’investimento in fondi monetari o in ETF a breve termine comporta il pagamento dell’imposta. A causa dei bassissimi rendimenti la tassa, peraltro, non verrebbe recuperata. Per questi motivi la paura di un prelievo forzoso va sfruttata a tuo vantaggio.

Ovvero, dopo esserti reso conto che per fuggire alla tassa occorrono idee nuove, datti da fare. Sfrutta questo momento per elaborare un piano di investimento efficace che ti dia un buon rendimento in grado di compensare l’imposta dello 0,20% attualmente prevista.

In questo modo togliendo i soldi dal conto corrente eviterai il pagamento del prelievo forzoso, se ci sarà. Al tempo stesso l’investimento remunerativo che farai ti permetterà di ottenere un guadagno che ti ripagherà dell’imposta dello 0,20% sul conto titoli, lasciandoti con un reddito positivo alla fine.

Se ti serve aiuto nella elaborazione della strategia, vai alla pagina di A Scuola di Investimenti.

Think different, invest differently

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

44 commenti
  1. Buongiorno, nel farLe i complimenti per le rubriche, chiedo lumi su quest’ultimo pezzo. Non mi è chiara infatti l’affermazione riguardo i conti deposito. Cosa intende dire con l’espressione “tenere poca liquidita e aprire conti deposito?” Temo infatti che i cotni deposito, anche vincolati, verrebbero considerati liquidità e quindi oggetto di rpelievo forzoso e/o ulteriore patrimonailina mascherata con nomi di fantasia (bollo per l’europa, eurobollo o altre amenità). Semmai, mi sono sempre chiesto se non sarebbe intelligente aprire un conto all’estero e poi (DA QUEL CONTO, che ovviamente non renderà nulla e sarà anczi un piccolo costo) aprire un conto deposito a rendimento dignitoso… Grazie per una sua eventuale osservazione! Massimo Bordin

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    1. @ Massimo
      Purtroppo anche i conti all’estero potrebbero essere tassati. Non in loco, ovviamente, ma in Italia posto che gli investimenti all’estero devono essere inseriti nel quadro RW del modello Unico e come tali sono perfettamente visibili agli occhi del fisco. Per questo è bene avere più conti deposito in modo da mantenere la giacenza su ognuno di essi ‘bassa’ nell’ipotesi che un eventuale prelievo colpirà solo i saldi superiori ad un certo importo.
      Ma siamo nel campo delle ipotesi, purtroppo. Grazie per i complimenti.

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      1. @Giacomo, ma nell’ipotesi non potrebbero legare il prelievo al singolo codice fiscale invece che al singolo conto ? In tal caso diversificare aprendo diversi conti sarebbe una complicazione e un moltiplicarsi di bolli ecc. inutile …

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  2. Non puo’essere piu’ semplice avere pochissima liquidita’ ed investire in bond di emittenti estere o
    in valuta diversa dall’ euro.? Come potrebbero tassare un contrvalore vincolato a scadenza?

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    1. @ Carmela
      Il fatto che un deposito sia ‘vincolato’ non significa che non ci sia. Allo stesso modo i conti esteri (e le attività detenute all’estero) sono perfettamente ‘visibili’ dall’Agenzia delle Entrate.

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  3. Effettivamente da un prelievo forzoso non si salverebbero neppure i conti esteri,vedi imposta sui bolli che già li colpisce.Il problema è che nel caso di prelievo, lo stato potrebbe applicare aliquote diverse tra conti esteri e quelli di casa proprio per scoraggiare la fuga di capitali.A questo punto ripartirebbe la ricerca dei metodi per offuscare i capitali…..buoni esperti del campo cercasi…….

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    1. @ Gabriele
      A quello non avevo pensato. In effetti – paradossalmente – i conti esteri potrebbero essere addirittura più penalizzati da un eventuale prelievo dei conti italiani.

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  4. Buongiorno Giacomo, mi pare che i nostri amici politici ed economisti siano tanto stupidi e sbadati da non rendersi conto di fare le leggi e loro vantaggio e nel farsi piovere addosso i soldi, mentre diventino molto furbi ed attenti quando si tratta di raschiare i risparmi ai cittadini. Detto questo, credi che sia veramente sufficiente suddividere i risparmi in più conti deposito al fine di non raggiungere la franchigia? Non basterebbe fare una ricerca per nominativo e valutare se la somma di tutti i risparmi posseduti da una persona superi il tetto massimo al di sopra del quale ci sarà il prelievo forzoso? Grazie per i tuoi consigli e buona giornata.

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    1. @ Marcus @ Alecat
      Non credo sia fattibile fare delle ricerche basate sul codice fiscale. Poiché nell’ipotesi sarebbero le banche a fare da sosituto di imposta ognuna di esse verserà le imposte sulla base dei soldi che ha in deposito, all’oscuro di quello che fanno le altre. Difatti l’imposta di bollo sugli strumenti finanziari colpisce i singoli conti e non il totale.

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  5. I buoni postali furono sottoposti al prelievo del ’92? e in caso di futuro prelievo lo saranno secondo lei?

    Saluti

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    1. @ Niccolò
      A memoria furono esclusi. L’imposta colpì solo i libretti.

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  6. Ma come facciamo a capire quale sarà più o meno l’importo di giacenza su cui fare affidamento affinchè non ci tocchino i nostri risparmi?? La lezione di Cipro insegna che ci sono arrivati molto ma molto pesanti ( almeno oltre i 100.000 euro ).Tecnicamente è possibile aprire fino a un max di 3 conti deposito per ogni banca ( tipo conto rendimax di banca ifis ) ma il tetto di 100.000 è per codice fiscale quindi nominativo.Esiste qualche altra scappatoia?Credo poco alle favole!!!!
    Grazie Giacomo

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    1. @ Giuseppe
      Con tutti i limiti del caso (stiamo parlando di ipotesi) credo che la cosa migliore da fare sia aprire 3 conti da 30.000 l’uno presso tre banche diverse. E incrociare le dita 🙂

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  7. Giacomo, dopo aver letto il tuo articolo e continuando a pensare che anche in Italia faranno un prelievo forzoso, mi chiedo se la soluzione migliore è prelevare il denaro, magari in banconote diverse dall’euro e nasconderlo in casa oppure comprare oro fisico da investimento, come in un tuo articolo passato riguardo Bullion Vault…ma in questo caso se compro oro fisico di mia proprietà e decido di custodirlo nelle loro cassaforti di Zurigo…sono costretto lo stesso a segnalarlo nel modello unico?
    A volte penso di andarmene veramente da questa Italia……dove pure i risparmi di una vita sono in pericolo….ciao
    Danilo

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    1. @ Danilo
      Le banconote in casa non dovrebbero essere segnalate, mentre il possesso di una cassetta di sicurezza fuori Italia forse sì ma non ne sono sicuro non essendo un fiscalista. Se davvero sei spaventato io prenderei in considerazione l’idea di andarmene dall’Italia e recidere tutti questi problemi alla radice. Un abbraccio!!

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  8. Per quanto riguarda i bpf confermo che nel 92 non furono toccati ma questo non garantisce per il futuro.Inoltre l’imposta di bollo dello 0,15% alla fine dell’anno colpirà anch’essi.Lo Stato monitora il comportamento dei risparmiatori e si adegua da buon parassita.L’unica vera e definitiva soluzione è trasferirsi all’estero ma sono pochi quelli che lo possono fare…..per tanti motivi…….ovvero il ricorso all’evasione, che tanti commercialisti applicano per i loro clienti più facoltosi.Ultima magra consolazione….meglio essere preoccupati per tasse che colpiranno il patrimonio piuttosto che non avere un patrimonio…..credo.

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    1. @ Gabriele
      Pillole di saggezza che dovrebbero essere scritte sulla pietra 🙂
      Grazie per il tuo intervento, come sempre puntuale e preciso, e buon week end a tutti.

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  9. @TUTTI
    Io penso che non faranno un prelievo forzoso ora, in Italia…sanno che le persone stanno correndo ai ripari dopo Cipro e quindi rischiano di fare una manovra infruttuosa. Non mi preoccuperei di questo!

    Ovviamente è solo un mio pensiero e prendete ciò che ho asserito al pari di una favola.

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    1. @ Moon
      In effetti un prelievo forzoso (o il semplice timore di esso) creerebbe una fuoriuscita pazzesca di capitali dall’Italia per cui, fermo restando che nessuno può conoscere il futuro, sono d’accordo con te.

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  10. Secondo me, almeno per il momento, non faranno nessun prelievo forzoso. Sia per i motivi espressi da @moonwalker, sia perché solo l’anno scorso è stata introdotta l’imposta Monti (che altro non è che una minipatrimoniale) che da quest’anno entra a pieno regime con l’1,5 per mille con un minimo di 34,20 euro e senza tetto massimo; applicata a tutti gli strumenti finanziari e dove per l’esenzione viene considerata come cut-off la giacenza media annua di 5.000 euro. Questo intervento, secondo me, è decisamente più “invasivo” del prelievo una tantum fatto a Cipro.
    Se oltre a questo, all’Imu, alla Tares maggiorata dall’addizionale comunale etc… si arrivasse comunque al prelievo forzoso, vorrebbe dire essere davanti al default del paese.
    Io, attualmente, soprattutto dopo lo scandalo di deutsche bank, sono sempre più preoccupato per il destino dell’euro che per il prelievo forzoso. In quanto se l’euro crollasse potrebbero esserci conseguenze talmente imprevedibili che il prelievo forzoso a confronto potrebbe essere una passeggiata.
    Un abbraccio a tutti e come sempre complimenti a Giacomo. 🙂
    Luca

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    1. @ Luca
      Concordo. Comunque il fallimento dell’euro è fuori discussione perché le conseguenze sarebbero talmente terribili da giustificare – forse – una guerra all’interno del Continente. Grazie per i complimenti e per l’affetto con cui mi segui ormai da qualche anno. Buon week end!!

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  11. Mi inserisco per chiedere una cosa a proposito del conto deposito che offre la deutsche bank, che dà un interesse lordo annuo del 4%.
    Vorrei sapere se la Deutsche Bank è effettivamente molto solida e quindi affidabile, oppure sono vere alcune voci che girano su internet, secondo le quali questo colosso bancario è in realtà pieno di problemi, che ad oggi non sono ancora venuti alla luce.
    Grazie

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    1. @ Alessio
      Credo che il fatto stesso che la Deutsche offra un tasso così alto significa che ha ‘sete’ di liquidità. Ora non che la Deutsche sia meno solida di altri, intendiamoci. E non che sarà lasciata fallire dal Governo tedesco, però credo che oggi occorra essere prudenti. Chi offre tassi fuori mercato lo fa proprio perché ha un bisogno fuori norma di reperire mezzi liquidi, per cui non lasciamoci attrarre da tassi anomalmente alti.

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  12. Giacomo, potrebbe essere una soluzione andare in banca e farsi consegnare i risparmi depositati su conti deposito in assegni circolari? Per tenerlo in casa fino a quando passa la “buriana”?
    Grazie anticipatamente per la tua risposta .
    Un saluto.

    Rispondi
    1. @ Massimo
      Purtroppo no. Se la buriana diventasse un uragano le banche diventerebbero insolventi e gli assegni non varrebbero più nulla. Un abbraccio fraterno.

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  13. Ciao Giacomo, seguo con interesse i tuoi post. Un consiglio: la banca mi offre di sottoscrivere obbligazioni atasso variabile, scadenza 2018, cedola trimestrale 2,75 + Euribor a tre mesi, taglio minimo 10 mila euro. Qual’e il tuo parere? Ti ringrazio e complimenti per il sito.

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    1. @ Angela
      Grazie per i complimenti. Per poterti rispondere ho bisogno di sapere qualche cosa in più sulle obbligazioni che ti hanno proposto. Ad esempio:

      a) saranno quotate?
      b) chi le emette?

      Di solito consiglio di non sottoscrivere nulla in emissione per non pagare commissioni implicite ma di attendere che gli stessi titoli siano quotati sul mercato. A quel punto si potranno comprare ad un prezzo inferiore a quello di emissione grazie allo ‘scorporo’ delle commissioni stesse. Ma se mi dai i dati che ti ho chiesto ti darò volentieri un parere.

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      1. Obbligazioni a tasso variabile:
        – si, il titolo sara’ quotato sui mercati regolamentari
        – saranno emesse da Banca Intesa
        Grazie ancora per i preziosi suggerimenti che fornisci.

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        1. @ Angela
          Viste le condizioni direi che puoi prenderne 10.000 (ammesso che la tua disponibilità sia tale da permetterti comunque una buona diversificazione). Aspetta però che siano quotate e comprale sul mercato ma non in emissione. Questi titoli hanno delle commissioni di collocamento che il mercato ‘sterilizza’ con il risultato che nei primi giorni di negoziazione quoteranno 100 (prezzi di emissione) – commissione implicita.

          Prova a farti dare l’isin e tra un mesetto di tanto in tanto cercale sul mercato. E trovatole, comprale… Non sarebbe male chiedere alla banca quando saranno quotate, così farai prima 🙂

          Un caro saluto.

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  14. Carissimo Giacomo,

    ho una domanda che in fondo interessa un po’ a tutti. Molti in questo periodo decidono di portare i loro risparmi all’estero per evitare una “patrimoniale” o prelievo forzoso, ma io pongo un problema: se il trasferimento di denaro avviene tramite banche non si sfuggirebbe. Si dovrebbe portare del contante fuori dall’Italia in maniera da renderlo non rintracciabile. Quanto è il limite massimo di denaro contante che si può portare fuori dall’Italia senza doverlo dichiarare ? Qual è la tua soluzione a riguardo ?

    Io penso che la gente (me compreso) è stufa di una politica che ha rubato tanti soldi ed è rimasta impunita, e sapere che possono prelevare contro volontà anche un solo cent dei risparmi di una vita brucia, brucia molto.

    Un abbraccio

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    1. @ moon
      Non so dirti quale sia il limite di esportazione di contante. Posso però dirti che questa operazione è limitata a cifre piccole, perché alla frontiera sarai sottoposto a verifica con tutte le conseguenze del caso se non rispetti la legge. Che la situazione sia tesa è fuori dubbio, ma è inutile cercare soluzioni a meno di uscire dalla legalità, cosa che non prendo nemmeno in considerazione.
      Un abbraccio anche a te.

      Rispondi
      1. @ Giacomo

        In ogni modo portare fuori dall’Italia cifre dell’ordine di 100 000 Euro non è un mio problema, quindi credo che comunque vada i piccoli risparmiatori, me compreso, saranno tutelati e forse chi ha lucrato sul sangue dei più poveri è giusto che paghi qualcosina

        Rispondi
  15. fare una polizza a premio unico? potrebbe evitare il prelievo?

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    1. @ Nicola
      Purtroppo no. Il prelievo forzoso colpirebbe lo ‘status quo’ dei contratti, siano essi a premio unico o a premio annuo.

      Rispondi
  16. @ Giacomo Ciao Giacomo molto interessante l argomento quindi facciamo un caso: se una persona possiede 200 mila euro e li investe in titoli , obbligazioni e tiene sul conto 10 mila per le proprie esigenze potrebbe essere tutto posto sotto prelievo forzoso ? Grazie

    Rispondi
    1. @ Alex
      Teoricamente sì. Dipende in buona misura da che cosa sarà l’imponibile di un eventuale prelievo forzoso…

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  17. Ciao Giacomo, ti riscrivo la mia domanda perchè(non so perchè) la precedete non la visualizza e sono già trascori tre giorni e tu di solito rispondi dopo uno. Tu dici che per cercare evitare il prelievo forzoso(se mai ci sarà) bisognerebbe sottoscrivere più conti deposito o tenere sui conti correnti circa 30000 euro. La mia domanda: se ho un conto corrente di 60000 conitestato con mia moglie, lo stato lo conteggia come 30000 a testa o 60000? Un ultima cosa i bond, fondi etc vengono conteggiati sull’imponibile da eventualmente tassare? Sperando che il sistema mi accetta, grazie per una tua risposta.
    Un saluto
    Franco

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    1. @ Franco
      Ti chiedo scusa ma forse il tuo commento era finito nello spam automaticamente. Ti rispondo volentieri: un eventuale prelievo forzoso credo colpirebbe solo i saldi dei conti correnti e dei conti deposito con esclusione degli ETF e degli ETC. In passato quando ci fu il prelievo imposto da Amato nel 1992 furono colpiti solo i libretti di risparmio e i conti correnti.

      L’imposta colpiì però tutti i conti, sia quelli con un solo intestatario sia quelli con più intestatari. Nel tuo caso l’imposta sarebbe calcolata su 6.000 euro e addebitata sul conto intestato con tua moglie.

      Un abbraccio e continua a seguirmi 🙂

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      1. @ Giacomo,
        Se in un eventuale prelievo forzoso lo Stato mettesse un limite per esempio un prelievo solo sopra i 35000 euro. In un conto cointestato con mia moglie di 60000 euro secondo logica non dovrebbero toccarlo, perchè risulta come se fosse 30000 a testa, giusto? Se no ci costringerebbero ad aprire due conti correnti separati a tutte le coppie.
        Un saluto e grazie per le dritte

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        1. @ Franco
          Tutto potrebbe essere. Ma ci muoviamo nell’ambito delle ipotesi, poiché è impossibile sapere al momento attuale quando (e soprattuto SE) lo Stato metterà un prelievo forzoso.
          Un caro saluto e grazie a Te.

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  18. come mai su internet si parla comunque di prelievo forzoso?? continuamente??

    io non ho molto 25000 però vorrei sapere se esiste possibilità di prelievo forzoso grazie
    saluti

    Rispondi
    1. @ Patrizia
      Nessuno può saperlo con esattezza così come nessuno può sapere se la Grecia resterà nell’Euro. E’ una di quelle cose che scopriremo solo vivendo anche se onestamente credo che non ci sarà… Un caro saluto e a presto.

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  19. anche se e’ un post di qualche mese fa.domanda ma se applicano il prelievo forzoso sopra i 100.000 o tassi negativi (che e’ un prelievo forzoso mascherato) , uno che ha un conto cointestato si salverebbe se il saldo e’ 120.000 ? secondo me no

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    1. @ Marco
      No, come hai notato tu stesso…

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