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	<title>ETF - Cosa Sono - Scopri gli ETF Migliori</title>
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	<description>Investire in modo consapevole</description>
	<lastBuildDate>Wed, 09 Jul 2025 17:13:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Vantaggi e svantaggi degli ETF a gestione attiva</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/etf-a-gestione-attiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli ETF a gestione attiva sono il tentativo delle SGR di recuperare redditività? O sono strumenti utili all&#8217;investitore in cerca di guadagni? Cosa sono e come funzionano gli ETF a gestione attiva Gli ETF sono fondi passivi che replicano l’andamento di un determinato indice finanziario, cercando di eliminare il rischio che scelte di gestione errate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Vantaggi e svantaggi degli ETF a gestione attiva' data-link='https://www.segretibancari.com/etf-a-gestione-attiva/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-1.png" alt="ETF gestione attiva" class="wp-image-28644" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-1.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-1-480x270.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p style="font-size:18px"><strong>Gli ETF a gestione attiva sono il tentativo delle SGR di recuperare redditività? O sono strumenti utili all&#8217;investitore in cerca di guadagni?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono e come funzionano gli ETF a gestione attiva</h2>



<p>Gli <strong><a href="https://www.segretibancari.com/etf-da-tenere-per-sempre/">ETF</a></strong> sono fondi passivi che replicano l’andamento di un determinato indice finanziario, cercando di eliminare il rischio che scelte di gestione errate possano portare a un rendimento inferiore rispetto a quello dell&#8217;indice sottostante. <strong>Il loro basso costo, la possibilità di comprarli e venderli in tempo reale</strong> rendono questi strumenti insostituibili per l’investitore consapevole.</p>



<p><strong>Gli ETF a gestione attiva</strong>, invece, cercano di offrire performance superiori rispetto agli indici di riferimento, attraverso una gestione quantitativa e algoritmica del portafoglio. Questi strumenti non si limitano a replicare un indice, ma cercano di batterlo, attraverso una selezione di titoli e un&#8217;allocazione tattica. In pratica, questi ETF &#8220;clonano&#8221; indici finanziari costruiti con una metodologia attiva che punta a <strong>sovraperformare il mercato</strong>.</p>



<p>Il vantaggio principale degli ETF a gestione attiva è che <strong>l&#8217;investitore conosce in anticipo la strategia di investimento</strong>, può acquistare e vendere gli ETF in tempo reale e ha accesso alla composizione del portafoglio. Tuttavia, se <strong>Jack Bogle</strong>, il fondatore di Vanguard, li ha definiti “lupi travestiti da pecore”, c&#8217;è qualcosa che il grande pubblico potrebbe ignorare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A chi convengono gli ETF gestione attiva?</h2>



<p>Gli ETF a gestione attiva sono stati creati per cercare di recuperare redditività in un mercato in cui gli ETF passivi hanno preso piede, sottraendo masse enormi di denaro dai fondi tradizionali. <strong>Le banche si sono viste prive di una fetta significativa di ricavi</strong>, e perciò si sono adattate con una nuova offerta: gli ETF a gestione attiva.</p>



<p>Prendiamo <strong>BlackRock</strong> come esempio, con il marchio iShares: anche se il gigante statunitense è noto per la sua presenza nel mercato degli ETF passivi, non è indifferente alla possibilità di vendere ETF a gestione attiva, poiché questi strumenti consentono di praticare una <strong>strategia di pricing diversa</strong>, meno soggetta alla concorrenza sui costi.</p>



<p>Gli ETF a gestione attiva, infatti, sono <strong>più costosi rispetto agli ETF passivi</strong>, e la gestione proprietaria delle strategie consente agli emittenti di non essere troppo competitivi sul prezzo, a differenza dei fondi tradizionali. In questo senso, la creazione di questi strumenti è principalmente una mossa di <strong>marketing</strong>, che punta a vendere prodotti più redditizi per gli emittenti, ma con un costo maggiore per gli investitori.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.segretibancari.com/perche-segreti-bancari/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png" alt="" class="wp-image-21993" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3-20x17.png 20w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Cosa rende gli ETF a gestione attiva diversi?</h2>



<p>Vediamo insieme qualche esempio pratico, attingendo da ciò che ci spiega lo stesso gestore riguardo agli ETF a gestione attiva. Gli ETF attivi, infatti, <strong>non sono tenuti a replicare esattamente un indice</strong>. Possono selezionare titoli fuori dall&#8217;indice e variare i pesi percentuali.</p>



<p><strong>Primo livello di Gestione Attiva</strong>: Gli ETF a gestione attiva possono scegliere <strong>titoli non inclusi nell&#8217;indice di riferimento</strong>, offrendo una flessibilità che non è disponibile per i fondi passivi.</p>



<p><strong>Secondo livello di Gestione Attiva</strong>: Il <strong>peso percentuale</strong> degli asset non è fisso, ma può essere adattato in base a fattori come il <strong>cash drag</strong> (liquidità generata da compravendite, operazioni straordinarie, dividendi non reinvestiti, ecc.), trasformando un ETF azionario in un portafoglio bilanciato.</p>



<p><strong>Terzo livello di Gestione Attiva</strong>: Gli ETF a gestione attiva utilizzano <strong>derivati</strong> a scopo di generare reddito aggiuntivo, non solo per coprire i rischi come nel caso degli ETF passivi. <strong>La leva di mercato</strong> è un altro strumento che può essere usato dai gestori per amplificare i rendimenti.</p>



<p><strong>Quarto livello di Gestione Attiva</strong>: <strong>L&#8217;integrazione dei criteri ESG</strong> (ambientali, sociali e di governance) aggiunge un ulteriore livello di discrezionalità nella selezione dei titoli. Ad esempio, mentre un ETF tradizionale su <strong>MSCI USA</strong> potrebbe contenere quasi 600 titoli, una versione ESG potrebbe scendere a circa 500, e quella attiva si ferma intorno ai 200.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I costi e la trasparenza degli ETF a gestione attiva</h2>



<p>Se da un lato gli ETF passivi sono noti per la loro <strong>trasparenza e per il costo contenuto</strong>, gli ETF a gestione attiva non godono della stessa chiarezza, soprattutto riguardo alla qualità dei modelli quantitativi impiegati e alla segretezza delle metodologie di selezione. Inoltre, <strong>i costi degli ETF attivi sono circa tre volte superiori</strong> rispetto agli ETF passivi della stessa categoria.</p>



<p>Il <strong>marketing finanziario</strong> spingerà sicuramente sugli ETF a gestione attiva, specialmente nelle fasi di incertezza dei mercati o durante periodi di massimi storici, con l’obiettivo di offrire <strong>strategie di uscita rapide</strong> rispetto agli strumenti low-cost. Tuttavia, come sottolineato da molti esperti, questo tipo di strumento può essere un <strong>miraggio</strong> per gli investitori che abbandonano il rigorismo passivo per inseguire il sogno di una gestione attiva che promette di fare meglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La performance degli ETF attivi</h2>



<p>Per ragioni di brevità ho paragonato due coppie di ETF. Il primo di ogni coppia è un prodotto standard, mentre il secondo è un ETF attivo di Franklin Templeton. Le aree geografiche esaminate sono Europa, Emergenti e Usa. </p>



<p>Sono consapevole del fatto che occorrerebbe un&#8217;analisi più approfondita per capirne la convenienza. Tuttavia questo studio superficiale sembra <strong>confermare</strong> quello che sosteniamo. In linea di massima gli <strong>ETF a gestione attiva non offrono reali vantaggi all&#8217;investitore. </strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Azioni europee</h3>



<p>Il grafico che segue paragona l&#8217;<strong>ETF Amundi su MSCI Europe</strong> (ISIN LU1681042609) con il <strong>Franklin LibertyQ European Equity </strong>(ISIN IE00BFWXDW46):</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="412" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Europa-1-1024x412.png" alt="ETF gestione attiva vs passiva - Europa" class="wp-image-22129" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Europa-1-1024x412.png 1024w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Europa-1-300x121.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Europa-1-768x309.png 768w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Europa-1-640x258.png 640w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Europa-1-20x8.png 20w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Europa-1.png 1142w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Senza entrare nel merito della strategia sottostante, è immediato constatare come la performance dei due prodotti sia praticamente identica. </p>



<p>La <em>volatilità</em> è praticamente la stessa. Infatti Il Franklin ha un valore di 17,32% contro il 17,47% di Amundi. Il drawdown è identico. Esso è pari al 33,65% per Franklin e al 35,12% per Amundi.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Azioni emergenti</h3>



<p>In questo caso il vincitore è l&#8217;ETF standard. Mentre l&#8217;<strong>ETF Franklin LibertyQ Emerging Mkt</strong> (ISIN IE00BF2B0K52) ha reso il 5,12% dal 2018 al 2021, l&#8217;<strong>iShares Core MSCI EM IMI</strong> (ISIN IE00BKM4GZ66) ha reso il 19,97%.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="425" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-emergenti-1024x425.png" alt="ETF gestione attiva vs passiva - emergenti" class="wp-image-22130" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-emergenti-1024x425.png 1024w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-emergenti-300x124.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-emergenti-768x318.png 768w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-emergenti-640x265.png 640w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-emergenti-20x8.png 20w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-emergenti.png 1143w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il drawdown è stato identico. Esso ammonta al 33,06% per il Franklin e al 32,49% per iShares. La volatilità, per concludere, è paragonabile. Essa è del 13,54% per il Franklin e del 15,67% per iShares.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Azioni Usa</h3>



<p>Anche in questo caso l&#8217;ETF attivo ha reso come quello passivo:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="450" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Usa-1024x450.png" alt="ETF gestione attiva vs passiva - Usa" class="wp-image-22131" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Usa-1024x450.png 1024w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Usa-300x132.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Usa-768x338.png 768w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Usa-640x281.png 640w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Usa-20x9.png 20w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/ETF-gestione-attiva-vs-passiva-Usa.png 1140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Nel breve periodo di tempo in cui è disponibile, il <strong>Franklin S&amp;P500 Paris Climate</strong> (ISIN IE00BMDPBZ72) ha reso il 41,07% mentre l&#8217;<strong>iShares Core S&amp;P 500</strong> (ISIN IE00B5BMR087) il 39,28%. La volatilità del primo è stata del 12,70% contro il 12,12% dell&#8217;ETF a gestione attiva.</p>



<p>Infine il drawdown è praticamente identico. Esso è dell&#8217;8,48% per il Franklin attivo e dell&#8217;8,10% per iShares passivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>Investire in ETF a gestione attiva ha senso se si conosce con precisione la <em>strategia sottostante</em>. È particolarmente importante conoscerne i <strong>punti deboli e i punti di forza</strong>. Occorre inoltre capire bene se i <strong>maggiori costi</strong> dei prodotti attivi siano giustificati o se, invece, rappresentino un inutile <em>fardello</em> per le performance.</p>



<p>L&#8217;investitore consapevole farà bene a evitare, fuori da queste ipotesi, gli ETF attivi per restare sui prodotti tradizionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Indeciso sul da farsi?</h2>



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<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver &#8211; CEO di Segreti Bancari</p>
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		<title>Investire nella difesa conviene? Opportunità o moda rischiosa?</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/investire-nella-difesa-rischio-o-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il settore della difesa è diventato un tema caldo tra gli investitori. L’aumento delle tensioni geopolitiche e il conseguente incremento della spesa militare hanno acceso i riflettori su questo comparto, portando molti a considerarlo una nuova opportunità di investimento. Ma è davvero così? Oppure si tratta semplicemente dell’ennesima moda di mercato, destinata [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/03/investire-difesa.png" alt="investire nella difesa" class="wp-image-28748" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/03/investire-difesa.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/03/investire-difesa-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p>Negli ultimi anni, il settore della difesa è diventato un tema caldo tra gli investitori. L’aumento delle tensioni geopolitiche e il conseguente incremento della spesa militare hanno acceso i riflettori su questo comparto, portando molti a considerarlo una <strong>nuova opportunità di investimento</strong>.</p>



<p>Ma è davvero così? Oppure si tratta semplicemente dell’ennesima moda di mercato, destinata a far perdere soldi a chi si lascia trascinare dall’entusiasmo? Vediamo perché investire nella difesa potrebbe <strong>non avere senso</strong> e quali sono i rischi reali di questa scelta.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Perché il settore della difesa è sotto i riflettori?</h2>



<p>Le recenti crisi geopolitiche, come la guerra in Ucraina, hanno spinto i governi a rafforzare le proprie capacità militari, aumentando i budget destinati alla difesa. Paesi membri della NATO hanno accelerato gli investimenti per raggiungere l’obiettivo del <strong>2% del PIL</strong> in spesa militare, alimentando una domanda crescente per aziende del settore.</p>



<p>Inoltre, le tecnologie sviluppate in ambito militare trovano applicazioni anche nell’aerospaziale e nella cybersecurity, rendendo il comparto interessante dal punto di vista dell’innovazione.</p>



<p>Tutto questo, però, è <strong>già noto al mercato</strong>. E qui sta il problema. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero rischio: seguire la moda e comprare troppo caro</h2>



<p>Quando un settore diventa di tendenza, i prezzi delle sue azioni e dei relativi ETF tendono a salire rapidamente, spesso <strong>anticipando la realtà economica</strong>. Questo significa che quando l’investitore medio inizia a interessarsi all’argomento, è molto probabile che le valutazioni siano già gonfiate.</p>



<p><strong>Ecco perché investire nella difesa oggi potrebbe non essere una buona idea:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>I prezzi scontano già le notizie:</strong> tutto ciò di cui si parla è spesso <strong>già incorporato nel prezzo</strong> dei titoli, riducendo il potenziale di guadagno futuro.</li>



<li><strong>Il rischio di <a href="https://www.segretibancari.com/bolla-finanziaria/">comprare in bolla</a>:</strong> entrare in un settore dopo che i prezzi sono saliti significa rischiare di acquistare <strong>a valutazioni elevate</strong>, esponendosi a potenziali ribassi.</li>



<li><strong>Comportamento da investitori inconsapevoli:</strong> la massa tende a comprare quando i prezzi sono alti e a vendere nel panico quando scendono. Questo fenomeno è sempre presente nei mercati ed è una delle principali cause di perdite per gli investitori meno esperti.</li>
</ul>



<p>Per fare un paragone, basta guardare cosa è successo negli anni passati con settori di moda come <strong>le criptovalute, i titoli tecnologici e le <a href="https://www.segretibancari.com/etf-clean-energy-che-fare/">energie rinnovabili</a></strong>: dopo forti rally iniziali, molti investitori sono rimasti scottati dalle correzioni successive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">ETF sulla difesa: uno strumento utile, ma con le giuste cautele</h2>



<p>Per chi volesse comunque investire in questo settore, gli <strong>ETF sulla difesa</strong> offrono una soluzione diversificata. Tuttavia, anche qui bisogna fare attenzione a <strong>cosa si sta comprando e a che prezzo</strong>.</p>



<p><strong>Alcuni ETF popolari sulla difesa:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>VanEck Defense UCITS ETF</strong> – investe in aziende attive nel settore della difesa e tecnologia militare.</li>



<li><strong>HANetf Future of Defence UCITS ETF</strong> – concentra l’esposizione sulle innovazioni tecnologiche del settore.</li>



<li><strong>WisdomTree Europe Defence UCITS ETF (WDEF)</strong> – focalizzato sulle aziende europee del settore della difesa.</li>
</ul>



<p><strong>Cosa considerare prima di acquistare un ETF sulla difesa?</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Il momento di ingresso</strong>: acquistare dopo un forte rialzo può esporre al rischio di correzione.</li>



<li><strong>I costi di gestione (TER)</strong>: incidono sui rendimenti nel lungo termine.</li>



<li><strong>La metodologia di replica</strong>: meglio preferire ETF a replica fisica piuttosto che sintetica.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Le alternative: investire in settori meno inflazionati</h2>



<p>Se l’obiettivo è investire in comparti solidi con un buon potenziale di crescita, esistono altre opportunità meno speculative:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Settore industriale</strong>: molte aziende della difesa sono incluse in ETF più ampi che offrono esposizione a diversi comparti, riducendo il rischio specifico.</li>



<li><strong>Tecnologia e cybersecurity</strong>: segmenti che beneficiano dell’innovazione tecnologica senza i rischi legati alle fluttuazioni della spesa pubblica. Questi settori potrebbero essere di nuovo interessanti ora che le quotazioni sono un po&#8217; scese.</li>



<li><strong>ETF su dividend aristocrats</strong>: per chi cerca stabilità, gli ETF che investono in aziende con una lunga storia di dividendi costanti sono una scelta più prudente.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: il settore della difesa non è l’affare del secolo</h2>



<p>Investire nella difesa potrebbe sembrare una buona idea a prima vista, ma <strong>seguire la moda raramente porta a guadagni nel lungo termine</strong>. La storia dimostra che ciò di cui tutti parlano è spesso <strong>già prezzato dal mercato</strong>, lasciando poco spazio a ulteriori rialzi e aumentando il rischio di subire perdite.</p>



<p>Gli investitori più esperti sanno che <strong>comprare alto e vendere basso è la strada sicura per perdere soldi</strong>. Piuttosto che inseguire il settore più in voga, è fondamentale <strong>analizzare con lucidità le opportunità di investimento</strong> e non farsi trascinare dall’emotività.</p>



<p>Se vuoi costruire un portafoglio solido e orientato al lungo termine, valuta strategie più equilibrate e meno speculative. La moda del momento potrebbe rivelarsi solo un’illusione costosa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Strumenti efficaci per investire con sicurezza</h2>



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		<title>ETF tematici: moda passeggera, bidone o opportunità di investimento per il futuro?</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/etf-tematici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli ETF tematici sono ormai sulla bocca di tutti, ma sono davvero una scelta strategica o solo una moda passeggera? In questo articolo analizzeremo vantaggi, rischi e criteri di valutazione per aiutarti a capire se vale la pena includerli nel tuo portafoglio. Cosa sono gli ETF tematici (o settoriali)? Gli Exchange-Traded Fund (ETF) tematici sono [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/11/ETF-settoriali.png" alt="ETF settoriali" class="wp-image-28652" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/11/ETF-settoriali.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/11/ETF-settoriali-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p style="font-size:18px"><strong>Gli ETF tematici sono ormai sulla bocca di tutti, ma sono davvero una scelta strategica o solo una moda passeggera? In questo articolo analizzeremo vantaggi, rischi e criteri di valutazione per aiutarti a capire se vale la pena includerli nel tuo portafoglio.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono gli ETF tematici (o settoriali)?</h2>



<p>Gli <strong>Exchange-Traded Fund (ETF)</strong> tematici sono strumenti finanziari che replicano indici focalizzati su settori o temi specifici, come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Intelligenza artificiale e tecnologia</strong></li>



<li><strong>Energia pulita e rinnovabile</strong></li>



<li><strong>Cambiamento climatico</strong></li>



<li><strong>Invecchiamento della popolazione</strong></li>
</ul>



<p>Questi ETF consentono agli investitori di scommettere su trend globali e innovazioni che potrebbero trasformare il futuro dell&#8217;economia. <strong>Ma cosa li rende così popolari?</strong></p>



<p><strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Ecco cosa puoi fare oggi per investire al meglio&#8230;</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">I motivi dietro il boom degli ETF tematici</h2>



<p>Negli ultimi anni, il mercato degli ETF tematici ha registrato una crescita esponenziale, spinta da due fattori principali:</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. L&#8217;attrazione per i megatrend</h3>



<p>Investire in megatrend – come la transizione energetica o l’intelligenza artificiale – è allettante per chi cerca di cavalcare le innovazioni del futuro. Temi come il <strong>Net Zero</strong> o la <strong><a href="https://www.segretibancari.com/etf-robotica-2/">robotica avanzata</a></strong> attirano sia gli investitori giovani sia quelli più esperti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Facilità di accesso</h3>



<p>Grazie agli ETF, è possibile investire in settori complessi senza dover selezionare singole azioni. Invece di scegliere un’azienda specifica, puoi puntare su un intero settore con un solo strumento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. La promessa di rendimenti superiori</h3>



<p>I temi caldi tendono ad attirare capitali, creando aspettative di forti guadagni. Tuttavia, questa stessa caratteristica può nascondere rischi di volatilità e di sopravvalutazione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.segretibancari.com/perche-segreti-bancari/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png" alt="" class="wp-image-21993" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3-20x17.png 20w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Vantaggi degli ETF Tematici</h2>



<p>Gli ETF tematici offrono diversi benefici agli investitori, tra cui:</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Diversificazione mirata</h3>



<p>Nonostante siano concentrati su un tema, questi ETF consentono di investire in molteplici aziende di quel settore, riducendo il rischio associato a una singola azione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Esposizione a settori emergenti</h3>



<p>Gli ETF tematici permettono di accedere a industrie che potrebbero non essere ancora pienamente rappresentate nei mercati tradizionali. Ad esempio, settori come la <strong>biotecnologia</strong> o l’<strong>energia idrogeno</strong> potrebbero diventare pilastri del futuro economico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Accesso economico e liquidità</h3>



<p>Come tutti gli ETF, anche quelli tematici presentano costi di gestione ridotti rispetto ai fondi attivi e possono essere acquistati e venduti facilmente sui mercati regolamentati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rischi nascosti degli ETF Tematici</h2>



<p>Se da un lato gli ETF tematici promettono innovazione e crescita, dall’altro non sono esenti da rischi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Elevata volatilità</h3>



<p>I settori emergenti sono spesso soggetti a grandi oscillazioni di prezzo. Un ETF sull’intelligenza artificiale, ad esempio, potrebbe subire forti perdite durante periodi di crisi tecnologica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Rischio di concentrazione</h3>



<p>Molti ETF tematici si focalizzano su pochi settori o regioni, aumentando il rischio di dipendenza da specifici eventi geopolitici o economici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Rendimenti incerti</h3>



<p>Non tutti i temi si traducono in successi finanziari. Alcuni settori, come le <strong>criptovalute</strong> o il <strong>metaverso</strong>, possono perdere popolarità o risultare meno redditizi del previsto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come valutare un ETF Settoriale</h2>



<p>Investire in ETF tematici richiede un’analisi approfondita. Ecco alcuni aspetti chiave da considerare:</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Comprendi il tema di riferimento</h3>



<p>Chiediti: il tema su cui investo ha un potenziale a lungo termine? Evita di seguire ciecamente le mode e punta su trend con solide fondamenta economiche. Tieni anche presente il prezzo a cui compri un certo prodotto. <strong>Se il sottostante presenta ottime prospettive significa che il prezzo le ha già scontate e probabilmente scenderà.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Analizza i costi di gestione</h3>



<p>Gli ETF tematici tendono ad avere costi di gestione più alti rispetto agli ETF tradizionali. Assicurati che i potenziali rendimenti giustifichino queste spese.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Valuta la diversificazione interna</h3>



<p>Esamina il portafoglio dell’ETF. Contiene abbastanza aziende per mitigare il rischio? Oppure è eccessivamente concentrato su pochi titoli?</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Guarda alla performance storica</h3>



<p>Anche se i rendimenti passati non garantiscono quelli futuri, possono darti un’idea della stabilità dell’ETF in diverse condizioni di mercato. Ricorda anche che molti &#8220;settoriali&#8221; sono prodotti cilcii che vanno bene nelle fasi positive dell&#8217;economia ma perdono parecchio negli scenari recessivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad&nbsp;<em>investire in modo diverso, usando la testa</em>&nbsp;e non lo stomaco e credendo nella semplicità.</p>



<p>Ecco come si concretizza il nostro impegno per te:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Investire senza prevedere? <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Scopri come investire in modo sano</a></strong></li>



<li>all’interno del nostro Ufficio Studi con analisi e approfondimenti settimanali premium. <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">Scopri di più.</a></strong></li>



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</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari</p>
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		<title>Ecco 7 ETF da tenere per sempre, per chi vuole investire e guadagnare</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/etf-da-tenere-per-sempre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I 7 ETF di cui parla questo articolo sono da comprare oggi e da tenere per sempre. Grazie alla loro diversificazione, al carattere evergreen e alla bassa manutenzione richiesta possono attraversare indenni le fasi di volatilità di breve periodo. ETF in cui investire Gli investimenti in ETF sono diventati una scelta prudente, soprattutto considerando l&#8217;instabilità [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2022/05/ETF-da-tenere-per-sempre.png" alt="ETF da tenere per sempre" class="wp-image-25216" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2022/05/ETF-da-tenere-per-sempre.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2022/05/ETF-da-tenere-per-sempre-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p style="font-size:18px"><strong>I 7 ETF di cui parla questo articolo sono da comprare oggi e da tenere per sempre. Grazie alla loro diversificazione, al carattere evergreen e alla bassa manutenzione richiesta possono attraversare indenni le fasi di volatilità di breve periodo.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">ETF in cui investire</h2>



<p>Gli investimenti in <strong>ETF</strong> sono diventati una scelta prudente, soprattutto considerando l&#8217;instabilità e la turbolenza che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Diversi fattori hanno contribuito a creare una tempesta perfetta sui mercati globali, tra cui una guerra nel cuore dell&#8217;Europa e una in Medio Oriente, l&#8217;aumento dell&#8217;inflazione e il rialzo dei tassi. </p>



<p>In questo contesto, i gestori attivi hanno faticato a contenere i danni, mentre coloro che hanno optato per gli ETF hanno potuto godere di <strong>una maggiore stabilità</strong>. La scelta degli ETF giusti è fondamentale, considerando l&#8217;attuale panorama economico. Ma quale selezionare per ottenere i migliori risultati in questo periodo di incertezza?</p>



<h2 class="wp-block-heading">I migliori ETF da comprare e tenere</h2>



<p>Prima di esaminare uno ad uno gli strumenti che rappresentano il contenuto &#8220;clou&#8221; di questo articolo, permettimi di richiamare la tua attenzione su una cosa. Dotarsi dei migliori Exchange Traded Fuds non serve a nulla se la strategia a monte è scadente. Se vuoi capire cosa non funziona in ciò che fai adesso e desideri correggere il tiro, <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">continua qui.</a></strong></p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Vanguard FTSE All-World ETF Accumulating</strong></p>



<p>L&#8217;ETF investe nel<strong>l&#8217;FTSE All-World</strong> che replica l&#8217;andamento dei titoli azionari dei paesi sviluppati ed emergenti di tutto il mondo. Il patrimonio del fondo è di <strong>7.438 mln</strong>, la <strong>replica è a campionamento</strong>, la valuta di riferimento il <strong>dollaro Usa</strong>. Il fondo è domiciliato in <strong>Irlanda</strong> ed è disponibile dal 23 luglio del 2019 ed è ad <strong>accumulazione</strong> dei proventi.</p>



<p>Si tratta del prodotto ideale per investire nelle società di tutto il mondo con un costo bassissimo. La <strong>commissione annua</strong>, infatti, è di appena lo 0,22%. Gli USA fanno la parte da leone, coprendo il 57,34% del totale. Seguono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Giappone: 6,15%</li>



<li>Regno Unito: 3,55%</li>



<li>Cina: 2,86%.</li>
</ul>



<p>Il fondo è composto da&nbsp;3.677 titoli diversi. Il peso delle prime dieci partecipazioni è del 17,44%.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>iShares Core S&amp;P 500</strong></p>



<p>L&#8217;ETF investe nell&#8217;S&amp;P 500®, che replica i <strong>500 titoli azionari statunitensi ad alta capitalizzazione</strong>. Il <strong>costo</strong> annuo di gestione è dello 0,07% soltanto. Si tratta di un prodotto estremamente conveniente sotto questo punto di vista. Il patrimonio è di <strong>57.671 mln</strong> di euro. Il fondo è ad <strong><a href="https://www.segretibancari.com/migliori-etf-accumulo/">accumulo</a></strong> dei proventi ed è a replica <strong><strong>totale</strong></strong>.</p>



<p>La valuta di riferimento è il <strong>dollaro</strong>, il domicilio è l&#8217;Irlanda mentre il fondo è disponibile dal 19 maggio 2010.</p>



<p>In modo analogo al sottostante l&#8217;ETF è piuttosto concentrato. I primi dieci titoli, infatti, pesano per il 30% circa del totale. Quasi il 28%, inoltre, è impiegato in aziende del settore tecnologico.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>iShares Core MSCI Emerging Markets IMI</strong></p>



<p>Il fondo investe nell&#8217;indice MSCI Emerging Markets Investable Market (IMI) che replica un paniere di titoli azionari dei mercati emergenti di tutto il mondo. Si tratta di un prodotto ad<strong><strong> accumulazione</strong></strong>, con un <strong>costo</strong> dello 0,18% l&#8217;anno. In aggiunta il patrimonio sottostante è di <strong><strong><strong>15.644</strong></strong></strong> <strong>mln</strong> di euro. La modalità di replica è <strong>a campionamento</strong>.</p>



<p>Il domicilio è l&#8217;Irlanda, la valuta di riferimento il <strong>dollaro</strong> mentre il fondo è disponibile dal 30 maggio 2014. I titoli che compongono il portafoglio sono 3.142, mentre il peso dei primi dieci è del 19,47%.</p>



<p>Ecco, inoltre, i Paesi più rappresentati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Cina: 23,79%</li>



<li>India: 15,76%</li>



<li>Taiwan: 15,54%</li>



<li>Corea del Sud: 12,65%.</li>
</ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLDsdTvqjkArBHOVud6BBUpXc5tD-LIvyg"><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST.png" alt="" class="wp-image-28336" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST.png 350w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST-300x214.png 300w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></figure>
</div>


<p>A livello settoriale spicca la <strong>finanza </strong>(peso: 19,60%), seguito da <strong>informatica</strong> (peso: 19,23%) e da<strong> beni voluttuari</strong> (peso: 12,92%).</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Lyxor Core STOXX Europe 600</strong></p>



<p>Il fondo investe nell&#8221;indice STOXX® Europe 600, che replica le<strong> 600 più grandi società europee</strong>. Si tratta di un prodotto ad <strong>accumulazione</strong> che <strong>costa</strong> solo lo 0,07% l&#8217;anno e conta su un patrimonio di <strong><strong>5.850</strong> mln</strong>.</p>



<p>La modalità di replica è <strong><strong>totale</strong></strong>. La valuta di riferimento è <strong>l&#8217;euro</strong>. Inoltre il fondo è disponibile dal 3 aprile 2013, mentre il domicilio è il Lussemburgo.</p>



<p>Le prime 10 partecipazioni, sui 600 titoli totali, pesano per il 21,60%. Ecco, in breve, i Paesi più importanti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Regno Unito: 21,61%</li>



<li>Francia: 16,98%</li>



<li>Svizzera: 15,50%</li>



<li>Germania: 12,38%.</li>
</ul>



<p>Il settore più pesante è la <strong>finanza</strong> con il 14,43%%. Seguono la <strong>salute</strong> con il 14,40% e <strong>industria</strong> con il 13,39%.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>iShares Nikkei 225&nbsp;</strong></p>



<p>L&#8217;ETF clona l&#8217;indice Nikkei 225®, che investe nei<strong> 225 titoli azionari</strong> più attivamente negoziati nella prima sezione della borsa valori di Tokyo.</p>



<p>Il fondo <strong>costa</strong> lo 0,48% l&#8217;anno, <strong>accumula</strong> i proventi ed è a replica <strong><strong>totale</strong></strong>. Il patrimonio è di<strong> <strong>253 </strong>mln di euro,</strong> mentre la valuta di riferimento è lo <strong>Yen</strong>. L&#8217;ETF è domiciliato in Irlanda ed è disponibile dal 25 gennaio 2010.</p>



<p>Il peso dei primi dieci titoli, sui 222 totali è del 38,34%. I settori più importanti sono <strong>beni voluttuari </strong>(20,72%), <strong>informatica</strong> (19,94%),<strong> industria </strong>(18,31%) e <strong>salute</strong> (12,37%).</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Vanguard Global Aggregate Bond</strong></p>



<p>L&#8217;indice sottostante, Bloomberg Global Aggregate Float Adjusted and Scaled (EUR Hedged), replica <strong>obbligazioni da emittenti di tutto il mondo</strong>. L&#8217;indice è composto da titoli obbligazionari societari e titoli di stato. Tutte le scadenze sono incluse. Rating: Investment Grade. Copertura valutaria in Euro (EUR).</p>



<p>Il fondo conta su <strong><strong>575&nbsp;</strong>mln di euro</strong> di patrimonio, <strong>costa</strong> lo 0,10% l&#8217;anno, è a campionamento e <strong>accumulazione</strong>. La valuta di riferimento è <strong>l&#8217;euro</strong> e c&#8217;è la copertura dal rischio di cambio. Il domicilio fiscale è l&#8217;Irlanda. Infine il fondo è disponibile dal 18 giugno 2019.</p>



<p>I titoli che compongono il portafoglio sono 10.466, mentre il peso dei primi 10 è del 2,59%. Questi, per concludere, i Paesi più rappresentati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Stati Uniti: 25,57%</li>



<li>Giappone: 7,44%</li>



<li>Francia: 4,72%</li>



<li>Germania: 3,55%.</li>
</ul>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Xtrackers Global Inflation-Linked Bond</strong></p>



<p>L&#8217;indice sottostante, Bloomberg World Government Inflation-Linked Bond (EUR Hedged), replica le obbligazioni governative legate all&#8217;inflazione dei paesi sviluppati emessi in valuta domestica. Tutte le scadenze sono incluse. Rating: Investment Grade. Copertura valutaria in Euro (EUR).</p>



<p>Il fondo <strong>costa</strong> lo 0,25% l&#8217;anno, è ad <strong>accumulazione</strong> e conta su un patrimonio di <strong>568 mln</strong> di euro. La modalità di replica è <strong>campionamento</strong>, mentre la valuta di riferimento è <strong>l&#8217;euro</strong>. Il domicilio fiscale è il Lussemburgo, mentre il prodotto è disponibile dal 8 giugno 2007.</p>



<p>Il portafoglio è composto da 155 bond diversi dei quali i primi dieci rappresentano il 15,43%. Un peso rilevante va agli Stati Uniti (43,12%), seguiti da Regno Unito (23,35%), Francia (7,49%) e dall&#8217;Italia (4,94%).</p>



<h2 class="wp-block-heading">I nostri consigli: perché questi ETF sono da tenere per sempre?</h2>



<p>Gli ETF menzionati sono particolarmente adatti per un investimento a lungo termine e possono essere considerati fondamentali per costruire un <strong>portafoglio d&#8217;investimento</strong> solido. Questa scelta si basa su diversi motivi cruciali:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Gli ETF sono <strong>vincolati a indici stabili nel tempo</strong>, rendendoli resistenti alle fluttuazioni di mercato e alle tendenze del momento, garantendo una base solida per un investimento a lungo termine.</li>



<li>Un portafoglio che include questi ETF <strong>è orientato verso azioni</strong>, offrendo un potenziale di redditività a lungo termine, soprattutto considerando la storia di crescita sostenuta del mercato azionario nel corso degli anni.</li>



<li>La gestione a basso costo degli ETF <strong>favorisce l&#8217;accumulo di capitali</strong>, grazie al potere della capitalizzazione composta, consentendo agli investitori di massimizzare i loro profitti nel lungo periodo.</li>



<li>La capacità degli ETF di accumulare profitti nel tempo contribuisce a <strong>un&#8217;accelerazione della crescita complessiva del portafoglio,</strong> mentre la loro efficienza fiscale rende il processo di accumulazione di ricchezza ancora più vantaggioso per gli investitori.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;altra opzione: ETF con alti dividendi</h2>



<p>Gli <strong>ETF ad alto dividendo</strong> sono noti per generare rendimenti consistenti: offrono agli investitori una grandeopportunità di reddito. Questi fondi comprendono un paniere diversificato di titoli che elargiscono generose cedole, garantendo un flusso di reddito regolare. Contrariamente all&#8217;investimento diretto in singole azioni ad alto rendimento, gli ETF consentono di accedere a una serie di titoli in un&#8217;unica soluzione. </p>



<p>Tra i migliori <strong>ETF per dividendi</strong> troviamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Global X SuperDividend</strong>, che replica l&#8217;indice Solactive Global; </li>



<li><strong>iShares Asia/Pacific Dividend</strong>, che offre esposizione ai mercati sviluppati dell&#8217;Asia/Pacifico;</li>



<li><strong>Vanguard FTSE All-World High Dividend</strong>, che presenta una gamma diversificata di aziende con un track record di pagamenti di dividendi stabili nel tempo. </li>
</ul>



<p>Questi prodotti <strong>si distinguono per rendimenti allettanti</strong>: rappresentano un tipo di fondo che può far comodo in portafoglio. L&#8217;acquisto di ETF ad alto dividendo rappresenta un&#8217;alternativa più semplice rispetto alla costruzione di un portafoglio di dividendi basato su azioni singole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Dal 2010 siamo qui per aiutare le persone ad investire&nbsp;<em>diversaMente</em>&nbsp;partendo da ciò che&nbsp;<strong>sappiamo di non sapere</strong>, e usando un linguaggio semplice, pacato e coinvolgente. Ecco due risorse di approfondimento che ti consigliamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Stai sbagliando approccio con gli investimenti? Scopri come&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">raddrizzare il tiro</a></strong>;</li>



<li>Leggi le analisi e le ricerche esclusive del nostro&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">Ufficio Studi ogni 7 giorni.</a></strong></li>
</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari</p>
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		<title>iBonds: cosa sono e come funzionano gli ETF a scadenza</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/ibonds-etf-a-scadenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli iBonds sono la novità del momento. Ma cosa sono gli ETF obbligazionari a scadenza, come funzionano, quali rischi comportano e, soprattutto, sono davvero la soluzione per chi vuole investire in obbligazioni beneficiando della diversificazione e superando i limiti dei prodotti tradizionali? I mercati finanziari stanno vivendo una trasformazione notevole, con tassi di interesse stabili, [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ibond-ETF-scadenza.png" alt="ibond etf scadenza" class="wp-image-27773" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ibond-ETF-scadenza.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ibond-ETF-scadenza-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p style="font-size:18px"><strong>Gli iBonds sono la novità del momento. Ma cosa sono gli ETF obbligazionari a scadenza, come funzionano, quali rischi comportano e, soprattutto, sono davvero la soluzione per chi vuole investire in obbligazioni beneficiando della diversificazione e superando i limiti dei prodotti tradizionali?</strong></p>



<p>I mercati finanziari stanno vivendo <strong>una trasformazione notevole</strong>, con tassi di interesse stabili, dopo il rialzo del 2022 che ha apportato significative perdite all&#8217;investitore in bond. I risparmiatori stanno cercando pertanto nuove strategie per adeguarsi a questa nuova realtà finanziaria, e una delle innovazioni più interessanti sono gli <strong>Exchange Traded Fund (ETF) obbligazionari a scadenza</strong>. </p>



<p>Questi strumenti offrono un approccio unico all&#8217;investimento nel reddito fisso, consentendo agli investitori di <strong>bilanciare rendimenti stabili con una chiara data di scadenza</strong>. In questo articolo, esploreremo il cambiamento di paradigma nei mercati finanziari, l&#8217;introduzione degli ETF obbligazionari a scadenza e le opportunità che essi offrono agli investitori.</p>



<p style="font-size:20px">Investire in modo concreto, senza false certezze.  <a href="http://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Scopri come ti possiamo aiutare</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo trend sui mercati</h2>



<p>Il 2022 ha segnato un punto di svolta nei mercati finanziari, con l&#8217;inizio di una fase caratterizzata da <strong>tassi di interesse più elevati e movimenti più bruschi</strong> nelle diverse asset class. Questa trasformazione ha spinto gli investitori a <em>ripensare le proprie strategie</em> e a cercare nuove opportunità per ottimizzare i rendimenti e gestire il rischio nei propri portafogli.&nbsp;</p>



<p>In Europa, <strong>gli ETF hanno giocato un ruolo chiave</strong> in questo processo, con una raccolta netta di 106,5 miliardi di dollari nel corso del 2023, di cui più della metà è stata investita nel mercato obbligazionario. Questo nuovo contesto richiede <strong>una riallocazione strategica</strong>, e gli investitori hanno risposto ribilanciando i propri portafogli, con un occhio di riguardo alle obbligazioni.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.segretibancari.com/perche-segreti-bancari/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/Servizi-Segreti-Bancari.png" alt="Servizi-Segreti Bancari" class="wp-image-22137" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/Servizi-Segreti-Bancari.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/07/Servizi-Segreti-Bancari-20x17.png 20w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Gli ETF obbligazionari a scadenza:  cosa sono e come funzionano</h2>



<p>BlackRock, in risposta a questa crescente domanda di obbligazioni, è stata la prima ad introdurre gli ETF obbligazionari a scadenza, noti come iBonds. Questi strumenti, già presenti negli Stati Uniti dal 2010, sono ora disponibili anche in Europa. <strong>Gli iBonds offrono agli investitori un modo innovativo di investire nel reddito fisso, combinando le caratteristiche delle obbligazioni con la flessibilità tipica degli ETF.</strong></p>



<p>Essi sono costituiti da un portafoglio diversificato di obbligazioni con la stessa data di scadenza. A differenza degli ETF obbligazionari tradizionali, che possono detenere obbligazioni per un periodo limitato per mantenere un’esposizione a una scadenza specifica, gli iBonds <strong>mantengono le obbligazioni sottostanti fino alla loro scadenza naturale.</strong></p>



<p>Questi ETF offrono un pagamento regolare di cedole durante il periodo di detenzione e un pagamento finale all’anno di scadenza dichiarato. <em>La scadenza definita fornisce chiarezza sulle aspettative di rendimento e sull’orizzonte di investimento</em>, mentre la <strong><a href="https://www.segretibancari.com/diversificazione-portafoglio-investimenti/">diversificazione</a></strong> delle obbligazioni consente agli investitori di ottenere un’esposizione più ampia senza dover acquistare singoli titoli.</p>



<p>Con lo scenario attuale, che vede tassi per lo più stabili con modesti ritocchi verso il basso gli ETF obbligazionari a scadenza offrono un’opportunità per gli investitori di costruire portafogli con un basso profilo di rischio, mirando a scadenza per beneficiare dei rendimenti attuali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché gli ETF a scadenza stanno guadagnando popolarità?</h2>



<p>Negli ultimi due anni, gli ETF obbligazionari a scadenza sono diventati uno dei prodotti più richiesti, con un crescente numero di lanci da parte di gestori globali come Invesco, Amundi e BlackRock. Le motivazioni principali dietro il loro successo includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>rendimenti prevedibili</strong> <strong>a priori</strong>: essi offrono una maggiore chiarezza sui rendimenti attesi grazie alla presenza di una scadenza fissa. Sulla scheda prodotto, disponibile sul sito degli emittenti, è infatti ben visibile il rendimento medio a scadenza del portafoglio sottostante;</li>



<li><strong>bassi costi di gestione</strong>: rispetto ai fondi a scadenza tradizionali, gli ETF tendono a offrire costi più bassi, migliorando i rendimenti a lungo termine;</li>



<li><strong>maggiore controllo sull&#8217;orizzonte temporale</strong>: la scadenza predefinita consente agli investitori di pianificare meglio il proprio portafoglio in base agli obiettivi di rendimento senza dover correre i rischi associati all&#8217;investimento in poche obbligazioni singole;</li>



<li><strong>diversificazione</strong>: gli iBonds offrono un&#8217;ampia esposizione a diversi settori e categorie di obbligazioni, riducendo il rischio specifico di singoli titoli;</li>



<li><strong>flusso di cassa regolare</strong>: grazie alle cedole pagate durante la vita del fondo, gli investitori possono beneficiare di entrate periodiche;</li>



<li><strong>minore rischio rispetto agli strumenti senza scadenza</strong>: la scadenza fissa permette agli investitori di evitare la volatilità delle obbligazioni nel lungo termine, soprattutto nelle fasi rialziste dei tassi o quando il mercato prezza un rischio emittente maggiore, aumentando i tassi richiesti per investire in titoli privati (il così detto <em>credit spread</em>).</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Differenze tra ETF obbligazionari tradizionali e a scadenza</h3>



<p>Di seguito una tabella che confronta le principali differenze tra ETF obbligazionari tradizionali e ETF obbligazionari a scadenza:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="641" height="145" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ETF-obbligazionari-a-scadenza-vs-tradizionali.png" alt="ETF obbligazionari a scadenza vs tradizionali" class="wp-image-28580" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ETF-obbligazionari-a-scadenza-vs-tradizionali.png 641w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ETF-obbligazionari-a-scadenza-vs-tradizionali-480x109.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 641px, 100vw" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Dove investono gli ETF obbligazionari a scadenza?</h2>



<p>Gli ETF obbligazionari a scadenza offrono accesso a un portafoglio di obbligazioni, con la possibilità di investire in centinaia di titoli. Alcuni di essi, ad esempio, possono arrivare a oltre 400 bond diversi. Esistono poi prodotti specializzati in diverse tipologie di obbligazioni, come i <strong>corporate bond</strong> e i <strong>titoli di Stato</strong>. Recentemente, Amundi e iShares hanno lanciato strumenti con focus specifico sui governativi italiani, che risultano più concentrati, includendo solo 7-11 titoli al momento del lancio.</p>



<p>Le esposizioni valutarie di questi ETF possono variare, con fondi prevalentemente denominati in <strong>euro</strong> o <strong>dollari americani</strong>. Inoltre, alcuni ETF a scadenza sono strutturati per <strong>accumulare i proventi</strong>, mentre altri offrono una <strong>distribuzione periodica delle cedole</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I migliori ETF obbligazionari a scadenza quotati su Borsa Italiana</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="902" height="97" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ibonds.png" alt="ibonds" class="wp-image-28582" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ibonds.png 902w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ibonds-480x52.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 902px, 100vw" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">I nostri consigli</h2>



<p>Gli ETF obbligazionari a scadenza, come gli iBonds e gli Xtrackers, rappresentano un’opportunità interessante per chi cerca rendimenti stabili e certezza sulle scadenze. Tuttavia, è importante essere consapevoli di alcune criticità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>liquidità</strong>: mano a mano che ci si avvicina alla scadenza, questi strumenti tendono a diventare meno liquidi, rendendo più difficile la vendita in tempi rapidi;</li>



<li><strong>mancato beneficio dall&#8217;effetto leva dei tassi</strong>: gli ETF a scadenza <em>non consentono di beneficiare di eventuali ribassi dei tassi di interesse</em>, poiché il loro portafoglio è costituito da obbligazioni la cui durata si accorcia con il passare del tempo. In un contesto di ribasso dei tassi, gli ETF obbligazionari tradizionali offrono maggiori vantaggi in termini di capital gain.</li>
</ul>



<p>Per queste ragioni, i prodotti a scadenza sono più <strong>adatti a investitori fai da te</strong> che preferiscono un approccio semplice e prevedibile al reddito fisso. Tuttavia, per chi si affida a un consulente finanziario o a strategie di gestione più attive, potrebbero essere strumenti meno indicati, vista l&#8217;assenza di flessibilità e il rischio di liquidità ridotta verso la fine della durata dell&#8217;investimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Dal 2010 siamo qui per aiutare le persone ad investire&nbsp;<em>diversaMente</em>&nbsp;partendo da ciò che sappiamo di non sapere, e usando un linguaggio semplice, pacato e coinvolgente. Ecco due risorse di approfondimento che ti consigliamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Stai sbagliando approccio con gli investimenti? Scopri come&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">raddrizzare il tiro</a></strong>;</li>



<li>Leggi le analisi e le ricerche esclusive del nostro&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">Ufficio Studi ogni 7 giorni.</a></strong></li>
</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari</p>
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		<title>ETF terre rare, come investire nei materiali di cui c&#8217;è più bisogno</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/etf-terre-rare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo ETF terre rare ti permetterà di investire nei materiali del futuro di cui l&#8217;industria e la difesa avranno sempre più bisogno. Gli investimenti nelle terre rare rappresentano un argomento di crescente interesse per gli investitori. Questi metalli, noti per la loro difficile estrazione e la loro crescente richiesta, periodicamente tornano alla ribalta.&#160; Per sfruttare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='ETF terre rare, come investire nei materiali di cui c&#039;è più bisogno' data-link='https://www.segretibancari.com/etf-terre-rare/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ETF-terre-rare.png" alt="ETF terre rare" class="wp-image-28509" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ETF-terre-rare.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/09/ETF-terre-rare-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Questo ETF terre rare ti permetterà di investire nei materiali del futuro di cui l&#8217;industria e la difesa avranno sempre più bisogno.</strong></p>



<p>Gli investimenti nelle <strong>terre rare</strong> rappresentano un argomento di crescente interesse per gli investitori. Questi metalli, noti per la loro difficile estrazione e la loro crescente richiesta, periodicamente tornano alla ribalta.&nbsp;</p>



<p>Per sfruttare queste opportunità di investimento, molti ricorrono agli <strong>Exchange Traded Fund (ETF)</strong> dedicati alle terre rare, considerati strumenti versatili e a basso costo. Questi ETF si concentrano principalmente sulle aziende coinvolte nell&#8217;estrazione e nella lavorazione di questi preziosi metalli.</p>



<p>Uno degli elementi chiave da considerare quando si investe in terre rare è <strong>la crescente domanda di questi metalli</strong> poco comuni. Se la domanda supera l&#8217;offerta disponibile sul mercato, i prezzi delle terre rare potrebbero salire rapidamente, rendendo ancora più vantaggioso l&#8217;investimento negli ETF dedicati a questo settore.</p>



<p class="has-medium-font-size">Stufo di procedere a tentoni? <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Leggi questo</a></strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono?</h2>



<p>Gli <strong>ETF sulle terre rare</strong> sono fondi d&#8217;investimento che raccolgono capitale dagli investitori per poi investirlo in un paniere di titoli emessi da aziende il cui principale reddito proviene dall&#8217;estrazione o dalla lavorazione delle terre rare.&nbsp;</p>



<p>Tali metalli includono elementi come cerio, disprosio, erbium, europium, gadolinio, itterbio, ittrio, lantanio, lutezium, neodimio, olmium, praseodimio, promesium, samario, scandio, terbio e tullio. Questi metalli, sebbene poco noti al pubblico in generale, <strong>svolgono un ruolo fondamentale in vari settori</strong>, inclusi i semiconduttori utilizzati in dispositivi elettronici di uso comune.</p>



<p>Investire direttamente in aziende legate alle terre rare può essere complesso e rischioso, ma <strong>gli ETF forniscono un&#8217;opzione più accessibile e convenientemente gestita</strong> per partecipare a questo mercato. Sono disponibili diverse opzioni per investire in ETF sulle terre rare, ciascuna con le proprie caratteristiche.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.segretibancari.com/perche-segreti-bancari/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png" alt="" class="wp-image-21993" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3-20x17.png 20w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Su cosa puntare?</h2>



<p>Attualmente, in Italia è quotato un solo ETF dedicato alle terre rare, il <strong>VanEck Vectors Rare Earth and Strategic Metals UCITS ETF</strong>. Questo fondo replica l&#8217;indice MVIS Global Rare Earth / Strategic Metals Index, il quale attribuisce maggiore peso alle società più grandi e capitalizzate del settore, al fine di distribuire in modo equilibrato l&#8217;esposizione dell&#8217;investimento.&nbsp;</p>



<p>Importante notare che nessuna azione può avere <strong>un peso superiore all&#8217;8%</strong> nell&#8217;indice, il che contribuisce a ridurre il rischio associato a una singola azienda o a una geografia specifica.</p>



<p>Il portafoglio di questo ETF include solo 21 titoli, la maggior parte dei quali emessi da aziende cinesi, australiane, canadesi e statunitensi. Questo può creare <strong>una concentrazione geografica significativa</strong>, con i titoli cinesi che rappresentano il 30% del totale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come investire in terre rare?</h2>



<p>Per investire in ETF sulle terre rare, gli investitori hanno diverse opzioni a disposizione. Una delle opzioni è consultare un <strong>consulente finanziario specializzato</strong> o un intermediario che possa aiutare a creare un portafoglio su misura in base alle esigenze e agli obiettivi finanziari individuali. Questo approccio può essere vantaggioso perché offre una consulenza personalizzata e professionale.</p>



<p>Un&#8217;altra opzione consiste nell&#8217;aprire <strong>un deposito titoli presso una banca</strong> e investire attraverso questo canale. Tuttavia, è importante notare che le commissioni possono essere meno convenienti e che spesso le banche non forniscono una consulenza altamente personalizzata.</p>



<p>Una terza possibilità è quella di aprire <strong>un account presso un broker autorizzato</strong> e gestire l&#8217;investimento in modo autonomo. Questo approccio è il più flessibile, ma può anche essere il più rischioso, poiché gli investitori devono avere le conoscenze e l&#8217;esperienza necessarie per prendere decisioni informate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>Le terre rare e i metalli strategici occupano <strong>un ruolo significativo</strong> nell&#8217;attuale panorama economico. Sono utilizzati in molteplici settori, dalla tecnologia all&#8217;energia, rendendoli componenti delle tendenze di investimento tematico.&nbsp;</p>



<p>Investire in ETF dedicati alle terre rare può essere <strong>una strategia per scommettere sui &#8220;megatrend&#8221; del futuro</strong> e sostenere le aziende che stanno plasmando il mondo di domani. Tuttavia, è importante sottolineare che questi investimenti tematici spesso richiedono una propensione al rischio adeguata e una prospettiva di lungo termine.</p>



<p>Durante&nbsp; periodi di instabilità economica e finanziaria, i mercati finanziari possono ancora offrire opportunità per generare profitti e proteggere il capitale. Tuttavia, è fondamentale includere tali investimenti all&#8217;interno di <strong>un portafoglio ben bilanciato</strong> per mitigare i rischi associati all&#8217;investimento in settori volatili come le terre rare.</p>



<p>In conclusione, gli ETF sulle terre rare offrono agli investitori <strong>l&#8217;opportunità di partecipare a un settore interessante</strong> ma complesso. La diversificazione rimane un principio fondamentale per mitigare i rischi in un settore noto per la sua volatilità. La consulenza specializzata può essere preziosa per gli investitori che desiderano sfruttare appieno questa opportunità di investimento tematico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ulteriori risorse</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Prova <a href="http://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club"><strong>Investment Club</strong></a> e pianifica i tuoi investimenti</li>



<li>Leggi&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">INVESTO</a></strong>&nbsp;e ricevi ogni 7 giorni i nostri consigli operativi</li>



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</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari</p>
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		<title>Etf VIX: cosa sono, come funzionano, quali i migliori</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/etf-vix/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I migliori ETF sul VIX per investire nell&#8217;indice della paura e sfruttare a proprio vantaggio la volatilità dei mercati. ETF VIX, cosa sono Gli ETF ed ETP sull&#8217;indice VIX sono prodotti passivi che permettono di investire nell&#8217;indice di volatilità implicita delle opzioni Usa. In breve si tratta di un indicatore che si apprezza durante le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Etf VIX: cosa sono, come funzionano, quali i migliori' data-link='https://www.segretibancari.com/etf-vix/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/11/Migliori-etf-vix.png" alt="Migliori etf vix" class="wp-image-28505" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/11/Migliori-etf-vix.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/11/Migliori-etf-vix-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p style="font-size:18px"><strong>I migliori ETF sul VIX per investire nell&#8217;indice della paura e sfruttare a proprio vantaggio la volatilità dei mercati.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">ETF VIX, cosa sono</h2>



<p>Gli ETF ed ETP sull&#8217;<a href="https://www.segretibancari.com/il-vix-cose-e-come-si-usa-lindice-di-volatilita/">indice VIX</a> sono prodotti passivi che permettono d<strong>i investire nell&#8217;indice di volatilità implicita delle opzioni </strong>Usa. In breve si tratta di un indicatore che si apprezza durante le fasi di incertezza del mercato, con particolare riguardo ai momenti di ribasso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il VIX e come funziona</h2>



<p>Prima di parlare di VIX e dei prodotti per puntare su questo indice è necessario specificare meglio cos&#8217;è la volatilità implicita e come si calcola.</p>



<p>Partiamo specificando i diversi termini utilizzati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Volatilità realizzata (o storica)</h3>



<p>È una misura dei movimenti di un azione/indice nel <em>passato</em>. Possiamo averne un’idea guardando i movimenti dell’azione su un grafico, oppure calcolarla partendo dai prezzi storici. Esistono siti specifici che forniscono questo dato, oppure alcuni intermediari.</p>



<p>Il vantaggio dell&#8217;indicatore è l&#8217;oggettività. Esso, tuttavia, si riferisce al passato.</p>



<p>Investire meglio è possibile se cambi atteggiamento. <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Ecco come&#8230;</a></strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Volatilità Implicita</h3>



<p>Nelle opzioni, che sono derivati nati coprirsi dai rischi e utilizzati anche per speculare, la <a href="https://www.segretibancari.com/volatilita-quanta-confusione/">volatilità</a> è una come componente del prezzo. In particolare esiste una relazione positiva tra volatilità e prezzo. Al crescere della prima sale anche la quotazione.</p>



<p>Questo tipo volatilità è detta implicita. Essa, infatti, misura quanto il mercato è disposto a pagare per coprire il rischio di oscillazioni. Possiamo considerarla la <strong>volatilità futura attesa</strong> che il mercato <em>stima</em> in quel momento.<br>Lo stesso sottostante (indice, azione etc..) ha una volatilità implicita che varia nel tempo. Avremo pertanto momenti in cui il mercato è tranquillo e momenti in cui gli operatori sono preoccupati e la volatilità (stimata) è più alta.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.segretibancari.com/perche-segreti-bancari/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png" alt="" class="wp-image-21993" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3-20x17.png 20w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading">Il VIX index </h3>



<p>Il VIX è una misura della volatilità implicita calcolata sulle opzioni dell’S&amp;P 500.</p>



<p>Possiamo sintetizzare definendolo un indice calcolato partendo dal prezzo delle opzioni con 30 giorni alla scadenza e trasformandolo in un numero.</p>



<p>Si parla di un livello VIX inferiore a 12 come basso, un livello superiore a 20 come alto e un livello intermedio come normale. <strong>Durante i periodi di crisi del 2008 e del 2020 si sono raggiunti valori di 80</strong>. Esistono anche altri indici costruiti come il VIX, come ad esempio il VSTOXX sull’Euro STOXX 50. Questi strumenti permettono di avere rapidamente un’idea del livello di volatilità stimata da altri mercati.</p>



<p>Il grafico sottostante mostra l&#8217;andamento del VIX in prospettiva storica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="400" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/11/andamento-del-vix-index.png" alt="andamento del vix index" class="wp-image-22927" style="width:675px;height:300px" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/11/andamento-del-vix-index.png 900w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/11/andamento-del-vix-index-300x133.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/11/andamento-del-vix-index-768x341.png 768w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/11/andamento-del-vix-index-640x284.png 640w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/11/andamento-del-vix-index-20x9.png 20w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I migliori ETF sul VIX S&amp;P 500 di Borsa Italiana</h2>



<p>Una volta fatto il punto sul sottostante, è tempo di esaminare con attenzione i migliori ETF sul VIX disponibili sul mercato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Lyxor S&amp;P 500 VIX Futures Enhanced Roll UCITS ETF &#8211; Acc &#8211; LU0832435464</h3>



<p>Si tratta di un <a href="https://www.segretibancari.com/etf-replica-sintetica/">ETF a replica sintetica</a> con sottostante un <strong>paniere di contratti futures a breve e medio termine</strong> che permette una esposizione long. In breve chi investe in questo strumento<em> guadagnerà in caso di rialzo</em> dell&#8217;indice della paura.</p>



<p>Il prodotto è espresso in euro, è disponibile dal 2012, ha una volatilità del 34%, mentre il patrimonio in gestione ammonta a 166 milioni di euro.  Il <strong>costo annuo</strong> di gestione, infine, è dello <strong>0,60%.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">WisdomTree S&amp;P 500 VIX ST Fu 2.25x &#8211; IE00BLRPRH06</h3>



<p>Anche questo ETF è a <em>replica sintetica</em> e permette di puntare sul <strong>rialzo</strong> del VIX. Tuttavia, a differenza del caso precedente, esso opera a <strong>leva</strong>. Ciò significa che ad una variazione dell&#8217;1% del sottostante corrisponde un movimento dell&#8217;ETF del 2,25%.</p>



<p>A beneficio dei lettori più tecnici occorre precisare che lo strumento, in verità, è un <strong>ETP e non un ETF</strong>. Esso è disponibile su Borsa Italiana dal 2016 e costa lo<strong> 0,99% l&#8217;anno</strong>. Il suo patrimonio è di 17 milioni di euro. Si tratta, quindi, di un prodotto piccolo ed altamente speculativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I migliori ETF sul VIX S&amp;P 500 sulla borsa americana</h2>



<h3 class="wp-block-heading">ProShares Ultra VIX Short-Term Futures ETF &#8211; </h3>



<p>È un ETF a replica sintetica, denominato in dollari <strong>senza copertura valutaria</strong>. Esso è quotato sulla borsa USA fin dal 2011 e  permette la replica sintetica diretta (long) dell&#8217;indice VIX con una <strong>leva di 1,5</strong>. In breve ad una variazione del sottostante dell&#8217;1%, l&#8217;ETF &#8220;risponde&#8221; con una variazione di 1,5%.</p>



<p>Il paniere sottostante, come sempre, sono derivati sull&#8217;indice. Il <strong>costo annuo di gestione è dello 0,95%</strong>, mentre il patrimonio del fondo è di 1 miliardo di dollari.</p>



<h3 class="wp-block-heading">ProShares Short VIX Short-Term Futures ETF</h3>



<p>Si tratta di un ETF a replica sintetica che clona, in modo <strong>inverso</strong>, l&#8217;andamento del VIX. Quando questo sale, l&#8217;ETF perde nella stessa misura, e viceversa.</p>



<p>Il patrimonio in gestione è di mezzo miliardo di dollari, mentre la <strong>commissione annua ammonta allo 0,95%</strong>. Puntare al ribasso sul VIX ha senso se si <strong>crede che la volatilità diminuisca.</strong> Tuttavia è un&#8217;opzione parecchio rischiosa. Nel febbraio 2018, ad esempio, abbiamo assistito ad un&#8217;esplosione della volatilità cui è seguito un crollo degli ETF short.</p>



<h3 class="wp-block-heading">iPath Series B S&amp;P 500 VIX Short-Term Futures ETN</h3>



<p>L&#8217;ETP (non un ETF, quindi), clona l&#8217;indice <strong>S&amp;P 500® VIX Short-Term Futures Index</strong>. Esso permette l&#8217;investimento <strong>inverso</strong> sul VIX, <strong>costa lo 0,89%</strong>, è disponibile dal 2018 ed è il prodotto più grande della categoria. Il suo patrimonio, infatti, è di 1,3 miliardi di dollari.</p>



<p>Ancora una volta la replica è sintetica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vantaggi e rischi degli ETF VIX</h2>



<p>Un&#8217;esplosione della volatilità percepita avrebbe immediate conseguenze sul VIX index. Ciò rende gli ETF uno strumento adatto per guadagnare o proteggere il portafoglio durante le <strong>fasi di panico</strong> dei mercati. Occorre però ricordare che la presenza dei <strong>futures</strong> nel portafoglio degli ETF VIX rende questi ultimi soggetti al <strong>decadimento temporale delle performance</strong> a causa del <em>contango</em>.</p>



<p>Inserire uno dei prodotti esaminati all&#8217;interno del portafoglio, quindi, è una<strong> scelta che va fatta con estrema attenzione</strong>, per<em> brevi periodi di tempo</em> e mettendo in conto la possibilità di guadagnare molto ma anche subire perdite consistenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad&nbsp;<em>investire in modo diverso, usando la testa</em>&nbsp;e non lo stomaco e credendo nella semplicità.</p>



<p>Ecco come si concretizza il nostro impegno per te:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Investire senza prevedere? <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Scopri come investire in modo sano</a></strong></li>



<li>all’interno del nostro Ufficio Studi con analisi e approfondimenti settimanali premium. <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">Scopri di più.</a></strong></li>
</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I migliori ETF azionari globali per investire nel modo più diversificato possibile</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/etf-azionari-globali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.segretibancari.com/?p=16704</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vuoi fare un investimento diversificato che ti permetta di cogliere i guadagni di lungo periodo offerti dal mercato mondiale senza correre rischi eccessivi? Gli ETF azionari globali sono la scelta giusta, e in questo articolo troverai i migliori. Perché investire in ETF azionari globali Inserire in portafoglio un ETF che ti permetta di investire in [&#8230;]</p>
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<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2018/12/migliori-etf-azionari-globali.png" alt="migliori etf azionari globali" class="wp-image-28496" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2018/12/migliori-etf-azionari-globali.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2018/12/migliori-etf-azionari-globali-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>
</div>


<p style="font-size:18px"><strong>Vuoi fare un investimento diversificato che ti permetta di cogliere i guadagni di lungo periodo offerti dal mercato mondiale senza correre rischi eccessivi? Gli ETF azionari globali sono la scelta giusta, e in questo articolo troverai i migliori.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché investire in ETF azionari globali</h2>



<p>Inserire in portafoglio un ETF che ti permetta di investire in azioni globali presenta grandi vantaggi. Anzitutto la volatilità dell&#8217;investimento si riduce, grazie alla grande <a href="https://www.segretibancari.com/diversificazione-portafoglio-investimenti/"><strong>diversificazione</strong></a>. Ciò rende meno importante il <strong>market timing</strong>, ossia la scelta del momento ottimale in cui entrare e uscire dal mercato. Non dovrai, al tempo stesso, perdere troppo tempo nel cercare di capire quale sarà il mercato più redditizio del futuro.</p>



<p>Come diceva Jack Bogle, fondatore di Vanguard, <em>non cercare un ago in un pagliaio</em>, cercando di trovare il mercato migliore, ma al contrario <strong>compra tutto il pagliaio</strong>. Con i cloni di cui ti parlerò in questo articolo ti sarà facile investire correttamente, senza timore di sbagliare.</p>



<p>Inoltre poiché l&#8217;indice azionario mondiale si muove pigramente verso l&#8217;alto (esso in media cresce 5 anni su 6), non è necessario fare molte movimentazioni frequenti all&#8217;interno del portafoglio. Una volta decisa la quota azionaria ottimale da detenere puoi vivere tranquillo e dedicarti ad altro.</p>



<p>Stufo di commettere errori? <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Leggi questo</a></strong> prima di proseguire.</p>



<p>Il ventennio che va dal 1999 al 2017 è stato molto difficile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il biennio 2001 &#8211; 2002 ha visto l&#8217;implosione della bolla high tech</li>



<li>il biennio 2007 &#8211; 2009 ha visto l&#8217;esplosione della più grande crisi finanziaria dal Dopoguerra.</li>
</ul>



<p>Ciò nonostante<strong> l&#8217;indice azionario internazionale MSCI World, in euro, è cresciuto del 5,53% annuo composto</strong>, tenuto conto del reinvestimento dei dividendi. Chi ha scelto un ETF che replica l&#8217;indice ha ottenuto, pressappoco, gli stessi risultati.</p>



<p>Il grafico che segue mostra una cosa interessante:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="820" height="461" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2018/06/azioni-internazionali-msci-world-index.jpg" alt="azioni-internazionali-msci-world-index" class="wp-image-16709" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2018/06/azioni-internazionali-msci-world-index.jpg 820w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2018/06/azioni-internazionali-msci-world-index-300x169.jpg 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2018/06/azioni-internazionali-msci-world-index-768x432.jpg 768w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2018/06/azioni-internazionali-msci-world-index-640x360.jpg 640w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2018/06/azioni-internazionali-msci-world-index-20x11.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /></figure>
</div>


<p>L&#8217;indice ha subito mediamente un ribasso ogni tre anni,&nbsp; (scala di sinistra), mentre per la metà delle volte ha riportato un guadagno superiore al 10% (scala di destra). Ogni 6 anni mediamente c&#8217;è un ribasso di oltre il 10%, recuperato negli anni successivi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.segretibancari.com/perche-segreti-bancari/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png" alt="" class="wp-image-21993" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3-20x17.png 20w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;indice MSCI World: il sottostante degli ETF azionari globali</h2>



<p>Prima di fare un elenco dei migliori fondi passivi globali è opportuno conoscere il sottostante che gli stessi replicano. Per questo motivo dedicheremo i prossimi minuti ad approfondire la composizione dell&#8217;indice MSCI World.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Composizione Geografica</h3>



<p>L&#8217;indice MSCI World rappresenta un paniere composto da oltre <em>1.600 azioni internazionali</em>. E&#8217; anche il parametro oggettivo con cui si confrontano i fondi azionari internazionali, senza riuscire ad ottenere gli stessi rendimenti.</p>



<p>A livello fondamentale l&#8217;indice risulta in una zona neutra. Con un rapporto prezzo/utili di 21,70 e un rapporto prezzo/valore contabile di poco superiore a 3 le azioni globali non sono più a buon mercato, ma nemmeno sopravvalutate. Se teniamo conto del fatto che nel tempo l&#8217;indice è sempre salito, pur subendo ribassi temporanei, <strong>oggi è ancora un buon momento per investire nell&#8217;azionario internazionale.</strong></p>



<p>E&#8217; però importante mettere in conto che nei prossimi anni probabilmente ci sarà un ribasso di importo superiore al 10% con picchi massimi di caduta anche superiori al 30%. Ma se cerchi <a href="https://www.segretibancari.com/investire-a-lungo-termine/" target="_blank" rel="noopener">i migliori investimenti di lungo periodo</a> questo non deve per nulla preoccuparti.</p>



<p>A livello geografico l&#8217;MSCI World vede una predominanza delle <strong>azioni Usa</strong>, che pesano per il 70,89% dell&#8217;indice grazie anche ai rialzi degli ultimi anni. Seguono il <strong>Giappone</strong> con il 5,89%, il <strong>Regno Unito</strong> con il 3,97%, la <strong>Francia</strong> con il 3,10% e il <strong>Canada</strong> con il 3,04%. L&#8217;Italia rappresenta meno dell&#8217;1% dell&#8217;indice a motivo delle ridotte dimensioni del mercato azionario domestico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Analisi Settoriale</h3>



<p>Il settore più importante è quello della <strong>tecnologia</strong> (IT, information Technology), che pesa per il 24,17% seguito dalla <strong>finanza</strong> che rappresenta il 15,34%. Segue a <strong>salute</strong> (11,79%)  seguita dall&#8217;<strong>industria</strong> (11,12%). La limitata presenza di servizi di pubblica utilità rende l&#8217;indice poco sensibile ai rialzi dei tassi di interesse.</p>



<p>L&#8217;indice azionario internazionale MSCI World permette di investire nella intera economia mondiale, con esclusione dei soli Paesi Emergenti. Se vuoi includere anche questi nel tuo investimento hai due possibilità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>usare l&#8217;indice MSCI AC World che comprende anche una selezione di Economie in via di Sviluppo</li>



<li>affiancare l&#8217;indice MSCI World all&#8217;indice MSCI Emerging Markets.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Rendimenti teorici ed effettivi</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Le performance dell&#8217;indice azionario globale</h3>



<p>Nel decennio che va dal 2008 al 2018 il rendimento medio annuo composto del MSCI World Index in euro è stato del 7,71% senza tenere conto dei dividendi e del 10,60% tenendo conto del reinvestimento dei proventi. <strong>Dal 2014 al 2024 il rendimento medio annuo è stato del 9,71% annuo composto.</strong></p>



<p>Ma quali sono stati i rendimenti ottenuti dagli investitori in questo periodo di tempo? Ho fondate ragioni di credere che il guadagno effettivo sia stato molto inferiore, forse pari alla metà ed anche meno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il comportamento degli investitori sui mercati globali</h3>



<p>Un primo gruppo di investitori ha perso quota cercando di battere il mercato, ossia entrando ed uscendo spesso dall&#8217;indice comprando e vendendo strumenti finanziari che investono nell&#8217;azionario internazionale. I costi di compravendita e le tasse hanno distrutto la performance ottenibili dall&#8217;investitore.</p>



<p>Un secondo gruppo è caduto nella trappola dei fondi comuni di investimento. Dei 297 prodotti che hanno almeno 10 anni di storia, 201 hanno avuto un rendimento superiore all’indice MSCI World senza contare i dividendi. La percentuale di fondi “vincenti” nel passato è del 68%. Se però teniamo conto dei dividendi la percentuale di fondi che ha battuto l’indice scende al 10%.</p>



<p>Solo 31 dei 297 fondi disponibili dieci anni fa sono riusciti a generare rendimenti superiori a quelli dell’indice stesso. Una vera sconfitta, se tieni conto del fatto che non ho preso in considerazione i costi di ingresso. Il 5% di commissione di entrata avrebbe ridotto a 20 su 297 i fondi vincenti.</p>



<p>E’ interessante notare che la differenza di performance dell’indice prodotta dal reinvestimento dei dividendi è pari al 2,89% annuo, circa il costo di gestione dei fondi azionari internazionali.</p>



<p>L’importanza del reinvestimento dei dividendi salta ancora di più agli occhi se prendiamo in considerazione i quindici anni che vanno dal gennaio 2000 al dicembre 2015. Durante questo periodo l’indice MSCI World ha reso, in euro, lo 0,75% annuo composto. Non a caso si è parlato di decade perduta nei mercati azionari. Considerando il reinvestimento dei dividendi il rendimento cresce al 3,30% medio annuo.</p>



<p>La differenza di performance tra le due versioni dell’indice si attesta al 2,55%, una somiglianza straordinaria con il 2,89% del decennio 2008 – 2018.</p>



<p>I fondi azionari internazionali bruciano la performance del MSCI World Index confiscando, attraverso i costi di gestione, l’intero reddito prodotto dai dividendi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I migliori ETF azionari globali sull&#8217;MSCI World</h2>



<p>Quelli che seguono sono, a nostro avviso, i migliori ETF azionari globali disponibili su Borsa Italiana. Poiché riteniamo che la diversificazione valutaria sia un valore aggiunto importante, essi sono tutti senza copertura del rischio cambio. Ho aggiunto anche un ETF sull&#8217;indice MSCI AC World, adatto per chi vuole una diversificazione a 360°, compresi gli emergenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Vanguard FTSE All-World  &#8211;  IE00BK5BQT80</h3>



<p>L&#8217;ETF replica l&#8217;indice FTSE All-World che investe in titoli azionari dei paesi sviluppati ed emergenti di tutto il mondo. Il costo annuo di gestione è dello 0,22%, il prodotto è ad accumulazione ed è disponibile dal 23 luglio 2019. Il patrimonio sottostante ammonta a 11.675 mln di euro, mentre il domicilio fiscale è l&#8217;Irlanda.</p>



<p>La modalità di replica è fisica con campionamento. Le partecipazioni detenute dal fondo sono 3.639. Si tratta, dunque, di un prodotto estremamente diversificato. Il fatto che comprenda anche gli emergenti lo rende apprezzato in modo particolare dagli investitori fai da te.</p>



<h3 class="wp-block-heading">iShares Core MSCI World &#8211; IE00B4L5Y983</h3>



<p>A nostro avviso è il miglior prodotto disponibile. Costa lo 0,20% l&#8217;anno, la modalità di replica è fisica con campionamento ed esso investe in 1467 titoli diversi. L&#8217;indice clonato è l&#8217;MSCI World che investe in azioni di 23 Paesi Sviluppati coprendo l&#8217;85% della capitalizzazione globale.</p>



<p>La dimensione del fondo è di <strong>1.420 mln</strong> di euro, mentre l&#8217;ETF è disponibile dal 25 settembre 2009. Il domicilio fiscale è l&#8217;Irlanda e il clone è ad accumulazione dei proventi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Amundi MSCI All Country World &#8211; LU1829220216</h3>



<p>L&#8217;ETF clona l&#8217;indice MSCI All Country World Index (ACWI) che investe in titoli azionari a grande e media capitalizzazione di 23 mercati sviluppati e 24 mercati emergenti a livello globale. Nonostante ciò i Paesi Emergenti risultano marginali, sicché l&#8217;andamento del prodotto è molto correlato con il precedente.</p>



<p>Il portafoglio del fondo ammonta a <strong>1.239 mln </strong>di euro, suddiviso tra gli oltre 2.800 titoli che compongono l&#8217;indice. La modalità di replica è sintetica, mentre il prodotto è ad accumulazione dei proventi. Il costo annuo di gestione ammonta allo 0,45% annuo.</p>



<p>L&#8217;ETF è domiciliato in Lussemburgo ed è disponibile dal 5 settembre 2011.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad&nbsp;<em>investire in modo diverso, usando la testa</em>&nbsp;e non lo stomaco e credendo nella semplicità.</p>



<p>Ecco come si concretizza il nostro impegno per te:</p>



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<li>Investire senza prevedere? <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Scopri come investire in modo sano</a></strong></li>



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</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari</p>
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		<title>Delisting ETF: cosa succede quando un ETF chiude</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/delisting-etf/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Delisting ETF: scopriamo insieme cosa succede quando iltuo &#8220;clone&#8221; non è più quotato. Delisting ETF: cos&#8217;è e come funziona La procedura di cancellazione di un ETF da un listino, il così detto delisting, viene avviata dagli emittenti per tre ragioni fondamentali. In primo luogo il prodotto in oggetto è diventato troppo piccolo per giustificarne l&#8217;esistenza. [&#8230;]</p>
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<p style="font-size:18px"><strong>Delisting ETF: scopriamo insieme cosa succede quando iltuo &#8220;clone&#8221; non è più quotato.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Delisting ETF: cos&#8217;è e come funziona</h2>



<p>La procedura di <strong>cancellazione</strong> di un <a href="https://www.segretibancari.com/etf-indici-e-fondi/etf/">ETF</a> da un listino, il così detto <em>delisting</em>, viene avviata dagli emittenti per tre ragioni fondamentali. In primo luogo il prodotto in oggetto è diventato <strong>troppo piccolo</strong> per giustificarne l&#8217;esistenza. Pensiamo, ad esempio, a prodotti di nicchia che replicano indici molto specifici che non attirano più l&#8217;interesse degli investitori.</p>



<p>Oppure a necessità di <strong>razionalizzare la gamma prodotti</strong>, magari in seguito ad una fusione tra società concorrenti che ora fanno parte di un unico gruppo. Oppure, infine, il prodotto è <strong>poco liquido</strong>. Ciò rende troppo costoso il suo mantenimento.</p>



<p>In tutti questi casi l&#8217;emittente dà comunicazione del fatto che uno dei suoi prodotti non sarà più scambiato su uno o più mercati. Di norma, parallelamente, <strong>le banche e le piattaforme di negoziazione dovrebbero avvertire i clienti</strong> che posseggono quello strumento finanziario così che gli investitori possano prendere le adeguate misure.</p>



<p>Risorsa <em>gratuita</em> per <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">sapere dove investire oggi.</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Fasi del delisting</h2>



<p>La procedura di delisting è articolata in due fasi distinte. Esse <strong>scandiscono</strong> la chiusura dell&#8217;ETF o la sua cancellazione parziale con conseguenze ancora peggiori, come vedremo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;annuncio del delisting di un ETF</h3>



<p>Il primo passo riguarda l&#8217;annuncio, da parte della società di gestione del mercato, della cancellazione dell&#8217;Exchange Traded Fund dal proprio listino. Tale comunicazione va fatta in <strong>tempo utile</strong> per permettere agli investitori di prendere le contromisure necessarie ad evitare il <em>congelamento</em> dei propri soldi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La chiusura dell&#8217;ETF (delisting totale)</h3>



<p>Se il delisting è totale, l&#8217;ETF verrà liquidato. Poiché un Exchange Traded Fund non può esistere se non è scambiato su un mercato, esso verrà <strong>rimborsato</strong> sulla base dell&#8217;ultimo NAV disponibile. Si tratta, in definitiva, della stessa procedura con cui si rimborsano le quote dei fondi comuni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La cancellazione da un listino (delisting parziale)</h3>



<p>Se l&#8217;ETF continua a scambiare su un mercato, ma non su un altro, si parla di delisting parziale. Può capitare, ad esempio, che il fondo non sia più disponibile presso Borsa Italiana, mentre sul mercato londinese continua a trattare.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Cosa fare in caso di delisting</h2>



<p><em>Se l&#8217;ETF sparisce da tutti i mercati non è necessario fare nulla</em>. L&#8217;investitore può vendere il fondo oppure attenderne la chiusura. In questo caso l&#8217;importo derivante dalla liquidazione arriverà in automatico sul conto corrente. In breve esso sarà rapportato al valore della quota dell&#8217;ETF, calcolato dividendo il valore di mercato del patrimonio per il numero delle quote in circolazione.</p>



<p>Al contrario, il delisting parziale è più <strong>insidioso</strong>. Il fatto che l&#8217;ETF continui a scambiare su un&#8217;altra piazza finanziaria ne impedisce la liquidazione. Tuttavia se il mercato &#8220;residuo&#8221; è poco accessibile dalle piattaforme italiane il rischio è di <em>non poter più smobilizzare l&#8217;investimento.</em></p>



<p>Immagina, a titolo di esempio, che un prodotto sia solo più quotato presso la borsa di Stoccolma. Dato che si tratta di un mercato di nicchia la tua banca non ti permette l&#8217;accesso a quel mercato. Di conseguenza o cambi banca (e dovrai sceglierne una che ti dia l&#8217;accesso al mercato svedese) o non potrai più rientrare in possesso dei tuoi soldi.</p>



<p>Per questa ragione è bene <strong>vendere subito un ETF oggetto di delisting parziale</strong>. Per essere informati della cosa è bene leggere con attenzione le notifiche di delisting date dagli emittenti e &#8220;girati&#8221; dalla propria banca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fusione di ETF</h2>



<p>Quando un ETF viene inglobato in un altro, si parla di fusione. Essa è una cosa completamente diversa dal delisting. In questo caso, infatti, l&#8217;ETF &#8220;piccolo&#8221; viene <strong>inglobato</strong> in uno più grosso e patrimonializzato. In caso di fusione l&#8217;ETF continua ad esistere. L&#8217;unica cosa che cambia è il codice ISIN, ma in questo caso non serve fare nulla.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I nostri consigli per evitare il delisting di un ETF quotato</h2>



<p>Evitare il problema è piuttosto semplice. Ecco tre semplici accorgimenti:</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>1 &#8211; opta sempre per ETF con sottostante ampio e scambiato</strong></p>



<p>È difficile che un ETF che replica l&#8217;S&amp;P 500 diventi illiquido, grazie allo spessore dell&#8217;indice replicato. Al contrario un prodotto specializzato sulle azioni value koreane è possibile che abbia problemi di liquidità.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>2 &#8211; scegli fondi molto scambiati</strong></p>



<p>Se investi in ETF che hanno volumi e controvalori scambiati piuttosto alti è poco probabile che gli stessi siano delistati.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>3 &#8211; scegli ETF capitalizzati</strong></p>



<p>Il delisting di un ETF è molto più &#8220;facile&#8221; se il fondo è piccolo. In questo caso, infatti, i costi di amministrazione del prodotto potrebbero rendere lo stesso anti-economico per il gestore. E la cancellazione/chiusura del clone potrebbe diventare realtà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad&nbsp;<em>investire in modo diverso, usando la testa</em>&nbsp;e non lo stomaco e credendo nella semplicità.</p>



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<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari</p>
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		<title>ETF banche mondiali: i migliori per investire nel 2024</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/migliori-etf-bancari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETF]]></category>
		<category><![CDATA[ETF, indici e fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi altri pensa che il settore del credito sia interessante? Se sei alla ricerca di &#8220;idee&#8221; per investire questo articolo fa per te. Esso, infatti, ti farà una panoramica sui migliori ETF bancari per investire nelle banche mondiali. Perché investire nel settore finanziario con gli ETF Comprare un ETF bancari significa investire in una pluralità [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/05/ETF-banche-mondiali.png" alt="ETF banche mondiali" class="wp-image-28418" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/05/ETF-banche-mondiali.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/05/ETF-banche-mondiali-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p style="font-size:18px"><strong>Chi altri pensa che il settore del credito sia interessante? Se sei alla ricerca di &#8220;idee&#8221; per investire questo articolo fa per te. Esso, infatti, ti farà una panoramica sui migliori ETF bancari per investire nelle banche mondiali.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché investire nel settore finanziario con gli ETF</h2>



<p>Comprare un ETF bancari significa investire in una pluralità di aziende operanti nel settore finanziario. Questo non si limita a comprendere le sole <strong>aziende di credito</strong>, quelle che raccolgono denaro sotto forma di deposito e lo erogano sotto forma di prestito.</p>



<p>Al contrario il settore è molto diversificato e comprende una serie di attività tra loro connesse ma differenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>pianificazione finanziaria</strong></li>



<li><strong>gestione degli investimenti</strong></li>



<li><strong>negoziazione in conto proprio e per conto terzi sui mercati finanziari</strong></li>



<li><strong>servizi di tesoreria per gli enti pubblici</strong></li>



<li><strong>consulenza finanziaria e analisi dei mercati</strong></li>



<li><strong>intermediazione assicurativa</strong> (<em>bancassurance</em>)</li>



<li><strong>assistenza alla quotazione in borsa di un&#8217;azienda</strong></li>



<li><strong>operazioni di finanza straordinaria.</strong></li>
</ul>



<p>Gli indici MSCI e S&amp;P identificano 11 settori e 68 industrie assegnate. Ad esempio, l&#8217;indice MSCI World Financials<strong> </strong>replica tutte le aziende dell’industria dei servizi finanziari incluse nell&#8217;indice MSCI World permettendo una grande diversificazione. A ciò si aggiungono i vantaggi degli ETF sia in termini di costo, sia di trasparenza.</p>



<p>&#8220;Famolo semplice&#8221;: <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">inizia da qui e non sbagliare più!</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">I migliori ETF bancari del 2024</h2>



<p>Sul mercato domestico sono presenti diversi ETF che permettono di investire nella finanza. Ora li esamineremo nel dettaglio fornendo anche il nostro punto di vista sull&#8217;opportunità di prendere posizione sull&#8217;intero settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Xtrackers Msci World Financial &#8211; ISIN IE00BM67HL84</h2>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Caratteristiche</strong></p>



<p>L&#8217;ETF  sulle banche mondiali replica l&#8217;indice<strong> MSCI World Financial</strong>. Esso investe in società a<em> larga e media capitalizzazione</em> operanti nel settore finanziario in senso lato. Ciò implica una maggiore copertura e diversificazione rispetto ad un ETF puro sulle banche. Il <strong>costo</strong> annuo di gestione è dello 0,25%, mentre la modalità di<strong> replica è <em>fisica</em>.</strong></p>



<p>La valuta di denominazione è il dollaro USA. L&#8217;investimento comporta quindi il <strong><a href="https://www.segretibancari.com/rischio-di-cambio/">rischio di cambio</a></strong>, tenuto presente che una grossa fetta del portafoglio è investita negli States. Il <strong>patrimonio del fondo è di 389 milioni di euro</strong>, il prodotto è domiciliato in <strong>Irlanda</strong> ed è disponibile dal 4 marzo 2016.</p>



<p>Inoltre L&#8217;ETF è ad <strong>accumulazione</strong>, per cui reinveste in automatico i dividendi incassati.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Rendimenti</strong></p>



<p>L&#8217;ETF è piuttosto volatile, nel senso che le performance sono parecchio diverse da un anno all&#8217;altro.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>2017: +7,93%</li>



<li>2018: -13,61%</li>



<li>2019: +28,91%</li>



<li>2020: -11,82%</li>



<li>2021: +40,03%</li>



<li>2022: -5,28%</li>



<li>2023: +12,26%</li>



<li>2024: +14,08% (dati a maggio)</li>
</ul>



<p>Il grafico che segue mostra l&#8217;andamento delle quotazioni negli ultimi anni:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/05/IE00BM67HL84.png" alt="" class="wp-image-28430" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/05/IE00BM67HL84.png 1200w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/05/IE00BM67HL84-980x653.png 980w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/05/IE00BM67HL84-480x320.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1200px, 100vw" /></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size"><strong>Volatilità</strong></p>



<p>La volatilità a 5 anni è stata del 19,32%, mentre il <strong>drawdown</strong> del 42,13%. Si tratta di dati in linea con la rischiosità dell&#8217;intero mercato azionario globale.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Perché investire?</strong></p>



<p>L&#8217;ETF è diversificato a livello globale e a livello settoriale. Esso potrà beneficiare della <strong>ripresa </strong>dei tassi di interesse che, aumentando la marginalità delle banche, producono più utili per gli azionisti. Il settore inoltre potrà beneficiare di un possibile scenario di crescita dell&#8217;economia mondiale.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Perché evitarlo?</strong></p>



<p>L&#8217;ETF ha una netta prevalenza degli <strong>Usa</strong>. Esso, in breve, è un prodotto sulle banche americane. Queste, in definitiva, prendono la metà dell&#8217;intero portafoglio. La grande diversificazione globale implica, inoltre, l&#8217;assoggettamento al <strong>rischio di cambio</strong>.</p>



<p>Solo il 10,68% del totale è in euro. Il restante 90% è impiegato in valute estere tra le quali troneggia il dollaro. Questo potrebbe essere fonte di <em>duplicazioni </em>all&#8217;interno di portafogli già esposti verso le valute. Inoltre un rallentamento economico, o un restringimento del margine di interesse (ossia del differenziale tra tassi incassati e pagati ai depositanti) potrebbe nuocere al settore e di conseguenza all&#8217;ETF.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLDsdTvqjkArBHOVud6BBUpXc5tD-LIvyg"><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST.png" alt="" class="wp-image-28336" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST.png 350w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST-300x214.png 300w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">SPDR MSCI Europe Financials &#8211; ISIN IE00BKWQ0G16</h2>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Caratteristiche</strong></p>



<p>L&#8217;ETF bancario di State Street replica l&#8217;indice <strong>MSCI Europe Financials 20/35 Capped. </strong>Esso investe nel settore finanziario europeo. Il peso del gruppo delle entità più grandi è ristretto al 35% mentre quello di tutte le altre ad un massimo del 20%. </p>



<p>Si tratta di un fondo con un <strong>capitale di 344 milioni di euro</strong>, a replica <strong>fisica</strong> che costa lo 0,18% l&#8217;anno. L&#8217;ETF è ad <strong>accumulazione</strong>, mentre la valuta di riferimento è l&#8217;euro. In aggiunta il fondo è domiciliato in <strong>Irlanda</strong> ed è disponibile dal 5 dicembre 2014.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Rendimenti</strong></p>



<p>Quelli che seguono sono i rendimenti storici:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>2017: +12,35%</li>



<li>2018: -19,46%</li>



<li>2019: +23,71%</li>



<li>2020: -15,47%</li>



<li>2021: +28,70%</li>



<li>2022: -2,96%</li>



<li>2023: +21,81%</li>



<li>2024: +15,70% (dati a maggio).</li>
</ul>



<p>Ecco, inoltre, il grafico con l&#8217;andamento della quotazione:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/05/IE00BKWQ0G16.png" alt="" class="wp-image-28431" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/05/IE00BKWQ0G16.png 1200w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/05/IE00BKWQ0G16-980x653.png 980w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/05/IE00BKWQ0G16-480x320.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1200px, 100vw" /></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size"><strong>Volatilità</strong></p>



<p>L&#8217;ETF è abbastanza volatile. Il rischio a 5 anni è del 23,40%, mentre il drawdown è del 44,02%.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Perché sceglierlo?</strong></p>



<p>Le banche europee, e quelle italiane, si preparano all&#8217;<strong>integrazione del mercato unico</strong> dei capitali. È nostra opinione che dopo la prima condivisione del debito con il Recovery Fund anche l&#8217;Europa si avvierà verso un sistema bancario unico.</p>



<p>Le sfide della digitalizzazione, inoltre, impongono alle banche e aziende finanziarie del Vecchio Continente una profonda <strong>ristrutturazione</strong> che, nel tempo, dovrebbe migliorarne la redditività. Infine il settore è <strong>sottovalutato</strong> ed è fuori dai radar degli investitori.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Perché evitarlo?</strong></p>



<p>L&#8217;ETF ha come sottostante il solo mercato europeo. Il numero di titoli è più <strong>esiguo</strong> rispetto al precedente. Inoltre il Paese più rappresentato è <strong>il Regno Unito</strong> (che prende il 26,50%) Al secondo posto troviamo la <strong>Svizzera</strong>, con il 14,08% . Ciò comporta un discreto <strong>rischio di cambio </strong>nei confronti di value europee non euro.</p>



<p>Inoltre il fondo è concentrato soprattutto sulle <em>banche e sulle compagnie di assicurazione.</em> Mancano, invece, le società di brokeraggio e le banche di investimento di tradizione americana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Amundi MSCI World Financials &#8211; ISIN LU0533032859</h2>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Caratteristiche</strong></p>



<p>A differenza dei prodotti precedenti, il fondo in esame è a <strong>replica sintetica</strong>. Esso conta su un <strong>patrimonio di 142 milioni di euro</strong>, costa lo 0,30% l&#8217;anno ed è ad <strong>accumulazione</strong>. L&#8217;indice replicato è il consueto MSCI World Financials, la valuta di riferimento è l&#8217;euro ma si corre comunque il rischio di cambio. Il portafoglio, infatti, è investito per lo più negli USA.</p>



<p>Il fondo è domiciliato in Lussemburgo ed è disponibile dal 23 agosto 2010.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Rendimenti</strong></p>



<p>Il fondo ha prodotto le seguenti performance nel corso degli anni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>2017: +7,80%</li>



<li>2018: -13,72%</li>



<li>2019: +28,79%</li>



<li>2020: -11,28%</li>



<li>2021: +39,88%</li>



<li>2022: -5,20%</li>



<li>2023: +11,58%</li>



<li>2024: +13,81% (dati a maggio).</li>
</ul>



<p>Questo, invece, l&#8217;andamento della quotazione:</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/05/LU0533032859.png" alt="" class="wp-image-28432" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/05/LU0533032859.png 1200w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/05/LU0533032859-980x653.png 980w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/05/LU0533032859-480x320.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1200px, 100vw" /></figure>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Volatilità</strong></p>



<p>A 5 anni il fondo ha presentato una volatilità del 19,31%. Il drawdown, invece, è del 42,16%.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conviene investire in ETF sulle banche? I nostri consigli</h2>



<p> Se hai già deciso che vuoi procedere, i migliori ETF sulle banche che abbiamo esaminato sono ciò che ti serve. Ma se hai dubbi tieni presente quanto segue. Il settore finanziario, come tutti gli investimenti di nicchia è <strong>rischioso</strong>. Tutti i tuoi soldi, infatti, sono concentrati in una categoria particolare del sistema economico soggetta ad <strong>ampie fluttuazioni</strong>.</p>



<p>In particolare quando l&#8217;economia va bene il settore della finanza &#8220;tira&#8221;, ma quando si va incontro ad una recessione le banche vanno in affanno. Non solo perdono parte dei ricavi da intermediazione, ma crescono anche le insolvenze e le conseguenti perdite su crediti.</p>



<p>Prima di scegliere questa particolare categoria di prodotto finanziario è sempre bene valutare con attenzione il proprio portafoglio per evitare di avere al suo interno una concentrazione eccessiva di titoli ciclici. Se si hanno altri ETF tematici, infine, è bene ricordare che si rischia una sovraesposizione geografica verso gli USA.</p>



<p>La <strong>diversificazione</strong>, come regola per proteggere il proprio capitale, è la regola più saggia da seguire, anche in questo caso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Dal 2010 siamo qui per aiutare le persone ad investire&nbsp;<em>diversaMente</em>&nbsp;partendo da ciò che sappiamo di non sapere, e usando un linguaggio semplice, pacato e coinvolgente. Ecco due risorse di approfondimento che ti consigliamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Stai sbagliando approccio con gli investimenti? Scopri come&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">raddrizzare il tiro</a></strong>;</li>



<li>Leggi le analisi e le ricerche esclusive del nostro&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">Ufficio Studi ogni 7 giorni.</a></strong></li>
</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari</p>
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