Eurizon gestione attiva classica maggio 2020?

eurizon gestione attiva classica

Con Eurizon gestione attiva classica maggio 2020 gli sfortunati clienti hanno pagato il 9% di commissioni totali per perdere il 4,50% in 5 anni.

Eurizon gestione attiva classica: il fondo

L’obiettivo del fondo, sulla carta, era chiaro. Ottenere il guadagno più alto possibile nel rispetto di un budget di rischio del 4%. Il valore quota, in altri termini, non sarebbe dovuto scendere oltre quel livello. Purtroppo però il fondo non ha reso nulla. E continua a penalizzare chi lo tiene.

La performance

Da maggio 2015 a settembre 2020 il fondo ha perso il 4,50%. Oltre a ciò la performance è stata deludente anche nei singoli anni. Il rendimento composto degli ultimi 5 anni, infatti, è stato di -0,40%. Viceversa negli ultimi 3 anni il profitto è stato dello 0,10% l’anno.

La ragione è semplice. In definitiva Eurizon gestione attiva classica maggio 2020 è un fondo a scadenza che carica costi elevati ai sottoscrittori. La commissione annua di gestione, infatti, ammonta all’1,81%.

Da inizio 2020 a settembre dello stesso anno il fondo ha perso circa l’1%. In breve il rendimento, al lordo dei costi di gestione, è nullo. Mentre la commissione che continua a correre erode il profitto.

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Il rischio

Grazie ad un controllo puntuale del portafoglio il fondo ha ottenuto, negli ultimi 5 anni, una volatilità del 3,31%. Niente male, se guardiamo solo al grado di rischio.

Tuttavia un investimento non serve a nulla se si concentra solo sulla minimizzazione dei rischi. Tanto vale, infatti, non investire proprio e tenere i soldi su uno o più conti correnti.

Il portafoglio

Il 12,65% delle disponibilità totali sono impiegate in un fondo della casa. In particolare nell‘Eurizon Cash. Al di là della duplicazione dei costi, resta il fatto che il portafoglio è troppo liquido e scarsamente redditizio.

Si tratta di un difetto comune a tutti i fondi con una scadenza. La ragione risiede nello stile di gestione “vincolato”, che imbriglia il gestore, e nei costi eccessivi.

Recensione del fondo

Eurizon gestione classica attiva maggio 2020 è un fondo nato già con un difetto strutturale. Le alte commissioni di gestione e il vincolo temporale erano la premessa di una performance deludente.

In definitiva il gestore non può correre rischi. E il livello di azionario detenuto, strutturalmente basso, deve scendere con l’avvicinarsi alla scadenza.

Nel 2019, a titolo di esempio, la performance è stata del 6,40%, mentre i mercati azionari volavano. Inoltre l’esposizione azionaria ha oscillato, nel 2020, tra il 5 ed il 7%. È ragionevole supporre che anche negli anni precedenti il fondo sia stato prevalentemente obbligazionario.

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Il problema della scadenza

I fondi a scadenza, di fatto non spariscono subito dal mercato. Essi continuano la loro corsa diventando, nella maggior parte dei casi, fondi monetari. Al momento della nascita il controllo maniacale del rischio fa di loro prodotti prudenti.

Nulla di male, se non fosse che i costi di gestione sono davvero elevati e rappresentano una zavorra insopportabile. Soprattutto in un contesto di tassi di interesse a zero.

Tiriamo le somme

I fondi a scadenza, di cui Eurizon gestione attiva classica maggio 2020 fa parte, sono da evitare. La loro performance sarà deludente a causa dei costi di gestione esorbitanti e della focalizzazione patologica sul rischio.

In definitiva chi non vuole rischiare troppo potrà costruire un’allocazione prudente basandosi sui principi della finanza classica e comportamentale e minimizzando i costi con gli ETF. Alla fine otterrà di più.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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