I 3 fattori che influenzeranno gli investimenti in borsa nel 2020

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Il futuro dei tuoi investimenti in borsa, nel 2020, dipenderà da tre fattori fondamentali. Conoscerli ti aiuterà a fare scelte più consapevoli.

Il dilemma dei mercati azionari a fine 2019

Avidità contro paura. Da un lato molti investitori vorrebbero accedere ai mercati azionari per approfittare della crescita che gli stessi offrono. Dall’altro, invece, gli stessi investitori sono attanagliati dal dubbio.

Non sarà troppo tardi per fare investimenti in borsa? E se i mercati crollassero tra pochissimo? La scelta di investire parte dei tuoi soldi sul mercato azionario va fatta con cautela e grande consapevolezza.

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Nell’articolo che stai leggendo, invece, parleremo dei tre fattori di cui dovrai tenere conto nel fare le tue scelte per il 2020.

Borse sopravvalutate (o no?)

Da tempo leggo che i mercati azionari sono sopravvalutati. In aggiunta i più pessimisti parlano di crisi imminente con tracollo delle quotazioni.

Ritengo che il dibattito sia inutile e fuori luogo. Intendo dire che investire in borsa, per sua stessa natura, comporta dei rischi. Tutta l’attività umana li comporta. Tuttavia quando si tratta di investire molti vorrebbero avere la palla di cristallo.

Se confidi nelle previsioni per il prossimo anno per decidere se investire e dove resterai deluso, perché nessuno sa dirti con esattezza cosa accadrà. Le quotazioni azionarie sono salite, e molto. Tuttavia il livello di valutazione delle borse globali non è in una zona di palese sopravvalutazione.

In breve, alcuni direbbero che esse sono “correttamente valutate“. L’attuale livello dei rapporti prezzo/utili è il primo fattore che influenzerà l’andamento delle borse nel 2020. Esso, peraltro, incorpora anche le attese di crescita degli utili e, quindi, l’andamento delle economie.

Una eventuale recessione farà crescere il price earning ratio e renderà le quotazioni attuali automaticamente più care. In breve, segui con attenzione l’andamento dell’economia mondiale per capire dove andranno le borse.

Se da un lato i mercati non sono sopravvalutati, dall’altro le quotazioni non sono nemmeno economiche. Ciò implica che uno storno potrebbe arrivare in qualunque momento. E va messo in conto.

Il ruolo delle Banche Centrali

Le mosse delle Banche Centrali sono il secondo fattore da prendere in considerazione. Esse, infatti, hanno creato uno scenario di bassi tassi di interesse che ha favorito l’investimento azionario.

Grazie al basso livello di redditività del mercato obbligazionario, le azioni sono diventate all’improvviso più appetibili. Non a caso, infatti, masse consistenti di denaro si sono spostate dai bond alle azioni.

Chi afferma che le Banche Centrali hanno contribuito a inflazionare gli asset finanziari e creare una nuova bolla pronta ad esplodere dovrebbe tenere conto della liquidità ferma sui conti correnti.

Ad ogni modo, le prossime mosse di politica monetaria saranno decisive per il futuro delle borse. Farai bene a monitorare con cura sia ciò che diranno i Presidenti degli istituti, sia l’evoluzione della massa monetaria (M2 ed M3).

L’effetto volatilità

L’amore per gli investimenti in borsa è palpabile attraverso gli indicatori di volatilità. Da qualche mese, infatti, non ci sono stati scossoni particolari sui listini. Nonostante il 2019 sia iniziato con un forte scrollone.

La ragione per cui la volatilità è bassa sta nel fatto che gli investitori non sono spaventati dal mercato azionario. Chi ha investito attende, mentre chi è fuori entra con calma.

Tuttavia qualora la volatilità dovesse regredire verso la media, o ci dovessero essere eventi che “spaventano” i mercati, la reazione sarebbe immediata.

Il crollo del 2008 fu preceduto da una insolito appiattimento della volatilità e una situazione analoga si sta verificando oggi. Quel che è certo, per concludere, è che dovrai tenere sott’occhio la volatilità ed i suoi effetti. Una impennata della stessa porterebbe con sé dei ribassi dei mercati.

Investimenti in borsa 2020: che fare?

Dopo aver messo in luce quali fattori catalizzeranno l’attenzione degli investitori nel 2020 diventa importante tradurre il tutto in modalità operative. È il caso di investire in azioni oggi o no? E se sì, quanta parte del portafoglio potrà essere ad esse dedicato? E quali i mercati da preferire?

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Think different, invest differently

Giacomo Saver- CEO di SegretiBancari

2 commenti
  1. Buongiorno Giacomo,
    riprendo il discorso di un tuo post di poco tempo fa. Volere o volare, bisogna essere realisti. La crescita rallenta, la “droga” del QE prima o poi si esaurirà e quindi non ci si può aspettare rendimenti stellari. L’unica è sempre mantenere equilibrio e nervi saldi e stoppare tutti i rumors. Hai visto? Oggi è notizia che Bridgewater scommette sul crollo di Wall Street a marzo prossimo. Potrà pure arrivare l’orso, ma la mia domanda è: il mondo si può fermare? Io credo di no. Scienza, ricerca, innovazione e tecnologia non possono regredire, pur con i mercati che fisiologicamente oscillano. Temo di più le tensioni geopolitiche e di conseguenza commerciali. Cina & Company “erano” emergenti…adesso non vogliono più stare in cucina a lavare i piatti e intendono accomodarsi nel salotto buono, e i numeri sì che li hanno per pretenderlo! Un augurio di buon lavoro e alla prossima!

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  2. Buongiorno a tutti. Vorrei aggiungere alle considerazioni fatte che sia nell’ottimismo e sia nel pessimismo, l’unica cosa che si può fare è rimanere diversificati. L’unica piccola differenza è che il pessimista riserverà una parte del capitale in liquido per fronteggiare ogni evenienza. Ma queste sono le stesse considerazioni che facevamo già l’anno scorso nel medesimo periodo. Se da un lato la cina da mercato emergente è diventata un colosso mondiale su cui investire, l’italia con il Mes ha messo nel piano che uno stato potrebbe andare in default (come la grecia) con la prospettiva di una ristrutturazione dei titoli di stato. In altre parole vedere l’Italia fare l’opposto delle Cina: da paese sviluppato a paese regredito senza più industrie rilevanti con delle condizioni politico-economiche disastrose. Questo è pessimismo? No, è sano realismo. La politica e l’economia condizionano pesantemente le scelte dell’investimento.

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