Il Downgrade della Cina Avrà Conseguenze per i tuoi Investimenti?

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Il recente downgrade della Cina non dovrebbe avere grosse conseguenze per i tuoi investimenti. In base alle informazioni in mio possesso i Paesi Emergenti potranno addirittura essere uno dei migliori mercati in cui investire nei prossimi anni.

C’è chi teme che il downgrade della Cina rappresenti solo la punta di un iceberg pronto ad esplodere con grande ferocia ma, nonostante i pessimisti, la situazione sembra sotto controllo. Tuttavia è bene non perdere di vista l’importanza dell‘asset allocation e ricordare che si sono OTTIME ragioni per pensare che i mercati emergenti saranno il miglior investimento dei prossimi anni.

Ma come mai la Cina è stata declassata e perché oggi potrebbe essere davvero un buon momento per investire nell’area?

Downgrade della Cina: perché?

La Cina è stata una delle economie in più forte espansione negli ultimi dieci anni. Si è trattato di una vera e propria “esplosione” del PIL, che sembrava non conoscere ostacoli.

Poi, ad un tratto, il tasso di crescita della Cina ha iniziato a decelerare, come era logico attendersi, ma per evitare una brusca frenata di un sistema economico così importante a livello mondiale, si è fatto ricorso al “doping” del debito, cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni, come puoi vedere dal grafico qui sotto:

Non è mai un buon segnale quando un’economia cresce per effetto di una espansione del debito e questa è la ragione per la quale Moody’s ha fatto il downgrade della Cina.

L’ultima volta in cui si diffusero i timori di un rallentamento della crescita della più importante economia asiatica ci fu un crollo generalizzato dei mercati. Sto parlando dell’agosto 2015. Oggi sarà ancora così?

Il miglior mercato del futuro

Nel momento in cui scrivo gli indicatori che uso per impostare le mie scelte e decisioni di investimento sono tutti positivi. Ciò significa che un eventuale ribasso dei mercati potrebbe essere addirittura una buona occasione per investire, perché se si scatena il panico in assenza di un peggioramento macroeconomico globale, probabilmente siamo di fronte ad una correzione momentanea e non ad una inversione di tendenza.

C’è poi un’altra ragione per la quale sono ottimista circa l’andamento dei mercati azionari in generale e dei mercati emergenti in particolare…

Le reazioni dei mercati al downgrade della Cina

Dopo che si è diffusa la notizia del downgrade della Cina i mercati hanno reagito in modo composto. Non ci sono stati crolli improvvisi, ma solo un affievolimento della crescita in essere da parecchio tempo.

La mancanza di fenomeni di panic selling mi sembra dimostri che, nonostante le notizie ad alto potenziale allarmistico, i mercati sono sufficientemente “lucidi” e FREDDI. Il fatto che i mercati obbligazionari rendano poco contribuisce alla tenuta dell’azionario.

Gli investitori in fuga dalle azioni ad oggi di fatto non hanno alternative per investire in modo redditizio, e questo ha contribuito alla sostanziale “tenuta” dei mercati.

Detto ciò resta da capire perché gli emergenti sono uno dei migliori mercati in cui investire per i prossimi 10 o 15 anni.

La tabella che ti riporto mostra, anno per anno, il rendimento in euro dell’indice MSCI Emerging Markets:

 

 

Come puoi vedere, nonostante ci siano state alternanze di anni “buoni” e “meno  buoni”, il risultato economico di un investimento negli emerging ha dato ottimi frutti, nel corso del tempo.

La loro forza relativa è in accelerazione, testimoniando l’importanza che l’area assume per un investitore. Nel periodo 2000 – 2015 il solo investimento in azioni mondiali “sviluppate” non avrebbe fatto ottenere rendimenti interessanti, mentre chi avesse “aggiunto” al proprio portafoglio una quota di azioni emergenti avrebbe ottenuto ottime performance.

Il passaggio di testimone dalle borse evolute a quelle emergenti è il SEGNO che qualche cosa a livello mondiale sta cambiando.

Nel 2015 quando ci fu il timore di un rallentamento globale indotto dalla Cina il ribasso fu solo del 4,87%, mentre il calo nel 2008 fu del 50%, in linea con la caduta degli indici globali.

Il ruolo egemone degli USA nella finanza mondiale sembra quindi destinato a ridursi, alla luce del fatto che oltre all’economia a stelle strisce ci sono altre aree geografiche che nei prossimi anni potranno continuare a riportare tassi di crescita superiori alla media.

Non solo il downgrade della Cina non ha sortito, al momento, effetti particolari, mettendo in luce una certa “maturità” dei mercati, che restano calmi anche per colpa della mancanza di alternative dove investire, ma l’evento ha acceso i riflettori su un’area geografica molto promettente per il futuro.

Le istruzioni mancanti per l’investimento consapevole

Prima di gettarti ad investire nei Paesi emergenti, ricorda sempre l’importanza della strategia complessiva e della diversificazione di portafoglio. Puoi investire negli emergenti una quota compresa tra il 5% ed 15% massimo del tuo portafoglio globale. Ma ricorda di non esagerare né con l’investimento azionario né con gli emergenti.

Se vuoi una selezione di strumenti finanziari con cui costruire il tuo portafoglio ti segnalo una RISORSA GRATUITA che ho preparato per te.

Se investirai in tutti quattro gli strumenti che ti segnalo nel corso gratuito che ti ho appena indicato, e ad essi aggiungi una quota di azioni Paesi Emergenti, otterrai un ottimo portafoglio ben strutturato ed equilibrato. Che reggerà anche qualora i mercati si accorgessero del downgrade della Cina e reagissero con un ribasso improvviso…

Grazie per il tuo commento…

Giacomo Saver

Fondatore e Direttore di Segretibancari.com

4 commenti
  1. La ringrazio per la sua chiarezza e per i video che ho seguito con molto interesse e mi piacerebbe avere un consiglio su una polizza vita a vita intera con premio unico ricorrente annuale che ho stipulato molti anni fa con l’Eurovita. Premesso che tale polizza ha il minimo garantito del 4% vorrei sapere se tale minimo vale per tutti i versamenti effettuati fino ad oggi e per quelli che eventualmente farò ancora, e se quindi mi conviene tenerla ferma, o continuare i versamenti, oppure riscattarla e perché. La ringrazio e saluto cordialmente

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    1. @ Pinuccia
      E’ un po’ fuori tema, ma le rispondo volentieri 🙂
      Secondo me le conviene tenere la polizza senza fare altri versamenti. Il 4% di rivalutazione si applica a TUTTI i versamenti, sia quelli che ha fatto sia quelli che farà, ma sui nuovi pagamenti i costi vanificheranno gran parte di quel rendimento. Sui vecchi, invece, ha già pagato le commissioni di ingresso e se ha stipulato la polizza tanti anni fa probabilmente li ha anche già recuperati, per cui tenga in vita il contratto ma non faccia più nulla… Le può essere anche utile questo ebook gratuito sulle polizze

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  2. Salve Giacomo, ho visto che sul mercato ci sono vari Etf sul mercato cinese. Se uno decidesse di investire su questo mercato quali caratteristiche dovrebbe guardare negli Etf e lei quali consiglerebbe ? E quali no ? Grazie per la sua opera di informazione

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    1. @ Domenico
      Do alcune linee guida per scegliere i migliori ETF in un precedente articolo. Grazie per la domanda e buona lettura 🙂

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