La gestione attiva classica costa ma non paga

la gestione attiva non rende ma costa

Mancanza di persistenza delle performance, costi elevati e indisponibilità dei comparti migliori. Ecco i limiti della gestione attiva.

Il mito sfatato della gestione attiva

La regola del “più spendi meno spendi” in finanza è un flop clamoroso. Infatti oltre il 90% dei fondi a gestione attiva, negli anni, offre performance inferiori a quella dei mercati in cui investe.

Le ragioni sono due: anzitutto i mercati i gestori operano in mercati molto concorrenziali. Ciò implica che sia difficile battere gli altri, mentre i costi elevati fanno la differenza. Uno studio di Morningstar, in breve, ha messo in luce il legame tra costo e rendimenti dei prodotti gestiti attivamente.

La società scrive, infatti, “che il livello delle commissioni è indicativo della futura performance del fondo. Maggiori sono le commissioni, minore è la performance futura che ci si può aspettare dal comparto.”

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In secondo luogo i gestori tendono al conformismo finanziario per paura di perdere le masse gestite (vedi Sassetti, 2002). Come afferma Ellis, i mercati finanziari sono un gioco basato sul perdente. Ossia vince chi sbaglia meno. E, soprattutto, chi costa meno.

Abilità vs fortuna

Il nostro Ufficio Analisi e Mercati ha esaminato la categoria dei fondi azionari internazionali che investono in azioni di società a larga capitalizzazione.

In particolare abbiamo preso i 5 migliori fondi su un periodo di 10 anni, dal novembre 2010 al novembre 2020. Ecco la classifica basata sui rendimenti medi annui composti:

performance migliori fondi 10 anni

Ora rifacciamo la classifica avendo un orizzonte di 5 anni:

performance migliori fondi 5 anni

Salta subito all’occhio come i conti non quadrino. Ma, prima di trarre le conclusioni, esaminiamo la classifica a tre anni:

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Mancanza di persistenza

Il gestore bravo su un certo periodo non lo è nel successivo. Infatti nessuno dei 5 fondi migliori su 10 anni compare sul podio dei 5 o dei 3 anni. Se accorciamo l’orizzonte temporale il grado di persistenza aumenta. Infatti DPAM e UBS restano sul podio sia su orizzonti brevi sia intermedi. Tuttavia scendendo nella classifica c’è un avvicendamento al vertice. Così come allungando l’orizzonte temporale.

Survivor bias

La distorsione da sopravvissuto afferma che il campione dei fondi che vediamo oggi è diverso da quello di un tempo. Negli anni, infatti, i prodotti scadenti sono stati fusi o chiusi. Pertanto chi oggi svetta è favorito dalla perdita per strada di chi non ce l’ha fatta.

La beffa della indisponibilità

Ogni fondo a gestione attiva ha più classi di investimento. Non tutte purtroppo, sono disponibili per l’investitore privato. In definitiva i fondi migliori che abbiamo esaminato sono sottoscrivibili solo dagli istituzionali. E, guarda caso, sono quelli meno costosi tra le varie classi disponibili.

Gestione attiva fai da te

È possibile ottenere rendimenti superiori alla maggior parte dei fondi a gestione attiva in modo semplice. Un’alternativa più sofisticata consiste nel farsi aiutare dagli esperti. In questo modo potrai sfruttare le migliori opportunità di mercato riducendo i costi.

Se, invece, vuoi fare da solo una semplice tecnica come il ribilanciamento periodico del portafoglio è tutto ciò che ti serve.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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