Mercati asiatici: conviene investire in Asia?

mercati asiatici

I mercati finanziari asiatici sono un’opportunità di investimento nell’era post Covid? O è un azzardo pensare di mettere i soldi là?

Borse asiatiche: tensioni in vista

La richiesta di Biden in merito alle origini del Coronavirus che ha devastato il mondo nel 2020 ha creato nuove tensioni tra Stati Uniti e Cina. In particolare la replica della superpotenza al vertice Nato è netta e tranciante. Un clima da guerra fredda quello creato dalle presunte accuse in merito all’origine del COVID-19.

Tuttavia nonostante (o proprio grazie) a queste tensioni i mercati asiatici sono sotto i riflettori. E anche noi di Segreti Bancari vogliamo dare il nostro contributo per capire se sia il caso di avere in portafoglio ETF o strumenti finanziari specializzati in Asia. Con un’avvertenza importante.

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Quali sono i mercati finanziari asiatici?

Nonostante venga da pensare alla Cina, i mercati asiatici sono rappresentati da azioni quotate nelle borse dell’intero Continente. Con una sorpresa. Se analizziamo la composizione dell’indice MSCI Pacific ex Japan, specializzato nell’area che stiamo esaminando, al primo posto troviamo uno Stato che pochi hanno mai preso in considerazione nelle proprie scelte finanziarie.

In breve l’Asia non è solo quella continentale, che tutti conosciamo. Al contrario il Paese più rappresentato è l’Australia, che prende il 60% del totale. Segue Hong Kong, quindi la Cina in senso lato, con il 27%, poi Singapore con il 9% e la Nuova Zelanda con il 2%.

La finanza copre il 39% del portafoglio. I materiali, inclusi i minerali, prendono il 12%. Gli immobili, infine, l’11%. Il vantaggio di avere come riferimento l’MSCI Pacific ex Japan consiste nella grande diversificazione geografica, che permette l’investimento in mercati “di nicchia” fuori dai radar della maggior parte degli investitori.

La valutazione “fondamentale” dei mercati azionari asiatici

Investire in mercati specifici, di nicchia, serve a poco se le loro prospettive non sono positive. Sebbene le azioni asiatiche siano a forte trazione globale, nel senso che beneficiano della crescita economia nel Pianeta, esse quotano a sconto rispetto a quelle dei Paesi sviluppati.

In breve il rapporto prezzo/utili è di 24,29, mentre il rapporto tra quotazioni e valore contabile è di 1,95. Si tratta di valori elevati rispetto alle medie storiche, ma inferiori ai dati dell’MSCI World. Questo, infatti, ha un rapporto P/E di 28 e un rapporto prezzo/valore contabile di 3,18.

Investire in Asia, da questo punto di vista, è più conveniente. Se non altro per abbassare i valori fondamentali dell’intero portafoglio qualora si avesse investito nelle aree più “tradizionali” come Europa o Usa. Tuttavia è opportuno fare un’analisi grafica dell’indice per capire, dal punto di vista “tecnico”, come siamo posizionati.

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Borse asiatiche: analisi tecnica

Il grafico che segue mostra, in modo assolutamente semplificato, l’analisi dei mercati dell’Asia.

andamento mercati asiatici

Ai massimi del 2020 è seguito uno storno pesante delle quotazioni azionarie. Ciò è coerente con il deterioramento dello scenario macro provocato dalla crisi da Covid-19. Tuttavia, al pari degli altri mercati, anche le borse asiatiche hanno ripreso a correre.

Dopo aver superato i massimi precedenti le borse ne hanno segnati di nuovi. Tuttavia l’oscillatore, che ha accompagnato la fase rialzista dei prezzi, è ora in ipercomprato. Un cedimento dell’RSI implicherebbe una possibile correzione dei mercati finanziari asiatici. Come è noto, infatti, l’oscillatore si muove entro una banda dalla quale non può fuoriuscire in modo indiscriminato. L’attuale trend positivo dell’indicatore, prima o poi, dovrà invertirsi lasciando spazio ad uno storno.

Una correzione delle borse asiatiche non comprometterebbe il forte trend positivo in essere. Lo storno, al contrario, rappresenterebbe una opportunità di acquisto e dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) fermarsi in corrispondenza dei massimi precedenti che ora rappresentano una soglia psicologica che farebbe ritornare gli acquisti (supporto).

Asia: linee guida per investitori consapevoli

I mercati azionari asiatici offrono una reale opportunità per diversificare i portafogli. L’indice, infatti, risulta correlato negativamente con l’oro (coefficiente pari al -52%) e con i bond indicizzati all’inflazione (coefficiente pari a -2%).

Inoltre la correlazione è bassa con i mercati emergenti (coefficiente pari al 57%), con il Giappone (59%) e con i corporate bond dell’area euro (24% il coefficiente di correlazione).

La questione, come sempre, riguarda l’effetto che l’inserimento di un prodotto azionario sul Pacifico avrebbe nei confronti dell’intero portafoglio, globalmente considerato. A mio avviso l’inserimento di una quota compresa tra il 5% ed il 10 per cento ha senso, sempre che non si sfori la quota azionaria ritenuta ottimale e che si abbia una prevalenza degli “altri” mercati come Europa, Usa ed Emergenti.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

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