Cosa ci insegna un mercato ribassista e come investire nelle fasi orso

27 Maggio 2022

mercato ribassista

Molti investitori non sanno riconoscere le caratteristiche di un mercato ribassista, né hanno gli strumenti per affrontarlo nel modo migliore. In questo articolo vedremo le caratteristiche di un bear market così che tu possa identificarlo e agire di conseguenza.

Caratteristiche di un mercato ribassista

Un mercato improntato al ribasso (bear market o mercato orso) è una fase caratterizzata da una discesa prolungata delle quotazioni, in risposta ad un peggioramento dei fondamentali sottostanti. Alcuni usano, come termine di paragone, un ribasso del 20% per distinguere un mutamento dello scenario da una semplice correzione.

In verità a definire una fase discendente dei prezzi è il susseguirsi di massimi e minimi decrescenti. I prezzi rimbalzano dopo un ribasso. Essi, tuttavia, non ce la fanno a portarsi in corrispondenza del massimo precedente per cui si fermano prima:

mercato orso

Quanto dura un mercato ribassista? Dal 1929 al 2021 l’indice S&P 500 ha registrato 26 fasi ribassiste. In media ognuna di esse è durata 289 giorni per una discesa media del 35,62%.

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Durante queste fasi gli investitori, spaventati, abbandonano la propria strategia di lungo termine per cadere vittima di errori comportamentali. Il più diffuso consiste nel vendere tutto nell’illusione di poter rientrare a prezzi inferiori, il che non accade quasi mai perché il mercato spesso inverte inaspettatamente la propria direzione.

Come identificare un mercato ribassista

I ribassi possono essere innescati sia da un peggioramento dei fondamentali, sia da un evento esterno che scatena una crisi di panico o da un mix di entrambi. Può accadere, infatti, che gli investitori continuino a investire in azioni nonostante la situazione macroeconomica sia in peggioramento, nella convinzione che sarà comunque possibile rivendere i titoli a prezzi più alti.

Quando le vendite spingono verso il basso le quotazioni gli ultimi arrivati corrono a liquidare le proprie posizioni, innescando un ciclo ribassista. A quel punto il deterioramento dei fondamentali diventa evidente, spingendo altre persone a smobilizzare le proprie posizioni.

Riconoscere in tempo una fase orso è estremamente difficile. Non sempre, infatti, ad un peggioramento dell’economia fa seguito una discesa dei mercati. Così come a volte un ribasso dettato dal panico non trova corrispondenza in un peggioramento del PIL, il che intrappola gli investitori che hanno scommesso su un ribasso che non si è materializzato.

Regole pratiche

Ken Fisher, decano degli investimenti, suggerisce di applicare queste regole, per evitare di commettere errori di cui ci si pentirà in un secondo momento:

Regola del 2%

Attendere che le quotazioni inizino un leggero cedimento. I mercati al ribasso si caratterizzano per una discesa “ordinata” delle quotazioni. Crolli di importo significativo, al contrario, denotano un fenomeno di panico che potrebbe essere, invece, un segnale di acquisto se la paura non trova corrispondenza in un deterioramento dello scenario macro.

Regola dei tre mesi

I bear markets durano parecchio tempo. Non c’è quindi fretta di correre a vendere alla prima discesa. Meglio, invece, attendere tre mesi prima di impostare una strategia difensiva, dal momento in cui si avvertono i primi scricchiolii. Sebbene ciò possa condurre a uscite percepite come “tardive”, in realtà si eviterà di confondere uno storno per un movimento prolungato, riducendo il margine di errore.

Regola un terzo/due terzi

Se è vero che i mercati orso durano più a lungo di quanto l’investitore creda, è altrettanto vero che gran parte della discesa si verifica nell’ultimo terzo del ciclo. Si tratta di una fase che “espelle” gli investitori che, stremati da perdite cumulate, alla fine cedono tutto dando vita all’ultima gamba ribassista prima della risalita. Si tratta, ancora una volta, dell’invito a muoversi con cautela per evitare di uscire in fretta e male dal mercato.

Regola dei 18 mesi

Storicamente i crolli di borsa non durano più di un anno e mezzo. Dopo 12-16 mesi dall’inizio della discesa è tempo di rientrare.

Indicatori ribassisti

Ecco, ancora, una serie di indicatori cui prestare attenzione. La lettura ragionata, congiunta e contestualizzata degli stessi aiuta a capire se la discesa è il preludio ad un orso oppure no:

  • Indice CLI (composite leading indicator) in ribasso anno su anno
  • curva dei tassi invertita, con rendimenti a breve che superano quelli a lungo
  • utili aziendali deboli e rallentamento nella crescita del fatturato aziendale
  • eccesso di buyback azionari
  • discesa dei prezzi sotto le medie mobili di lungo periodo.

Come investire nelle fasi orso

Sfidare i mercati azionari è molto pericoloso. Sappiamo, infatti, che un portafoglio bel equilibrato nel tempo tenderà a recuperare le discese, per portarsi verso nuovi massimi. La scelta di diventare “difensivi” va quindi ponderata in modo freddo e non deve mai, in nessun caso, essere fatta “con la pancia“.

A volte i mercati rialzisti incontrano delle fisiologiche pause di consolidamento, che possono portare discese di oltre il 20%, poi recuperate. Si parla, in questo caso di Wallop (o scossa) che inganna gli investitori. Ad ogni modo i mercati al ribasso fanno parte della vita di ogni investitore. Per questo, più che cercare di evitarli, è bene imparare a conviverci per superarli.

Seguendo questi consigli pratici che stiamo per darti.

Introspezione

Conoscere se stessi è di fondamentale importanza. Sebbene ogni ribasso sia diverso da tutti gli altri, pensare che “questa volta è differente” è un pericoloso errore. I ribassi passano, questa è la verità. Il punto è che l’investitore alle prime armi, o particolarmente emotivo, potrebbe non rivedere la luce se liquida tutto nel momento sbagliato.

Per questo motivo è bene mettersi alla prova prima di investire, chiedendosi come ci sentiremmo e cosa faremmo se le quotazioni scendessero del 50%. È utile anche trasformare quella percentuale in euro. Quanti soldi perderesti, temporaneamente, se il mercato dimezzasse il proprio valore? Saresti in grado di reggere la tensione o rischieresti un infarto?

Gli investitori tendono a sovrastimare la propria tolleranza al rischio alla fine di un periodo prolungato di rialzi, mentre la sottostimano quando la discesa c’è già stata. Trovare il giusto compromesso tra il desiderio di guadagnare e la necessità di non perdere è di fondamentale importanza.

Liquidità

Avere una quota importante di denaro disponibile svolge due funzioni essenziali. In primo luogo ti rassicura, evitando la sensazione sgradevole dell'”Oddio perdo tutto“. In secondo luogo avere un quid sul conto corrente permette di rientrare sul mercato non appena le condizioni lo permetteranno.

Strategia a lungo termine

L‘asset allocation strategica non dovrebbe essere messa in discussione da un ribasso delle borse. Al massimo può essere profittevole fare dei ribilanciamenti tattici. La strada che preferiamo e che adottiamo con i nostri clienti, consiste nel definire un range azionario all’interno del quale muoversi. Quando siamo ottimisti circa le prospettive future dei mercati siamo al massimo di azioni. Al contrario quando le prospettive peggiorano ci posizioniamo sul minimo.

In questo modo evitiamo di uscire del tutto dall’azionario, ma ottimizziamo l’andamento dei portafogli nel breve periodo.

Come finiscono i mercati ribassisti?

Abbiamo visto che un ribasso duraturo dei mercati spesso non si accompagna con un panico dilagante. Al contrario la discesa è lenta, inesorabile. A volte si attraversano fasi di volatilità marcata, seguite da un recupero, ma la tendenza resta ribassista. Gli investitori, in definitiva, stanno alla finestra pensando che attendere che la situazione sia “chiara” sia la scelta migliore. Non è così.

Un mercato ribassista finisce nel momento più cupo, quando i segnali contestuali che arrivano dall’economia sono per lo più negativi. Ricordo che i mercati sono delle “discount machine” che si muovono sulle anticipazioni di ciò che succederà, non dei notai che si muovono sulla presa di coscienza di cosa è avvenuto o sta avvenendo.

Mentre gli investitori vivono nel presente (o nel passato se proiettano il recente andamento avverso delle quotazioni in futuro), i mercati vivono nel futuro. In particolare quando la situazione prospettica è meno cupa di quella preventivata i prezzi cominceranno a salire.

Per questo è importante restare lucidi e comprare quando ormai tutti pensano che siamo entrati in una fase nuova, di stagnazione. Proprio in quei momenti, infatti, si celano le opportunità migliori che pochi sanno cogliere.

Strumenti per anticipare la ripresa

Esistono alcune tecniche, per lo più derivanti dal mondo della speculazione finanziaria, che cercano di approfittare delle fasi negative del mercato per guadagnare. Sebbene noi ne sconsigliamo l’impiego, le trattiamo brevemente per completezza di informazione:

  • vendita allo scoperto: Si tratta di un gioco ribassista che viene attivato nella speranza che ciò che si è liquidato oggi scenda ancora di valore domani, così da essere ricomprato ad un prezzo conveniente. Non tutte le piattaforme lo permettono e comporta costi aggiuntivi di prestito titoli;
  • trading con ETF short. Si tratta di prodotti amatoriali che clonano, in modo inverso, l’andamento dell’indice finanziario sottostante. Sono adatti per operazioni di breve durata, comportano costi aggiuntivi e possono comportare l’azzeramento del capitale se “a leva”;
  • trading con beni rifugio. Nelle fasi di panico gli asset rifugio, come l’oro, tendono a rivalutarsi. Avere delle attività finanziarie alternative è un modo efficace per proteggersi dagli artigli dell’orso;
  • scegliere titoli difensivi. Azioni di settori poco sensibili alla congiuntura economica possono rappresentare una difesa nelle fasi negative;
  • aumentare la diversificazione valutaria. Le valute forti, come il dollaro, sono percepite come beni rifugio nelle fasi di incertezza;
  • prediligere titoli ad alto dividendo. Si tratta di azioni che nelle fasi di incertezza dovrebbero proteggere meglio il capitale;
  • trading con le opzioni. Comprando delle opzioni di tipo put è possibile sterilizzare un ribasso dei mercati.

In aggiunta:

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Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari