Risparmio, investimenti e trading: differenze importanti

risparmio investimenti e trading

Risparmio, investimenti e trading sono tre facce dello stesso dado. Tuttavia ognuna di queste attività richiede competenze e atteggiamenti diversi.

Risparmio

L’esigenza di risparmiare è legata ad una precisa scelta “intertemporale”. Intendo dire che risparmiamo per differire nel tempo il consumo. Da questo punto di vista il risparmio è la rinuncia ad un consumo presente in previsione di un imprevisto o di un consumo futuro.

Suona troppo astratto? Invece quello che hai appena letto ha immediate conseguenze dal lato pratico. Vediamo, in breve, quali sono le caratteristiche distintive del risparmio e dove impiegarlo.

Il risparmio non può subire perdite

Dal momento che il risparmio è “denaro già speso” esso non deve subire oscillazioni di valore. In particolare esso va impiegato e non investito.

Grazie a forme sicure, come i conti deposito o gli ETF monetari, la quota destinata al risparmio conserverà il suo valore nominale nel tempo.

Il risparmio è una riserva di valore

Disporre di una cifra liquida e spendibile serve a garantire una certa serenità. Ad esempio vivrai più tranquillo se sai che puoi contare su una somma sempre disponibile in caso di imprevisti.

Inoltre il risparmio permette di vivere più serenamente l’investimento, evitando di commettere errori solo perché ti trovi di fronte ad una perdita improvvisa.

L’orientamento del risparmiatore è di breve termine

Grazie a queste sue caratteristiche l’orizzonte temporale di impiego del risparmio è breve. Esso potrà restare inutilizzato per anni. Tuttavia è fondamentale che in caso di urgenza si possa ritirare la somma in tempi brevi e indipendentemente dalle condizioni di mercato.

Quanto risparmiare?

Sebbene sia importante accantonare una quota del proprio reddito con continuità, non tutti hanno l’abitudine a farlo. Inoltre diventa importante capire quale sia la quota ottimale di risparmio da detenere.

Pur non essendoci ricette preconfezionate possiamo affermare, in breve, che la quota di capitale destinata al risparmio dovrebbe essere compresa tra i 6 e i 12 mesi di stipendio.

Oppure essere pari alla somma che ti permette di vivere con serenità.

Investimenti

Gli investimenti servono per mettere a frutto il capitale a fronte di un rischio ritenuto accettabile. Nonostante gli investitori cerchino di anestetizzare il rischio, quest’ultimo è parte integrante del processo.

Questo è uno dei principi cardine dei nostri corsi di formazione. Si tratta di un elemento di fondamentale importanza per costruire portafogli personalizzati.

In modo simile al risparmio, anche gli investimenti hanno delle caratteristiche distintive.

Gli investimenti devono rendere

La ragione per la quale si investe consiste nell’ottenere un guadagno dalle somme in questione. Mentre nel risparmio il rendimento è “sacrificato” in cambio della sicurezza, negli investimenti accade il contrario.

In altri termini: lo scambio della sicurezza contro la redditività rappresenta il compromesso o “trade-off” che ciascun individuo deve trovare.

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Gli investimenti si basano su alcune “leggi” immutabili

Investire è un’attività a metà strada tra l’arte e la scienza. Tuttavia lo studio dei mercati ci aiuta a definire alcuni principi fondamentali utili per tutti e sempre validi.

Uno di questi è la diversificazione del rischio tra classi di attivo e all’interno delle classi di attivo.

In breve un buon portafoglio di investimenti deve essere costruito basandoti su ciò che sai di non sapere, piuttosto che sulle effimere previsioni di ciò che credi capiterà.

Dal momento che non ci sono tutele o garanzie (per chi investe non esiste il fondo di garanzia bancario) la diversificazione è quanto mai importante.

Gli investimenti richiedono un atteggiamento contadino

Investire è un’attività da maratoneta, non da scattista. Quando investi devi comportarti come il contadino che semina il grano e poi se ne va. Non sta ogni giorno a presidiare il campo per vedere se il seme germoglia.

E non si preoccupa se sul campo cala una coltre di neve bianchissima. Il tempo farà il suo corso, mentre in primavera qualcosa si muoverà. Infine in estate arriverà il raccolto.

In sintesi l’investimento richiede autocontrollo, disciplina e pazienza. Perché l’estate potrebbe non arrivare subito. Al contrario l’inverno potrebbe durare più a lungo di quanto credi.

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Trading

Comunemente conosciuta come speculazione finanziaria, il trading sfrutta le oscillazioni di breve periodo dei mercati.

Oltre a ciò il trader corre costantemente rischi di perdita a causa dell’andamento dei mercati, che può essere contrario alle sue previsioni.

In breve: l’attività di trading è pericolosa, si basa sulla scommessa e sulla psicologia a breve termine degli operatori, richiede tempo ed è aleatoria.

Il trading enfatizza il breve periodo

Il trading si basa sul presupposto che un certo strumento crescerà di valore o scenderà in breve tempo. Grazie alla “scommessa” sulla futura direzione dei mercati, il trader cerca di realizzare un guadagno speculativo.

In modo simile all’investimento, lo scopo prevalente del trading è la realizzazione di un guadagno. Esso tuttavia si basa sulle fluttuazioni dei mercati e non su variabili fondamentali di lungo periodo.

A titolo di esempio il trader non è sensibile al livello delle quotazioni. Né gli interessano i dividendi. Al contrario egli è guidato dalla febbre del rialzo o dai timori di ribasso.

Il trading si basa sulla concentrazione

Per massimizzare il profitto il trader concentra la sua operatività. Intendo dire che corre rischi calcolati ma concentrati. Da questo punto di vista il trader attribuisce una importanza fondamentale al timing di ingresso e di uscita.

L’investitore, al contrario, sa che il timing non è così importante nel lungo periodo. Inoltre il trader “punta” su pochi titoli. Una diversificazione eccessiva, infatti, diluirebbe i profitti.

Il trading richiede un atteggiamento da cacciatore

Il trader non ha pazienza: deve sempre controllare la sua “selvaggina”. Per questo è sempre attento a cosa succede nei mercati, istante per istante. Non può abbandonare il campo e contare sul ciclo della natura. A causa di ciò lo speculatore è ossessionato dai grafici, dalle previsioni e dallo studio di cosa accadrà a breve sui mercati.

Egli punta a realizzare un guadagno anche modesto, ma in breve tempo. La speranza è quella di accumulare guadagni che, sommandosi, diano un risultato soddisfacente.

Con quanto “tradare”?

A causa della valenza aleatoria del trading, è opportuno limitare al 5% massimo la quota di capitale che si mette nella roulette dei mercati. E tenere a mente che il 96% circa degli speculatori brucia il proprio capitale nell’arco di due anni.

The winner is not…

Sebbene siano tre atteggiamenti diversi, essi possono coesistere nella stessa persona. Intendo dire che uno può essere al tempo stesso investitore, risparmiatore e trader. Ovviamente con quote diverse del proprio capitale.

Nessuna di queste attività è migliore delle altre. Lo scopo di Segreti Bancari è quello di aiutarti ad investire in modo consapevole, semplice ed indipendente.

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Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

5 commenti
  1. Ciao Giacomo , parlando di investimenti , secondo te ha senso investire tutto il denaro risparmiato in etf ampiamente diversificati ( msci world ,msci europe ) che distribuiscono dividendi , cercando di metterseli in carico durante i ribassi e quando il dividend yeld diventa più alto e quindi accettabile ?
    Ovvero io avevo idea , visto che l’obbligazionario non ha rendimenti decenti a livello di flusso di cassa , di investire il 50 % del capitale su msci europe e l’altro 50 % su s&p euro dividend aristocrats , facendo soltanto attenzione al timing di ingresso , ossia comprare solo durante i ribassi .
    Una volta “strappato ” un buon dividend yeld medio sulla posizione , si lascia la posizione correre ” all’infinito ” e si ” soppravvive ” con i dividendi distribuiti ..
    Alla fine di tutto se anche sono in perdita del 30 % per una crisi di fine ciclo economico , non mi preoccupo in quanto il dividendo arriva . Ok tecnicamente non ci sono certezze sui dividendi , ma msci europe ad esempio, ha distribuito anche nella grande crisi del 2008 ..
    Cioè quello che voglio dire è che se l’orizzonte temporale è lunghissimo ( si vuole vivere di rendita ) , ha senso escludere , almeno per ora , l’obbligazionario che fungerebbe solamente da “palliativo” per l’investitore che teme l’alta volatilità , e che non ha l’obbiettivo di vivere di rendita , ma di comprare una casa dopo 5 anni ad esempio .

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    1. @ Federico
      Tratto l’argomento che ti interessa in modo approfondito nel corsi di A Scuola di Investimenti. Ti rimando lì per tutti i dettagli.

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  2. Ciao Giacomo

    Avendo comprato due ETF azionari mondiali, a questo punto ha senso diversificare ulteriormente il comparto azionario?

    Ps: Ho anche ETF obbligazionari sempre di scala mondiale

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    1. @ Daniele
      Dipende. Posso rispondere alla tua domanda, dicendoti dove investire attraverso il servizio Investment Club. Oppure spiegarti come fare ad investire grazie ai corsi di A Scuola di Investimenti. Di più per te purtroppo non posso fare adesso.

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      1. Ciao Giacomo, grazie per la risposta.

        Più che sapere i titoli, mi piaceva solo sapere se era il caso di introdurre nuovi titoli (una risposta tipo si/no) 🙂

        Ti ringrazio comunque per la disponibilità

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