BOT-Italia-rendimento

I Bot, l’Italia e l’anomalia dei CCT

Chi ha i CCT non si spiega questa anomalia. Che dipenda dai BOT?

I prezzi dei CCT sono crollati a livelli incompatibili con la loro natura di titoli a tasso variabile. Quando l’indicizzazione al BOT non è una buona àncora

I titoli a tasso variabile oscillano di meno di quelli a tasso fisso, eh?” – Filippo punta il dito su una delle certezze che gli avevo trasmesso nel corso dei nostri precedenti incontri. La teoria della finanza mostra che le obbligazioni a tasso variabile sono meno rischiose di quelle a tasso fisso.Ma allora come mai il CCT con scadenza marzo 2017 è crollato a 85?

Prima di scoprire i segreti dei CCT, facciamo un breve ripasso sul funzionamento delle obbligazioni a tasso variabile.

I BOT, il primo colpevole

In Italia l’obbligazione a tasso variabile per eccellenza è il CCT. Esso paga cedole semestrali indicizzate al rendimento dei BOT semestrali (o all’euribor nella versione CCTeu) maggiorate di uno spread. Il concetto secondo cui le obbligazioni indicizzate sono più sicure di quelle a tasso fisso è molto semplice. Un aumento dei tassi di rendimento altro non farà che far crescere le cedole.

E grazie alla remunerazione sempre in linea con quella offerta dal mercato, il prezzo di un’obbligazione a tasso variabile non dovrebbe allontanarsi molto dal valore nominale. Il primo problema è il parametro di indicizzazione (il rendimento dei BOT). Vuoi a causa della massiccia iniezione di liquidità da parte della BCE, vuoi per qualche altro motivo di cui non sono a conoscenza, il rendimento dei BOT è sceso tantissimo.

Non quello dei BTP, su cui impatta il famigerato spread di rendimento con i Bund. Ma per i BOT, c’è questa anomalia: il loro rendimento non riflette nessun “premio per il rischio” richiesto per sottoscrivere titoli di un’emittente ritenuto pericoloso come l’Italia. Stranezze della finanza… Se saltasse l’Italia dubito che i BTP andrebbero in default e i BOT no, ma tant’è…

Ma che cosa c’entra il tasso dei BOT sul prezzo dei CCT?

Il reset di un’obbligazione

Il fatto che i CCT adeguino gli interessi periodici pagati non significhi che questo ‘aggiustamento’ sia continuo. Esso avviene solo due volte all’anno, in corrispondenza con lo stacco delle cedole. Se tra un reset e l’altro i tassi di interesse salgono, il prezzo di un’obbligazione indicizzata scenderà temporaneamente, dato che per tutto il periodo di maturazione della cedola essa è fissa.

Questo ha la sua rilevanza, anche se in occasione del reset successivo il prezzo dovrebbe tornare al valore nominale grazie al riallineamento della cedola nuova con i tassi di mercato.

L’Italia: il paese delle anomalie

Hai scoperto poco fa che la vera anomalia del CCT non sta nel pagamento semestrale degli interessi. Certo, un’indicizzazione mensile sarebbe preferibile, ma non è fondamentale. Il vero problema è che il rischio Italia è percepito in modo asimmetrico.

Gli investitori temono il default e chiedono rendimenti elevati ai BTP e ai CCT ma non ai BOT. Questo fa sì che il rendimento dei BOT sia inferiore a quello “equo” richiesto dal mercato per acquistare titoli a scadenza più lunga, cosicché per compensare il fatto che i CCT non rendono a sufficienza in linea ‘cedole’,  il loro prezzo è sceso.

Sulla scadenza del 2017, paradossalmente, i CCT rendono di più dei BTP, nell’ipotesi che i rendimenti dei BOT restino costanti. Il rendimento di un CCT potrà essere inferiore a quello di un BTP solo se il tasso dei BOT scenderà al di sotto dei livelli attuali. Viceversa i CCT renderanno di più dei BTP.

Credo che questa anomalia sia dovuta alla ‘preferenza per le cedole‘ dei risparmiatori rispetto al guadagno in conto capitale ottenibile alla scadenza. I CCT costano poco, pagano interessi bassi (agganciati ai BOT) e un buon guadagno in conto capitale alla scadenza.

Nella crisi c’è sempre chi guadagna

Sto parlando di chi sa cogliere ed analizzare le opportunità che via via si presentano. Il mio consiglio, per quest’oggi, è quello di valutare attentamente la possibilità di investire anche in CCT se il tuo orizzonte di investimento è abbastanza breve. Per impieghi di lunga scadenza sono preferibili i BTPi.

Ora che hai avuto un assaggio di quanto sia fondamentale irrobustire la tua preparazione finanziaria, continua a studiare… E scrivi un commento, così valuteremo insieme i tuoi progressi!!

Un abbraccio fraterno

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Comments

  • ALESSIO

    Ciao Giacomo ,la sola cosa che mi ferma dal preferire il cct 2017 dal btpi 2017 o dai bfpi e’ la non copertura dell’inflazione, e l’incertezza delle cedole variabili. Se dovessi comprare cct preferirei un periodo piu’ breve 2013-2014 ,come ho gia’ in portafoglio.Sto’ sbagliando?

    complimenti per l’informazione

    • Giacomo

      @ Alessio
      Secondo me i CCT vanno bene come impieghi di medio termine, per cui hai fatto bene a non eccedere con la loro durata.
      Per scadenze oltre i 5/7 anni secondo me è meglio utilizzare i BTPi oppure non investire affatto e rinnovare i titoli man mano che scadono…

  • sergio

    Ciao Giacomo, ho sempre ritenuto interessanti i CCT ripartendone gli acquisti tra CCT 15 e CCT EU 18. Quest’ultimi li preferisco perché possono dare soddisfazione se si ha la pazienza di seguirne il prezzo per le notevoli oscillazioni. Oggi sono a 82 ma mi è capitato di acquistarne anche a 77 e rivenderli a 90. Adesso li curo da un pò e sotto 80 secondo me sono da prendere (rendono EURIBOR 6M + 1%).
    Un altro titolo che sembra interessante è ITALY 19EUR FRN che quota 75: cosa ne pensi ?

    Grazie e un abbraccio
    Sergio

  • lorenzo

    domanda forse banale ma che magari interessa anche qualche altro lettore…. come vengono calcolati i rendimenti netti a scadenza dai siti di homebanking (tipo fineco ad esempio) per i titoli indicizzati? prendiamo i CCT, il rendimento netto che vedo riportato ha come ipotesi sottostante al calcolo cedole pari all’ultima pagata da qui alla scadenza del titolo? e per titoli indicizzati più complessi o legati all’inflazione? esistono standard di calcolo del rendimento netto o possono differire da una banca all’altra? grazie come sempre per la precisazione! buon pomeriggio giacomo

    • Giacomo

      @ Lorenzo
      Per i CCT il rendimento è calcolato ipotizzando tutte le cedole future di importo pari a quella attuale. Per i BTPi, invece, non è necessario fare delle ipotesi perché è possibile conoscere fin da subito il rendimento reale quale che sarà il tasso di inflazione futura.

      Il rendimento riportato dall’home banking è un rendimento reale. Se crescerà anche l’inflazione salirà pure il rendimento nominale mentre quello reale resterà costante. A questo link trovi tutti gli approfondimenti relativi ai BTPi ed al loro funzionamento.

      Un caro saluto

  • Matteo

    Scusate un off-topic: sapete se in rete è reperibile lo storico della quotazione di un btp? Avrei bisogno di una tabella, non del grafico.
    Grazie

    • Giacomo

      @ Matteo
      Che mi risulti non è possibile ottenere gratuitamente questi dati…
      Aspettiamo la risposta di qualche altro lettore che magari ha “good news” da darci in tal senso… :)

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