Conviene investire in commodities nel 2022?

11 Marzo 2022

conviene investire in commodities

Conviene investire in commodities ora che le quotazioni delle materie prime sono ai massimi storici ma – al tempo stesso – il rischio inflativo ne spinge in alto le quotazioni? È tardi per operare o ci sono spazi? E su quale tipo di prodotto orientarsi?

Cosa sono le commodities

Una commodity è semplicemente una materia prima, spesso usata nell’industria per la produzione di beni tangibili. La categoria si presenta come un insieme eterogeneo di beni che vanno dai prodotti energetici, metalli preziosi e metalli industriali (le così dette hard commodities) alle merci deperibili derivanti dal settore agricolo o dell’allevamento (soft commodities).

Oltre a ciò le materie prime sono uno strumento finanziario in cui si può investire. Lo scopo, in questo caso, consiste nella ricerca di un profitto derivante dalla crescita di valore del sottostante. In seguito alla guerra in Ucraina, ad esempio, le quotazioni dei prodotti energetici sono schizzati alle stelle.

L’investitore consapevole, quindi, si domanda se oggi conviene investire in materie prime o se, al contrario, è più vantaggioso starne fuori.

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Perché investire in commodities

L’investimento in materie prime, in linea di massima, non è conveniente nel lungo periodo. Negli ultimi 10 anni, infatti, le commodities hanno perso in media il 10% l’anno in termini reali, al netto dell’inflazione. Al contrario le azioni globali sono cresciute del 10% annuo composto, mentre i bond si sono rivalutati del 3% annualizzato.

Ciò nonostante molti investitori sono attratti da questa nuova classe di attivo. Un aiuto in tal senso arriva anche dalla diffusione di libri sugli investimenti che hanno reso “di moda” portafogli come l‘All Season di Ray Dalio che dedicano alle materie prime una parte importante.

L’idea di base è che l’andamento delle commodities sia poco correlato con quello delle azioni e delle obbligazioni. Le materie prime, in breve, rappresenterebbero un investimento alternativo in grado di migliorare il rapporto rendimento/rischio di un portafoglio, mitigando gli effetti negativi dell’inflazione.

Il portafoglio di Dalio, ad esempio, dal 1 gennaio 2022 al 10 marzo ha perso l’1,29%, contro una discesa dei mercati azionari globali del 10% circa.

Quando investire in materie prime

Non c’è una risposta univoca. Molto, infatti, dipende dal contesto in cui si opera. Ad esempio per il trader conviene investire in commodities quando i prezzi sono imposti al rialzo e il trend sottostante si rafforza. Tra il 2021 ed il 2022, ad esempio, le quotazioni di molte merci sono letteralmente esplose grazie ad una serie di fattori.

La ripresa post COVID, ad esempio, ne ha aumentato la domanda. Poiché l’incremento della produzione non è espandibile, nel breve periodo, ciò si è tradotto in una pressione fortissima sui prezzi. La guerra tra la Russia e l’Ucraina, inoltre, ha reso scarse alcune derrate alimentari, come il frumento, e messo sotto pressione i prezzi del petrolio e del gas naturale.

L’investitore, al contrario, dovrà basare le proprie scelte sulla correlazione tra un paniere di materie prime di suo interesse e le altre asset class che compongono il portafoglio. L’andamento asincrono di queste ultime rispetto agli investimenti tradizionali, in definitiva, è ciò che ha permesso a portafogli come l’All Season di reggere bene nel mercato ribassista.

In linea di massima gli scenari inflativi sono favorevoli all’acquisto di merci, poiché la loro natura di beni fisici dovrebbe proteggerne il potere di acquisto nel tempo.

Su quali commodities investire?

A causa della elevata volatilità del sottostante è bene evitare di concentrarsi su una sola materie prima, a meno di fare una scelta oculata. Ecco, in breve, tre spunti interessanti per l’investitore più dinamico, seguite da un’opzione più adatta all’investitore “pigro”:

Esiste, inoltre, la possibilità di investire in prodotti finanziari che hanno, come riferimento, l’indice CRB. Questo, in breve, rappresenta un intero paniere di materie prime, con il vantaggio di ridurne la volatilità complessiva e mitigare le fluttuazioni specifiche della singola merce.

Come si comprano le materie prime

Esistono diverse possibilità per investire nelle merci. Ecc, in sintesi, le opzioni disponibili con il nostro suggerimento finale:

Acquisto della commodity

Possibile solo per alcuni tipi di metallo prezioso, come oro e argento, non è praticabile né per i beni deperibili né per quelli che richiedono un ingombro eccessivo o costi di stoccaggio.

Uso di contratti futures

L’investimento in derivati che hanno come sottostante il prodotto di interesse permette di ridurre i costi connessi con la detenzione della merce. Questi contratti, inoltre, comportano il cash settlement, ossia il pagamento o l’incasso della differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita, senza la consegna fisica del bene di riferimento.

Sottoscrizione di fondi comuni specializzati

L’opzione prevede la facilità di accesso ma costi elevati. Mentre i fondi possono essere acquistati presso la propria banca o intermediario di fiducia i costi di ingresso, uscita e gestione sono sovente molto pesanti. Inoltre la discrezionalità affidata al gestore nella scelta delle merci da comprare implica ulteriori rischi in capo a chi sceglie di affidarsi al risparmio gestito.

Acquisto di azioni specifiche

L’investimento diretto in azioni di società che producono o commercializzano il prodotto di interesse è la terza possibilità. Occorre, tuttavia, mettere in conto il rischio specifico legato all’andamento della (o delle) società prescelte.

Investimento in ETF

L’acquisto di un ETF specializzato sulle commodities rappresenta senza dubbio un buon compromesso. Ad esempio second noi è interessante il Lyxor Commodities Refinitiv/CoreCommodity CRB TR UCITS ETF – Acc – LU1829218749.

Esso permette, a fronte di un costo annuo dello 0,35%, di investire in un portafoglio diversificato di materie prime.

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I rischi dell’investimento

Investire in commodities presenta una serie di rischi, che vanno oltre la semplice volatilità del sottostante. Abbiamo, infatti, alcuni “pericoli” legati all’andamento della singola merce o ad un gruppo di materie prime. Nuovi assetti geopolitici, in breve, possono aumentare all’improvviso la produzione di un certo bene.

Basti pensare, ad esempio, all’espansione della produzione di petrolio da parte dell’OCSE. Inoltre eventi esterni possono condizionare sensibilmente la domanda di un certo materiale. Durante la crisi del COVID, ad esempio, le quotazioni del petrolio si azzerarono, producendo così perdite notevoli per gli investitori incauti.

Il rischio valutario è un altro elemento da tenere in considerazione, poiché molti beni trattati sui mercati internazionali e nelle borse merci sono denominati in dollari. A questo va aggiunto l’effetto contango degli ETC.

A parte poche eccezioni, infatti, non è possibile trovare sul mercato ETC con replica fisica. L’investimento in derivati, in breve, comporta l’assoggettamento al decadimento temporale mano a mano che il tempo passa.

La nostra opinione

L’investimento in commodities va affrontato con la giusta consapevolezza e attraverso una corretta diversificazione di portafoglio. In linea di massima sconsigliamo sia l’investitore fai da te, sia quello dotato di ridotti mezzi finanziari, di inserire in portafoglio beni diversi dall’oro e dall’argento.

Inoltre è opportuno restare su strumenti a replica fisica e monitorarne attentamente l’andamento per capire quando è il caso di spostarsi su un altro prodotto o cambiare l’allocazione tattica del portafoglio.

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