ETF i pericoli di un buon investimento

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Gli ETF spopolano, mentre gli investitori credono che il loro rischio stia tutto nella modalità di replica. Invece i pericoli veri sono più subdoli e vanno conosciuti.

Gli ETF, la rivoluzione

Gli ETF stanno inanellando un successo dopo l’altro, come testimonia la loro crescita inarrestabile. Essi, infatti, hanno raccolto 3,5 miliardi di dollari tra il 2010 ed il 2020.

La ragione del successo è facile da capire. Gli ETF sono prodotti finanziari efficienti che permettono di investire su interi indici di mercato a costi minimi. Essi sono il cuore dei nostri portafogli e ci hanno consentito di ottenere performance di tutto rispetto nel corso degli anni.

Come tutte le rose, però, anche gli ETF hanno le loro spine e presentano alcuni pericoli che è bene aver presente per fare scelte consapevoli. Mentre l’investitore “della strada” pensa che il rischio stia tutto nella modalità di replica, noi esaminiamo le cose più nel dettaglio per capire da cosa guardarsi per fare un investimento efficace.

Come usare male gli ETF

Può sembrare una banalità ma non lo è. Molti investitori usano gli ETF in modo scorretto. A causa di ciò, magicamente, i lupi si travestono da pecore, diventando pericolosissimi.

In particolare grazie alla quotazione in borsa in tempo reale, molti investitori utilizzano gli ETF come strumenti per fare trading di breve periodo moltiplicando costi di negoziazione e rischi.

A titolo di esempio Assosim, l’associazione di categoria che rappresenta il 90% del mercato, ha rilevato che nel primo trimestre 2020 il trading su ETF è cresciuto del 147% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Chi usa gli ETF nel tentativo di guadagnare a breve termine grazie a previsioni fatte sui settori che presentano le migliori prospettive è destinato a perdere soldi. Al contrario gli ETF sono i mattoni da usare nella costruzione di un portafoglio, che si fonda su regole ferree e ottimizzazione costante.

Il delisting

Un ETF, per definizione, non può esistere in mancanza della sua quotazione in borsa. Accade pertanto che se alcuni prodotti siano “delistati“. Con questo termine si intende la cancellazione dello strumento da uno o più listini azionari.

Se la cancellazione è definitiva l’ETF viene liquidato e gli investitori ricevono il valore attuale del portafoglio direttamente in conto. Tuttavia il delisting è spesso parziale. Un prodotto scambiato su borsa italiana, ad esempio, può essere cancellato da tale listino, mentre continua a essere quotato su una borsa estera periferica.

In questo caso l’investitore potrà liquidare il prodotto solo vendendolo su quel mercato. Al contrario qualora non fosse possibile operare su quella borsa, il denaro resterebbe immobilizzato per sempre.

Per questa ragione gli ETF che compongono i portafogli dell’Investment Club sono scelti con cura e sono molto liquidi. E altrettanto dovrà fare l’investitore consapevole.

La tentazione di battere il mercato

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla proliferazione di ETF a matrice attiva. In breve si tratta di prodotti che replicano indici costruiti secondo modalità complesse con il tentativo di ottenere rendimenti elevati. Ossia superiori a quelli del mercato “standard”.

Fanno parte della categoria a titolo di esempio, gli ETF strutturati come gli Smart Beta, i prodotti short o quelli a leva. In tutti i casi si tratta di strumenti finanziari che vanno capiti e usati, se del caso, nel modo corretto.

Al contrario, se usati in modo superficiale, gli stessi provocheranno perdite cocenti. In aggiunta questi ETF esibiscono costi piuttosto elevati, il che è un elemento ulteriore a loro sfavore.

Gli ETF vanno usati correttamente

Investire in ETF non è per tutti. Né lo strumento è una scorciatoia per fare investimenti affrettati senza seguire regole e percorsi precisi. In particolare occorre tenere presente i limiti di questi strumenti. Limiti che solo persone preparate e competenti possono aiutare a superare.

In particolare occorre avere a monte un piano di investimento a lungo termine, che gli ETF aiutano a realizzare ma che non sostituiscono. Bisogna, inoltre, scegliere accuratamente i prodotti giusti per evitare il delisting e, infine, saper maneggiare se del caso i prodotti più complessi.

Think different, invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

5 commenti
  1. Buongiorno Dottore. Per prima cosa la ringrazio per le Sue pillole di saggezza professionale. Un buon Etf, in generale, dovrebbe essere molto liquido/scambiabile, avere una grande dimensione del fondo e preferibile, per quel che conosco, a replica fisica totale senza prestito titoli; tutto ciò premesso, ma… quando e perchè potrebbe avverarsi il caso in cui un etf venga “immobilizzato” e cancellato definitivamente dal listino di “borsa italiana” , per essere quotato su una borsa periferica? Potrebbe capitare anche con etf di grandi dimensioni molto “liquidi” e “scambiabili” tale immobilizzo? Grazie anticipatamente.

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    1. @ Marco
      Un ETF potrebbe essere cancellato da Borsa italiana perché lo stesso, pur patrimonializzato, scambia poco sul nostro mercato. Un cordiale saluto.

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  2. Ottimo articolo, come sempre. Aggiungerei che è sempre bene verificare che il domicilio fiscale dell’ ETF sia in Lussemburgo o Irlanda in quanto consentono di pagare solo le tasse del paese di residenza fiscale dell’ investitore.

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  3. Buongiorno Giacomo,
    è la prima volta che scrivo sul forum quindi ci tengo a farti i complimenti per la professionalità e l’imparzialità dei tuoi commenti.
    A proposito degli ETF, sono attanagliato su un dubbio relativo alla loro tassazione, che spero tu mi possa chiarire.

    INVESTIMENTO DIRETTO. ESPERIENZA DIRETTA.
    Immaginiamo di investire 100.000$ in azioni AT&T. Immaginiamo di ricevere ogni 3 mesi 1.000$ di dividendo.
    Ai 1.000$ viene applicata una ritenuta USA del 17%. Quindi alla mia banca arrivano dall’America 830$.
    Successivamente la mia banca mi versa gli 830$ e applica a sua volata la ritenuta italiana del 26%. Quindi alla fine ottengo 614,20$.

    INVESTIMENTO IN ETF
    Immaginando per assurdo di avere un ipotetico ETF che investe solo in azioni AT&T.
    L’ETF riceve i 1.000$ di dividendo come me. Secondo te quanto riceverò alla fine della fiera? Dipende dalla sede legale dell’emittente?

    Grazie mille in anticipo,
    Marcello

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    1. @ Marcello
      Ti ringrazio per il commento, ma questo non è un forum di finanza. È il sito di una azienda che aiuta le persone ad investire in modo semplice e redditizio con i suoi servizi. Deto ciò la tassazione degli utili incassati dagli ETF dipendono dalla sede legale degli stessi e dalle convenzioni internazionali in materia di tassazione. Un caro saluto.

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