Investire in Obbligazioni Paesi Emergenti: Come e Perché

investire in obbligazioni paesi emergenti

Investire in Obbligazioni dei Paesi Emergenti aumenterà i rendimenti del tuo portafoglio. Ma anche il rischio.

Stiamo vivendo un momento di mercato particolarmente impegnativo: le borse sono in bilico, i tassi ai minimi, lo scenario economico e politico internazionale non è rassicurante. Nello scorso post abbiamo addirittura ipotizzato una possibile ristrutturazione del debito pubblico.

Dove investire allora? Investire in Obbligazioni Paesi Emergenti può essere una buona soluzione, ma bisogna tenere presente costi, benefici e rischi.

Tre opzioni per investire nei Paesi Emergenti

Puoi investire in obbligazioni Paesi emergenti in tre modi diversi:

  • scegliendo uno dei tanti fondi comuni specializzati
  • acquistando alcuni singoli titoli
  • scegliendo di investire in ETF

Ti sconsiglio sia la prima sia la seconda opzione. Scegliere i migliori fondi di investimento non è facile e rischi di sottoscrivere quelli che la tua banca vuole venderti perché più redditizi per lei. Individuare le obbligazioni in cui investire è complicato sia perché molti di questi titoli sono illiquidi, sia perché essi sono scambiati spesso per grossi quantitativi e nemmeno sui due mercati ufficiali italiani.

Investire in ETF emergenti

Investire in ETF obbligazionari specializzati sugli emergenti è la soluzione migliore perché:

  • diversifichi il rischio emittente
  • non devi preoccuparti delle scadenze
  • avrai accesso ad un ampia gamma di bond cui non potresti accedere “singolarmente”

Non ti sarà sfuggito che il timore delle autorità monetarie europee è la deflazione, vero? Questo significherà, probabilmente, un indebolimento dell’Euro contro Dollaro. Ecco perché l’ETF di cui sto per parlarti è proprio denominato in dollari.

iShares J.P. Morgan $ Emerging Markets Bond – ISIN IE00B2NPKV68

  • ETF a replica fisica con pagamento mensile dei dividendi
  • Dettagli del portafoglio: titoli di stato Paesi Emergenti denominati in dollari USA, durata media 11,37 anni, cedola media 6,17%, duration modificata 7,06, rendimento medio dei dividendi: 4,41%

Prima di cliccare sul tasto “ordina ora”, facciamo insieme alcune considerazioni. Investire in obbligazioni dei Paesi Emergenti comporta rischi discreti. Sebbene il portafoglio dell’ETF sia composto da 260 titoli diversi, questo è l’andamento del suo prezzo dal febbraio 2008 (data di partenza) a fine agosto 2014:

investire obbligazioni paesi emergenti

Il rendimento complessivo è stato del 63,07%, non male vero? Ma non solo i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri, ma a che rischio abbiamo corso per ottenere quel risultato?

  • l’ETF ha toccato un massimo relativo il 16 aprile 2008 a 101,534
  • l’ETF ha toccato un minimo a 68.50 il 24 ottobre 2008, con un drawdown del 32,53%
  • l’anno successivo il prezzo aveva recuperato tutta la ‘caduta’ precedente ritornando a 102.33 il 14 ottobre 2009

Investire in ETF di questo tipo ha significato una fluttuazione del 30% in un anno. E tu saresti stato in grado di reggerla senza vendere?

 E’ o no un buon ETF dove investire?

Secondo me investire in obbligazioni paesi emergenti oggi ha senso, ma bisogna mettere in conto una certa volatilità. I vantaggi dell’ETF di cui abbiamo parlato sono duplici: non solo otterrai il pagamento di cedole mensili e godrai di una buona diversificazione, ma limiterai anche il rischio di default degli emittenti.

Ma potresti andare sulle “montagne russe” per un anno, se le cose dovessero tornare a precipitare.

Per questo non perdere mai di vista l’assetto complessivo del tuo portafoglio. Come dice un “saggio” slogan: investi in obbligazioni paesi emergenti RESPONSABILMENTE.

Da ora in avanti sarai tu il solo ad avere il pieno controllo dei tuoi soldi. Grazie al nuovo Investment Club

Giacomo Saver

Direttore di Segretibancari.com

57 commenti
  1. Caro Giacomo,

    buon giorno. Ho letto il tuo interessante post e volevo chiederti due cose:

    1) Hai scritto:

    ETF a replica fisica con pagamento mensile dei dividendi

    Questo vuol dire che, in pratica, sul conto corrente ti verranno accreditati mese dopo mesi i dividendi? Questa è una cosa davvero molto buona o sbaglio?

    2) L’ ETF di fatto non scade mai e non fallisce mai (a meno che non ci sia una strage finanziaria mondiale) giusto?

    3) Bisogna stare attenti al prezzo di acquisto e poi al prezzo di vendita. Però diciamo che se acquistiamo a 110 e poi vendiamo dopo 5 anni lo stesso a 110 non ci è andata malissimo perchè i dividendi li abbiamo presi e li abbiamo presi anche bene, o sbaglio?

    Un caro saluto
    Un abbraccio.

    Rispondi
    1. @ Marco
      Ti rispondo con grande piacere:

      1 – esatto. Il pagamento mensile dei dividendi significa che ogni mese riceverai un accredito in conto corrente pari agli “interessi” dell’ETF. La replica fisica, invece, significa che l’ETF ha in portafoglio titoli fisici e non un derivato

      2- sì, è corretto

      3 – proprio così. Il fatto che l’ETF paghi dividendi implica che ci saranno ‘pochi’ incrementi di prezzo. Una parte importante del guadagno totale sono, infatti, i proventi periodici pagati.

      Un abbraccio anche a te e a presto!!

      Rispondi
    2. Buonasera,
      Il pagamento mensile dei dividendi per me non è una cosa molto buona, perché saranno supertassati al 26% mentre l’accumulo dei proventi è da preferire per la tassazione rimandata al momento del riscatto.
      Per questi mercati secondo me è da preferire la gestione attiva a quella passiva per ovvi motivi di scelta oculata dove acquistare i titoli meno rischiosi. Io in passato ho acquistato un fondo comune che ha battuto il benchmark a uno e a tre anni.
      Saluti

      Rispondi
      1. @ Eugenio
        La scelta di un fondo a gestione attiva è sempre da preferirsi, ammesso di trovare un gestore che – al netto dei costi – batta il benchmark. Il che è difficile se pensi che le commissioni di gestione per un fondo di questo tipo superano beatamente l’1%…

        Rispondi
  2. Buon giorno Giacomo. Una domanda dopo aver letto il tuo post sull’etf in obbligazioni emergenti in usd.

    Pensi di inserirlo anche nel portafoglio trend a breve? Grazie.

    Rispondi
    1. @ Stefano
      Credo che inseriremo un ETF sugli emergenti a breve ma ora come ora non so ancora dirti quale perché bisogna, come sempre, valutare bene quale è l’effetto complessivo sul portafoglio provocato da un inserimento ‘nuovo’.

      Manderò un alet apposito agli iscritti quando decideremo di cambiare il portafoglio modello. Grazie a te…

      Rispondi
  3. Ciao Giacomo,
    Grazie per i tuoi suggerimenti come sempre importanti e correttamente ponderati.
    2 domande:
    La tassazione su questo strumento è al 12,5% essendo titoli di stato o al 26% ?
    Perché non il lixor FR0010967323 con dividendo annuale?
    Ciao e buon lavoro.
    P.S. mi auguro che a breve inserirai questo strumento nel portafoglio trend e strategie base.

    Rispondi
    1. @ Emanuele
      L’ho preferito per due motivi:

      a – è molto più scambiato rispetto al Lyxor e questo è un bene perché significa che si tratta di uno strumento più liquido

      b- mi piace il pagamento mensile dei dividendi che fa sì che questo ETF sia idoneo a creare una piccola ‘rendita’.

      La tassazione dipende dal sottostante. Essendo questo costituito da titoli di stato l’aliquota di tassazione è del 12,50% e non del 26%. Un caro saluto anche a te!!

      Rispondi
      1. Buonasera, l’aliquota dovrebbe essere al 26% perché i paesi emergenti non fanno parte di quelli considerati collegati con quelli industrializzati, quindi si applica la maggiore tassazione.
        Ciao.

        Rispondi
        1. @ Eugenio
          Grazie per la precisazione, ma non ne sarei così sicuro. Alcuni Emergenti rientrano nella White List e sono tassati al 12,50%:

          http://www.assolombarda.it/servizi/fisco/documenti/elenco-paesi-white-list-in-circolare-38-e-del-23-dicembre-2013/at_download/file

          Rispondi
  4. Caro Xaver, concordo che con l’ETF elimini il ruschio emittente, concordo pure che il dollaro si dovrebbe apprezzare, ma non pensi che se la FED alza i tassi, come probabile, e i Treasury USA a 10 anni vanno al 5%, questo ETF fatto di obbligazioni paesi emergenti prenderà una gran batosta?

    Grazie

    Rispondi
    1. ò Ramon
      Sì, è possibile. Ma in quel caso lo venderemmo prima non appena ci saranno le avvisagli di un cambiamento di scenario macroeconomico. Nessun investimento è per sempre ma va dosato all’interno di una strategia di portafoglio e seguito in modo appropriato.

      Grazie per la tua giusta e utile osservazione. Buona settimana.

      Rispondi
  5. Ciao Giacomo, dove hai reperito i datI?

    Yahoo mi arriva massimo al 2010.
    Grazie.

    Rispondi
    1. @ Piergiorgio
      Li ho scaricati direttamente dal sito IShares nella versione ‘total return’ per tenere conto dei dividendi pagati:

      http://it.ishares.com/it/rc/prodotti/IEMB?utrack=true

      Grazie a te…

      Rispondi
  6. Ciao Giacomo, questo titolo potrebbe entrare anche nella newletter nei prossimi periodi o la volatilità la sconsiglia per quel portafoglio?

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      Potrebbe andare bene, l’importante è il “sizing” ossia il dimensionamento sul totale. Sconsigli operò di agire ‘in anteprima’ perché manderò un apposito alert agli iscritti quando sceglieremo di modificare il nostro portafoglio.

      Rispondi
  7. Buongiorno Giacomo,
    grazie per il prezioso suggerimento. Volevo chiedere: considerata l’elevata volatilita’ del prezzo non e’ meglio aspettare un abbassamento dello stesso, oppure perderderemmo i guadagni derivati dall’apprezzamento del dollaro sulla nostra moneta?
    Elena

    Rispondi
    1. @ Elena
      L’elevata volatilità si è manifestata soprattutto nel corso della crisi finanziaria del 2008, il che mi porta a pensare che non sia imminente né scontato un altri ribasso in quello stile. Con tuttla la liquidità che c’è in circolazione non penso che l’ETF subirà un contraccolpo così forte.

      Tieni però presente che:

      a – è sempre opportuno inserire degli stop loss
      b – è bene diversificare molto, limitando la quota investita in questo strumento.

      Rispondi
  8. Buon giorno dott. Giacomo. È la prima volta che le scrivo perché ho scoperto da poco il suo Blog. Ho investito una discreta somma su etf isin IE00B5M4WH52 mi conviene venderlo ed acquistare quello consigliato da lei? La prego di aiutarmi. Con stima

    Rispondi
    1. @ Michele
      Secondo me no. Il suo ETF investe anch’esso nei bond dei Paesi Emergenti, ma in valuta locale. E’ un buon strumento a patto che il suo ‘peso’ relativo all’interno del portafoglio non sia eccessivo.

      Piuttosto, se i margini di manovra glielo consentono, AGGIUNGEREI questo nuovo ETF al suo precedente così da diversificare ulteriormente. Un caro saluto e benvenuto nella “comunità” di Segretibancari…

      Rispondi
  9. Innanzitutto grazie per la risposta promessa come cliente.. ma questo ETF non rischia di scontare un eventuale aumento dei tassi di interesse sui titoli di paesi sviluppati. Ora con interessi bassi chi cerca titoli obbligazionari si sposta su quelli di paesi emergenti, ma un rialzo dei tassi, causa inflazione (ora è bassa ma se Draghi stampa “Euri” come giustamente prospettato) potrebbe far deprezzare il sottostante.
    Pensi che questo pericolo sia limitato da:
    Sono denominati in dollari e quindi il cambio farebbe da freno.. anzi.
    Oppure è limitato perchè i titoli sottostanti sono portati a scadenza e quindi avremmo solo una riduzione dei dividendi in termini reali (di fatto rimarrebbero allo stesso valore ma con un inflazione più alta).
    Scusa se la domanda è sciocca ma mi piaceva capire come funziona un ETF obbligazionario.
    Grazie

    Rispondi
    1. @ Massimiliano
      Come ho scritto poco fa bisogna valutare l’investimento in uno strumento di questo tipo non tanto in modo “asettico” ma all’interno di una strategia di portafoglio che ti permetta di stabilire:

      1 – se l’ETF è “opportuno” per te oppure no
      2 – quanta parte del tuo capitale investirvi
      3 – quando acquistarlo e quando venderlo

      Troverai la risposta a tutte queste domande qui.

      Un caro saluto e buon proseguimento!!

      Rispondi
  10. Secondo me il pagamento mensile dei dividendi è assurdo….
    Ipotizzando che nessun investitore sia milionario e che quindi uno si limiti a comprare all’incirca 500 quote (40K euro) vorrebbe dire pagare commissioni di incasso dividendi in valuta estera tutti i mesi per un dividendo di circa 80 euro al mese….
    e in più pagare tasse sul dividendo anche nei mesi in cui il controvalore complessivo scende……

    ma allora io preferirei quello di Lyxor (EMKTB) anche se a replica sintetica

    Saluti

    Rispondi
    1. @ Marco
      Perché definisci assurdo il pagamento del dividendo? Sull’incasso non ci sono commissioni, ma solo l’applicazione del cambio lettera (parlando dell’euro/dollaro) ma considerato che gli spread sono molto limitati l’impatto delle “commissioni” sarà risibile.

      Inoltre il pagamento avviene direttamente in euro per cui non dovrai essere tu a cambiare i dollari in euro sopportando oneri maggiori…

      Rispondi
      1. Buongiorno, forse dipende dalla banca, io ho delle commissioni competitive per la compravendita ma pago 8.50 euro per ogni incasso dividendi estero (ed ogni etf lo è..) per cui a me sicuramente non conviene…
        Controllare sempre il proprio profilo commissionale prima…. 🙂

        Rispondi
        1. @ Mauro
          Ora capisco. Ma hai controllato di aver comprato gli ETF sulla borsa di Milano? Sovente essi sono considerati ‘esteri’ se acquistati su un mercato non italiano…

          Rispondi
  11. Signori,
    Quello che sta prospettando Giacomo a mio avviso, in modo correto, è una politica di investimento proiettata al di fuori dell’ Italia che porterà nel medio termine un rendimento/rischio nettamente superiore a quanto può offrire la nostra nazione che nel medio, analizzando le aspettative del nostro paese, ci porta a pensare solo ad un peggioramento con il rischio tra fine anno, primo o secondo quarter 2015 ad un declassamento da parte delle agenzie di rating americane che vedono già l’Italia con outlook negativo.
    Purtroppo non si tratta di vedere il bicchiere mezzo vuoto, ma di guardare la realtà dei fatti con una proiezione verso il futuro.
    Esprimete le vs considerazioni.
    Un saluto
    Gianluca.

    Rispondi
  12. Dal punto di vista fiscale dovrei anche annotare tutti i dividendi da inserire nei redditi da capitale nel 730 è corretto?

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Per fortuna no 🙂
      Gli ETF sono soggetti ad imposta sostitutiva perché lo strumento è quotato in Italia e quindi non dovrai dichiarare nulla in sede di 730. la tua banca pagherà i dividendi netti trattenendo le imposte che verserà per te al fisco. E’ tutto molto semplice…

      Rispondi
  13. A questa domanda ti posso rispondere anch’io Andrea. Essendo questo etf armonizzato, se hai optato per il risparmio amministrato provvederà la tua banca agli adempimenti fiscali e pertanto non dovrai dichiarare niente nel 730.

    Rispondi
  14. Ciao Giacomo, Questo ETF in quest’ ottica è ottimo, ma qualora i tassi dovessero risalire?
    In un portafoglio più ampio la duration sarà ridotta e di conseguenza la volatilità e di conseguenza il rischio, ma in quale situazione pensi sia invece da vendere? nel senso, quanto dovrebbero risalire i tassi perché il rischio corso con questo ETF non sia più ben ripagato?

    Puoi fare anche degli esempio se vuoi per esporre meglio il concetto.

    Grazie!!! 😀

    Rispondi
    1. @ Piergiorgio
      Purtroppo non so risponderti attraverso un “algoritmo”. Dipende molto dalla tua sensibilità e dall’andamento della congiuntura economica. Al momento rischi imminenti di risalita dei tassi non ce ne sono, ma se dovesse accadere uno shock globale come quello del 2008 allora l’ETF perderebbe velocemente quota.

      La presenza di capitali che scadono e di interessi che maturano farà in modo che il drawdown sarà recuperato ma, in ogni caso, su strumenti volatili è meglio applicare uno stop loss.

      Rispondi
      1. Grazie per la risposta!!!

        Rispondi
        1. Volevo solo aggiungere che nonostante il drawdown sia stato abbastanza pesante, la deviazione standard è poco più del 8%, quindi lo strumento è comunque meno pericoloso di quello che sembra, questo grazie ad duration contenuta e al fatto che al contrario dell’azionario in questi ETF ci sono capitali che a scadenza vengono rimborsati, oltre a cedole pagate periodicamente (come già Giacomo ha ribadito più volte).

          Rispondi
          1. @ Piergiorgio
            Sì, il drawdown è stato molto ampio ma grazie al turnover del rimborso dei titoli e delle cedole è stato recuperato. Questo, tradotto, significa che la volatilità è contenuta e che tenere l’ETF nel ‘lungo periodo’, in questo caso permette di limitare le tachicardie 🙂

  15. Ciao Giacomo,
    dici che il portafoglio dell’ETF è composto da 260 titoli, ma su Fineco, andando sul profilo dettagliato del titolo, il portafoglio risulta composto da 74 obbligazioni. Puoi darmi un chiarimento su questo? Grazie mille.

    Rispondi
    1. @ Gianfranco
      Non saprei dirti come mai questa discrepanza. Io ho preso i dati direttamente dal sito IShares dove c’è evidenza del numero di posizioni in essere. Prova a contattare IShares direttamente scrivendo una mail in cui chiedi le ragioni di questa differenza. Grazie!!

      Rispondi
  16. Ciao Giacomo, scusa la domanda ma non mi è chiara una cosa: l’ETF paga sia delle cedole che i dividendi mensili?
    cedola media 6,17% …… rendimento medio dei dividendi: 4,41% cioè un 10.5% all’anno?
    Grazie.

    Rispondi
    1. @ Gianni
      No 🙂 Cedole e dividendi sono la stessa cosa… Il pagamento avviene una volta al mese come giustamente hai osservato. Un caro saluto e buon week end!!

      Rispondi
  17. Salve, la mia piattaforma WeBank lo quota intorno a 88, è giusto?
    Grazie

    Rispondi
    1. @ Maurizio
      Yes!!

      Rispondi
  18. Buon giorno giacomo lei consiglia ancora di comprare questo prodotto?
    A quanto conviene mettere uno stop loss?
    Grazie buona giornatat e complimenti per tutto:)

    Rispondi
    1. @ Daniel
      Purtroppo la risposta dipende da alcuni fattori che non conosco, come ad esempio i suoi obiettivi di investimento e la tolleranza a perdite momentanee. In linea di massima non dedicherei a questo ETF più del 5% del mio patrimonio complessivo e non metterei nessuno stop loss.
      Un caro saluto!!

      Rispondi
  19. Ciao Giacomo,
    a breve potresti proporre un post relativamente ai mercati di frontiera? penso possano essere una valida alternativa agli emergenti, tu cosa ne pensi?
    Un caro saluto!

    Rispondi
    1. @ Daniele
      Grazie per il suggerimento. Lo terrò in considerazione nella valutazione dei prossimi articoli da scrivere 🙂
      Buon fine settimana e a presto.

      Rispondi
  20. Ciao Giacomo,
    vedresti con favore in questo periodo un etf su obbligazioni paesi emergenti? In effetti, non mi sembra che, al momento, vi siano forti spinte verso aumenti dei tassi in EU e USA, quindi vedrei bene una esposizione, anche sovrapesata, sul settore, in attesa di riposizionarsi sul fronte azionario.
    Un abbraccio ed un caro saluto. Ciao! 🙂

    Rispondi
    1. @ Francesco
      Purtroppo non posso risponderti qui, al di fuori da un contesto di investimento. Come sai non esiste un investimento ottimale da solo, ma occorre sempre muoversi all’interno di una strategia complessiva all’interno della quale vengono “calati” i consigli. Se desideri ricevere indicazioni precise su dove e come investire per favore visita questa pagina: https://www.segretibancari.com/investmentclub/ grazie.

      Rispondi
  21. Gentile dr.Saver, in merito all’argomento degli etf obbligazionari EM, le propongo una domanda che mi attanaglia da qualche tempo. Nel mio “portafoglio”, ho una ben differenziata classificazione di etf azionari ed obbligazionari. In linea generale, gli etf azionari sono più rischiosi e soggetti a possibile vendita nei momenti di crisi dei mercati, mentre i bond è possibile lasciarli tranquillamente investiti, visto il drawdown limitato. Gli etf obbligazionari dei paesi emergenti, dove si collocano secondo il Suo illuminato punto di vista? devo considerarli come le azioni e seguiti con particolare attenzione, oppure considerarli obbligazioni a tutti gli effetti? Inoltre, all’interno dell’asset allocation in che settore andrebbero inseriti? Ringrazio molto per l’attenzione e saluto caramente.

    Rispondi
    1. @ Pietro
      La sua domanda è davvero molto interessante, la ringrazio. I bond emergenti hanno una volatilità che li rende più simili alle azioni che non alle obbligazioni. Non importa se si tratta di titoli singoli o di ETF, perché la loro volatilità dipende per lo più dalle oscillazioni del tasso di cambio in cui gli stessi sono denominati che non a fluttuazioni della quotazione in sé.
      Per evitare di assumersi rischi eccessivi le consiglio di includere le obbligazioni emergenti all’interno della categoria “capitale a rischio” al pari delle azioni.
      Per qualunque domanda o dubbio sono qui per lei. Grazie per avermi scritto e buona settimana.

      Rispondi
  22. BuonGiorno,
    in merito agli ETF obbligazionari paesi emergenti avrei un paio di domande/dubbi:
    1) Considerando il fatto che il dollaro è giunto quasi alla parità sull’euro(1,05) e difficilmente scendere sotto un supporto forte di 1,04 non converrebbe tutelarsi con un ETF Eur edged (IE00B9M6RS56) in modo da proteggersi almeno dal rischio cambio?
    2) in previsione di 3 rialzi dei tassi nel 2017 annunciati dalla FED che possiamo immaginare nell’ordine di 0,75 punti percentuali, considerando una duration di circa 7 anni di questi ETF, si potrebbe presupporre una perdita di circa 5% in conto capitale nel 2017. Alla luce di tutto ciò, considerando questo scenario macroeconomico, non è forse troppo rischioso aprire delle posizioni obbligazionarie sui paesi emergenti?

    Grazie mille
    Daniele

    Rispondi
    1. @ Daniele
      Rispondo volentieri alle tue domande:
      1) dipende da come è composto il tuo portafoglio, da quali sono i tuoi obiettivi di investimento e la strategia che intendi perseguire. Di solito una quota in valuta estera è sempre bene averla per diversificare il rischio a prescindere dalle attese circa il futuro andamento del tasso di cambio. La scelta se “hedgiare” o meno l’ETF dovrebbe partire proprio dall’analisi complessiva del portafoglio e dalla esposizione alle valute non euro.

      2) i rialzi dei tassi della Fed impatteranno in misura indiretta sui bond emergenti, essendo – a mio avviso – già scontati nelle attuali quotazioni. L’apertura di una posizione sui Paesi Emergenti non va solo valutata in rapporto al momento storico, ma alla propria strategia complessiva di portafoglio ed alle correlazioni che questi titoli hanno con le altre classi di attivo detenute.

      Per qualunque domanda o dubbio sono qui…

      Rispondi
  23. Grazie mille Giacomo del tuo approfondimento sull’argomento.

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Grazie a te. E’ un piacere poterti essere utile…

      Rispondi
  24. Caro Giacomo come vedresti questo Etf se utilizzato per pac, tenendolo in futuro come integrazione alla pensione. magari in versione con copertura cambio?

    Rispondi
    1. @ Cristian
      Per investire in modo corretto non basta avere gli “attrezzi” giusti ma occorre anche saperli manovrare nel modo corretto. Al mio corso Investitore Libero vedremo in dettaglio, nei due giorni dal vivo che passeremo insieme, come fare a costruire dei portafogli personalizzati in base alle nostre esigenze.
      Ti rimando a quella sede per l’approfondimento della questione perché porterebbe via troppo tempo qui e ci porterebbe anche fuori tema.

      Rispondi
  25. Caro Giacomo, secondo me val la pena inserire questo prodotto nell’ottica del lungo termine e non per fare trading dentro/fuori a seconda di dove vanno i tassi di sconto. I dividendi mensili poi possono essere utilizzati per fare buyback sullo stesso titolo al raggiungimento di 3-4.000 euro di dividendi, uno per generale interesse composto, due per mediare il prezzo di carico gestendolo come un pac (se sale di prezzo comprerò meno azioni, se scende ne comprerò di piu’). Daniele

    Rispondi
    1. @ Daniele
      Sì, ottima idea…

      Rispondi

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