Fondi a gestione attiva e paradosso delle competenze

fondi comuni e paradosso competenze

Con i fondi comuni a gestione attiva le competenze dei gestori sono un freno alle performance. Ecco perché il sig. Rossi batte gli esperti 9 volte su 10.

Fondi comuni: l’illusione di scegliere i migliori

A dispetto della ingente mole di ricerca che attesta l’inutilità delle performance passate nel prevedere quelle future, gli investitori (e molti consulenti) cercano i vincitori di domani tra i campioni di ieri.

Scordati di individuare per tempo i migliori fondi di investimento. Per quanti sforzi tu ci metta non ci riuscirai mai”.

Parola di Fortune, la prestigiosa rivista americana, edizione del 15 marzo 1999. In definitiva, mentre gli investitori credono che conoscenze superiori generino performance, sui mercati vince chi ne sa meno.

La ragione per cui le competenze eccessive sono deleterie deriva da una semplice considerazione. L’elevato grado di expertise collettiva rende il singolo impossibilitato a battere la massa.

Sport e mercati finanziari

Chi vince nello sport

Dal momento che sono appassionato di nuoto, ti farò un paragone “acquatico”. Quando Federica Pellegrini si tuffa in vasca, per vincere deve essere più veloce dei suoi concorrenti.

Intendo dire che la sfida avviene in un unico momento (la gara) e contro un numero ristretto di concorrenti. Il vincitore, in definitiva, è colui (o colei) che possiede più abilità degli sfidanti di quel momento.

In particolare se la gara venisse ripetuta ogni giorno, sempre con persone nuove, è probabile che la vincita non sia più così scontata. Infatti prima o poi arriverebbe una nuova stella.

La ragione per cui i campioni sportivi restano tali è duplice:

  • fronteggiano un numero “limitato” di avversari
  • la sfida è circoscritta nel tempo

Al contrario, chi investe si trova immerso in un ambiente del tutto diverso.

Chi perde in borsa

I gestori dei fondi competono ogni giorno con un mercato altamente concorrenziale. E ognuno di essi si misura contro un livello di conoscenza che cresce ogni ora che passa.

Poiché tutti vogliono battere il mercato, le società che offrono fondi a gestione attiva cercano i migliori talenti. E le loro abilità, come osserva Mark Rubinstein, professore di analisi applicata degli investimenti alla Haas School of Business, University of California, Berkeley sono autodistruttive.

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Ecco un esempio del livello di competenza dei gestori che ogni giorno si sfidano sui mercati:

  • Gerard O’Reilly della DFA è professore di aeronautica e matematica applicata
  • Eduardo Repetto di Avantis Investors è uno scienziato con Ph.D.
  • Andrew Berkin della Bridgeway Capital Management è un fisico e il vincitore di un premio della NASA.

Date queste premesse il sig. Rossi ha ottime probabilità di ottenere guadagni superiori agli esperti. Resta da capire perché.

Fondi a gestione attiva somma 0

Il mercato finanziario è un gioco a somma zero. Se uno ottiene risultati superiori alla media per forza un altro deve guadagnare di meno. La storia mostra come i gestori attivi non producano in modo persistente performance superiori.

In particolare se non è possibile conoscere in anticipo chi farà meglio in futuro, una cosa è certa. Chi ha ottenuto rendimenti superiori in passato probabilmente sotto performerà in seguito.

Pagare un gestore attivo perché cerchi di battere il mercato non ha senso. A causa della elevata efficienza dei mercati è quasi certo che non ci riuscirà. Per lo meno in modo continuativo.

Se aggiungiamo i costi (commissioni di ingresso, di uscita, di performance, market impact, spread denaro lettera, costi di brokeraggio), emerge una realtà sconvolgente.

Chi guadagna di più è chi sfrutta il mercato indicizzandosi con prodotti a basso costo. E che ha le corrette tecniche di costruzione e ottimizzazione di un portafoglio.

Se tutto ciò ti spaventa sappi che il corso gratuito Welcome di A Scuola di Investimenti ti darà tutto ciò che ti serve per investire da solo.

Come il sig. Rossi beffa gli esperti

Lo scopo di un investitore intelligente non è di battere il mercato. Viceversa l’obiettivo finale è quello di ottenere un guadagno soddisfacente. Si tratta della stessa performance che sfugge sempre a chi cerca il gestore migliore, per essere più furbo.

Ecco come il sig. Rossi, con un minimo di preparazione, batte gli esperti.

Rinuncia a battere il mercato

Ben sapendo che nessuno lo fa e che solo i ciarlatani si dilettano nel prevedere il futuro, Rossi compra ETF a basso costo. In questo modo otterrà la stessa performance prodotta dai mercati in cui investe. Senza tuttavia subirne i costi eccessivi.

Rigidità mentale

Rossi non insegue le mode. È indifferente, entro certi limiti, a ciò che legge o sente. Imposta la sua strategia che si basa su principi efficaci della finanza e non si sposta di un millimetro. Ricordi cosa disse una volta Buffett? “Se anche il presidente della FED mi sussurrasse la prossima mossa di politica monetaria, non farei nulla di diverso da ciò che già faccio“. E tu?

Sfruttare le altrui debolezze

Per concludere, il sig. Rossi sfrutta le debolezze degli altri investitori. Come spieghiamo nei nostri corsi di A Scuola di Investimenti ci sono tecniche di mercato e psicologiche per comprare basso e vendere alto.

Non è una cosa facile, perché ci sono molte resistenze emotive da vincere. Ma chi lo fa guadagna, mentre gli esperti si godono le loro paghe esorbitanti per fare peggio della media. In media, si intende.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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