I Mercati Finanziari Presentano un Andamento Casuale, Ciclico o Entrambi?

I Mercati Finanziari si Muovono in Modo Casuale o Ciclico?

Un investitore riesce a trarre profitto dalle oscillazioni dei mercati? A questa domanda corrispondono risposte diverse a seconda dei seguaci di una scuola di pensiero piuttosto che dell’altra. I sostenitori dei mercati efficienti affermano che solo le notizie imprevedibili potranno influire sulle quotazioni future. Altri, invece, sostengono che è possibile sfruttare a proprio vantaggio l’andamento ciclico dei mercati.

Tra questi ultimi abbiamo gli analisti tecnici che affermano che il comportamento umano si ripete nel tempo e che i prezzi altro non sono che il risultato di tale comportamento. Gli analisti fondamentali, invece, credono che il prezzo di un titolo quotato non sempre rifletta il suo valore effettivo, permettendo guadagni sistematici a chi investe.

La Teoria dei Mercati Efficienti

Sviluppata da Eugene Fama la teoria dei mercati efficienti teorizza l’impossibilità di ottenere guadagni superiori alla media di mercato in modo sistematico. Il prezzo, affermano i seguaci di questa scuola di pensiero, incorporano tutta l’informazione rilevante e disponibile. A muoverli saranno quindi le nuove notizie che nessuno ancora conosce. Non appena queste saranno divulgate il loro effetto svanirà, poiché i prezzi le “incorporeranno subito”.

Il modo migliore per investire, secondo i sostenitori dei mercati efficienti, consiste nel creare un portafoglio diversificato, composto da strumenti finanziari ottimizzati tra loro e a basso costo.

L’Analisi Fondamentale e il Value Investing

Nel 1934 Benjamin Graham e David Dodd pubblicarono un libro dal titolo “Security Analysis“in cui spiegavano come investire in modo efficace scegliendo le azioni dai buoni fondamentali, ma sottovalutate in borsa. Lo stesso Sir John Templeton aveva seguito questa scuola di pensiero, raggranellando azioni sotto quotate durante la Grande Depressione e diventando un uomo ricchissimo e un grande investitore.

Negli anni l’analisi fondamentale si è “lanciata” nel cercare di individuare, per ogni azione esaminata, un  prezzo obiettivo (target price), che riflette i fondamentali dell’azienda. Quando il prezzo è minore del valore l’azione è da comprare. Quando il prezzo supera il valore dell’azione questa è da vendere.

E’ interessante notare che nella versione “pura” dell’analisi fondamentale ad opera di Dodd e Graham non c’è alcun bisogno di fare stime circa il futuro andamento dei fondamentali societari. E’ sufficiente analizzare lo stato dell’arte della società per poter definire, secondo alcuni parametri, se il suo prezzo è conveniente oppure no.

L’Analisi Tecnica

Gli analisti tecnici sono convinti che i mercati presentino delle regolarità che se individuate e riconosciute possono permettere guadagni aggiuntivi rispetto al classico acquisto e detenzione di strumenti finanziari. Uno dei concetti principali dell’analisi tecnica sono le resistenze ed i supporti.

I primi sono livelli di prezzo raggiunti i quali prevarranno le vendite, effettuate da quegli investitori che vogliono “portare a casa gli utili”. I secondi sono livelli di prezzo in corrispondenza dei quali gli investitori torneranno a comprare.

I supporti e le resistenze si trovano per lo più in corrispondenza di valori numerici “tondi” e si cambiano di ruolo. Se il prezzo supera una resistenza questa diventa un supporto, perché chi ha venduto tornerà a comprare non appena il prezzo ridiscenderà al valore precedente. Allo stesso modo se un supporto viene “rotto”, ossia il prezzo scende al di sotto dello stesso, diventa una resistenza.

Tanto più spesso un livello si supporto o di resistenza viene testato, ossia il prezzo lo tocca per poi risalire nel primo caso o per ridiscendere nel secondo, tanto più importante esso diventa.

Il Percorso Casuale

Secondo questa scuola di pensiero, capitanata da Burton Malkiel, i mercati presentano le caratteristiche di un percorso casuale non prevedibile. L’analisi tecnica non serve né è utile quella fondamentale. L’unica cosa che conta davvero è il livello di rischio che siamo disposti a sopportare e la necessità di minimizzare i costi relativi agli investimenti. Il prof. Malkiel ha confrontato l’andamento di un percorso casuale con la serie storica di alcuni titoli azionari trovando grandi somiglianze.

Chi sposa questa teoria farà bene a concentrarsi sull’asset allocation usando alcuni ETF a basso costo in cui investire.

La Finanza Frattale

Il prof. Benoit Mandelbrot ha elaborato una visione frattale dei mercati finanziari. Nel suo libro “il Disordine dei Mercati” afferma che le quotazioni azionarie non sono spiegabili con l’utilizzo della mera casualità. I mercati finanziari sono soggetti a comportamenti di tipo frattale, ricorsivo ma non prevedibile. Secondo lo studioso esistono due effetti tra loro complementari che si scaricano sulle quotazioni e che ne determinano l’andamento.

L’Effetto Giuseppe

Applicando alla finanza gli studi condotti da un giovane ingegnere britannico incaricato di analizzare la stagionalità delle piene del Nilo, Mandelbrot ha notato un fenomeno curioso. L’effetto Giuseppe, dall’omonimo personaggio biblico, è una sorta di dipendenza a lungo termine dei mercati. Lungi dall’essere un percorso casuale, le quotazioni di oggi sono influenzate da ciò che accadde in passato ed influenzeranno i prezzi del futuro.

Il problema, secondo Mandelbrot, è la mancanza di persistenza dell’effetto. Non sempre i mercati si muovono secondo trend ben definiti.

L’Effetto Noè

La dipendenza a lungo termine dei mercati viene interrotta bruscamente da variazioni selvagge. L’immagine del diluvio universale che si abbatte sulla Terra senza alcun preavviso è una immagine molto evocativa di cosa intende Mandelbrot. L’effetto Noè rende impossibile fare previsioni accurate circa il momento in cui un movimento di mercato cambierà direzione.

La Linea del Piave

Forse la risposta alla domanda se i mercati finanziari siano imprevedibili o ciclici risiede nel mezzo. Di certo, nel lungo temine, esiste una correlazione molto forte tra l’andamento dell’economia e quello dei mercati finanziari. La persistenza di un movimento è interrotta da eventi improvvisi, ma molti di questi eventi sono in grado di lasciare un segno permanente solo nella misura in cui il pessimismo dilagante è giustificato dal peggioramento del ciclo economico.

E’ possibile prendere “il meglio” delle teorie che abbiamo esaminato seguendo questi semplici passaggi:

  • impostare un progetto di investimento solido e strategico che tenga conto della moderata prevedibilità dei mercati
  • impostare un sistema di ottimizzazione di ingresso – uscita dai mercati che massimizzi i rendimenti corretti per il rischio
  • adottare un mind set forte e risoluto che ci permetta di vedere oltre la paura e l’euforia

Partecipando al corso dal vivo Investitore Libero tutti questi passaggi saranno analizzati con cura nell’arco dei due giorni di formazione. Al termine del corso tutti i partecipanti disporranno di un metodo di investimento efficace e personalizzabile.

Giacomo Saver

Segretibancari.com

 

 

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