Tassazione Fondi Comuni: la Nuova Fiscalità dei Fondi di Investimento

Tassazione fondi di investimento: ecco come viene colpito il capital gain dei fondi comuni

Articolo aggiornato il 16 ottobre 2017

Tassazione fondi comuni: scompare la differenza  tra il regime di tassazione fondi comuni italiani ed esteri, comprese le SICAV. Le SGR esultano, ma per te cambia poco. Ed in peggio….

I vertici delle banche e delle società di gestione del risparmio SGR sono soddisfatti. La tassazione dei fondi comuni di investimento non fa più nessuna distinzione tra i prodotti italiani sia per quelli esteri. Ma i vantaggi sono solo effimeri, come scoprirai nel corso di questo post.

Ti anticipo la conclusione: per ottimizzare la fiscalità dei tuoi fondi comuni è bene non movimentare troppo il portafoglio, e costruire un portafoglio ben diversificato.

Come funziona la tassazione dei fondi comuni di investimento

Per comprendere bene che cosa cambierà dobbiamo analizzare qual era il vecchio meccanismo di tassazione. I fondi esteri e le Sicav erano soggette in passato alla tassazione sul realizzato mentre i fondi comuni italiani erano tassati sul maturato. Ciò significa che ogni giorno la quotaera già al netto della tassazione, a prescindere dal fatto che tu stessi guadagnando o meno.

Adesso tutti i fondi sono tassati esclusivamente sul realizzato, cioè sui guadagni effettivi maturati al momento del rimborso. Il vantaggio è che differendo il pagamento delle imposte, otterrai un rendimento più elevato, a parità di tutte le altre condizioni.  La normativa peraltro sembra stata scritta per non sfavorire, da un punto di vista fiscale, i fondi di investimento italiani rispetto ai fondi SICAV esteri.

Gli svantaggi della nuova tassazione sui fondi comuni

Quello che nessuno ti dice è che la tassazione sul maturato ti permetteva il recupero immediato delle minusvalenze. Immagina che la tua quota abbia perso il 20%. Invece di passare da 100 ad 80 sarebbe scesa a 85,20, perché il credito di imposta sulla minusvalenza (pari al 26% di 20) sarebbe stata subito recuperata. Ora invece che succede? Le plusvalenze sono tassate subito, in quanto identificate dalla normativa fiscale come redditi da capitale. Le minusvalenze, invece, sono redditi diversi. Con la conseguenza, per te, che se hai venduto un fondo in perdita non potrai compensare tale danno con i futuri utili di altri fondi comuni,  perché si tratta di due forme di reddito diverse.

Ora comprendi perché la tassazione sul realizzato è in realtà meno favorevole di quanto non vogliano indurci a credere? Certo, a livello emotivo ha un notevole impatto. “Pagherai te tasse solo quando venderai i tuoi fondi comuni” è uno slogan che non lascia indifferenti. Ma se ti metti a fare due calcoli, ti rendi conto che le cose stanno diversamente.

Non posso concludere questo post senza darti un suggerimento pratico. Purtroppo la tassazione dei fondi comuni non risparmia nemmeno gli ETF che sono fiscalmente inefficienti. Ci sarà modo di tornare sull’argomento, ma ora permettimi di dirti che nonostante questa loro pecca gli ETF sono un modo intelligente per investire i tuoi soldi. Ne trovi una selezione “ragionata” che ti permetterà di investire da subito movimentando poco il tuo portafoglio nel mio corso gratuito IC-Warm-Up.

45 commenti
  1. Salve Giacomo

    volevo chiederle chiarimenti, dato che sto anche preparando una tesi breve sui fondi…
    da quanto letto al punto:
    ” Le plusvalenze sono tassate subito, in quanto identificate dalla normativa fiscale come redditi da capitale. Le minusvalenze, invece, sono redditi diversi. ” Non ho ben capito la differenza tra queste due tipologie di reddito, dato che leggendo alcuni articoli CONSOB come redditi diversi vengono anche identificati i differenziali positivi derivanti dalla cessione delle quote o azioni (al netto dei proventi di capitale pro tempore maturati); e comunque se si passa dal metodo sul maturato al realizzato come può esserci questa asimmetria;infine se non erro questo cambiamento riguarda solo i fondi di diritto italiano e non quelli esteri, giusto???

    Grazie
    Arrivederci

    Rispondi
    1. Carissimo, la normativa fiscale prevede, per i fondi di investimento, che la differenza tra il prezzo di vendita (NAV) e quello di acquisto (NAV anch’esso) sia considerato un reddito da capitale. Come tale è equiparato ai dividendi pagati dalle azioni, dagli interessi delle obbligazioni e così via e NON E’ compensabile con minusvalenze pregresse. La perdita derivante da un “delta NAV” negativo (hai venduto in perdita le tue quote, tanto per capirci), invece diventa un reddito diverso e come tale potrà essere dedotto da futuri utili ma non su fondi. Potrai utilizzare la minusvalenza per compensare il guadagno dalla negoziazione di azioni, titoli di stato e così via, ma se hai venduto dei fondi in perdita e successivamente hai realizzato un utile su altri fondi, le due cose non si potranno compensare…

      Rispondi
      1. Ok, ora mi è più chiara la scissione….un ultima cosa: comunque sparirà il metodo a maturazione, cioè,non si beneficerà più del credito d’imposta in caso di perdita sulla quota ma neanche si verrà tassati GIORNALMENTE in caso di guadagno;in entrambi i casi sarà sul realizzo giusto????

        Grazie per i chiarimenti

        Rispondi
  2. Nel caso una persona abbia investito in fondi in precedenza con un NAV superiore a quello fissato dalla normativa per il calcolo della tassazione differita, che suppongo sia quello del 30 giugno, volevo sapere se si ha la possibilità di chiedere la modifica del NAV al momento dellìinvestimento.
    Grazie.

    Rispondi
    1. Cara Silvana, purtroppo non so rispondere alla tua domanda. La materia è ancora fluida e non ho idea di cosa accada. Può darsi che per gli acquisti ante 30 giugno faccia fede il NAV di acquisto anche se superiore, ma non posso darti la certezza.

      Rispondi
    2. Silvana,

      ho investito il mio fondo azionario negli anni 2000 arrivando a una perdita del capitale del 70% penso nel 2004.
      Poi sono risaliti arrivando a un Massimo di oggi 13 euro a quota(io investi a a 22mila lire circa a quota nel 2000)
      Tuttavia nel 2011 con il cambio del metodo di tassazione in chiusura sul realizzato(utile)viene si tassato il realizzato(che mi puo anche andar bene)ma non sullapertura del contratto, ma dal 1luglio2011.
      Nel tentativo di definire la quota in questa data si hanno difficolta nello storico.
      Dovrebbe venir applicato lo sgravo fiscale del 12.5%.
      Viene creato nel grafico una zona temporale proprio a cavallo di giugno/luglio2011 un “vuoto”che rende invisible il il passaggio come invece di essere palese.
      Ad ogni modo non ce un recupero sul valore della quota del 12.5% per certo(non mi risulta che ci siano stati contemporanemente crolli dei mercati)a giustificare un valore della quota cosi basso.
      In vista dell’aumento del 4% sul realizzato in data settembre 2014, ho quindi disinvestito I fondi.
      La beffa e che mi sono beccato una tassazione su un utile inesistente dopo il big-ben finanziario del 2011(data di riscontro), piu la beffa che nel2011 il cambio di tassazione non si riflette sulla quota.Questa ultima tesi confermata in piu di un fondo del gruppo eurizon.

      Bella Fregata

      J.

      Rispondi
      1. @ Jordan
        Purtroppo il cambio di tassazione qualche danno lo ha fatto… mi dispiace molto per quello che ti è successo Amico mio.

        Rispondi
      2. Esattamente quello che è successo a me… Ho investito in fondi italiani nel 1999, a giugno 2011 mi rimaneva il 50%. del capitale investito Dopo il 30/6/2011 sono “stranamente” passato in attivo per il fisco italiano. Da quel momento in poi ho pagato le tasse sulle plusvalenze ogni switch che ho effettuato … Oggi, dopo quasi 16 dall’investimento, ho ancora il 50% del capitale iniziale e non posso nemmeno compensare le minusvalenze riconosciutemi nel 2011 con le poche plusvalenze realizzate negli ultimi anni… Come al solito fanno le leggi per rubare ai poveri e tutelare i ricchi e potenti in questo Bel Paese.

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        1. @ Antonio
          E la cosa drammatica è che hai pagato – senza saperlo – le commissioni di gestione per tutto questo periodo. Oltre al fisco ci si sono messe pure le banche a depredare il tuo capitale…

          Rispondi
  3. Buongiorno Giacomo.

    Vorrei sapere se una mia considerazione è giusta.
    Esistono ETF che distribuiscono cedole ed altri in cui le cedole vanno in capitalizzazione dell’ETf.
    Siccome le cedole distribuite “impoveriscono” l’ETF e vengono subito tassate, se venderò l’ETF in perdita non avrò vantaggi sulle minusvalenze.
    Se compero ETF con cedole in capitalizzazione avrò più possibilità di vendere con plusvalenza e avere quindi un vantaggio.

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    1. La tua considerazione è giusta. I dividendi distribuiti vengono tassati al momento del pagamento e le loro imposte non si possono più recuperare con eventuali perdite da negoziazione.
      Ciao 🙂

      Rispondi
  4. Perchè non dici chiaramente che la nuova tassazione dei fondi ad ogni “switch” è una vera e propria truffa inventata dal fisco, in quanto al momento dello “switch” si potrebbe essere in plusvalenza ed invece nel momento della vendita effettettiva (rimborso delle quote) si potrebbe essere in abbondante minusvalenza.
    Il risultato qual’è: che il fisco ha incassato le plusvalenze, ma non consente di compensarle con eventuali minusvalenze al momento della vendita !!!!
    VERA E PROPRIA TRUFFA ORGANIZZATA DAL FISCO !!!!!
    Mi chiedo chi in data successiva al 01/07/11 sarà così folle da investire in fondi? Quando l’unico vantaggio che vi era in tale investimento risultva essere la possibilità (in tempi brevissimi) di cambiare, nell’ambito della stessa sicav, tipologia di investimento in base all’andamento dei mercati !!! Oggi si è ingessati.

    Rispondi
    1. Riscrivo la precedente considerazione.
      Caro Giacomo, perchè non scrivi chiaramente che la nuova tassazione dei fondi ad ogni “switch” è una vera e propria truffa inventata dal fisco, in quanto al momento dello “switch” si potrebbe essere in plusvalenza ed invece al momento del disinvestimento (vendita delle quote) si potrebbe essere in abbondante minusvalenza. Il risultato qual’è: che il fisco ha tassato le plusvalenze, ma non consente di compensare le minusvalenze conseguite al momento della vendita effettiva !!!! VERA E PROPRIA TRUFFA DI STATO !!!!!!
      Mi chiedo chi in data successiva al 01/07/11 sarà così folle da investire in fondi, italiano o esteri che siano? L’unico vantaggio che vi era in tale investimento risultava essere la possibilità (in tempi brevissimi) di cambiare nell’ambito della stessa sicav, tipologia d’investimento in base all’andamento del mercato !!!! Come mai nè le sicav, nè le banche, nè i giornali hanno avvertito in anticipo di questa epocale modificazione di tassazione ?

      Rispondi
      1. Riki,

        per perderci non occorre fare lo switch….anche rimanendo con lo stesso fondo a lungo si verifica quello che e un vero e proprio cambio della data di investimento scritta sul contratto originale.
        In realta pero chi ha investito I fondi dopo il luglio 2011 tende a guadagnarci qualche briciolina…perche in ambito azionario sono andati anche se “inspiegabilmente”abb.bene.
        Resta da notare pero che dai grafici e difficoltoso estrapolare il valore della quota tra il 30/06 e il 01/07.
        I fondi eurizon(quelli che avuto a che fare) hanno un gap temporale di 4 giorni a cavallo della quota rilevante…tuttavia non sembra siano in tale data aumentati del 12.5% come dovrebbe MATEMATiCAMENTE ESSERE.
        La fregatura verrebbe digerita se dalla data della sottoscrizione effettiva a quella di realizzo ci fosse stato l’utile(cosa anche accaduta).
        Tuttavia dopo una decade di arrancamenti senza liquidita, quando nel settembre 2014 la tassa di realizzo aumento del 4% ho disinvestito tutto.

        Gran Fregata,

        saluti J.

        Rispondi
    2. @ Riki
      Il tuo commento, senza “peli sulla lingua” purtroppo esprime la verità delle cose. Dal 1 luglio 2011 non esistono più gli switch all’interno di comparti diversi dello stesso fondo o della stessa Sicav, ma le due operazioni sono trattate separatamente. Da un lato avremo la vendita dal fondo in uscita, dall’altra l’acquisto del fondo in ingresso.
      Così, se ho acquistato il fondo Pippo a 100 e ho ‘switchato’ sul fondo Minni a 80 ho generato una miusvalenza di 20. Se poi da Minnie esco a 100 (e torno solo in possesso del mio capitale) sulla plusvalenza di 20 pagherò le imposte.

      E’ una vera e propria truffa legalizzata e un motivo in più per evitare i fondi di investimento o comunque ridurre in maniera drastica gli spostamenti tanto cari alle reti di promotori finanziari ed alle banche.

      Rispondi
  5. Buon giorno
    Volevo chiedere quando esattamente è avvenuto il cambio tra le due diverse modalità di tassazione.
    Grazie
    Ciao

    Rispondi
    1. @ Mike
      Il cambio è avvenuto il 1 luglio 2011.
      Un abbraccio

      Rispondi
  6. Buongiorno,

    Volevo evidenziare come, al contrario, all’ interno delle gestioni Patrimoniali la sgr possa operare le compensazioni fra Minusvalenze e plusvalenze realizzate dall’ investimento in fondi comuni.

    Vantaggio molto stemperato dall’ assoggettabilità ad Iva delle commissioni di gestione che, di fatto aumentano i costi, spesso già elevati dello strumento Gpf.

    Rispondi
    1. @ Fabrizio
      Anche le polizze Unit Linked permettono di compensare le plusvalenze e le minusvalenze, ma anche in questo caso occorre fare molta attenzione ai costi che spesso superano di gran lunga i benefici.

      Rispondi
  7. Poiché, come si è capito, una legge che confonde l’incremento di valore dei fondi dovuto agli utili incassati dalle partecipazioni con quello derivante dall’aumento di valore borsistico del capitale è una legge “truffa”, mi domando come mai nessuna associazione di difesa dei consumatori/utenti (e tanto meno le banche presso le quali i Clienti hanno sottoscritto i fondi) abbiano avviato un contenzioso legale/fiscale PER FAR EMERGERE LA QUESTIONE in sede giudiziaria.

    Rispondi
    1. @ Lorenzo
      In che senso la legge che tassa i proventi dei fondi, secondo te, è iniqua?

      Rispondi
  8. A Giacomo.

    La legge non è iniqua perché tassa il capital gain dei fondi, ma perché definisce il capital gain “reddito non compensabile con le minusvalenze”, come se il capital gain dei fondi fosse solo un dividendo di azioni, trascurando la variazione di capitale.
    La stessa legge è anche contradditoria, perché consente di accumulare il minus dei fondi ( che è evidentemente una variazione di capitale, in quanto se tutte le variazioni fossero solo dividendi non si avrebbe mai minus, ma soltanto plus), trattando quindi i minus con un criterio diverso dai plus.
    La tua domanda mi conferma comunque che troppe persone, compresi anche i gestori dei fondi, non abbiano compreso l’errore contenuto nella legge.

    Rispondi
    1. @ Lorenzo
      Purtroppo la “bollatura” dei guadagni dei fondi come redditi di capitale è scorretta ed iniqua ma non credo che siano previsti disegni di legge per correggerla. Questo penalizza chi investe in prodotti del risparmio gestito o in ETF a favore di chi corre rischi maggiori comprando azioni o certificates, il che non va bene. Ma purtroppo, Amico mio, che cosa possiamo farci?
      Buona domenica e a presto!!

      Rispondi
  9. salve giacomo,
    partendo dal presupposto che i fondi sarebbero da scartare, potresti chiarirmi la differenza tra ISC e TER? ho cercato in giro su web..ma mi sono confuso ulteriormente le idee!!
    ho tra le mani un foglio informativo dei fondi pensione alleanza e leggo che i costi di caricamento solo pari al 4,5% mentre l’ ISC va da un max del 4,30% (2 anni) ad un minimo del 1,55% a (35 anni).
    forse perchè il calcolo del ISC tiene conto della rivalutazione del 4% de capitale? quindi calcolando i costi sul montante “teorico” viene fuori una percentuale più bassa?! A questo punto l’ ISC è puramente indicativo!! perché basta una percentuale di performance leggermente inferiore a quella prevista per far impennare i costi?!!
    a me sembra il gioco delle tre carte!!!
    grazie ancora per la tua disponibiltià.!!!

    Rispondi
    1. @ Vincenzo
      TER e ISC sono la stessa cosa, solo che hanno nomi diversi. Il Totale Expense Ratio (TER) riguarda i fondi di investimento ed esprime il costo totale annuo relativo a quel fondo mentre l’ISC (Indice Sintetico di Costo) si applica ai fondi pensione.

      Purtroppo il calcolo dell’ISC lascia il tempo che trova perché ipotizza, appunto, un rendimento del fondo del 4% come giustamente sospetti e come puoi leggere qui:

      http://www.previsionari.it/wiki/termini/indicatore-sintetico-dei-costi-isc/

      Non sanno più cosa inventare per convincere le persone a sottoscrivere questi scalcinati prodotti… Un abbraccio.

      Rispondi
  10. Carissimo Giacomo,
    ho una contestazione con la mia banca per questa situazione sulla quale vorrei conoscere il tuo parere:
    Ho venduto un fondo comune italiano che avevo in portafoglio da dieci anni con una minima plusvalenza (200 eur)
    Sulla liquidazione dell’importo netto ho subito una tassazione di 372 Eur dovuta al fatto che la differenza da assoggettare
    a tassazione è stata calcolata sul valore del fondo al 30/06/2011 (di gran lunga inferiore al valore d’acquisto) in base alla
    legge 10/2011. Oltre al danno anche la beffa!!!!
    La minusvalenza determinata in data 30/06/11 dovrebbe essermi riconosciuta per l’utilizzo nei 4 anni successivi?
    Grazie per la cortese risposta
    Adriano

    Rispondi
    1. @ Adriano
      Purtroppo ha ragione la banca. Dal 1/7/2011 la tassazione sui guadagni dei fondi è sul realizzato e non sul maturato. Quindi i prezzi di carico dei clienti “vecchi” sono stati adeguati al nuovo livello di prezzo determinando – nel tuo caso – una minusvalenza deducibile.

      Rispondi
      1. E’ proprio questo il problema, la minusvalenza determinatasi a luglio 2011 non mi è stata evidenziata nella mia posizione fiscale per il recupero nei quattro anni successivi, e per tanto non utilizzabile a fronte di plusvalenze.

        Rispondi
        1. @ Adriano
          Prova a sporgere un reclamo scritto in banca a questo punto. Ti basta scrivere le tue ragioni su un foglio di carta e consegnarlo allo sportello specificando che è un reclamo.Per precauzione fatti fare una fotocopia della lettera e apporre una firma ‘per ricevuta’. E fammi sapere com’è finita. Buon lunedì…

          Rispondi
  11. Buon giorno, volevo chiedervi se è giusto pagare il capital gain anche sulle commissioni di ingresso pagate all’azienda. mi spiego meglio, ho investito 50 000, netti investiti sono 48 000, rimborso 50 500 lordi ma netti 49850, perché mi hanno calcolato 650 euro (26% di 2500 )di tasse

    Rispondi
    1. @ Giovanni
      Trattandosi di fondi di investimento purtroppo sì. Se fossero azioni o obbligazioni il capital gain sarebbe calcolato sul costo totale e sul ricavo totale, tenuto conto delle commissioni; per quanto riguarda i fondi, invece, fa fede la differenza tra il valore quota di vendita e quello di acquisto senza tenere conto delle commissioni, purtroppo.

      Rispondi
  12. Salve Giacomo
    Ho visionato questo articolo un pò datato ma sempre valido e aimè attuale.
    Ho intenzione di vendere dei fondi investimento azionari in possesso da molti anni ,da quello che leggo la tassazione da plusvalenza dovrebbe essere applicata al valore quota del 30/06/2011.
    Ho chiesto informazioni in Banca perchè il valore del carico dei fondi non corrisponde a quella data mi è stato risposto che il valore riportato è quello di 31/07/2008 data nella quale in seguito alla morte di mia madre ho dovuto chiudere un deposito titoli cointestato e spostare i fondi su un altro deposito titoli :fiscalmente è come se io avessi venduto e ricomprato questi fondi in quella data ad un valore tra l\’altro molto basso sia rispetto al valore pagato realmente anni prima sia al valore del 2011 .
    Ho qualche possibiltà di pagare il giusto e non delle plusvalenze fittizie.
    Grazie e buon Lavoro.

    Rispondi
    1. @ Danilo
      Purtroppo per lei la banca ha fatto le cose giuste. Quando si apre una successione i prezzi di carico vengono aggiornati ai nuovi livelli di mercato e a partire da quei valori si ricalcola l’imposta sul capital gain… mi dispiace.

      Rispondi
      1. Si quello è vero
        Ma le plusvalenze dal 2008 al 30/06/2011 sono già state pagate nella quota del fondo :in caso di vendita non le devo pagare 2 volte dovrei pagare dal 30-06-2011 in base a come ho interpretato le altre risposte da lei elencate in base alla legge 10/2011
        Grazie per la sua continua disponibilità

        Rispondi
        1. @ Danilo
          Le ha già pagate perché ha fatto l’affrancamento? In questo caso sì dovrebbe pagare dal 2011 in avanti. Perché non inoltra un reclamo alla banca in cui contesta l’errato addebito? Cos’ vediamo cosa rispondono…

          Rispondi
  13. Buongiorno
    Spero di aver risolto :il consulente della banca afferma che il prezzzo fiscale effettivamente è quello al 30/06/2011.
    Mentre il prezzo indicato era quello medio di acquisto :vediamo cosa indicherà il doc . di eseguito ci vogliono 4/5 giorni lavorativi troppi !
    IL fondo in questione sarà incorporato in un altro il prossimo mese e fra le varie motivazioni della banca vi è anche un risparmio sulle commissioni di gestione che passeranno da 2.01% a 1.98% .
    Ho deciso di comperare un ETF simile che OLTRE una maggiore diversificazione ha un costo dello 0.40%.

    Rispondi
    1. @ Danilo
      Ottima scelta!! A presto e buon investimento.

      Rispondi
  14. Buongiorno,
    io vorrei conoscere come viene effettuato il calcolo delle minus/plus sulla vendita di fondi SICAV. Dal 2015 al 2018 ho venduto/swithciato Sicav (acquistate tutte dopo il 1/1/2015) con una perdita di circa 9.000 (calcolato sottraendo dal NAV di acquisto quello di vendita). A luglio del 2018 ho chiuso il deposito girando i titoli ad un’altra Banca. Ho richiesto la certificazione sulle minus e mi è stata rilasciata con un valore di Euro 4.500. Ho chiesto chiarimenti e mi è stato risposto che il calcolo delle minus sulle Sicav è molto complicato e comunque, essendo fatto dal Centro in automatico, è sicuramento corretto. Premetto, tra l’altro, che, alla fine dei vari anni, non mi veniva mai mandato l’estratto conto plus/minus (come invece ha sempre fatto la mia Banca storica dove gestisco delle azioni).
    Ringrazio in anticipo per la risposta
    Alessandro

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      Il calcolo viene fatto sul delta NAV in euro tenuto conto delle commissioni. Fai un reclamo scritto in cui pretendi di conoscere i dettagli del calcolo e vedrai che la banca ti darà tutti i dettagli. Fammi sapere come è andata…

      Rispondi
  15. Buongiorno,
    ho venduto a 168.564€ un fondo “Anima liquidità euro A” sottoscritto in unica soluzione ad Aprile2018 per 170.000€.
    A fronte di una perdita di 1.436€ mi ritrovo una Minus certificata di 764€ ?????
    Le chiedo delucidazioni in merito.
    Grazie.

    Rispondi
    1. @ Pierluigi
      Può darsi che ci siano state delle commissioni di ingresso o di uscita? La minusvalenza si calcola sulla differenza tra la quotazione di vendita e quella di acquisto e non tiene conto delle eventuali commissioni, che rappresentano un costo fiscalmente non recuperabile.

      Rispondi
  16. Vorrei porre un quesito: i dividendi degli etf obligazionari su titoli di Stato sono tassati al 26% o al 12,5%?

    Rispondi
    1. @ Giuseppe
      La tassazione è al 12,50% perché l’imposta pagata dagli ETF “segue” quella sul sottostante.

      Rispondi
  17. Vorrei porre un quesito riferito al caso di trasferimento di quote di fondi comuni, cointestate (50% marito e 50% moglie), per successione ereditaria alla morte del marito.
    In particolare per il trasferimento agli eredi del 50%, appartenuto al marito, su nuovo conto deposito cointestato a tutti e tre gli eredi (moglie, figlio1, figlio2) deve essere applicata dalla banca la ritenuta fiscale del 26% sul capital gain generato dalla differenza tra il prezzo di mercato al momento della morte del de cuius (che sarebbe il prezzo di carico a cui viene trasferito il fondo) e il prezzo di carico originario al quale il marito defunto aveva acquistato il fondo?
    Per il restante 50% delle quote di cui la moglie era già intestataria riterrei invece di poter escludere che ci sia capital gain da calcolare in fase di trasferimento, in quanto il prezzo di carico sul nuovo Deposito Titoli dovrebbe coincidere con il prezzo di carico al quale il fondo era stato originariamente acquisito.

    La norma che si applica per i Fondi Comuni è la stessa che si applica per le SICAV e anche per le azioni?

    La ringrazio in anticipo per una cortese risposta e le chiederei anche di poter avere i riferimenti della normativa vigente a cui poter fare riferimento nelle relative comunicazioni con la banca.
    Cordiali saluti

    Giuseppe

    Rispondi
    1. @ Giuseppe
      Se è come dice lei dovrebbe essere tutto corretto. L’unico dubbio riguarda i fondi di investimento: è certo che siano “nominativi”? La maggior parte di essi è inserita in un certificato cumulativo al portatore presso la banca depositaria…

      Rispondi

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