Mediolanum flessibile Italia: il rendimento camuffato

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Mediolanum flessibile Italia è un fondo che inganna. I suoi rendimenti sono stati elevati, tuttavia un investimento in ETF avrebbe reso di più grazie ai minori costi.

Mediolanum flessibile futuro Italia – ISIN IT0001019329

Il fondo Mediolanum Flessibile Italia è un prodotto classificato come flessibile da Assogestioni. Esso, in particolare, dovrebbe creare performance positive in ogni momento di mercato grazie alle capacità strategiche del gestore.

Esso, tuttavia, è classificato da Morningstar come fondo azionario italiano a causa della elevata componente azionaria. Alla luce di ciò i suoi rendimenti, soddisfacenti in passato, vanno confrontati con l’indice sottostante.

Ecco allora che le performance appaiono sub-ottimali, rispetto all’investimento diretto in un ETF che cloni l’indice FTSE MIB.

I rendimenti di Mediolanum flessibile Italia

Come ho detto poco fa, il prodotto Mediolanum, in apparenza, ha offerto rendimenti davvero elevati. I particolare esso ha reso il 20,31% nel solo anno 2019.

Tuttavia il rendimento medio composto annuo, dal 2015 al 2019, è stato di solo il 4,22%. A pesare sul dato hanno contribuito gli anni sfavorevoli 2016 e 2018. Oltre a ciò l’investimento in un ETF che clona l’indice FTSEMIB avrebbe reso complessivamente il doppio.

La tabella che segue mostra i dettagli delle performance suddivise per anno sia del fondo sia dell’ETF:

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Resta da capire la ragione di questa differenza.

Il portafoglio

Mediolanum flessibile Italia ha un portafoglio prevalentemente azionario. In breve esso impiega le disponibilità complessive in azioni per il 90% circa del totale.

Inoltre le aziende oggetto di investimento sono quelle operanti in settori a bassa crescita (stile value) e a media capitalizzazione.

Le azioni che pesano di più sono quelle che hanno uno spazio maggiore all’interno dell’indice:

  • Enel (7,71%)
  • ENI (7,44%)
  • Unicredit (5,88%)
  • Intesa SanPaolo (5,50%).

In totale il fondo ha 181 azioni diverse (dati Morningstar a giugno 2019), tuttavia i primi dieci titoli pesano per il 40,05% del totale.

Usando i criteri di performance attribution che insegniamo nei nostri corsi dei formazione, notiamo che il problema principale della sottoperformance del fondo dipende dalla selezione dei titoli difettosa.

Oltre a ciò il gestore ha assunto un atteggiamento troppo prudente. Nella convinzione che un ribasso sarebbe stato imminente, i suoi timori ingiustificati hanno penalizzato i rendimenti del fondo.

I costi, elemento determinante

I costi di un prodotto finanziario sono una delle determinanti della performance.

Sebbene non molto superiori alla media, i costi di Mediolanum flessibile Italia sono piuttosto elevati. La commissione annua di gestione ammonta, infatti, all’1,80%. Il costo di ingresso, al contrario, è pari al 3%.

In sintesi tenere il fondo per 5 anni ti costa il 2,40% l’anno. Ciò significa che i rendimenti complessivi saranno ridotti di quell’importo, pressappoco.

Conviene investire nel fondo Mediolanum?

Sulla base delle nostre analisi è meglio evitare di investire nel Mediolanum flessibile Italia. L’unico vantaggio che ha il fondo, rispetto all’ETF, sta nella minore volatilità.

Tuttavia anche nei momenti di ribasso, complessivamente, il fondo ha perso tanto quanto l’ETF. Per questa ragione di fatto la gestione attiva di Mediolanum non presenta alcun tipo di plus rispetto all’acquisto dell’ETF.

Tieni presente che il problema della scelta dei fondi in cui investire va fatta all’interno di un contesto più ampio. In particolare se hai bisogno di aiuto io e i miei colleghi siamo qui per te.

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Giacomo Saver – CEO di SegretiBancari

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