Mercati azionari: il 2020 anno della svolta?

26 Febbraio 2020

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Mercati azionari in fibrillazione nel 2020 a causa delle incertezze legate al Coronavirus. Ma il trend di fondo resta positivo. Ecco cosa aspettarsi.

Mercati azionari oggi

Il ribasso che ha colpito i mercati azionari nei primi mesi del 2020 è stato severo. In particolare, al ribasso di gennaio causato dall’incertezza politica è seguito un forte ribasso a febbraio a causa del Coronavirus.

A titolo di esempio nella giornata del 24 febbraio, il lunedì nero, le borse mondiali hanno perso mediamente il 4%. Si tratta di un dato importante, che fa capire come la volatilità ed il panico possano scoppiare senza preavviso.

In questo contesto gli investitori si domandano che cosa sia meglio fare. Per questa ragione questo articolo fornirà tre argomenti a favore di un giro di boa dei mercati e tre argomenti a favore di una ripresa del movimento rialzista.

Sarà responsabilità di ognuno trarre le proprie conclusioni operative.

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Tre ragioni per un crollo dei mercati nel 2020

Siamo entrati in una fase sconosciuta, dove le valutazioni di borsa sono elevate e qualsiasi accenno di notizie negative induce gli operatori a scappare. Phil Blancato, CEO Landeburg Thalmann

Al di là dei catastrofisti ad ogni costo, esistono tre ragioni per le quali il mercato potrebbe scendere nel 2020 e creare un ribasso profondo. In sintesi l’economia globale potrebbe andare in recessione per diversi motivi. Finendo così per trascinare le borse verso il basso.

Rallentamento endogeno dell’economia

L’economia globale stava già dando segnali di rallentamento nei mesi scorsi. A sostenere le quotazioni sono stati i dati positivi in arrivo dal mondo delle imprese, ma non il quadro macroeconomico generale. Tuttavia il sentiero di crescita degli utili è dominato da pochi grandi big ed è meno robusto di quanto si creda.

Una recessione globale o un rallentamento non scontato nelle quotazioni attuali di borsa porterebbe ad una ulteriore discesa degli indici finanziari.

Rallentamento esogeno da Coronavirus

L’esplosione del Coronavirus mina la crescita economica globale. La chiusura delle fabbriche in Cina e la riduzione dell’attività manifatturiera in un mondo globalizzato rischiano di creare lacerazioni profonde al Pil globale del 2020.

Fino a che non sarà passata l’epidemia e non saranno finiti i timori di un contagio, la macchina economica andrà avanti ingolfata. Oltre a ciò il virus ha già iniziato a graffiare i mercati, con ribassi di ampia portata che non si vedevano da anni.

In sintesi, saremmo solo all’inizio del ribasso.

Correlazione tra politica e bolle finanziarie

Analisi empiriche hanno mostrato l’esistenza di una correlazione tra volontà politica di autoaffermazione e la creazione di bolle speculative.

In particolare sono stati esaminati 60 Paesi emergenti tra il 1984 ed il 2012 ed è emerso un legame tra l’opportunismo politico e la finanza tossica.

Poiché il 2020 è l’anno delle elezioni americane, secondo alcuni i politici potrebbero gonfiare una bolla finanziaria destinata ad esplodere. E non è detto che ciò accada dopo l’elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti.

La situazione, infatti, potrebbe sgusciare di mano anche prima, provocando un ribasso degli indici, le cui quotazioni che non sono certo ad un livello economico.

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Tre ragioni per un rialzo dei mercati nel 2020

Ad un’analisi negativa si contrappone una visione positiva. Essa, in sintesi, fa leva su questi tre fattori fondamentali.

Trend dei mercati azionari positivo

Nonostante le battute di arresto di gennaio e febbraio, il trend dei principali mercati azionari è intatto. Al momento in cui scrivo (fine febbraio) le quotazioni non sono scese al di sotto di livelli chiave.

Ciò significa che i ribassi passati e quelli futuri non dovrebbero spaventare. I mercati azionari, si sa, oscillano. Ma fino a che non emergono chiare indicazioni di inversione del trend, da questo punto di vista occorrerebbe stare tranquilli.

Bassi tassi di interesse

Gli ottimisti nutrono grande fede nel potere salvifico delle Banche Centrali. Queste, oltre a poter intervenire con iniezione di liquidità, mantengono bassi i tassi di interesse.

Ciò implica, secondo questa teoria, la mancanza di alternative valide di investimento al di fuori dall’azionario. A causa di ciò i mercati sono “condannati” a crescere nel tempo.

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Investitori più maturi

Infine gli ottimisti sostengono che gli investitori siano più maturi del passato. Nonostante le notizie in tempo reale creino fenomeni di panico che si autoalimenta, gli investitori sarebbero meno sensibili alle variazioni giornaliere.

In altre parole, il ribasso potrebbe essere un fenomeno che non induce gli investitori più preparati a compiere scelte affrettate. E si tratta senza dubbio di un fattore di sostegno ai mercati.

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