Un ETF per investire in obbligazioni convertibili

obbligazioni convertibili

Protagoniste di questo approfondimento sono un particolare tipo di obbligazioni, quelle convertibili. Nello specifico vedremo un ETF quotato su Borsa Italiana che permette di esporsi alle obbligazioni convertibili mondiali, lo SPDR Refinitiv Global Convertible Bond UCITS ETF.

Cosa sono le obbligazioni convertibili

Un’obbligazione convertibile è un titolo il cui rimborso può avvenire, a discrezione del sottoscrittore, attraverso la consegna di titoli di altra specie e di uguale valore.

Un’obbligazione convertibile in azioni, per esempio, implica che il sottoscrittore possa decidere di ricevere azioni della società emittente o di altra società anziché denaro. La convertibilità delle obbligazioni consente ai loro possessori di partecipare all’incremento del prezzo dell’azione. Generalmente il tasso di conversione obbligazione/azione è tale che il prezzo delle azioni dovrà aumentare in modo notevole prima che tale conversione possa avvenire convenientemente. Non vanno confuse con le obbligazioni convertibili a discrezione dell’emittente o convertibili obbligatoriamente per soddisfare determinati vincoli normativi, come per esempio i CoCo Bond.

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Obbligazioni convertibili: come funzionano?

In particolare il funzionamento di un’obbligazione convertibile è piuttosto semplice. Essa è pari ad untitolo standard cui si aggiunge un’opzione call. Quest’ultima permette di trasformare il bond in azioni se l’operazione è conveniente per il cliente.

Nel momento in cui il prezzo dell’azione sottostante cresce di valore l’opzione aumenta di prezzo permettendo un guadagno simile a quello dell’azione stessa. Al contrario se l’azione perde valore l’opzione si azzera, ma resta intatto il valore dell’obbligazione.

Le obbligazioni convertibili sono particolarmente adatte quando le quotazioni sono elevate. Esse, in breve, permettono di partecipare al rialzo del sottostante esponendosi ad un rischio più contenuto rispetto all’investimento diretto in azioni. I titoli convertibili, però, non eliminano il rischio di default dell’emittente.

Inoltre i titoli in circolazione sono pochi e poco liquidi. Per tale ragione è conveniente usare un ETF invece dei singoli titoli.

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Un ETF che segue l’indice delle obbligazioni convertibili mondiali e che ha avuto una performance estremamente positiva per un ETF obbligazionario nel 2020 è lo SPDR Refinitiv Global Convertible Bond UCITS ETF (CONV: IE00BNH72088), vediamone la composizione e cerchiamo di capire il motivo di questo andamento.

ETF SPDR Refinitiv Global Convertible Bond in pillole

Lo SPDR Refinitiv Global Convertible Bond replica la performance del mercato mondiale delle obbligazioni convertibili, investe in 298 titoli e presenta un Ter dello 0,50%.

Composizione settoriale

Ecco quali sono i settori a cui è esposto l’ETF :

  • Information Technology 25,12%
  • Beni di consumo ciclici  21,22%
  • Industria 9,86%
  • Materiali 4,83%
  • Immobili 3,94%

Titoli principali

Alcuni dei principali emittenti in cui investe l’ETF al 31 maggio 2021:

  • TESLA 1.25%
  • ZILLOW GROUP INC 1.50%
  • PINDUODUO INC 1.10%
  • SEA LTD 1.30%
  • DISH NETWORK CORP 1.43%

Conosciamole meglio:

  • PINDUODUO INC è la più grande piattaforma di e-commerce interattivo in Cina e nel mondo.
  • ZILLOW GROUP è una società  americana di mercato immobiliare online.
  • SEA LTD è una società di piattaforme online di Singapore.
  • DISH NETWORK CORP è  la terza più grande azienda statunitense nel settore della televisione satellitare e della Pay TV.

Lo SPDR Refinitiv Global Convertible Bond ha inoltre varie versioni a cambio coperto tra cui quello hedgiato in Euro ovvero il SPDR Refinitiv Global Convertible Bond EUR Hedged UCITS ETF (GCVE: IE00BDT6FP91). 

Andamento grafico e confronto con i competitor

Nel confronto vedremo questi 4 ETF quotati su Borsa Italiana (tra parentesi ticker e ISIN): 

  • SPDR Refinitiv Global Convertible Bond UCITS ETF (CONV: IE00BNH72088)
  • Xtrackers MSCI World Information Technology UCITS ETF 1C (XDWT: IE00BM67HT60)
  • iShares Core MSCI World UCITS ETF USD (SWDA: IE00B4L5Y983)
  • iShares Global Corporate Bond UCITS ETF (CORP: IE00B7J7TB45)

Potreste chiedervi perché confrontare un ETF obbligazionario con 2 ETF azionari. Guardiamo per cominciare l’andamento di questi 4 ETF da gennaio 2019:

Performance obbligazioni convertibili

Come possiamo notare da metà 2020 l’andamento del SPDR Refinitiv Global Convertible Bond è molto simile a quello del iShares Core MSCI World, questo perché nel subito dopo la crisi Covid molte aziende hanno emesso obbligazioni convertibili per non dover fare aumenti di capitale.

Molte di queste aziende erano società tecnologiche. Se guardiamo la matrice delle correlazioni dal 2019 vediamo come il SPDR Refinitiv Global Convertible sia più simile al Xtrackers MSCI World Information Technology che all’indice World o all’andamento dei bond mondiali. (Ricordo che ad alta correlazione non corrispondono a identici rendimenti).

correlazione bond convertibili

La presenza di molte aziende tech, di e-commerce e in generale di servizi on-line tra le partecipazioni fanno si che il comportamento dello SPDR Refinitiv Global Convertible Bond UCITS ETF sia nell’ultimo periodo molto simile all’azionario mondiale rispetto al corporate globale identificato nell’iShares Global Corporate Bond UCITS ETF.

Concludo commentando il grafico della volatilità (rischio) e del rendimento calcolati su base annua nel quale emerge che l’SPDR Refinitiv Global Convertible sia un prodotto a metà tra l’investimento in obbligazioni e quello in azioni.

Il rendimento a scadenza negativo di molte obbligazioni al momento presenti nella composizione del fondo suggerisce che l’ETF possa rendere solo grazie all’aumento del valore dei titoli azionari, il risparmiatore dovrebbe perciò considerarlo più un investimento azionario che obbligazionario e valutarne di conseguenza l’eventuale utilizzo all’interno del proprio portafoglio.

Think different, invest differently.

Francesco Melandri – Rischioerendimento.com

2 commenti
  1. Ciao Giacomo buongiorno, anche dai vecchi post sulle obbligazioni convertibili mi sembra che non sei mai stato un grande fan di queste, e a mio avviso ne hai ben donde. Troppe variabili devono coincidere per avere un po’ di rendimento. Per non parlare poi dei fondi obbligazionari convertibili, che tra costi, copertura cambio o meno, non regalano nessuna soddisfazione agli investitori. Poi certo dipende da come si diversifica il tutto (nel caso si volesse inserire l’etf in questione) inquadrandolo nella nostra tolleranza al rischio. Ciò che ci hai insegnato a Riccione mi sembra molto lineare, semplice e redditizio. Complimenti comunque per questo post, sempre utile e chiarificatore.

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    1. @ Andrea
      Hai pienamente ragione. Io non userei le obbligazioni convertibili all’interno di una strategia di portafoglio. Non sono né carne e né pesce e il loro rendimento non è esaltante. inoltre comportano un rischio specifico alto che è possibile (e preferibile) evitare. Tuttavia dato che l’argomento va comunque conosciuto ne ho parlato qui.
      Un caro saluto e a presto 🙂

      Rispondi

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