Obbligazione Tasso Fisso Sprint Bancoposta

Obbligazione Bancoposta: che dire del nuovo titolo in collocamento?

Bancoposta colloca l’Obbligazione Tasso Fisso Sprint. Semplice e conveniente, dicono. Ma guardiamo meglio all’interno della ‘confezione’

tasso-fisso-sprint-bancopostaLe offerte di obbligazioni bancoposta sono sempre molto seguite dai risparmiatori. E sai perché? Perché le Poste dispongono di una invidiabile rete di sportelli che le rende ‘accessibili’ anche alle persone che vivono lontane da una dipendenza bancaria. O che, semplicemente, ritengono la Posta (e la sua divisione Bancoposta) più affidabile della banca stessa.

In realtà non sempre è così ed è bene mettere in chiaro due aspetti dell’obbligazione tasso sprint in collocamento in questi giorni.

Il Bancoposta è sicuro?

La prima cosa da sapere è che non sempre il collocatore di un’obbligazione ed il debitore della stessa coincidono. Nel caso di Bancoposta Tasso  Fisso Sprint, in particolare, non è la Posta a prendere a prestito i tuoi soldi, ma Banca IMI. Forse lo sapevi già, o forse no, ma io non voglio lasciare nulla di ambiguo.

Sono qui per proteggere i tuoi risparmi e analizzo ogni minima clausola con la lente di ingrandimento. Prima di sottoscrivere qualunque strumento finanziario, in banca come in posta, informati sempre bene su chi sia l’emittente. Anni fa, i sottoscrittori di polizze index linked presso la Posta o altre banche altrettanto serie, scoprirono  in seguito di avere prestato i propri soldi addirittura alla Lehamn Brothers.

E la cosa grave è che non lo sapevano, perché erano convinti di aver prestato soldi al Bancoposta, emittente sicuro e che gode della garanzia dello Stato. Purtroppo, però, non era così. Se sceglierai di sottoscrivere Tasso  Fisso Sprint, sappi che ‘dietro’ c’è Banca IMI e non la Posta.

Caratteristiche di Tasso Fisso Sprint

L’obbligazione Tasso Fisso Sprint ha una struttura degli interessi un po’ particolare:

  • 4,50% lordo il primo anno
  • 3,20% il secondo anno
  • 3,20% il terzo anno
  • 3,20% il quarto anno
  • 3,20% il quinto anno
  • 4,50% il sesto anno

Parliamo sempre, ovviamente, di tassi lordi. Ma come mai c’era bisogno di strutturare i pagamenti in questo modo? La risposta  sta nell'”appeal commerciale”. Offrendoti un rendimento alto il primo e l’ultimo anno sarai incentivato a sottoscrivere l’obbligazione per prendere il quattro e mezzo l’anno prossimo.

E sarai incentivato a tenere l’obbligazione fino alla scadenza per prendere la cedola finale elevata. Ciò che conta, il rendimento netto medio, però, non è entusiasmante: solo il 2,91% annuo netto per un titolo che scade tra sei anni. Nel portafoglio consigliato non inseriremo questo bond, perché offre un rendimento troppo modesto.

Tieni presente che un BTP di pari scadenza, il 1 settembre 2019 al 4,25%, offre un rendimento netto del 3,04% e una liquidità maggiore. Ma c’è dell’altro…

Il rischio di Tasso Fisso Sprint Bancoposta

Stai tranquillo. Banca IMI è solida e nel titolo non intendevo riferirmi a questo 🙂 Volevo invece ragionare sul comportamento dell’obbligazione al variare dei tassi di interesse. Immagina, ad esempio, che i tassi di mercato crescano dell’1%. Ciò potrebbe accadere, ad esempio, perché Banca IMI è improvvisamente ritenuta più rischiosa e gli operatori vogliono un rendimento aggiuntivo per acquistarne i titoli.

Ecco che cosa accadrebbe a Tasso Fisso Sprint di Bancoposta se il rialzo dei tassi avvenisse subito: il prezzo del bond scenderebbe dal livello di 100 (prezzo di collocamento) a 94,75. Ok, i tassi resteranno a questi livelli ancora un po’ mi dirai tu…Ed allora ipotizziamo che lo stesso rialzo avvenga tra un anno, ok?

Il prezzo scenderebbe a 94,83. Avresti incassato una cedola, pari al 3,60% netto, questo è vero. E facendo le somme a fronte di 100 euro investiti ti troveresti con 98,43 euro. Un perdita di quasi il 2% in risposta ad un rialzo dei tassi di solo l’1%. E qui arriviamo al secondo messaggio che voglio trasmetterti:

In questo momento di mercato presta la massima attenzione ai titoli a tasso fisso e scadenza lunga

 C’è una tentazione che devi assolutamente evitare. una trappola insidiosa e pericolosa in cui stanno purtroppo cadendo molti investitori: allungare le scadenze per aumentare i rendimenti delle loro obbligazioni. In questo modo, però,trascurano le possibili perdite causate dall’oscillazione del prezzo dell’obbligazione ‘lunga’ in cui investono.

Il consiglio che continuo a darti io, invece è duplice:

  • evita Tasso Fisso Sprint di Bancoposta
  • evita, in generale, le obbligazioni a tasso fisso con scadenza troppo lunga che potrebbero trasformare un investimento apparentemente redditizio in uno in perdita.

Come sempre ti invito a:

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Per ora ci fermiamo qui… Buon Investimento e a presto!!

17 commenti
  1. Perfettamente d’accordo.
    Conviene aspettare: se cade il governo potrebbe esserci l’occasione per un acquisto di BTP scontati

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  2. Ma il fine di questo titolo, che poi é anche il consiglio che ti danno i consulenti finanziari di poste, é che questo tipo di prodotto deve essere portato alla naturale scadenza., adatti ad un certo targhet di investitori..altrimenti propongono bfp…
    Capisco bene e sempre i tuoi consigli, ma se dovessimo pensare sempre al negativo, nessuno comprerebbe nulla…
    Comunque concludo poste e banco posta hanno una reputazione e un’immagine da difendere se vai nel loro sito e vedi le obbligazioni che hanno collocato, proprio perché proposte per risparmiatori che al 99% non toccheranno quei btp ma li lorteranno a scadenza…hanno un valore superiore a 100… Ecco il link per gli increduli…
    Con obbligazioni proposte da poste il rischio speculazione é molto basso rispetto a tutti gli altri btp proposti da banche e governi…
    Notate quelli del 2008 di banca IMI
    http://www.poste.it/bancoposta/obbligazioni/quotazione.html

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    1. Quindi…poche vendite pochi scambi….valori che crescono sopra il 100…

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    2. @ Andrea
      Purtroppo non è vero al 100% che le poste hanno una reputazione da difendere. A dispetto di ciò continuano a proporre ai clienti prodotti costosi con l’obiettivo di incrementare i propri utili in maniera ‘indecorosa’. Forse i bilanci contanto di più della reputazione 🙂

      Inoltre se un titolo rende poco e lo porti a scadenza, ci perdi comunque, perché per tutta la sua durata percepisci un interesse minore a quello che avresti ottenuto investendo altrove. Imparare a riconoscere che cosa evitare è solo metà del lavoro: poi occorre scegliere degli strumenti di investimento appropriati ed efficienti e miscelarli con una strategia di investimento adeguata.

      Buone vacanze e a presto!!

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  3. Anche secondo me i titoli a lunga scadenza, in una fase di tassi cosi bassi non convengono, in futuro penso che sia più probabile un rialzo dei tassi e non un ulteriore abbassamento. Per quanto riguarda le obbligazioni bancoposta sono si tutte sopra 100 in quanto dalla crisi del 2008 in poi i tassi sono saliti di molto e poi scesi rapidamente ma se guardi le obbligazioni precedenti sono tutte sotto 100 ricordo che 7 anni sono un tempo lungo, molte cose cambiano e i momenti migliori per piazzare queste obbligazioni sono proprio questi in cui puoi far vedere un valore passato buono a fronte probabilmente di un futuro dubbioso, come per i fondi obbligazionari in cui tutti ti fanno vedere che negli ultimi 4 anni hanno reso molto ma tutti sanno che nei prossimi non renderanno sicuramente.

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    1. Anche se il futuro dovesse essere dubbioso, comunque hanno un tasso fisso…posso capire che sicuramente ci saranno obbligazioni migliori, ma l’investitore medio come potrei essere io non stiamo sempre dietro ai tassi a vendere o comprare.
      Solo una cosa non ho capito, come potrebbe l’oscillazione del prezzo di una obbligazione portanti in perdita, se tu lo tiene per tutti i 6 anni.?

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  4. Oltre alla precisa e puntuale analisi, non dobbiamo dimenticare che alla emissione potrebbe esserci un nascosto costo di caricamento commissioni, che Banca Imi retrocede a Banco Posta, che potrebbe fare scendere il corso, ad emissione avvenuta, per lo stesso costo. A Te, caro Giacomo, le delucidazioni in merito!

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    1. @ Antonio
      Grazie per i complimenti. In questo caso, non ci sono commissioni nascoste per cui – almeno da questo punto di vista – possiamo stare tranquilli 🙂
      buone vacanze!!

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  5. In questo periodo oltre ai conti deposito, penso sia conveniente investire in obbligazioni strutturate con cap e floor per garantirsi un rendimento minimo e non precludersi la possibilita’ di un eventuale rialzo

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    1. @ Adriano
      Purtroppo anche le strutturate sono care in qeuesto periodo. Per questo motivo preferirirei i conti deposito…

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  6. Se il prezzo di collocamento e’ 100 come dici nell’esempio, e il tasso della cedola non scende sotto il 3.20% come fa a essere il TRES piu’ basso della cedola, cioè del 2.91% se il titolo quota alla pari?

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    1. @ Michele
      il 2,91% è un tasso netto, ossia depurato dall’imposta del 20%. Ecco spiegata la ragione… Un caro saluto!!

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  7. Analizzando i prospetti e le condizioni dei due emittenti, Banco Posta e IMI, mi è venuto il dubbio che potessero esserci delle commissioni aggiuntive, commissioni che IMI dichiara di non percepire dai sottoscrittori ma che BancoPosta non afferma di assumersene il carico. Sebbene la logica vuole che non sia presente una commissione in casi di investimenti obbligazionari, perché non è stato affermato nero su bianco da BancoPosta o almeno espunto dal prospetto che il sottoscrittore deve leggere e firmare per aver preso conoscenza delle clausole dell’investimento?

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    1. @ Stefano
      Non credo ci siano commissioni aggiuntive rispetto a quelle di collocamento. Le obbligazioni non son fondi di investimento e come tali sono prive di commissioni di gestione. Ad ogni modo TUTTE le voci di costo devono essere indicate in modo chiaro nel prospetto informativo. Non ci possono essere costi non indicati in quel documento…

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  8. Ti ringrazio della risposta anche se non è chiara. Vuoi dire che se non esplicite sono illegali se applicate?

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  9. ciao giacomo,
    ho notato che spesso utilizzi il termine “perdita”. Ma nel caso in cui si sottoscrivano obbligazioni che abbiano un rendimento positivo e si portino a scadenze credo che si debba parlare più opportunamente di mancato guadagno. Magari per un investitore attento, ed alla ricerca delle migliori opportunità il mancato guadagno è molto vicino al concetto di perdita, ma per colui che vuole realizzare fruttare un minimo, ad esempio, un aumento dei tassi potrà qualificare quell’investimento come non il “migliore” ma sicuramente più vantaggioso del lasciar marcire i soldi sul conto corrente. non trovi?

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    1. @ Vincenzo
      Hai pienamente ragione. Il termine “perdita” in questo caso va letto come mancato guadagno. In termini sostanziali è la stessa cosa, ma è meglio adoperare i termini più appropriati.
      Un caro saluto.

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