Polizza Vita: Cambiare NON è Un Affare

31 Ottobre 2014

“La sua polizza vita è vecchia e va cambiata, oggi ci sono prodotti migliori”. Ti sei chiesto anche tu come mai il tuo consulente ha così tanta fretta di rottamare il vecchio contratto?

polizza vita

Ieri ti ha consigliato di sottoscrivere una polizza vita, magari spacciandola per un fondo pensione. Oggi ti dice che quel contratto non funziona più e te ne propone un altro, con un passaggio “indolore” o con una “piccola penalità”.

Ma se andiamo più a fondo scopriamo che c’è una ragione precisa per la premura con cui le assicurazioni stanno rottamando i vecchi contratti.

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Polizza Vita: le “basi tecniche”

Un’assicurazione vita è un contratto aleatorio le cui prestazioni dipendono dal fatto che tu sia in vita ad una determinata scadenza futura o alla successione delle scadenze future se si tratta di un contratto che paga una rendita.

In particolare una polizza vita è costruita su due ipotesi fondamentali:

  • l’ipotesi demografica, ossia le probabilità di vita o di morte che un soggetto ha entro una certa scadenza futura
  • l’ipotesi finanziaria, ossia il rendimento riconosciuto sulle somme investite (il così detto tasso tecnico)

Di solito il tasso tecnico è basso ed è “allineato” con i rendimenti di un paniere di titoli di stato in un determinato momento.

Nel tempo, poi, questo tasso tecnico potrà essere aumentato a seconda dell’andamento della gestione separata in cui i premi vengono investiti.

Ma prima di fregarti le mani, precisiamo due cose:

  • il tasso tecnico, che puoi immaginare come il rendimento minimo garantito della polizza vita non è calcolato sui premi che versi, ma sugli stessi una volta sottratte le commissioni (dette caricamenti);
  • per colpa dei notevoli costi che gravano sulle assicurazioni vita (e che possono arrivare anche al 10% per alcuni contratti) alla scadenza è già tanto se riavrai i tuoi soldi indietro perché il solo tasso tecnico non ce la fa a compensare gli oneri.

Ecco perché il più delle volte conviene interrompere i versamenti e mandare la polizza vita in riduzione. In questo modo il ‘pregresso’ continuerà a rivalutarsi al tasso tecnico (eventualmente maggiorato grazie al buon andamento della gestione separata).

Ma non dimentichiamo la domanda dalla quale siamo partiti. “Come mai c’è tutta questa fretta a cambiare la vecchia assicurazione vita?”

Assicurazione vita: quando il 4% faceva ridere

Nel 1992 incontrai per la prima volta una polizza vita. Si chiamava “Valora” di Intesa San Paolo e l’impiegato che cercò di vendermela mi disse:

c’è un rendimento minimo garantito del 4%. Fa ridere, perché adesso i tassi di interesse sono molto più alti, ma è una garanzia in più”. A quell’epoca i CCT rendevano il 10% netto e parlare di polizza vita che garantiva come minimo il 4% faceva DAVVERO ridere.

Poi accadde. I tassi di interesse scesero parecchio e la vecchia assicurazione vita è diventata conveniente, quanto meno grazie al fatto che il “montante pregresso” continua a rivalutarsi al 4% in assenza di nuovi versamenti, che non ti conviene fare per le ragioni che abbiamo detto prima.

Ma gira attorno al tavolo e mettiti dalla parte dell’assicuratore. Hai una serie di polizze vita che ti costano il 4% ma ora quel tasso è fuori mercato. Come fai a pagare il 4% sui vecchi contratti senza rimetterci? Semplicemente non puoi. Hai davanti ai tuoi occhi un’assicurazione vita in perdita per te.

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Drrrinn, sono il tecnico venuto a sostituire la vecchia polizza

Ora i pezzi del mosaico si compongono. Ecco perché il tuo consulente ha fretta di suonare il tuo campanello e proporti una nuova polizza vita in sostituzione di quella vecchia. Le compagnie stanno cercando di eliminare i vecchi contratti perché troppo convenienti per te e poco redditizi per loro.

E l’Agente prenderà una nuova provvigione sulla fiammante assicurazione vita che sta cercando di rifilarti al posto di quella precedente. Tre persone coinvolte: tu, l’agente e la compagnia ma solo due che guadagnano sul serio.

 Cosa fare della propria assicurazione vita in due punti

  • A prescindere dal tipo di polizza vita che hai sottoscritto, interrompi i versamenti e manda la polizza in riduzione (a patto che siano stati versati i primi 3 premi).
  • Poi verifica il tasso tecnico del tuo contratto prima di abbandonarlo per uno nuovo. potresti scoprire che la vecchia polizza vita rende il 4% minimo mentre la nuova solo più il 2% o che – per assurdo – il tasso minimo garantito è ZERO.

Infine, ricorda la solita regola:

ad una forte pressione commerciale corrisponde un grande interesse a vendere il prodotto.

Quando il tuo agente busserà alla tua porta mettendoti fretta per sottoscrivere un contratto, ricorda questa regola e prendi tempo. Andrà tutto a tuo esclusivo vantaggio.

Ecco perché nei commenti si scatenerà lo sdegno degli Assicuratori 🙂