Tutti i rischi di investire nell’S&P 500

S&P500 rischi

I destini dell’indice americano sono sempre più dipendenti da pochi Big. Ma chi ha scommesso contro l’S&P 500 è stato sconfitto dai rialzi.

Cosa si nasconde dietro il più importante indice al mondo?

L’S&P500 è uno degli indici azionari più importanti in assoluto. Esso, in breve, misura l’andamento del mercato Usa attraverso cinquecento azioni di società a larga capitalizzazione. L’indice copre, pressapoco, il 75% dell’intero tessuto produttivo statunitense.

Logico, quindi, pensare che un investimento su un indice così ampio rappresenti una grande diversificazione. Parleremo dopo del livello raggiunto dall’S&P 500 e di cosa aspettarsi per il futuro.

Il recente boom dei titoli tecnologici ha alterato profondamente la struttura dell’indice. Poiché esso si basa sulla capitalizzazione, e dato che alcune società sono cresciute di valore a dismisura, il loro peso è aumentato all’interno dell’indice.

Un recente studio di JPMorgan ha acceso i riflettori su due aspetti che meritano l’attenzione dell’investitore accorto.

Rischio concentrazione

I primi dieci titoli dell’S&P 500 rappresentano il 30% circa del totale. Ciò significa che l’indice è molto meno diversificato di quanto si creda.

Dal 1 gennaio 2001 al 31 agosto 2021 l’indice di correlazione tra l’S&P 500 ed il NASDAQ è stato dello 0,88 (pari, cioè all’88% circa). Tuttavia se esaminiamo l’andamento della correlazione su base annua notiamo come la stessa sia cresciuta negli ultimi anni:

correlazione-S&P-nasdaq

In breve ciò comporta la necessità di monitorare attentamente il mercato Usa. Di fatto investire nell’S&P 500, oggi, implica una grande concentrazione nei soliti noti (Apple, Alphabet, Amazon, Facebook, ecc). In particolare il titolo della mela copre oggi il 6% dell’intero indice. Solo alla settima posizione troviamo un titolo non appartenente al settore finanziario.

Si tratta, in breve, della Berkshire Hathaway, cassaforte di Warren Buffett. Il primo titolo bancario, invece, è JPMorgan, ma si trova al decimo posto. Inoltre il peso del titolo sull’indice è di appena l’,2%. Poco, in confronto al 6% di Apple.

Il peso degli utili

Gli utili per azione dei primi dieci titoli dell’S&P 500 rappresentano il 34% circa del totale. Ciò implica che eventuali segnali di rallentamento nei profitti aziendali dei big della tecnologia avranno effetti immediati sull’intero indice Usa. Rispetto al passato, quindi, l’S&P 500 è potenzialmente più volatile, nel bene e nel male.

Occhi puntati sull’S&P 500

Investire nella borsa Usa oggi significa concentrarsi prevalentemente sulle azioni di società ad alta tecnologia. Ciò può essere fonte di diversificazione apparente. Infatti nel caso in cui si abbia al tempo stesso un ETF o un fondo sul NASDAQ e uno sull’S&P entrambi “insisteranno” sui medesimi titoli.

Infine l’S&P 500 è dominato da società i cui fondamentali sono più cari in assoluto. A titolo di esempio il rapporto prezzo/utili dei primi dieci titoli si avvicina a trenta. Al contrario il rapporto di tutte le azioni comprese nell’inidce è di circa 22 (fonte: IlSole24Ore).

Questo significa che sia tempo di uscire dall’America? Se vuoi sapere dove investiamo noi, scopri i nostri portafogli.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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