10 ETF strutturati per vincere la volatilità dei mercati

ETF strutturati volatilità

10 ETF strutturati per investire in autonomia nel 2021 cogliendo i possibili rialzi ma proteggendosi in parte dagli eventuali ribassi.

Gli ETF strutturati

Cosa sono?

Gli ETF strutturati sono un prodotto ibrido. In pratica essi replicano degli indici costruiti secondo metodologie attive con lo scopo di ottenere performance maggiori rispetto a quelle degli indici standard.

Essi, in definitiva, rendono gli ETF strumenti di investimento simili ai fondi tradizionali. Essi, tuttavia, non sono soggetti alle scelte discrezionali dei gestori. Un ETF strutturato, infatti, altro non è che un prodotto standard che replica un indice più articolato.

I dieci fondi che vedremo, in breve, cercano di minimizzare la volatilità. In tale modo essi permetteranno agli investitori fai da te e privi delle necessarie conoscenze finanziarie di partecipare ai rialzi di mercato contenendo i ribassi.

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Il 2021: un anno volatile

Il 2020 è stato un anno volatile. E, sebbene la situazione si sia tranquillizzata a dicembre, siamo ancora lontani dalla normalità. Il grafico che segue mostra l’andamento dell’indice VIX, noto anche come l’indice della paura:

volatilità-VIX

Il 2020 si chiuderà su valori elevati. E nonostante la volatilità dovrebbe scendere nei prossimi mesi, è bene fare attenzione. Parlo in modo particolare a chi non si avvale della consulenza di esperti, né ha un bagaglio culturale tale da investire in autonomia.

10 ETF strutturati da valutare

La tabella che segue, presa da Morningstar, evidenzia dieci ETF interessanti da prendere in considerazione:

ETF strutturati con ISIN

Si tratta, in particolare, di ETF strutturati che presentano due caratteristiche:

  • replicano indici a bassa volatilità
  • replicano indici “fattoriali“, ossia basati su caratteristiche particolari delle aziende che li compongono.

Gli svantaggi degli ETF strutturati

L’investimento in ETF strutturati non è adatto a tutti. Men che meno per gli investitori evoluti. Infatti all’interno dell‘Investment Club non abbiamo nessuno dei prodotti elencati, al momento attuale.

Ecco, in definitiva, alcuni punti deboli di questo tipo di fondo.

Minore diversificazione

A causa della strategia più selettiva gli ETF strutturati hanno meno titoli in portafoglio degli omologhi standard. Ad esempio iShares Edge MSCI World Minimum Volatility ha in portafoglio 299 azioni contro le 1592 dell’ETF sull’MSCI World standard.

Minore redditività nelle fasi di crescita

Il momento migliore per investire in un ETF strutturato è prima di un ribasso. Se comprati durante una fase di forte crescita, infatti, questi prodotti rendono meno dei loro concorrenti standard.

Il grafico che segue confronta l’ETF iShares MSCI World low volatility con quello standard:

confronto ETF strutturati

Su un lungo ciclo di mercato i prodotti low volatility sono meno remunerativi. Essi, tuttavia, limitano le perdite durante le forti fasi ribassiste.

Liquidità scarsa

Non sempre i prodotti strutturati sono liquidi. A volte, trattandosi di ETF di nicchia, la liquidità può non essere ottimale.

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In definitiva gli ETF strutturati possono essere utili per l’investitore alle prime armi. Ma occorre tenere presente i punti deboli di questi strumenti e usarli nel modo corretto all’interno della propria strategia.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver- CEO di Segreti Bancari

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