Fondi Azionari: Facciamo il Check Up agli Schroder Dividend Maximiser

fondi che massimizzano i dividendi

Schroders Fondi: le performance dei prodotti azionari che pagano una cedola sono piuttosto deludenti. Al termine di questo articolo saprai perché, da ex bancario, ti sconsiglio di sottoscrivere i fondi della famiglia Dividend Optimiser.

Caratteristiche della Famiglia dei Fondi Schroder Dividend Optimisers

I fondi Schroder puntano alla distribuzione di una cedola periodica del 7% l’anno attraverso l’investimento in azioni ad alto dividendo, cui si abbina una politica di emissione di opzioni call coperte.

Detto in parole semplici: il gestore del fondo vende un diritto ad acquistare le proprie azioni ad un prezzo prefissato (solitamente più alto di quello attuale), in cambio di un “premio”. Se la quotazione delle azioni cresce l’acquirente del premio eserciterà l’opzione e il fondo venderà i titoli ad un prezzo predeterminato; se il prezzo sale entro il livello prefissato o scende, l’acquirente abbandonerà il premio, permettendo al fondo di incassare un profitto.

Questa strategia, definita da Schoders come “innovativa”, permette di ottenere guadagni addizionali, ma comporta anche un rischio che è bene conoscere, come vedremo in seguito.

I fondi sono disponibili sia nella classe A (con commissione di entrata), sia nella B (con commissione di uscita). Esistono poi le versioni ad accumulazione e a distribuzione, con e senza copertura dal rischio cambio.

Quello che leggerai, ha valenza “universale”, ossia si applica a tutte le classi dei fondi Schoerders.

SISF European Dividend Maximiser

L’universo di riferimento del fondo sono le società europee. Il comparto si pone l’obiettivo di generare crescita e produrre una cedola investendo nel mercato azionario.

Applicando il metodo di attribuzione delle performance di Investitore Libero notiamo subito come il fondo abbia prodotto sistematicamente risultati negativi rispetto al benchmark. Per sei anni su 7 la performance è stata inferiore a quella del mercato di riferimento.

performance schroeders european dividend maximiser

Le ragioni della sotto-performance vanno ricercate essenzialmente in questi fattori:

  • costi elevati. Il fondo ha un onere annuo dell’1,86% (classe A ad accumulazione);
  • cattiva selezione dei titoli “migliori” attraverso lo stock picking
  • eccesso di prudenza e de-amplificazione dei rialzi del sottostante.

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SISF Global Dividend Maximiser

L’universo di riferimento del fondo è il mercato azionario globale. In modo analogo a prima, l’obiettivo del comparto è quello di coniugare rendimento e crescita attraverso l’acquisto di azioni ad alto dividendo e la vendita di opzioni call.

performance schroeders global dividend maximiser

Nonostante l’alternarsi delle performance renda meno evidente le problematiche intrinseche al prodotto, il fondo Schroder soffre delle stesse limitazioni del precedente.

La cosa interessante è che i rendimenti sono correlati principalmente con un indice illiquido, il Red Rocks Gbl Listed Private Eqty TR EUR, che non con il benchmark dichiarato. Questo potrebbe significare che il gestore sta correndo più rischi di quelli che dovrebbe per generare performance.

Il costo annuo di gestione è dell’1,86%, decisamente alto. Anche per un fondo azionario “sofisticato” come questo…

Il Problema delle Opzioni Coperte

Ho scritto prima che i fondi azionari Schroder Dividend Maximisers sfruttano la vendita di opzioni per aumentare i rendimenti. Poiché le opzioni sono di tipo call e hanno come sottostante titoli che il fondo ha in portafoglio, apparentemente l’operazione non comporta rischi.

Il problema, invece, sta nei mercati rialzisti. La vendita di opzioni call è penalizzante nelle fasi di mercato fortemente rialzista, perché comporta l’obbligo per il gestore di disfarsi dei titoli oggetto dell’opzione ad un prezzo prefissato, che può essere inferiore al valore di mercato degli stessi se le quotazioni sono salite molto.

Osservazioni Conclusive

Nel tentativo di generare performance superiori, molti gestori di fondi ricorrono a strategie di investimento esotiche, dai nomi altisonanti, che tuttavia spesso deludono.

Costi elevati e rischi aggiuntivi fanno in modo che le performance siano spesso inferiori a quelle che potresti ottenere da solo.

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Giacomo Saver – CEO di Segretibancari

Un commento
  1. Al dunque Giacomo siamo sempre lì: le cedole alte non sono sostenibili. E vi sono (ma lo saprai benissimo) altre case di investimento che “sparano” pure l’8% all’anno! La morale sarà che la cedola viene staccata dal capitale, e quindi il tuo stesso capitale tassato al 26%. Come dire, oltre al danno la beffa. In più aggiungiamo le altre commissioni e non dico altro. Io l’ho vissuto sulla mia pelle, con dei fondi a cedola che il consulente dell’epoca mi aveva proposto: facendomi due conti, in un frangente di volatilità positiva, giunto quasi al pareggio sono scappato a gambe levate.

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