Fondi Comuni di Investimento: come scegliere i migliori

Fondi comuni di investimento: una guida per scegliere

fondi comuni di investimentoI fondi comuni di investimento sono, in linea di massima, uno strumento inefficiente per investire i tuoi risparmi. Essi presentano ALMENO due tipologie di costo:

  • le commissioni di ingresso – pagate direttamente dal cliente – che ammontano a circa il 3-5% della somma investita;
  • le commissioni di gestione – prelevate dal portafoglio del fondo – che contribuiscono alla cattiva performance di molti prodotti.

A dispetto di ciò il risparmio gestito continua a mietere le sue vittime crescendo negli anni. Come mai prodotti così scadenti continuano ad esistere? E quali possono essere gli strumenti migliori da scegliere, se ce ne sono?

Fondi comuni di investimento: perché una volta andavano bene

Fino al 2002, anno in cui arrivarono sul mercato italiano gli ETF, i fondi comuni erano l’unico strumento finanziario che permetteva una ampia diversificazione del portafoglio. Solo chi disponeva di grandi capitali, infatti, avrebbe potuto diversificare sui mercati azionari (soprattutto esteri), mentre il comune investitore si trovava di fronte ad un bivio:

investire in pochi titoli, concentrando il proprio patrimonio, oppure affidarsi ai fondi comuni di investimento.

In mancanza di alternative valide per investire, i fondi di investimento rappresentavano una soluzione efficace per affrontare i mercati finanziari riducendo di molto la volatilità.  Hai presente quando ti trovi in un posto isolato durante una calda giornata di estate e hai molta sete?

All’improvviso ti appare un chiosco che vende bibite fresche. Tale è il tuo desiderio di bere che sei disposto a pagare “qualche cosa in più” pur di dissetarti. Allo stesso modo, pur di diversificare, gli investitori sono stati a lungo disposti a pagare per sottoscrivere i fondi comuni di investimento.

Poi sono arrivati gli ETF che, a fronte di un costo bassissimo, replicano ampi indici finanziari. E i fondi comuni oggi hanno molto meno senso rispetto ad una decina di anni fa.

Che cosa compri scegliendo i fondi di investimento

Sottoscrivendo dei fondi comuni di investimento acquisti due servizi contemporaneamente:

  • la diversificazione
  • la gestione dei tuoi risparmi nel tentativo (vano nel 90% dei casi) di guadagnare di più del mercato sottostante nel suo complesso.

Se mi hai seguito fino a qui, giustamente ti porrai una domanda:

se posso avere la diversificazione a basso prezzo grazie agli ETF, dovrei sottoscrivere fondi comuni molto performanti altrimenti le commissioni non sono giustificate e fanno a pezzi i rendimenti

Sì, è proprio così. Perché ci sono alcune categorie di fondi di investimento assolutamente da evitare, mentre altre da prendere in considerazione per decidere dove investire.

Le categorie buone e quelle cattive dei fondi comuni di investimento

I fondi comuni di investimento sono suddivisi in categorie, a seconda del mercato in cui investono. Alcune di esse sono molto precise (pensa, ad esempio, ai fondi azionari specializzati sul mercato Danese), altre molto più ampie (azionari internazionali, bilanciati prudenti e così via).

Il sito di riferimento per studiare i fondi comuni è morningstar.it. Lì trovi anche tutte le categorie disponibili per i fondi. Ora vorrei condividere con te il messaggio forte di questo post:

Non ha molto senso investire in fondi comuni troppo specifici, ossia in prodotti che investono su un singolo mercato. Scegli, invece, fondi di investimento ad ampia delega (possibilmente globali) e con un’ottima storia di performance alle spalle.

Meglio, infine, stare sui fondi azionari evitando i prodotti obbligazionari che costano troppo in relazione a ciò che offrono.

Il motivo è presto detto. Se il gestore ha pochi gradi di libertà (ad esempio non può comprare nulla di diverso dalle azioni italiane), le probabilità di guadagno rispetto ad un ETF sono limitate. Il fondo ha costi ben superiori a quelli di un prodotto che si limita a replicare le performance dell’indice sottostante ma il gestore ha pochi strumenti per battere il mercato:

  • o individua i titoli migliori all’interno del mercato stesso
  • o cerca di fare “timing”, ossia di entrare ed uscire al momento giusto.

Purtroppo, però, i fondi comuni di investimento legano le mani ai gestori nel senso che:

  • sovente i titoli più promettenti sono quelli a bassa capitalizzazione e poco scambiati, ma il fondo non li può comprare in quanto troppo “sottili”
  • il regolamento impone al gestore di avere investito almeno il 70-80% del patrimonio in azioni e il gestore non può allontanarsi da questa soglia nemmeno se il mercato dovesse “crollare”.

 Ecco allora che non ha senso scegliere fondi comuni di investimento troppo specializzati, perché in linea generale, i costi non vengono ripagati. Se vuoi investire su un mercato azionario o su un mercato obbligazionario specifico, usa gli ETF.

Abbiamo visto che con i fondi comuni di investimento paghi per ricevere una gestione professionale del risparmio. Benissimo, allora tanto vale cercare di individuare i migliori gestori nell’ambito di quelle categorie che lasciano mano libera al professionista.

Se pago almeno voglio dargli la possibilità di lavorare, non credi? Ecco le categorie all’interno delle quali cercare (se esistono) i fondi comuni di investimento “migliori”:

  • azionari globali
  • flessibili
  • bilanciati

Non è comunque necessario investire per forza in fondi comuni per ottenere guadagni consistenti. Grazie a 4 investimenti efficienti puoi ottenere ottimi rendimenti anche senza la necessità di usare fondi ma basandoci, invece, su ETF a basso costo.

Giacomo Saver – Direttore e Fondatore di Segretibancari.com

25 commenti
  1. Condivido quello che hai scritto , per me attualmente ci sono alcuni fondi degni di nota:
    Invesco global bound classe a usd
    M&G Global Macro Bound
    Templeton Global Total Return
    Gestelle Obbligazionario Corporate
    Nordea 1 Stable Return
    Cosa ne pensi?
    Saluti con stima

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    1. @ Roberto
      Sì, è indubbio che alcuni fondi performanti ci siano. Non riesco, per motivi di tempo, ad eseminare quelli di cui parli tu ma il concetto che vorrei trasmettere è molto semplice:

      a – non è detto che i fondi che hanno reso molto in passato diano ottimi risultati anche in futuro

      b- non è semplice individuare i migliori perché non basta prendere i fondi a 5 stelle o quelli che in passato hanno reso di più.

      Ecco perché il risparmiatore medio farà bene a stare alla larga dai fondi comuni, così da evitare di cadere in una delle tante trappole rappresentate da prodotti poco performanti e molto cari 🙂

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  2. Buongiorno Giacomo.
    Tra i fondi performanti, anche se su mercato specifico, si possono ancora considerare quelli nel settore farmaceutico come consigliasti qui?

    https://www.segretibancari.com/doveinvestire/investire-soldi-salute/

    Grazie.

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    1. @ Antonella
      Sì, anche se il fondo che citi sta ‘perdendo spinta’ nei confronti del benchmark. Ma è presto per fare delle valutazioni considerato l’ottima storia di rendimenti passati realizzati.

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    2. Scusate, che ne pensate del fondo Azionario internazionale BancoPosta? Grazie ragazzi.

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      1. @ Antonio
        Per rispondere alla sua domanda occorre fare un’analisi approfondita con i giusti strumenti del suo fondo: https://segretibancari.com/ascuoladiinvestimenti/

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  3. Buongiorno,
    alla Posta mi hanno proposto di investire in Fondi comuni d’invest. obbligazionari, pareri su questi prodotti?
    Io non sono molto convinta

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    1. @ Eugenia
      Fa bene a non essere convinta di questi prodotti. I fondi delle poste, al pari di quelli collocati dalle banche, sono cari ed inefficienti. Molto meglio stare alla larga da questi strumenti, soprattutto ora che i tassi di interesse sono ai minimi e che un eventuale rialzo potrà ripercuotersi negativamente sulle quotazioni di questi strumenti, già “martoriati” dai costi.

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  4. Grazie del consiglio! In alternativa ritornerò ai cari vecchi buoni fruttiferi postali…

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  5. Gentile Dott. Saver, desidererei una sua opinione sul seguente ragionamento:
    Se da un lato i costi di gestione erodono il valore della quota penalizzando i rendimenti in fase di vendita, si può dire che dall’altro in occasione di operazioni periodiche (come ad esempio un PAC mensile) consentono di acquistare ogni volta a prezzi più vantaggiosi in virtù di tale erosione della quota?
    Se così effettivamente fosse, si può dire che in assenza di altri costi questo è l’unico caso in cui si verifica una compensazione che rende fondi ed ETF convenienti allo stesso modo?
    Attendo una sua cortese risposta e porgo cordiali saluti.
    Con sincera stima.

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    1. @ Cristian
      A mio avviso no. Il vantaggio dei PAC non sta tanto nella possibilità di mediare il prezzo comprando periodicamente quote di strumenti finanziari quanto piuttosto nell'”automatismo” collegato. Una volta partito, infatti, il PAC sarà automatico.
      Con gli ETF può fare la medesima cosa comprando periodicamente quote del prodotto a prezzi diversi, con l’unico accorgimento che dovrà fare “a mano” gli acquisti. Tutto qui… ma se ha la pazienza di fare un PAC con gli ETF il vantaggio sarà molto maggiore in termini di costi e di rendimento finale.

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      1. Grazie mille!
        A questo punto se non è troppo disturbo avrei ancora un paio di quesiti:
        Meglio un ETF globale o 2/3 (Euro, USA, Emergenti) per diversificare meglio?
        Per verificare la liquidità di un ETF ci sono altri parametri oltre al volume?
        Un ETF sufficientemente liquido deve avere un volume minimo pari almeno a che valore?
        Grazie ancora per la sua cortesia.

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        1. @ Cristian
          Secondo me va benissimo un solo ETF sul MSCI World. La divisione ha senso se vuoi “pesare” di più quei Paesi che ritieni facciano meglio dell’indice complessivo così da ottenere guadagni maggiori ma la cosa non è così semplice.
          Se scegli l’ETF IShares su MSCI World o il db tracker sullo stesso indice non avrai nessun problema di liquidità.
          Un abbraccio e a presto.

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  6. buongiorno,volevo un consiglio …..in posta mi hanno proposto il fondo mix2….mi hanno detto che è un buon investimento e che posso controllare tutti i mesi l’andamento….lei cosa ne pensa? la ringrazio

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    1. @ Monia
      E’ vero che può controllarne l’andamento giorno per giorno ma non è corretto affermare che si tratta di un buon investimento. Con un costo annuo dell’1,34% il fondo fa peggio della media dei mercati in cui investe e non è quindi un buon strumento in cui investire. Io personalmente non lo sottoscriverei. Un caro saluto.

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  7. Dalle varie domande e consigli che ho letto mi sembra di capire da giacomo che dai fondi e meglio stare alla larga.Ma allora uno dove li mette, nei btp cct bot, buoni fruttiferi postali, che non rendono niente e bisogna pagare anche le commissioni. tanto vale metterli sul libretto postale e lasciarli li.Personalmente penso che i fondi azionari siano i migliori per performance nel medio lungo periodo e si possono abbattere i costi delle commissioni. Ci sono anche gli etf ma non tutte le banche li fanno.

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    1. @ Emanuele
      Se vuoi sapere dove investire seguendo le “regole” semplici ma efficaci di segretibancari.com puoi iniziare da qui. Ti ringrazio per avermi scritto e ti auguro una splendida giornata 🙂

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  8. Secondo la sua conoscenza , cosa puo’ dirmi su dynamic Generali ?
    Io l’ho acquistato circa 17 anni fa, investendo 5.000.000 di lire , che oggi vale € 1500.00.
    Gradirei risposta su mia e-mail leonardafrisoli@alice.it.

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    1. @ Leonarda
      La ringrazio per la domanda. Se lo desidera le invio un preventivo per un report a richiesta, perché questo tipo di analisi, per ragioni di tempo, non possono essere fatte qui purtroppo.
      Mi faccia sapere, grazie…

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  9. Buongiorno,
    Consiglia o sconsiglia fondi di NEF come “Global Equity R” o ” US Equity R” ?
    Mi sono stati consigliati in banca. Le commissioni si aggirano intorno ai 1,70% annui.
    Grazie, Giulio

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    1. @ Giulio
      In linea di massima sconsiglio di investire in fondi comuni. Essi, di qualunque tipo e marca, sono inutilmente costosi e avari di rendimenti. Scopra perché nel corso A Scuola di investimenti.

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  10. salve Giacomo,
    alla mia banca mi hanno parlato dei fondi Nef (in alternativa ai Btp non più convenienti)
    mi sa dire qualcosa in proposito?

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    1. @ Luca
      Scriverò un articolo su questi prodotti. Continua a seguire il sito segretibancari.com, mi raccomando.

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  11. Io investo in Fondi Comuni, per adesso sono ancora più convenienti degli ETF e con una buona diversificazione rendono di più.
    Poi occorre specificare di che importi d\\\’investimento si parla, io sono un piccolo risparmiatore.

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    1. @ Gabriele
      Sono contento che ti trovi bene con i fondi. Sappi solo che il 96% degli stessi ottiene rendimenti inferiori a quelli dei mercati in cui investono. Inoltre i vincitori di domani, ovvero i pochi fuoriclasse, non sono facilmente identificabili oggi.

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