Fr0010010827: scopri l’ETF Lyxor FTSE Mib

etf lyxor fr0010010827 FTSE Mib

Fr0010010827 è il codice ISIN di un ETF di Lyxor specializzato sulle azioni italiane attraverso l’indice FTSE Mib. Scopriamolo insieme!

Cosa si nasconde dietro il codice fr0010010827?

Lyxor ETF su FTSE Mib è un prodotto azionario specializzato sulla borsa italiana. Stai per leggere una recensione del prodotto, a vantaggio di coloro i quali pensano di investire nel nostro mercato azionario.

In particolare esamineremo l’ETF mettendone in luce sia le caratteristiche tecniche sia la composizione del portafoglio. Grazie alle nostre analisi potrai, se lo riterrai opportuno e dopo aver svolto le analisi necessarie, decidere se è il momento di acquistarlo oppure no e in che misura.

Se ti serve il nostro aiuto per investire, permettimi di ricordarti i servizi che offriamo:

Le caratteristiche dell’ETF Lyxor FTSE Mib

Il Lyxor ETF, codice ISIN fr0010010827, ha come obiettivo la replica dell’indice principale della Borsa Italiana.

A titolo di esempio, basti ricordare che il FTSE Mib comprende circa l’80% della capitalizzazione del mercato azionario domestico. In aggiunta esso cattura la performance delle 40 azioni più liquide e capitalizzate.

I rendimenti di Lyxor fr0010010827

Le performance del Lyxor ETF su FTSEMib sono state decisamente buone, anche se è evidente una differenza notevole tra un anno e l’altro.

La tabella che segue mostra i guadagni realizzati dal 2015 al 2019:

rendimenti etf lyxor fr0010010827

La performance cumulativa nei cinque anni è stata del 41,84% senza tenere conto dei dividendi. Essa, in breve, corrisponde al 7,24% annuo composto.

Per contro la volatilità media è stata del 20%, il che rende lo strumento un tantino instabile nel corso del tempo. Infine l’ETF sembra essere soggetto al fenomeno del ritorno in media.

Intendo dire che esso presenta una alternanza di guadagni buoni e perdite significative. Alla luce di ciò non ha senso comprarlo solo perché nell’ultimo anno è cresciuto, ma occorre fare una valutazione di più ampio respiro e di lungo periodo.

Le caratteristiche tecniche

L’ETF è un prodotto a replica sintetica e a distribuzione dei proventi. Per farla breve esso non detiene direttamente le 40 azioni che compongono l’indice ma un paniere sottostante e un derivato.

La controparte contrattuale del contratto di swap è Société Générale.

Grazie alla presenza di società generose in termini di dividendo il rendimento del portafoglio sottostante è pari al 4,16% annuo. Tuttavia non è detto che l’intero importo sia distribuito dall’ETF sotto forma di dividendo.

Una parte, infatti, potrà essere trattenuta e reinvestita.

Il costo di gestione, invece, è pari allo 0,35% l’anno. Si tratta di un dato nella media per quanto riguarda gli ETF azionari.

Il portafoglio

L’indice sottostante l’ETF è abbastanza diversificato. Esso conta 40 titoli azionari di società a larga capitalizzazione quotate presso Borsa Italiana.

Per ciò che riguarda i settori, al primo posto troviamo la finanza con il 34,90%. Al secondo posto si trovano i beni di pubblica utilità con il 22,94%. Infine al terzo posto abbiamo i beni voluttuari con l’11,86%.

Per contro il titolo più pesante è ENEL, con il 15,43%. Seguono ENI (9,44%) e Intesa San Paolo (9,44%).

La composizione del portafoglio rende fr0010010827 un ETF soggetto alle fluttuazioni del ciclo economico.

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Giacomo Saver- CEO di SegretiBancari

11 commenti
  1. buongiorno Giacomo, d’accordo con l’analisi fatta degli ultimi 5 anni, ma personalmente ho comprato questo etf nel 2005 e valeva quasi 32 euro(ed era già sceso di diversi euro dai massimi raggiunti) ora dopo 15 anni vale poco più di 23 euro spero di riuscire a recuperare, ma se i tempi sono questi mi sa che aveva ragione quello che diceva che nel lungo termine saremo tutti morti e il recupero lo farà qualcun altro saluti e grazie

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    1. @ Valter
      Purtroppo la borsa italiana è piccola, asfittica e dominata da pochi nomi noti. Per questa ragione non è assolutamente detto che nel lungo periodo le azioni italiane rendano più dei titoli di Stato. È illuminante a questo proposito uno studio fatto da Mediobanca: https://www.mbres.it/sites/default/files/resources/download_it/az_borsa_italiana_dal_1928_it.pdf

      Rispondi
  2. Caro utente , le auguro di recuperare , però il suo è stato un errore di aver scelto un paese specifico , se avesse scelto un più diversificati Msci europe , o meglio ancora msci world ( al tempo la versione hedgiata se c’era conveniva anche ) ora non sarebbe ancora in perdita .
    Ci sono alcuni ( pochi ) strumenti che sono “ infallibili “ o meglio dire sono costruiti in modo tale da intercettare i capitali ovunque essi vadano ..
    Chi investe sul singolo paese si espone a guadagni potenzialmente maggiori , ma con rischi di fatto che non sono secondo me giustificati da tali guadagni .
    Il rischio che dopo una crisi i capitali non tornino più in quel paese è infinitamente superiore rispetto al rischio che i capitali non tornino nei mercati azionari di una macroarea altamente diversificata ..
    Cosa pensi Giacomo ?

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    1. @ Federico
      Corretto, è esattamente la stessa cosa che penso io.

      Rispondi
  3. Sono concorde con l’analisi fatta dal lettore sopra e aggiungo: In quegli anni devi considerarare anche
    che c’era in corso poco prima una bolla sui mercati. Tu hai perso con l’ETF in questione, io ho perso
    con un fondo attivo (per fortuna pochi soldi). Tuttavia era il momento sbagliato per investire, migliaia di risparmiatori in quegli anni sia con gli ETF, ma meno, e con i fondi attivi, sopratutto, persero tantissimi soldi. Alcuni dei miei colleghi di lavoro cercarono anche di mediare, ma persero ancora più soldi e non recuperarono più. Quindi, di per sè, non era colpa dell’ETF, ma era il mercato che era gonfiato. Se poi ad investire eri concentrato su un settore italiano in un momento di crisi le cose vanno peggio. Perfino le gestioni patrimoniali (dei miei colleghi) gestite dalle banche persero soldi. Diciamo la verità: se entri nel mercato sulla coda di una bolla, in un mercato ristretto, e magari con un timing di ingresso sbagliato non recuperi più con nessun strumento finanziario tu possa utilizzare. Tu pensa: se avessi avuto un fondo attivo, tenuto 15 anni in perdita, e con una commissione di gestione del 3% annuo, avresti perso il 45% in commissioni!!! Con un ETF che ha un TER dello 0.3% avresti, semmai, perso un
    4.5% in commissioni, ovverossia 10 volte meno! Questo è il rischio di investire nelle bolle finanziarie e nei mercati iperperformanti. Saluti.

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  4. Esattamente , una volta scelti gli strumenti ” giusti “, si passa all’analisi macroeconomica e al grafico dei prezzi , per cercare di non mettersi in carico tali strumenti nelle fasi di ipercomprato .
    A proposito di mediare , posso dire che secondo me è una mossa molto intelligente :
    Parlando di azionario , abbassare il prezzo medio di carico su msci europe – s&p 500 o msci world /acwi è una cosa , farlo su ftse mib , ibex 35 ecc è tutt’altro , ancora peggio mediare su un singolo titolo .
    Si tratta in fine dei conti di saper attribuire un rischio intrinseco ai sottostanti , e conoscere la volatilità media storica per il timing .
    Io mi aiuto con il dividend yeld in modo da avere nelle fasi di drawdown fisiologiche post ingresso( a meno di non azzeccare l’ingresso con prezzo medio vicino ai minimi ) , un’income che funga da “palliativo” alla posizione in perdita , sulla quale ho orizzonte temporale lungo / lunghissimo .
    Poi ci sono altri approcci , ad esempio qualche tempo fà ( 2018 – 2019 ) vi erano tutte le condizioni per entrare e mantenere un ” all season portfolio ” .
    Con obbiettivo di subire meno gli effetti di un eventuale fine ciclo economico

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  5. Comprai questo etf nel 2008. In quegli anni aveva raggiunto anche 44. Poi crollo e a 30 io comprai applicando una regola di buonsenso credo condivisibile. L indice crollo ancora raggiungendo anche meno di 15. Ora sta a 23 e devo decidere se vendere o tenere ancora, sperando che i valori tornino almeno a dar conto del valore dei muri e dei mobili delle aziende sottostanti. Che ne pensate?

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  6. Buongiorno,
    Per un portafoglio composto al 100% di ETF di cui 92% su base azionaria e 8% su base obligazionaria, quale potrebbe essere un buon ETF obligazionario per riequilibrare se è il caso?
    Grazie mille

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    1. @ Davide
      Questo direi che fa al caso tuo: https://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda/IE00B3DKXQ41.html?lang=it. Se hai altre domande sono qui…

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  7. Può essere questo un buon momento per acquistare questo ETF Lyxor ETF su FTSE Mib?
    Se cercassi piuttosto un Msci europe o Msci world, per evitare di focalizzarmi troppo sul mercato italiano, potreste consigliarmi qualche ETF?
    Ringrazio anticipatamente

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    1. @ Simone
      La ringrazio per la domanda. Se desidera seguire le nostre indicazioni per investire, la prego di fare riferimento al servizio Investment Club. Un cordiale saluto.

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