Meglio Investire in Azioni Value o Growth?

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Articolo aggiornato il 3 dicembre 2018

Un’azione di una determinata società può essere classificata come “value” o come “growth” a seconda del suo rapporto price/earning, insieme con la maggiore o minore velocità del tasso di crescita del business sottostante. Su periodi di tempo molto lunghi le value stocks sono state più redditizie di quelle growth. Non è sempre così, ovviamente. Non dimenticare, poi, che il value investing è noioso e richiede molta pazienza per apprezzarne i frutti.

La cosa importante è che tu scelga lo stile di investimento adatto al tuo modo di essere e di pensare. Solo così hai la ragionevole certezza di non abbandonare la strada intrapresa perdendo gli inevitabili profitti che il tempo ti porterà. Sappi inoltre che non è nemmeno necessario scegliere uno stile in particolare. Puoi ottenere ottimi guadagni semplicemente costruendo un portafoglio diversificato di ETF a basso costo, come ti insegno nel corso gratuito IC Warm Up,  una utile RISORSA di approfondimento.

Che Cosa Sono le Azioni Value?

Le value stocks, o azioni value, sono titoli di società che operano in settori merceologici piuttosto stabili, nei quali il tasso di crescita degli utili è limitato. Per questa ragione i titoli presentano bassi multipli di bilancio, in modo particolare modesti rapporti Prezzo/Utili e Prezzo/Valore Contabile.

Esse presentano un margine di sicurezza elevato grazie alla stabilità dei profitti aziendali e del numero relativamente modesto di anni per rientrare in possesso della somma investita grazie agli utili prodotti. Nell’ambito dei titoli value è possibile scovare veri e propri affari quando il pessimismo dilagante sui mercati deprime le quotazioni, portando il prezzo di una determinata azione a livelli di Price Earning molto basso.

Le azioni Enel, quando la loro quotazione è particolarmente bassa rispetto agli utili, sono un buon esempio di titolo “di valore”

Cosa Sono le Azioni Growth?

Le azioni growth sono titoli che presentano una quotazione piuttosto elevata rispetto agli utili prodotti. In occasione delle bolle speculative nella categoria rientrano anche società che di fatto non generano utili, poiché il fatturato è interamente assorbito dai costi di gestione.

Gli alti rapporti Prezzo/Utili e Prezzo/Valore Contabile mostrano come gli operatori finanziari siano particolarmente ottimisti circa il futuro andamento della società. Il punto debole sta nel fatto che qualora il tasso di crescita degli utili dovesse rallentare i titoli perderebbero subito di valore.

Le growth stocks sono più adatte al trader che all’investitore. Le società relative operano in settori in rapida espansione, in grado di catturare l’immaginario collettivo che le vuole portatrici di una nuova era. Amazon e Netflix, con i loro multipli elevati, fanno parte della categoria.

Spesso accade che un titolo growth diventi un’azione value quando il prezzo scende a livelli molto bassi rispetto agli utili prodotti. Quelli sono i momenti migliori per investire in azioni growth.

Meglio Investire in Azioni Value o Growth?

Il grafico che segue ti mostra l’andamento comparato degli indici MSCI World rispettivamente calcolati sulle azioni Value e sulle Growth dal 1975 ad oggi:

azioni borsa

Come puoi vedere le azioni Value hanno performato meglio delle growth e ottenuto rendimenti migliori dell’indice MSCI World.

Inoltre l’indice MSCI World Value ha una deviazione standard del 16,19% e un total return annualizzato del 4,40%, mentre l’indice MSCI World Growth ha una deviazione standard del 16,29% e un total return annualizzato del 2,19% (Dati storici).

Da inizio 2018 a fine anno tuttavia l’indice MSCI Europe Growth ha performato del MSCI Europe Value. Il primo ha perso il 6% mentre il secondo il 9%. Negli Usa l’MSCI Growth in dollari è positivo per il 3% mentre quello value è negativo per circa il 3%.

Il 2018 è stato però un anno difficile, guidato dai titoli high tech (tipicamente growth). Escludendo questi i rendimenti sarebbero caduti velocemente.

Negli ultimi dieci anni in Europa ha vinto lo stile growth con l’indice di Morgan Stanley in crescita del 100% contro il 40% di quello value. Su periodi di tempo molto lunghi lo stile value è quello più redditizio e al tempo stesso il meno rischioso. E potrà esserlo in futuro qualora la crescita economica rallentasse.

Risorse Utili per Approfondire

Giacomo Saver

21 commenti
  1. Ciao Giacomo, non credi che all’etf cui fai riferimento manchi una caratteristica importante ovvero che sia poco liquido? Se è così come ti spieghi il fatto che il mercato non apprezzi questo ETF visto che sovraperforma il mercato di riferimento e soprattutto come ovviare alla poca liquidità?

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    1. @ Luca
      Un conto è “poco scambiato” un altro è “poco liquido”. E’ vero che se un ETF è molto scambiato è meglio, ma la liquidità è comunque garantita dalla figura dello “Specialista” che deve essere disposto a comprare o a vendere quote di quell’ETF come da regolamento di borsaitaliana.
      Grazie per la precisazione e a presto!!

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      1. Buongiorno Giacomo.
        Potresti spiegare meglio la differenza tra “scambiato” e “liquido”. Nel video del corso su ETF sembra che li usi un po’ come sinonimi. Spieghi di guardare il controvalore più che il volume che dipende giustamente dal prezzo del lotto … ricordo bene? E’ forse lo spread che ci dice quanto è scambiato?
        Comunque questo ETF non risponde ai requisiti spiegati nel corso: indice RAFI, costo un po’ elevato (0,5), chi è l’emittente? Vero?
        Grazie.

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        1. @ Antonella
          Diciamo che in linea di massima la liquidità di uno strumento finanziario si valuta dal volume scambiato. Un prodotto che ‘passa poco di mano’ è un prodotto poco liquido. per quanto riguarda gli ETF, però, c’è la figura dello specialista che per regolamento di Borsaitaliana deve garantire la liquidità, per cui “se un ETF è molto scambiato è meglio” ma se anche gli scambi sono pochi in condizioni normali di mercato è lo specialista a garantire la liquidità.
          Se non mi sono saputo spiegare bene ricommenta e ti risponderò volentierissimo.

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          1. Ti sei spiegato bene, grazie.
            Anzi, hai aggiunto altre informazioni a quelle che poi ho trovato sul forum, dove spiegavi a Piergiorgio di tenere conto del book per valutare la liquidità di ETF, che forse mi chiariscono meglio.
            Il problema è che non c’è mai una risposta univoca per questa materia! Uffa!

          2. @ Antonella
            Perfetto, allora. Per qualunque cosa sono qui…

  2. Ciao Luca, la liquidità è un fattore importante, ma visto che c’è un market Maker obbligato a garantire la compravendita di uno strumento e a costi massimi limitati (vedi obblighi di quotazione – max spread e obblighi di quotazione – n° strumenti), il problema diventa relativo, soprattutto se l’ investimento è fatto in ottica di medio lungo periodo e non di trading. Detto questo il mercato sta diventando sempre più ricco di strumenti che seguono un’ approccio value e non solo growth o core quindi c’è ampia scelta.
    Inoltre investire con un’ approccio value non significa necessariamente ricercare uno strumento come quello citato da Giacomo, ma anche applicare i parametri (normalmente presi in considerazione) come il post spiega bene ed applicarli su un indice, settore, paese o azione singola per esempio e valutare se è o no un’ invesinvestimentio value.

    Spero di essermi spiegato al meglio.

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  3. Ciao Giacomo,
    scrivo per la prima volta sulla tua pagina in quanto mi è stato proposto un Core Series Balanced Conservative, senza costi di ingresso. Ho preso qualche giorno col promotore finanziario prima di dare l’ok per pensarci visto che non sono pratica di finanza e purtroppo non conosco nessuno che lo è per chiedere consiglio. Secondo te è un buon prodotto? il promotore mi ha detto che investono solo su cose “sicure” e che nell’ultimo anno il guadagno è stato notevole, circa 5%, e che potrò prendere la cifra che investo in qualunque momento.

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    1. @ Lena
      Grazie per aver scelto di scrivermi. Secondo me i “core series” sono pessimi prodotti perché essendo fondi di fondi presentano due livelli di commissioni (sui singoli prodotti all’interno del fondo e sul contenitore) per cui le probabilità di non guadagnare nulla sono molto alte. Io starei alla larga da questi prodotti…
      Un caro saluto e a presto.

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    2. Concordo con Giacomo.
      I fondi di fondi, Core Series, sono proprio dei pessimi prodotti. Ricchi solo di commissioni. Spesso intrisi di titoli quasi spazzatura che naturalmente le banche amano sbolognare ai clienti.
      Meglio un portafoglio ricco di ETF come quello proposto nell’articolo. Prodotti poveri e diversificati su decine e decine di titoli.

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      1. @ Massimiliano
        Già, infatti non è un caso che al di là dell’ottima presentazione commerciale i Core Series rendano poco. Meglio starne alla larga!!

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  4. Ciao Giacomo,
    innanzitutto un sentito e doveroso Grazie!!! per quello che stai facendo e per i preziosi consigli che ci dai a noi
    ultimi arrivati e con scarse o limitate conoscenze nel mondo della finanza e degli investimenti.
    Ti chiedo un tuo consiglio su un investimento che mi è stato proposto dalla mia banca:
    Disinvestire BPT a lunga scadenza 2029-2039-2040 con cedole al 5-5,25% per aderire
    a una gestione Patrimoniale Eurizon GP Unica Facile che ha una quota di accesso di 50000€.
    Esistono alternative o prodotti sicuri che mi garantiscono il capitale e che diano magari una cedola del 3% netto annuale??
    Grazie e a presto
    Stefano

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    1. @ Stefano
      Grazie per i complimenti!! I consiglio che ti dà la banca è assolutamente interessato perché la gestione patrimoniale costa. Come puoi leggere qui i costi partono dall’1,35% su base annua per poi crescere: http://www.eurizoncapital.it/scriptWeb40/eurizonweb/eurizon/it/privati/gestione-patrimoniale/eurizon-gp-unica-facile.jsp

      Io eviterei di sottoscriverla per non rischiare di ottenere rendimenti deludenti a causa dei costi.

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      1. Premetto che leggo abbastanza regolarmente i consigli di Giacomo che condivido in generale. Questa volta (complice la stessa situazione di Stefano), forse non sarei così netto. Sono 2 prodotti diversi: la GP è un mix di sottostanti (= rischi diversi), i BTP è un prodotto unico (=1 solo tipo rischio).Non voglio dire che il consiglio è sbagliato, ma devi tenere conto che sono prodotti che hanno *caratteristiche diverse con strategie diverse*

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  5. @Stefano, tralascio il commento sulla gestione patrimoniale perché la ha fustigata abbastanza Giacomo, invece considereri attentamente i BTP a lunga scadenza: tutto dipende da quale sia stato il tuo prezzo di carico: con i tassi sempre piú sottoterra, considerei attentamente se non sia il caso di venderli, guadagnando fino a che possibile. Se hai comprato molto sopre 100 rischi che al primo rialzo consistente dei tassi nei prossimi 1-2 anni ti trovi inchiodato a tenerli fino a scadenza per non perderci una enormitá, e con una scadeza tanto lunga non è una bella prospettiva. Se hai comprato qualche anno fa potresti ricavare facilmente parecchi punti percentuali dalla vendita e metterti al sicuro rispetto al rialzo dei tassi.

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  6. Se c’e’ una discreta plusvalenza, io venderei ad occhi chiusi…

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  7. Grazie Francesco e Gigi per il vostro gradito intervento,
    i titoli li ho acquistati quasi tutti sotto 100-102 e il guadagno che mi si prospetta è ottimo,
    ma il mio problema è perche abbandonare un titolo che mi paga cedola semestrale e che rende il 4,37-4,59 netto
    e con davanti ancora anni e anni di cedole per rifugiarmi in qualcosa di altro che se fortunato
    mi darà rendimenti meno della metà degli attuali BPT trentennali??
    Sono consapevole della volativita in caso di rialzo dei tassi,ma per vendere dovrei trovare una
    valida alternativa anche a scapito sicuramente del tasso di interesse e delle cedole.
    Mi ha allettato parecchio un suggerimento del nostro Giacomo di 4 ETF che proponeva per i nostri figli,
    siccome io non ho figli avevo pensato di fare quel tipo di investimento per me e mia moglie perche molto diversificato
    e completo senza sbilanciamenti di componenti e di mercati.
    Ringrazio voi per quello che potrete suggerirmi e consigliarmi
    e un appunto a Giacomo perche io nel sito pieno di tanti contenuti mi ci perdo e faccio davvero fatica a navigarlo:-((
    Grazie a tutti
    Stefano investitore molto oculato:-))

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  8. Caro Giacomo
    Avevo preso in considerazione tempo fa l’etf che hai segnalato ma confrontandolo con un etf globale ho deciso di investire nell’etf globale per questi motivi:
    – La migliore performance con una differenza del 10-15% (lo so che non si dovrebbe dare la priorità alla performance)
    – I volumi di liquidità più elevati
    – I volumi di scambio più elevati

    Posso scrivere il nome dell’etf oppure e meglio restare sul generico?
    Un saluto
    Giuseppe

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    1. @ Giuseppe
      Scrivi pure, scherzi!! Qui siamo nella massima trasparenza e non ci nascondiamo anche perché non facciamo nulla di illegale o scorretto.

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      1. Grazie!!!
        L’etf che ho confrontato con il PowerShares FTSE RAFI Developed 1000 UCITS ETF (PXF.MI) è l’etf db x-trackers MSCI World Index UCITS ETF 1C(XMWO.MI).
        Come scrivevo nel primo post questo etf ha:
        – La migliore performance con una differenza del 10-15% (lo so che non si dovrebbe dare la priorità alla performance)
        – I volumi di liquidità più elevati
        – I volumi di scambio più elevati
        – TER più basso

        L’etf PXF.MI è a replica fisica mentre l’etf XMWO.MI è a replica sintetica.

        Un saluto a te

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        1. @ Giuseppe
          Ottimo lavoro, grazie!!

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