Il Default della Grecia: W la Disinformazione Finanziaria

La Grecia rischia il default. I giornali strombazzano la notizia ma dimenticano una cosa importante

La news di questi giorni, che tiene con il fiato sospeso gli investitori, è il default della Grecia e le sue conseguenze. Esaminiamo la faccenda da un originale punto di vista

Avevo in mente da tempo di scrivere un post sull’importanza di essere finanziariamente disinformati, in modo particolare quando le notizie catastrofiche ci assalgono. La ragione che mi ha spinto a farlo è stata la lettura, sui giornali, del rischio di default della Grecia e le sue conseguenze.

Prendendo spunto da questa notizia, imparerai perché è opportuno disinquinare la tua mente dall’eccesso di informazione finanziaria.

Il default della Grecia secondo i media

Probabilmente ti starai domandando che cosa c’è di male in un titolo che riporta la notizia che la Grecia rischia il default, vero? Di per sé nulla, se non fosse che il Paese è già in default. La stampa altro non fa che ribadire una notizia già nota e da tempo.

I media hanno un ruolo molto importante nell’esaltazione degli eventi economici. Fungono da cassa di risonanza delle notizie, amplificandone così gli effetti. Pensa a quanti articoli di giornale e quanti post sui vari blog sono dedicati al default della Grecia e sulle sue conseguenze.

Sarebbe stato sufficiente dirlo una sola volta, no? Invece “repetita non iuvant” e proseguendo nella lettura scoprirai perché.

L’informazione finanziaria

Il problema dei nostri tempi non è la mancanza di informazione, ma il suo eccesso. Siamo bombardati da una pletora di notizie che il nostro cervello biologicamente non è capace di gestire. Così notizie del calibro “la Grecia rischia il default”, oppure “la Grecia è in default” si susseguono a ritmo incessante.

Questo non fa altro che generare panico ed ansia, due nemici che devi sconfiggere ad ogni costo. Ma le notizie economiche sono davvero così importanti? E’ fondamentale seguirle in tempo reale o è addirittura dannoso?

Torniamo indietro nel tempo all’11 settembre del 2001. Sono certo che tu attribuisci a quella data l’inizio del crollo delle borse, non è forse così? Tutti sono convinti che il trend ribassista che ha distrutto i risparmi di intere famiglie è partito da quella data.

Per favore, dai uno sguardo al grafico qui sotto che riporta l’andamento dell’indice MSCI Word in valuta locale rappresentativo delle borse mondiali:


Illuminante e controintuitivo allo stesso tempo, vero?

Mentre è opinione diffusa che il crollo delle borse fu causato dagli attentati terroristici, la realtà è diversa. Il crollo delle torri gemelle non ha fatto altro che aggravare e amplificare un movimento al ribasso che era già in essere precedentemente.

Allo stesso modo il default della Grecia si inserisce in un contesto di debolezza diffusa dei mercati azionari. Lungi dal fornire informazioni veramente utili, la stampa (compresa quella specializzata) sovente non fa altro che cercare ex post delle spiegazioni per eventi già accaduti.

In questo modo le notizie economiche, che vengono sfornate con la stessa rapidità con cui un macchinario produce biscotti, altro non fanno che creare ansia e confusione. Una delle armi a tua disposizione per investire con successo è invece la capacità di tenere le emozioni fuori dalla porta.

Non di eliminarle, ma di gestirle. Ricorda sempre che noi viviamo intrappolati tra due emozioni diverse: la paura e l’avidità. Agire seguendo i consigli di queste ultime è dannosissimo per i tuoi investimenti, non solo con riferimento al default della Grecia e alla crisi dell’Euro ma più in generale.

Di solito la situazione è meno grave di quello che appare seguendo le notizie nei momenti difficili, ed è meno rosea di quanto appare durante le bolle speculative.

Ecco come “usare” l’informazione economica

“Mi stai dicendo di non guardare più la televisione?” – niente affatto!! Quello che ti consiglio di fare è semplice:

  •  riduci la frequenza con cui accedi alle news. Amo il caffè, ma sono consapevole che un eccesso di caffeina è dannoso per la salute, così evito di assumerne quantità eccessive. Allo stesso modo un telegiornale al giorno è più che sufficiente, di più è eccessivo. Soprattuto se trascorrri molto tempo in Rete evita di leggere continuamente siti e blog finanziari e a carattere economico. Anche qui uno sguardo ogni due o tre giorni è sufficiente
  • tratta le notizie economiche con il dovuto distacco. Immagina di essere davanti alla televisione e di guardare un film. Così come non ti fai coinvolgere più di tanto dalla trama dello stesso, ugualmente non vivere sulla tua pelle le notizie ma trattale per quello che sono: in gran parte delle opinioni. E resta fedele alla tua strategia di investimento.

Nell’attesa del prossimo post perché non approfondisci quello che hai letto e impari come applicarlo nel concreto?

Un abbraccio fraterno

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24 Commenti a “Il Default della Grecia: W la Disinformazione Finanziaria”

  • simone:

    Ciao Giacomo,
    Sono daccordo con te che si continua a inserire entropia a entropia.
    Ma sta di fatto che le borse da settimane vanno giù inesorabili.
    Vorrei fare una domanda a chi seguiva il sunrise se mi è permesso…
    Ma siete ancora dentro con gli etf?
    Giacomo non me la sentivo più su euro stoxx sono uscito con -14%
    Se va avanti cosi anche gli emergenti vanno allo stop loss del -10%
    Unico piccolo barlume gli usa non so per quanto tempo.
    A questo punto sto fermo mi lecco le ferite e stiamo a vedere.

    • Giacomo:

      @ Simone
      Lunedì pubblicherò un post stile sunrise con il punto sui mercati. Il segnale di vendita non è ancora apparso per cui ti direi di attendere A MENO CHE la perdita attuale sia per TE troppo pesante da sopportare.
      In questo caso vendi e stai fermo…
      Un abbraccio

  • Alberto:

    Ciao Giacomo,
    di fronte a questa incertezza sulla tenuta dell’Euro e della possibile uscita della Grecia dall’Europa ,i Titoli Italiani li sono ancora affidabili e allo stato attuale dei prezzi consiglieresti l’acquisto rispetto ai conti deposito?

    • Giacomo:

      @ Alberto
      Secondo me i titoli di stato sono ancora affidabili.
      Tieni presente che anche se dovessimo uscire dall’euro ciò non significherebbe immediatamente un default dei BTP et similia ma solo una ridenominazione dei controvalori degli stessi nella nuova Lira.
      In pratica accadrebbe il contrario di ciò che avvenne nel 1999.

      Allora le valute nazionali furono trasformate in Euro, mentre ora accadrebbe il contrario. Quindi stai tranquillo, almeno a mio modo di vedere.

      • Matteo:

        Non credo che l’uscita dell’Italia dall’euro sia davvero improbabile. Per questo i BTP a mio avviso non solo sono affidabili, ma si potrebbe approfittare di un eventuale panico delle prossime settimane per rosicchiare qualche punto percentuale di rendimento

        • Matteo:

          Mannaggia..volevo scrivere
          “Credo che l’uscita dell’Italia dall’euro sia davvero improbabile”

          • Giacomo:

            @ Matteo
            Errore di battitura :)
            Comunque il senso del tuo commento era chiarissimo e condivisibile!!

  • Matteo:

    Non credo la fine del mondo sia vicina. Anzi…vorrei approfittare della situazione per prendermi un btp “corto” e un btpi “lungo”.
    Tra l’altro posso aspettare: per questo ho messo qualcosa anche su FTSE Mib. Sul lungo periodo non può che andare meglio. Come dicevo, devono essere soldi di cui non hai bisogno a breve.

    • Giacomo:

      @ Matteo
      Concordo con quello che scrivi, anche se non comprerei un ETF che replica il FTSE Mib, non ancora.
      La nostra borsa è in trend ribassista ‘conclamato’ per cui è più saggio attendere un’inversione che investire sui ribassi.

  • bob:

    Ciao Giacomo,
    potresti mica cercare di spiegarmi quale ruolo può avere l’inflazione e la svalutazione dell’euro per le sorti dell’europa?

    leggo spesso che la via d’uscita (almeno una delle possibili..)sarebbe l’aumento della circolazione di denaro + la svalutazione dell’euro di almeno il 30% verso il dollaro per far ripartire le esportazioni, ma tale opzione è criticata dalla Germania.

    Mi chiedo come mai la Germania non vede di buon occhio la svalutazione dell’euro se la Gemrnai stessa è il primo esportatore europeo?
    non dovrebbe favorire anche lei?

    Come vedi tali soluzioni?

    • Marco:

      il problema della germania è che l ultima volta che c è stata un inflazione alta ha portato ai disordini pre guerra mondiale,di conseguenza sono timorosi.Se non ricordo male fu una causa dell ascesa del fascismo in Germania fu proprio l alta inflazione.

      • bob:

        L’inflazione dovuta all’immissione di liquidità la capisco (anche se nn credo avvrebbe in questo contesto), ma la svalutazione dell’euro comporterebbe anch’esso l’aumento dell’Inflazione?

        Il dollaro quando era molto basso rispetto all’euro ,se nn erro, nn ha comportato una inflazione alta

        • Giacomo:

          @ Bob
          L’indebolimento dell’Euro provoca inflazione attraverso il rincaro dei costi delle importazioni che in un primo momento non scnederebbero più di tanto (il così detto effetto j). Quando nacque l’euro era una valuta forte e quindi non importavamo inflazione.

          Ora, però, la situazione è cambiata profondamente. Tieni inoltre presente che se il cambio euro/dollaro scende, significa che il dollaro si sta rafforzando e l’euro di sta svalutando. La quotazione è ‘invertita’ :)

    • Giacomo:

      @ Bob
      Il “quantitative easing” all’europea per risolvere il problema del debito sovrano attraverso il signoraggio provocherebbe anche una svalutazione del cambio tra l’Euro e le altre divise estere.
      Il problema della Germania, a mio modesto avviso, è l’eccessiva miopia e la paura dell’inflazione che storicamente portò Hitler al potere.

      Per questo non vedo nell’indebolimento politico della Merkel un grosso problema quanto piuttosto un’opportunità: si andrà presumibilmente verso un rigore più “ecologico” che tenga anche conto della necessità di sviluppo del vecchio Continente e non solo alla pulizia di bilancio.

      Anche perché lo sfascio dell’Europa, a mio parere, getterebbe le basi per nuovi disordini sociali e forse un ribaltamento delle democrazie attuali.

  • sergio:

    Ciao Giacomo,
    visto il dollaro in rivalutazione, visto i BTP a buon prezzo, vista una remota possibilità di uscita dell’Italia dall’Euro ….. ho iniziato a comprare Italy in USD …. cosa ne pensi ?

    Grazie e complimenti sempre !
    Sergio

    • Giacomo:

      @ Sergio
      Direi che hai trovato la “quadratura del cerchio” cogliendo il meglio di due situazioni:
      1) il rendimento in dollari del tuo bond
      2) la diversificazione valutaria.

      A questo punto sono io che faccio i complimenti a te e ti ringrazio per il sostegno e la stima

    • FabioG:

      Ciao Sergio e Giacomo,

      potreste spiegare ad uno scarsone come me :-) che strumenti si usano per comprare titoli italiani in USD?

      Grazie!!

      Saluti, Fabio.

      • Giacomo:

        @ FabioG

        Premetto che non ti ritengo assolutamente uno “scarsone” puoi comprarli tranquillamente tramite banca. Spesso sono obbligazioni quotate sul Mot o sull’Etlx…

        Magari Sergio ti posta l’Isin del titolo che ha comprato :)

      • sergio:

        Ciao FabioG,
        come dice Giacomo li trovi sul Mot: hanno varie scadenze come i BTP e il rischio/beneficio sulla lunghezza è analoga all’acquisto di BTP.

        Breve US465410BW75, medio US465410BN76, lungo US465410AH18, lunghissimo US465410BG26. Puoi fare un mix oppure stare corto se vuoi solo puntare sulla rivalutazione del $.

        Ciao a tutti
        Sergio

  • Alessandro:

    Oltre alla Grecia, ci sono state altre nazioni della zona Euro per le quali c’è stato un taglio del valore nominale dei loro titoli di stato (per esempio Irlanda, Spagna, Portogallo, ecc)?

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