BOT, i segreti dell’asta di marzo 2020

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La domanda elevata per i BOT semestrali e la risalita dei rendimenti stimolano tre riflessioni su cosa sta accadendo sui mercati.

Asta Bot

I Buoni ordinari del Tesoro sono andati a ruba. L’asta del 27 marzo 2020, infatti, ha registrato una domanda elevata, nonostante il momento di difficoltà che i mercati stanno attraversando.

La lettura attenta e ragionata dei dati offre, in aggiunta ai numeri dell’asta, tre spunti di riflessione utili per l’investitore consapevole.

Caratteristiche dei Bot emessi

I Buoni del Tesoro collocati scadranno il 30 settembre 2020. Il codice isin è IT0005403594. Si tratta, in breve, di titoli con scadenza ravvicinata, utili a chi vuole fare un investimento sicuro a corto raggio.

Rendimento

Il rendimento dei BOT semestrali è dello 0,055%. Sebbene si tratti di un valore prossimo allo zero, esso è in risalita dai minimi precedenti. Nell’asta di febbraio, infatti, i BOT offrivano un guadagno negativo di -0,287%.

La salita dei rendimenti, peraltro, va in quadrata nel quadro economico generale, che vede uno spread in crescita anche per i BTP.

Rapporto di copertura

A fronte di 7 miliardi di BOT collocati, la richiesta era pari a 12,7 miliardi. Ciò significa che la domanda è stata 1,84 volte l’offerta. Al contrario a febbraio il rapporto di copertura era pari a 1,58.

Il mercato ha chiesto “più titoli”, tuttavia gli investitori hanno preteso un rendimento più alto del precedente. Si tratta di un dato interessante che vale la pena approfondire.

BOT italiani: cosa ci dice l’asta?

L’investimento in BOT non è redditizio per la maggior parte degli investitori. Al rendimento lordo, infatti, occorre sottrarre le commissioni bancarie, che finiscono per portare il guadagno sotto zero.

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Tuttavia, l’andamento dell’asta offre tre spunti di riflessione utili per chi deve decidere dove investire.

C’è “fame” di rendimenti sicuri

La fase di instabilità, iniziata a febbraio del 2020, ha aumentato la percezione del rischio da parte degli investitori. Questi, in particolare, sono attratti da forme di investimento “sicuro”, che li mettano al riparo dalle fluttuazioni selvagge dei mercati azionari.

In aggiunta il mercato obbligazionario ha mostrato segni di cedimento, apparendo nei fatti più rischioso di quanto non sembrasse a priori.

L’asta dei BOT ci restituisce l’identikit di un investitore spaventato, timoroso per la sorte dei suoi risparmi, che guarda anzitutto alla sicurezza. Sarà questo il comportamento corretto da tenere? L’investitore consapevole farà bene a guardare oltre il futuro immediato, se vorrà ottenere guadagni soddisfacenti.

Rinnovata fiducia nella BCE

Secondo quanto riporta Milano Finanza, la Banca Centrale Europea ha comprato titoli pubblici per 19,983 miliardi di euro dal 20 al 27 marzo 2020.

Il 19 marzo, invece, l’Istituto aveva lanciato un piano di acquisto per 750 miliardi di euro. Si tratta, in definitiva, del Pandemic Emergency Purchase Program.

Le rassicurazioni di Olivier Blanchard, economista del Fondo Monetario Internazionale vicino alla Lagarde, ha rassicurato i mercati. Blanchard ha affermato che nonostante il suo incremento, il debito è sostenibile.

La fiducia nelle capacità salvifiche della Banca Centrale Europea ha riacceso l’interesse per i BOT italiani. Essi, difatti, presentano l’interessante caratteristica di avere una scadenza breve.

Liquidità in cerca di parcheggio

Sui conti correnti giacciono 1.500 miliardi di Euro. Si tratta di somme infruttifere, tenute ferme da chi non sa bene cosa fare alla luce dell’incertezza attuale.

Sebbene la sicurezza sia il principale obiettivo che gli investitori perseguono, la ricerca di rendimenti soddisfacenti richiede scelte ad hoc.

Gli investitori vogliono un guadagno, ma in questo contesto non se la sentono di prendere decisioni importanti. Ne sono la prova i deflussi dai fondi azionari (ed obbligazionari) verso i prodotti di liquidità.

I BOT garantiscono il rimborso del capitale in autunno. Inoltre essi azzerano le fluttuazioni del prezzo e rappresentano un investimento sicuro.

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L’importanza di leggere tra le righe

Il mercato finanziario fornisce dati che l’investitore ignora, o che non sa interpretare. Invece è possibile trarre utili indicazioni operative dalla lettura dei dati.

L’asta dei BOT, in particolare, ci restituisce un profilo psicologico dell’investitore italiano nella primavera del 2020:

  • affamato di guadagno
  • impaurito dai mercati
  • incerto sul da farsi.

Un mix interessante che l’investitore attento saprà cogliere per massimizzare i rendimenti correndo rischi inferiori a quello che comunemente si crede.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari.

2 commenti
  1. Buongiorno Giacomo, se gli investitori si buttano sui BOT ti sottolineo questo articolo dellHuffington Post per far capire in che situazione siamo:
    La perdita dell’ ‘investment grade’ da parte dell’Italia è “quasi inevitabile” in quanto le misure per contrastare gli effetti del coronavirus “peggioreranno” i conti pubblici. Lo scrivono gli analisti di Commerzbank, secondo quanto riporta Bloomberg, suggerendo ai clienti di chiudere le posizioni lunghe, cioè vendere, i Btp. Per Commerzbank il rapporto debito-pil sfiorerà il 150% nel 2020 per scendere al 145% nel 2022 grazie al rimbalzo del Pil “ma questo potrebbe non bastare a prevenire un downgrade a junk”, si legge nella nota di Michael Leister, responsabile Strategia tassi della seconda banca tedesca…….
    A tutti gli investitori un commento………

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    1. @ Giovanni
      Nessuno sa cosa capiterà in futuro. Di certo il debito pubblico crescerà per effetto delle misure di stimolo. Nell’ultimo numero di INVESTO approfondiamo l’argomento e diamo anche qualche suggerimento operativo per meglio superare questa fase.

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