BTP Futura e Trill: verso una ristrutturazione del debito?

BTP futura, trill e ristrutturazione del debito

Con il rapporto debito/PIL al 155% la finanza pubblica rischia di venire travolta. Il BTP Futura è un beta test per i TRILL?

I BTP dopati dalla BCE

In condizioni normali uno Stato fortemente indebitato avrebbe difficoltà enormi a trovare nuovi finanziatori. E potrebbe indebitarsi solo al prezzo di costi crescenti.

Se parliamo di BTP, al contrario, la situazione è paradossale. Il decennale, a ottobre 2020, rende lo 0,65%, grazie ai continui acquisti da parte della BCE. Con una domanda pari, in media, a 1,5 volte l’offerta sembra che i titoli italiani collocati nelle aste non abbiano problemi.

Gli investitori, infatti, continuano a comprarli nonostante il loro guadagno sia praticamente nullo.

Ma qualcosa rischia di cambiare presto. Per questa ragione qualcuno ha rispolverato i TRILL proposti 11 anni fa dal Nobel per l’economia Robert Shiller.

I Trill e la finanza pubblica

In una pubblicazione di agosto 2009, dal titolo “THE CASE FOR TRILLS: GIVING THE PEOPLE AND THEIR PENSION FUNDS A STAKE IN THE WEALTH OF THE NATION”, il prof. Shiller proponeva un nuovo titolo di stato in grado di garantire la sostenibilità del sistema.

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In breve i TRILL sono titoli del debito pubblico aventi le seguenti caratteristiche:

Cedola agganciata al PIL

In modo analogo al BTP Futura i TRILL dovrebbero pagare un rendimento indicizzato all’andamento del prodotto interno lordo di una nazione.

La proposta originale prevede una cedola pari ad un trilionesimo del PIL degli Usa. L’obiettivo, in ogni caso, è chiaro. Rendere gli investitori “soci” dello Stato alleviando i pagamenti di questo in caso di recessioni economiche.

Durata lunghissima

I TRILL dovrebbero essere, al limite, titoli perpetui. Intendo dire che l’annullamento della scadenza eliminerebbe il rischio di controparte. Mentre gli investitori potrebbero rientrare in possesso dei loro soldi vendendo i titoli sul mercato.

BTP Futura e TRILL

Il Governo italiano ha emesso, a luglio 2020, la prima edizione del BTP Futura. In breve esso è un nuovo bond con cedola fissa ma il cui premio finale dipende dall’andamento del PIL.

Si tratta di una forma embrionale di TRILL? È possibile. E potrebbe essere il preludio ad una ristrutturazione del debito? Forse.

Le gestioni separate delle assicurazioni, le banche, i privati e i fondi comuni/pensione sono pieni di BTP. Tutto ciò mentre la mole del debito continua a lievitare. Nei portafogli dell’Investment Club, che puoi scaricare gratis abbiamo limitato l’esposizione ai titoli pubblici, in via cautelativa.

Questa situazione, davvero intricata, richiederà presto o tardi delle contromisure. Che potrebbero non piacere agli investitori.

Una riforma del debito?

La mole raggiunta dal debito pubblico italiano non è più trascurabile. Come ha osservato l’economista e presidente CONSOB Paolo Savona il problema non sta nella restituzione dei prestiti, ma nel costo del loro servizio.

Ad oggi, infatti, gli interessi sono tenuti artificialmente bassi dalla BCE. Ma cosa accadrà quando la tendenza si invertirà? Interessi bassi applicati su una base enorme ne renderebbero difficile il pagamento.

L’introduzione dei TRILL potrebbe essere la via di uscita. Quanto meno per evitare una salita incontrollata di un debito che già oggi è sostenibile in prevalenza grazie all’ossigeno monetario. L’emissione di nuovi tipi di titoli, inoltre, potrebbe accompagnarsi ad una tassa selettiva sui bond pubblici. O ad un innalzamento dell’aliquota di tassazione.

Al momento non possiamo fare previsioni in merito all’introduzione dei TRILL nel panorama della finanza pubblica. Quello che possiamo dire, però, è che siamo giunti ad un punto di svolta.

Da un lato i BTP si possono ancora comprare, ma con la funzione di ottimizzare e stabilizzare i rendimenti di un portafoglio complessivo, non certo per cercare redditività “tout court“. Dall’altro occorre muoversi con cautela e cogliere i segnali di cambiamento in atto.

A chi vuole sapere dove investire in questo preciso momento sono lieto di offrire gratuitamente i miei portafogli, scaricabili qui.

A tutti desidero ricordare che investire con successo implica un delicato equilibrio tra il saper “leggere” i segni dei tempi e la capacità di restare distaccati dalle notizie proseguendo con la propria strategia.

Tuttavia, quando si tratta di BTP, la cautela oggi è d’obbligo per tutti.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

2 commenti
  1. Però, Giacomo, evidenzi sempre che l’interesse del BTP è molto basso e non è certo diversificazione, ma non evidenzi mai che chi lo compra con lo spread alto ottiene discreti guadagni in breve tempo. L’hanno scorso, 2019, prima della crisi del covid-19 li ho venduti guadagnando quasi un 10% in un anno (se ti sembra poco). A marzo di quest’anno, col covid-19, lo spread si era innalzato molto e non li ho potuti comprare poichè non avevo soldi (erano impegnati nel ribilanciamento delle perdite degli ETF). Ma un mio collega di lavoro, non essendo propenso a comprare ETF e azioni, li ha comprati di molto sotto quota 100. Li ha venduti un mese fa guadagnando discretamente. Poi, come dici tu, i titoli di stato italiani sono oggetto di investimento di ETF, assicurazioni, prodotti bancari, polizze etc… Se dovessero tassarli selettivamente sarebbe molto problematico. Infatti, lo stato preferisce reperire i soldi pensando di tassare la prima casa o alzando l’imposta di bollo sui c/c. Quindi, per ora, non sarebbero proprio da scartare, anzi, visto che la situazione del covid-19 sta peggiorando l’economia, chi mi dice che non si ripresenti la stessa situazione dei mercati, come a Marzo di quest’anno?

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    1. @ Giovanni
      Hai detto bene, ma quello che descrivi si riferisce al passato: “chi HA COMPRATO con spread alto HA OTTENUTO discreti guadagni in breve tempo”. Al di là che l’investitore ha una prospettiva di lungo, è pericoloso investire oggi basandosi su cosa è accaduto ieri. Il futuro non ripete mai ciò che il passato ci ha offerto.

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