Ci Sarà Inflazione? E i BTP…

Inflazione sì, inflazione no. E intanto i BTP…

Mediobanca ha collocato, a fine luglio, un’obbligazione indicizzata all’inflazione. Questo significa che i prezzi scenderanno e che è meglio comprare i BTP?

L’ufficio studi di Mediobanca è uno dei più prestigiosi a livello mondiale. Le sue analisi sono accurate e mi portano a domandare: “se la banca emette un titolo indicizzato all’inflazione, significa che i prezzi scenderanno?” Daniele ha posto una domanda non banale.

Perché i titoli indicizzati all’inflazione sono ancora uno strumento valido,Indipendentemente dal fatto che le analisi dell’Ufficio Studi siano esatte oppure no.

Vuoi imparare ad investire da solo? Welcome fa al caso tuo.

Mediobanca: un indicatore del ‘sentiment’?

L’idea secondo cui le banche dispongono di più informazioni del risparmiatore e, quindi, tendono a sfruttare a proprio vantaggio questa superiorità informativa di per sé è corretta. Come non ricordare quell’obbligazione indicizzata ai tassi di interesse a lunga scadenza  collocata nel momento peggiore per il risparmiatore?

Tieni però presente anche un’altra cosa:

in un contesto caratterizzato da grande concorrenza, le banche tenderanno sempre più a proporre prodotti efficienti che siano vantaggiosi anche per Te.

I risparmiatori, ormai, sono sempre più evoluti e consapevoli e sanno prendere per mano da soli il volante del loro futuro finanziario. Quindi il fatto che Mediobanca abbia collocato un’obbligazione indicizzata all’inflazione non significa che i prezzi scenderanno e che tu farai meglio a comprare i BTP. Al contrario…

BTP e inflazione

Vedila in questo modo: i titoli indicizzati all’inflazione sono un’assicurazione contro il futuro andamento dei prezzi. Che ci sia o meno inflazione, a te non interesserà più. Se tu agganci il valore dei tuoi investimenti ad un indice dei prezzi significa che domani comprerai le stesse cose che puoi comprare oggi. Fine.

Se i prezzi raddoppiano, raddoppierà anche il valore dei tuoi investimenti il cui potere di acquisto resterà immutato. Se i prezzi scendono i tuoi investimenti ti daranno meno soldi, ma la perdita sarà solo apparente. Poiché i prezzi sono scesi comprerai esattamente le stesse cose che compravi prima.

“Allora la furbata consiste nell’avere BTP quando l’inflazione scende e non btp indicizzati, giusto?” GIUSTO!! Ma poiché non sappiamo in che direzione si muoveranno i prezzi è bene non scegliere tra due alternative, ma diversificare.

BTP, BTPi e CCT

Che cosa è meglio?

  • un BTP a tasso fisso
  • un BTPi indicizzato all’inflazione
  • un CCT a tasso variabile?

Welcome: la risposta per chi vuole imparare ad investire da solo.

La risposta giusta è tutti!! La diversificazione ti garantisce la protezione contro il futuro incerto. E’ ovvio che se fossimo sicuri che l’inflazione scenderà compreremmo tutti i BTP. Così come compreremmo i CCT se avessimo la certezza che i tassi di interesse saliranno.

Ma poiché non possiamo sapere cosa  ci riserverà il futuro, è bene diversificare, così da compensare i difetti di uno strumento finanziario con i pregi dell’altro. Se differenzierai la quota del tuo portafoglio investita in obbligazioni tra titoli a tasso fisso, titoli a tasso variabile ed indicizzati all’inflazione, potrai stare tranquillo che non avrai problemi in nessuno scenario di mercato.

26 commenti
  1. Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    Bentornato!! Partenza subito col botto!
    Questo tipo di diversificazione lo sto praticando da tempo e con risultati molto soddisfacenti!
    Buon inizio di settimana a tutti!

  2. Tasso fisso a breve e indicizzati a lungo?

  3. Gent.mo Giacomo

    se ne è già parlato ampiamente in altri articoli del tuo blog , ma a tutt’oggi , con il momento delicato del Paese ( Poltica e deficit pubblico ) e con prospettive non rosee del futuro , quale potrebbe essere la percentuale da tenere in portafoglio dei titoli di stato ( siano essi Btpi Btp e Cct)?
    Con stima

  4. Aspetterò un acuirsi della crisi di governo e comprerò altri Btpi

  5. Mah,un debito pubblico di 2100 miliardi non è più recuperabile anche con misure strutturali….prima o poi verrà ristrutturato con un bel taglio in conto capitale.L’incertezza politica fa si che uno parcheggia il denaro sul c/c a tassi irrisori e allora perchè non parcheggiarlo in c/c esteri di paesi più seri?Anche li i tassi sono irrisori ma almeno il capitale ha più possibilità di rimanere illeso.L’economia ristagna,lo Stato aumenta le tasse per pagare i propri costi uccidendo cosi sul nascere le nuove idee e le nuove imprese.Ogni tanto ci viene a dire che il saldo tra aperture e chiusure è in positivo ma se le aperture sono esercizi alimentari parrucchier…di provenienza nota….ecc…ecc….bar….ecc…con una vita breve…..beh…..si salvi chi può.

  6. Non credo al taglio in conto capitale dei titoli di stato ma penso a una riduzione del peso del debito via accelerazione dell’inflazione non appena le condizioni macro lo consentiranno

  7. @ Giuliano
    Grazie e bentornato anche a te. Un abbraccio…

  8. @ Killer
    Secondo me sono meglio i titoli indicizzati ai tassi a breve per due motivi:

    a) la parte ‘corta’ della curva dei rendimenti dovrebbe essere quella che subirà le maggiori pressioni al rialzo
    b) i titoli indicizzati ai tassi a lunga scadenza (ad esempio all’IRS a 10 anni) sono spesso poco liquidi.

  9. @ Giuseppe
    Grazie per la stima e le belle parole. E’ difficile dare una risposta univoca alla tua domanda. Credo comunque che il 50% di titoli di stato possa essere detenuto da chiunque in portafoglio senza grossi rischi. L’altro 50% lo investirei in conti deposito diversificando tra più banche e tenendo i saldi su ogni conto intorno a 30.000 euro.
    Ma di questo parleremo nel post di domani 🙂

  10. @ Matteo
    Va bene, ma ricorda di avere sempre un piano complessivo per i tuoi investimenti e non limitarti a considerare i nuovi impieghi senza riguardo a quelli già esistenti ed alla situazione complessiva 🙂

  11. @ Gabriele
    Non sarei sicuro al 100%. Il debito può scendere anche progressivamente a patto che le prossime manovre non siano volte all’aumento delle tasse ma alla riduzione della spesa pubblica e degli sprechi…

  12. @ Paffuto
    E’ quella che anche io ritengo l’ipotesi più probabile. L’inflazione farebbe da ‘tassa occulta’ riducendo il valore reale dei debiti pubblici senza sollevare l’opinione pubblica come un haircut.

  13. Quando si parla di CCT tasso variabile, si intende acquistare quelli agganciati al rendimento dei BOT oppure all’euribor a 6 mesi?

  14. Potrei ricevere una risposta a questa domanda?

  15. @ Pierluigi
    Perdonami, mi era sfuggito il tuo commento. Intendo quelli agganciati al tasso Euribor. Un abbraccio…

  16. Egr.Dott.SAVER,
    mi sembra perlomeno strano che trattando in questo articolo di strumenti finanziari legati all’inflazione, non si faccia alcun cenno ai Buoni Fruttiferi Postali indicizzati, da sempre tra i suoi preferiti e ai BTP Italia, anch’essi legati all’inflazione italiana, questi ultimi mi pare non godano di tanto spazio tra i suoi post.
    Attendo come sempre un grato commento a questa mia riflessione.
    Cordiali saluti,
    GEO.

  17. @ Geo
    Ha perfettamente ragione: non amo i BTP Italia nel senso che la loro durata breve li rende inadatti a proteggere il capitale nel lungo periodo dalla svalutazione monetaria. Inoltre, purtroppo, essi pagano la rivalutazione insieme con gli interessi periodici con il rischio che se il risparmiatore non reinveste la parte di cedola corrispondente alla perdita di potere di acquisto alla fine si troverà con un capitale svalutato.

    Al contrario i BFPi e i BTPi pagano la rivalutazione ‘compensativa’ dell’inflazione alla scadenza rendendo impossibile spenderla prima 🙂

  18. Egr.Dott.SAVER,
    In definitiva semaforo verde e preferenza ai BFPi o BTPi?
    Per quanto riguarda i BTP Italia ho capito che è indispensabile reinvestire semestralmente la cedola che viene pagata.
    Avendo acquistato in collocamento ad aprile € 20.000 dei suddetti titoli ad ottobre percepirò la prima cedola.
    Quindi cosa dovrei fare?
    Grazie infinite,
    GEO

  19. @ Geo
    Purtroppo la cedola dei suoi BTP Italia è inferiore al lotto minimo di acquisto di altri BTP Italia. Le consiglio di ‘girare’ la cedola nei BFPi il cui taglio minimo di sottoscrizione è di 250 euro. Per qualunque cosa mi ricontatti e sarà sempre un piacere risponderle. A presto…

  20. Se ho capito bene, mi conviene quindi sottoscrivere dei BFPi (direttamente dal Libretto Smart aperto a luglio, tasso promozionale 2,50% lordo) sui quali “girare” le cedole dei BTP Italia mantenendo l’importo inferiore a € 5.000 per evitare l’imposta di bollo oppure compreso tra 5.000 e 28.000 Euro come ha spiegato molto bene in un recente post.
    Grazie,
    GEO.

  21. @ Geo
    proprio così… 😉

  22. Egr.Dott.SAVER,
    a questo punto per concludere questa fattiva corrispondenza, non mi resta che chiederLe un giudizio finale sugli strumenti finanziari di cui abbiamo parlato (BTP Italia, BFPi e BTPi) unitamente a BTP, CCT e Conti Deposito, visti come possibili investimenti nell’attuale situazione di mercato.
    Le rinnovo la mia fiducia e attendo come sempre i suoi post prima di prendere delle decisioni.
    GEO

  23. @ Geo
    Tutti gli strumenti finanziari citati sono ottimi, presi singolarmente. Ma come ci sono sostanze inerti che, se mischiate nel modo sbagliato, possono diventare esplosive, anche gli investimenti citati devono essere inseriti in modo corretto in un portafoglio ben diversificato. Purtroppo non posso andare oltre in questa sede, ma se è interessato a ricevere una consulenza specifica per investire, resto a sua disposizione:

    https://www.segretibancari.com/consulenza-indipendente/

    Le auguro una buona giornata e un buon fine settimana.

  24. Egr.Dott.SAVER,
    la ringrazio per la sempre puntuale e sollecita risposta ai miei interrogativi.
    Come vede i prodotti da me indicati hanno un livello di rischio che si può considerare medio-basso e l’impostazione prudenziale che sto dando ai miei investimenti deriva dal fatto che dispongo di una formazione finanziaria che è soltanto agli inizi.
    Mi avvarrò senz’altro della sua consulenza specifica nel momento in cui deciderò di “espormi” maggiormente per evitare di incappare in qualche “scottatura” finanziaria.
    Ricambio gli auguri di buon fine settimana,
    GEO.

  25. Ciao Giacomo.
    Facciamo un’ ipotesi:acquisto oggi un btpi al prezzo di mercato 105 maggiorato del c.i. vigente.
    Nel caso in cui si decidesse di tenere il titolo sino a scadenza e in caso di continua deflazione che diminuirebbe il c.i., è corretto dire che andremmo incontro ad una perdita in conto capitale poiché il titolo verrebbe rimborsato a 100 maggiorato del c.i..
    Oppure recupero in ogni caso 105 più c.i.
    Grazie mille.

  26. @ Daniele
    A scadenza riceverai 100 * coefficiente di indicizzazione. Qualora la deflazione portasse il coefficiente ‘sotto uno’ otterresti comunque il valore nominale, ma potresti avere meno soldi di quelli spesi.

    In termini di potere d’acquisto, tuttavia, non cambierebbe nulla, perché avresti meno soldi con maggiore capacità di spesa. Per qualunque domanda sono qui per te!!

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