Come scegliere i migliori fondi comuni di investimento

come scegliere un fondo comune di investimento

Come scegliere un fondo comune di investimento? I parametri da considerare e le variabili irrilevanti per un investimento remunerativo.

Come scegliere il fondo dove investire?

Prima di scegliere il miglior fondo comune in cui investire è opportuno fare un’analisi delle esigenze che stanno dietro quel determinato strumento. Al pari degli ETF, i fondi di investimento sono solo dei “veicoli” che permettono l’impiego di somme di denaro in mercati prescelti.

In linea di massima tanto più l‘orizzonte temporale è lungo, e la propensione al rischio alta, tanto più la scelta di un fondo dovrà essere orientata al mercato azionario. Chi vuole approfondire il tema della creazione di un portafoglio diversificato, operazione preliminare alla scelta dei prodotti, potrà continuare gratuitamente su Welcome.

In questa sede vedremo quali siano i parametri rilevanti e le cose da sapere per scegliere un fondo all’interno di una strategia di portafoglio già definita.

Cosa bisogna sapere per scegliere un fondo

Il fondo comune è un prodotto finanziario nato, in Italia, nel 1983. Esso offre due tipi di servizio ai propri clienti: la diversificazione di portafoglio e la gestione professionale dello stesso. A fronte di queste prestazioni l’investitore paga una duplice commissione, sia in ingresso/uscita, sia di gestione.

Ricerche empiriche, tuttavia, dimostrano in modo inequivocabile che il 94% dei prodotti presenti sul mercato mondiale ottengono risultati inferiori alla media dei mercati in cui investono. In altri termini, mentre la diversificazione è un valore importante, altrettanto non può dirsi per la gestione professionale. In un mercato estremamente concorrenziale, infatti, i rendimenti tendono a convergere.

Inoltre i fondi sono soggetti al fenomeno della regressione verso la media. Esso afferma che chi è stato un fuoriclasse per un certo periodo, semplicemente potrebbe essere stato favorito dal caso. Infatti i fondi migliori del passato raramente saranno i best performer del futuro.

Aspetti rilevanti nella scelta di un fondo

Tralasciando i dettagli, che l’investitore interessato troverà nei nostri corsi per imparare ad investire, ecco quali sono, in sintesi, i parametri rilevanti nella scelta.

Il tipo di fondo

Mentre all’inizio esistevano solo tre categorie (azionari, obbligazionari e bilanciati), oggi le classi dei fondi comuni sono proliferate all’inverosimile. Ciò da un lato confonde gli investitori. Dall’altro, però, permette una scelta più oculata. Partendo dalla macrocategoria in cui si vuole investire è possibile scendere, a cascata, fino alla categoria di interesse.

Il benchmark

Il parametro oggettivo di riferimento ha due scopi. Anzitutto fare capire all’investitore dove saranno investiti i suoi soldi, in termini di mercato e di titoli. In aggiunta il benchmark rappresenta un parametro utile per valutare la capacità del gestore di creare valore con la sua gestione professionale rispetto alla detenzione di un portafoglio passivo.

I costi

La sottoscrizione di un fondo comporta il pagamento di una commissione di ingresso e una di gestione. Spesso esistono prodotti con un “tunnel di uscita”. Questi ultimi addebitano un costo solo se l’investitore disinveste dalla famiglia di cui il fondo fa parte entro un certo periodo, di solito 4 o 5 anni.

Esistono sul mercato diverse classi dello stesso fondo comune. Pertanto è possibile scegliere quella con il costo di ingresso e una commissione di gestione più bassa, oppure la classe priva del costo di ingresso ma con un onere di gestione più alto.

Alcuni prodotti, infine, hanno una commissione di performance che premia il gestore al raggiungimento di un certo livello di performance.

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I rendimenti

Un fondo comune non andrebbe mai scelto sulla base delle performance passate. Queste, infatti, sono soggette alla duplice regressione verso la media: sia da parte del mercato sottostante sia da parte del gestore stesso. I rendimenti, tuttavia, hanno un valore segnaletico. Se questi sono migliori rispetto al benchmark, e lo sono costantemente, allora è probabile che il fondo sia gestito in maniera ottimale.

Rischio

La volatilità di un fondo comune è molto importante perché permette di stimare un rendimento probabile che il fondo avrà nel tempo. Se si moltiplica la volatilità per due, la si somma e la si sottrae dal rendimento medio avremo un intervallo con il 95% di probabilità di contenere il rendimento effettivo.

Come scegliere un fondo di investimento

Alla luce di quanto abbiamo visto, ecco alcune linee guida:

minimizzazione dei costi

Scegliere il prodotto che ha la minore commissione di gestione, soprattutto se si fa un investimento di lungo periodo. Se c’è un costo di ingresso è possibile chiederne l’azzeramento. In alternativa è bene rivolgersi a siti come Onlinesim o Fundstore che permettono la sottoscrizione di molti prodotti in assenza di commissioni di ingresso.

Persistenza della sovraperformance

Se il fondo ha battuto il benchmark con una regolarità sufficiente, è opportuno capire attraverso quali “leve” lo abbia fatto. Ad esempio un gestore bravo nella scelta dei singoli titoli è da preferire rispetto ad uno che usa la leva durante i mercati rialzisti.

È inoltre opportuno valutare che il gestore sia lo stesso durante tutta la vita del fondo. A poco serve investire in un prodotto abbandonato dal gestore che ne ha decretato il successo.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

14 commenti
  1. @ Roberto
    Sì, è indubbio che alcuni fondi performanti ci siano. Non riesco, per motivi di tempo, ad eseminare quelli di cui parli tu ma il concetto che vorrei trasmettere è molto semplice:

    a – non è detto che i fondi che hanno reso molto in passato diano ottimi risultati anche in futuro

    b- non è semplice individuare i migliori perché non basta prendere i fondi a 5 stelle o quelli che in passato hanno reso di più.

    Ecco perché il risparmiatore medio farà bene a stare alla larga dai fondi comuni, così da evitare di cadere in una delle tante trappole rappresentate da prodotti poco performanti e molto cari 🙂

  2. @ Antonella
    Sì, anche se il fondo che citi sta ‘perdendo spinta’ nei confronti del benchmark. Ma è presto per fare delle valutazioni considerato l’ottima storia di rendimenti passati realizzati.

  3. @ Eugenia
    Fa bene a non essere convinta di questi prodotti. I fondi delle poste, al pari di quelli collocati dalle banche, sono cari ed inefficienti. Molto meglio stare alla larga da questi strumenti, soprattutto ora che i tassi di interesse sono ai minimi e che un eventuale rialzo potrà ripercuotersi negativamente sulle quotazioni di questi strumenti, già “martoriati” dai costi.

  4. @ Cristian
    A mio avviso no. Il vantaggio dei PAC non sta tanto nella possibilità di mediare il prezzo comprando periodicamente quote di strumenti finanziari quanto piuttosto nell'”automatismo” collegato. Una volta partito, infatti, il PAC sarà automatico.
    Con gli ETF può fare la medesima cosa comprando periodicamente quote del prodotto a prezzi diversi, con l’unico accorgimento che dovrà fare “a mano” gli acquisti. Tutto qui… ma se ha la pazienza di fare un PAC con gli ETF il vantaggio sarà molto maggiore in termini di costi e di rendimento finale.

  5. Grazie mille!
    A questo punto se non è troppo disturbo avrei ancora un paio di quesiti:
    Meglio un ETF globale o 2/3 (Euro, USA, Emergenti) per diversificare meglio?
    Per verificare la liquidità di un ETF ci sono altri parametri oltre al volume?
    Un ETF sufficientemente liquido deve avere un volume minimo pari almeno a che valore?
    Grazie ancora per la sua cortesia.

  6. @ Cristian
    Secondo me va benissimo un solo ETF sul MSCI World. La divisione ha senso se vuoi “pesare” di più quei Paesi che ritieni facciano meglio dell’indice complessivo così da ottenere guadagni maggiori ma la cosa non è così semplice.
    Se scegli l’ETF IShares su MSCI World o il db tracker sullo stesso indice non avrai nessun problema di liquidità.
    Un abbraccio e a presto.

  7. @ Monia
    E’ vero che può controllarne l’andamento giorno per giorno ma non è corretto affermare che si tratta di un buon investimento. Con un costo annuo dell’1,34% il fondo fa peggio della media dei mercati in cui investe e non è quindi un buon strumento in cui investire. Io personalmente non lo sottoscriverei. Un caro saluto.

  8. @ Emanuele
    Se vuoi sapere dove investire seguendo le “regole” semplici ma efficaci di segretibancari.com puoi iniziare da qui. Ti ringrazio per avermi scritto e ti auguro una splendida giornata 🙂

  9. @ Leonarda
    La ringrazio per la domanda. Se lo desidera le invio un preventivo per un report a richiesta, perché questo tipo di analisi, per ragioni di tempo, non possono essere fatte qui purtroppo.
    Mi faccia sapere, grazie…

  10. Scusate, che ne pensate del fondo Azionario internazionale BancoPosta? Grazie ragazzi.

  11. @ Antonio
    Per rispondere alla sua domanda occorre fare un’analisi approfondita con i giusti strumenti del suo fondo: https://segretibancari.com/ascuoladiinvestimenti/

  12. @ Giulio
    In linea di massima sconsiglio di investire in fondi comuni. Essi, di qualunque tipo e marca, sono inutilmente costosi e avari di rendimenti. Scopra perché nel corso A Scuola di investimenti.

  13. @ Luca
    Scriverò un articolo su questi prodotti. Continua a seguire il sito segretibancari.com, mi raccomando.

  14. @ Gabriele
    Sono contento che ti trovi bene con i fondi. Sappi solo che il 96% degli stessi ottiene rendimenti inferiori a quelli dei mercati in cui investono. Inoltre i vincitori di domani, ovvero i pochi fuoriclasse, non sono facilmente identificabili oggi.

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