Come scegliere i migliori fondi comuni di investimento

19 Ottobre 2021

come scegliere un fondo comune di investimento

Come scegliere un fondo comune di investimento? I parametri da considerare e le variabili irrilevanti per un investimento remunerativo.

Come scegliere il fondo dove investire?

Prima di scegliere il miglior fondo comune in cui investire è opportuno fare un’analisi delle esigenze che stanno dietro quel determinato strumento. Al pari degli ETF, i fondi di investimento sono solo dei “veicoli” che permettono l’impiego di somme di denaro in mercati prescelti.

In linea di massima tanto più l‘orizzonte temporale è lungo, e la propensione al rischio alta, tanto più la scelta di un fondo dovrà essere orientata al mercato azionario. Chi vuole approfondire il tema della creazione di un portafoglio diversificato, operazione preliminare alla scelta dei prodotti, potrà continuare gratuitamente su Welcome.

In questa sede vedremo quali siano i parametri rilevanti e le cose da sapere per scegliere un fondo all’interno di una strategia di portafoglio già definita.

Cosa bisogna sapere per scegliere un fondo

Il fondo comune è un prodotto finanziario nato, in Italia, nel 1983. Esso offre due tipi di servizio ai propri clienti: la diversificazione di portafoglio e la gestione professionale dello stesso. A fronte di queste prestazioni l’investitore paga una duplice commissione, sia in ingresso/uscita, sia di gestione.

Ricerche empiriche, tuttavia, dimostrano in modo inequivocabile che il 94% dei prodotti presenti sul mercato mondiale ottengono risultati inferiori alla media dei mercati in cui investono. In altri termini, mentre la diversificazione è un valore importante, altrettanto non può dirsi per la gestione professionale. In un mercato estremamente concorrenziale, infatti, i rendimenti tendono a convergere.

Inoltre i fondi sono soggetti al fenomeno della regressione verso la media. Esso afferma che chi è stato un fuoriclasse per un certo periodo, semplicemente potrebbe essere stato favorito dal caso. Infatti i fondi migliori del passato raramente saranno i best performer del futuro.

Aspetti rilevanti nella scelta di un fondo

Tralasciando i dettagli, che l’investitore interessato troverà nei nostri corsi per imparare ad investire, ecco quali sono, in sintesi, i parametri rilevanti nella scelta.

Il tipo di fondo

Mentre all’inizio esistevano solo tre categorie (azionari, obbligazionari e bilanciati), oggi le classi dei fondi comuni sono proliferate all’inverosimile. Ciò da un lato confonde gli investitori. Dall’altro, però, permette una scelta più oculata. Partendo dalla macrocategoria in cui si vuole investire è possibile scendere, a cascata, fino alla categoria di interesse.

Il benchmark

Il parametro oggettivo di riferimento ha due scopi. Anzitutto fare capire all’investitore dove saranno investiti i suoi soldi, in termini di mercato e di titoli. In aggiunta il benchmark rappresenta un parametro utile per valutare la capacità del gestore di creare valore con la sua gestione professionale rispetto alla detenzione di un portafoglio passivo.

I costi

La sottoscrizione di un fondo comporta il pagamento di una commissione di ingresso e una di gestione. Spesso esistono prodotti con un “tunnel di uscita”. Questi ultimi addebitano un costo solo se l’investitore disinveste dalla famiglia di cui il fondo fa parte entro un certo periodo, di solito 4 o 5 anni.

Esistono sul mercato diverse classi dello stesso fondo comune. Pertanto è possibile scegliere quella con il costo di ingresso e una commissione di gestione più bassa, oppure la classe priva del costo di ingresso ma con un onere di gestione più alto.

Alcuni prodotti, infine, hanno una commissione di performance che premia il gestore al raggiungimento di un certo livello di performance.

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I rendimenti

Un fondo comune non andrebbe mai scelto sulla base delle performance passate. Queste, infatti, sono soggette alla duplice regressione verso la media: sia da parte del mercato sottostante sia da parte del gestore stesso. I rendimenti, tuttavia, hanno un valore segnaletico. Se questi sono migliori rispetto al benchmark, e lo sono costantemente, allora è probabile che il fondo sia gestito in maniera ottimale.

Rischio

La volatilità di un fondo comune è molto importante perché permette di stimare un rendimento probabile che il fondo avrà nel tempo. Se si moltiplica la volatilità per due, la si somma e la si sottrae dal rendimento medio avremo un intervallo con il 95% di probabilità di contenere il rendimento effettivo.

Come scegliere un fondo di investimento

Alla luce di quanto abbiamo visto, ecco alcune linee guida:

minimizzazione dei costi

Scegliere il prodotto che ha la minore commissione di gestione, soprattutto se si fa un investimento di lungo periodo. Se c’è un costo di ingresso è possibile chiederne l’azzeramento. In alternativa è bene rivolgersi a siti come Onlinesim o Fundstore che permettono la sottoscrizione di molti prodotti in assenza di commissioni di ingresso.

Persistenza della sovraperformance

Se il fondo ha battuto il benchmark con una regolarità sufficiente, è opportuno capire attraverso quali “leve” lo abbia fatto. Ad esempio un gestore bravo nella scelta dei singoli titoli è da preferire rispetto ad uno che usa la leva durante i mercati rialzisti.

È inoltre opportuno valutare che il gestore sia lo stesso durante tutta la vita del fondo. A poco serve investire in un prodotto abbandonato dal gestore che ne ha decretato il successo.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari