Fondi Comuni Hedged: Come Funzionano e Quando Convengono

fondi comuni hedged

I Fondi comuni hedged sono strumenti finanziari che “coprono” il rischio di cambio tra l’euro e le valute estere in cui gli stessi investono. Conviene prenderli in considerazione quando parliamo di obbligazioni, mentre li eviterei in caso di investimento azionario.

I fondi comuni hedged, a differenza degli hedge funds, NON SONO strumenti speculativi adatti ai grandi investitori. Al contrario essi sono prodotti “semplici” adatti a chi vuole fare un investimento al di fuori dell’euro ma al tempo stesso non vuole correre il rischio di cambio.

Spesso fondi tradizionali a rischio di cambio “aperto” e fondi comuni hedged coabitano all’interno della medesima strategia di portafoglio. Conoscere questi strumenti e usarli al meglio è quindi fondamentale per investire in modo consapevole, semplice ed indipendente.

Fondi comuni hedged: cosa sono e come funzionano

Immagina di investire in azioni giapponesi, tanto per fare un esempio. Immagina anche di sottoscrivere un fondo specializzato sulla borsa di Tokyo, che ti permette di inserire in portafoglio tutte o gran parte delle azioni nipponiche.

Il guadagno che otterrai deriverà dall’andamento congiunto di due variabili: la quotazione delle “azioni, ossia dello strumento finanziario sottostante, e del tasso di cambio tra Euro e Yen.

Se lo Yen si deprezzerà nei confronti dell’Euro più di quanto le azioni non crescano di valore, il tuo investimento perderà o renderà poco, perché una parte dei profitti sarà “bruciato” dalla perdita in conto valuta provocata dalla svalutazione del cambio.

Hedgiare una posizione significa “bloccare” le oscillazioni del tasso di cambio tra le due valute così da trasformare virtualmente un investimento in strumenti finanziari esteri in un investimento in valuta locale.

I fondi comuni hedged, usando i derivati ed apposite forme di “copertura”, bloccano le fluttuazioni tra il tasso di cambio estero e l’Euro così da permetterti di “sterilizzare” la componente valutaria e fare sì che il tuo investimento non sia legato a ciò che succede nel mercato dei cambi.

Prima di correre a “cercare” i migliori fondi comuni hedged in cui investire, lascia che ti dica ancora alcune cose dalla grande importanza.

Luci e ombre dei fondi “hedgiati”

I fondi comuni hedged presentano alcuni punti “critici” che è bene che tu conosca. Anzitutto sono fondi con costi elevati, perché ai “normali” oneri  di gestione si aggiungono i costi per la copertura valutaria.

Non solo, ma “bloccare” il tasso di cambio rischia di trasformarsi in un’arma a doppio taglio che limita i guadagni nel caso di deprezzamento dell’Euro.

Ecco, in sintesi, cosa succede quando decidi di investire in una valuta diversa dalla “nostra”:

  • il cambio tra Euro e la valuta scende, la divisa estera si rafforza e questo genera un guadagno aggiuntivo che si somma al rendimento dell’attività sottostante. Se il sottostante non cresce (o scende di poco) mentre la valuta si apprezza potrai guadagnare anche in presenza di un mercato “asfittico”;
  • il cambio tra Euro e valuta sale, la divisa estera si indebolisce e questo “limita” i guadagni derivanti dall’apprezzamento del sottostante o, al contrario, ne aumenta la perdita in caso di discesa.

Alla luce di ciò possiamo dire che se il sottostante è poco volatile, l’andamento sfavorevole del tasso di cambio potrebbe facilmente trasformare un’operazione in utile in una in perdita. Ecco perché ci sono alcuni casi in cui investire in fondi comuni hedged può fare davvero la differenza.

Fondi comuni hedged: ecco quando “vanno bene”

Se investi in obbligazioni estere, l’unico “cuscinetto” in grado di ammortizzare le fluttuazioni dei tassi di cambio sono i maggiori interessi pagati dalla valuta estera. Poiché di norma tale differenziale è piccolo, una modesta oscillazione del tasso di cambio potrà annullare il profitto dell’operazione.

Se, al contrario, scegli di investire in azioni, le fluttuazioni del sottostante saranno molto più ampie, cosicché sarà più “semplice” assorbire delle fluttuazioni sfavorevoli delle valute.

Inoltre “bloccare” il tasso di cambio per tutte le operazioni di investimento che andrai a fare potrebbe non essere la cosa migliore da fare, perché elimineresti dal tuo portafoglio la diversificazione valutaria che è un aspetto importante della strategia.

Quello che stai per leggere non è la soluzione definitiva, ma una “casistica” dettata dalla mia ventennale esperienza sul campo come investitore indipendente e come formatore.

Se si tratta di investire in azioni estere non coprire il tasso di cambio. Puoi sottoscrivere fondi comuni “normali” che permettono alle valute di fluttuare liberamente. L’investimento in azioni è già di per sé rischioso, e la copertura del rischio di cambio non modificherebbe di molto il profilo di rischio.

Se si tratta di investire in obbligazioni, usa contemporaneamente sia fondi comuni hedged sia fondi tradizionali. In questo modo potrai evitare di preoccuparti delle oscillazioni delle valute nei confronti dell’Euro.

Poiché per i prodotti obbligazionari i costi sono una determinante fondamentale dei rendimenti, è bene che tu individui dei fondi a basso costo dove investire. All’interno del mio corso gratuito IC Warm Up te ne indicherò uno molto efficace che costa pochissimo e ti permette di investire in obbligazioni di tutto il mondo senza subire le fluttuazioni delle valute.

Hai domande, dubbi o vuoi approfondire la questione dei fondi comuni hedged dove investire? Scrivi il tuo commento qui sotto, grazie…

Giacomo Saver

Fondatore e direttore di Segretibancari.com

 

4 commenti

  • Ferdinando / 15/06/2017
    Rispondi

    Investire in bond e coprire il rischio tasso non ha senso perché il costo della copertura annulla l extra rendimento offerto dalle obbligazioni denominate in una valuta diversa dalla nostra. Questo mi è stato risposto quando ho il chiesto il motivo per cui non ci sono etf o fondi che in investono in obbligazioni in lira turca. Leggendo questo post sembrerebbe che questa tesi non è giustissima. Ti saluto Ferdinando

    • Giacomo / 15/06/2017
      Rispondi

      @ Ferdinando
      La convenienza della copertura dal rischio cambio nelle obbligazioni è funzione, come sempre, di tante variabili. Di certo l’heding costa, e va a ridurre il rendimento finale dell’investimento, ma il risultato finale dipende da come lo stesso viene effettuato. Un conto è l’investitore privato che ha obbligazioni in valuta estera e si copre da solo con i covered warrant o altri strumenti simili sopportando costi elevati, altro discorso sono gli ETF che hanno un portafoglio di obbligazioni e ne coprono globalmente l’andamento del cambio usando contratti swap che costano molto meno…

      La mancanza di fondi specializzati in obbligazioni denominate in Lire Turche è un’altra faccenda e non ha a che vedere con il tema del rischio di cambio…

  • Daniele / 15/06/2017
    Rispondi

    Ciao Giacomo

    Come mai consigli i fondi comuni? Hai sempre detto che erano da evitare come la peste per via dei costi onerosi.

    • Giacomo / 16/06/2017
      Rispondi

      @ Daniele
      Se leggi con attenzione trovi, verso la fine del post, che dico espressamente che ho selezionato per voi un prodotto a basso costo (leggi: ETF) hedgiato che ti permette di investire in bond.
      Come vedi, non ho modificato per nulla la mia opinione sui fondi, tanto meno su quelli obbligazionari per i quali i costi sono decisivi… Grazie per i tuoi commenti.

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