ETF MSCI Momentum: l’investimento trend following

L’ETF MSCI Momentum ha premiato chi lo ha scelto. Il suo rendimento è stato del 30% tra il 2020 e il 2021. Conosciamolo meglio.

La filosofia momentum e l’indice MSCI

Sebbene non coincidano, i termini “trend following” e “strategia momentum” sono molto simili. Infatti entrambi denotano una tecnica volta a scegliere le azioni migliori basandoli sul loro trend. Il presupposto di base, in sintesi, è che ci sia una sorta di persistenza delle performance.

In tale modo i titoli che hanno performato di più in passato sono quelli che, ipoteticamente, renderanno di più. Sei alla ricerca delle strategie di investimento più “sofisticatamente semplici?” Scopri cosa possiamo fare per te.

Tra marzo 2020 e marzo 2021 l’ETF MSCI Momentum ha reso il 30% circa. La filosofia del trend following ha funzionato molto bene in un determinato contesto di mercato. Inoltre la composizione stessa dell’indice sottostante ha fatto sì che lo stesso prendesse il volo.

Se guardiamo al passato la strategia momentum è stata redditizia. Tra il 2007 ed il 2020 il guadagno medio annuale dell’indice è stato del 10% contro il 7% dell’MSCI World. La volatilità, invece, è stata la stessa. Concludere che sia opportuno, oggi, comprare questo ETF sulla base di queste sole considerazioni è fuorviante. Scopo di questo articolo è stimolare ulteriori riflessioni ed analisi approfondite.

iShares Edge MSCI World Momentum Factor – ISIN IE00BP3QZ825

Caratteristiche

Il fondo replica l’indice MSCI World Momentum attraverso la modalità fisica. Esso, tuttavia, non detiene tutte le azioni sottostanti, ma solo un campione rappresentativo delle stesse. Il costo annuo di gestione è dello 0,30%. L’ETF, infine, è ad accumulazione dei proventi. Si tratta di una caratteristica che lo rende interessante ai fini fiscali.

Dati fondamentali del portafoglio

L’indice MSCI World Momentum è composto, in origine, da 350 azioni di società quotate in 23 Paesi sviluppati. Si tratta di un sotto indice del più ampio MSCI World che, al contrario, vanta 1650 componenti. Il fatto che i titoli che compongono l’indice siano quelli più forti ha ripercussioni immediate sui due indicatori principali.

Il rapporto prezzo/utili, infatti, è al livello di 43,94, mentre il rapporto tra prezzo/valore contabile è di 8,54 volte. Si tratta, senza dubbio, di valori molto elevati che richiedono prudenza e attenzione. Inoltre l’indice è dominato dagli Stati Uniti, il che lo rende soggetto al rischio cambio tra euro e dollaro.

Hai bisogno delle nostre analisi ed assistenza per investire? Ti aiutiamo volentieri.

Composizione del portafoglio

Ripartizione geografica

Il 78% del portafoglio è investito negli Usa. Ciò deriva anche dal fatto che i titoli più forti del passato sono stati quelli di società high tech quotate al NASDAQ. Il rischio di concentrazione è pertanto forte. Inoltre crescono i rischi di diversificazione apparente, qualora l’investitore avesse in portafoglio altri ETF o fondi con sottostante simile.

Gli altri Paesi principali di riferimento sono:

  • Giappone (6,40%)
  • Canada (2,20%)
  • Paesi Bassi (1,82%)
  • Germania (1,81%)

I 5 principali titoli

Ecco, in sintesi, cosa compra chi investe nell’ETF MSCI Momentum. Tra parentesi abbiamo i pesi percentuali:

  • TESLA INC (5,45%)
  • MICROSOFT CORP (5,26%)
  • APPLE INC (4,83%)
  • AMAZON COM INC (4,67%)
  • FACEBOOK CLASS A INC (3,51%)

Dall’esame della classifica appare come l’ETF MSCI momentum sia molto concentrato. A causa di ciò le performance dipendono dal momento di ingresso e di uscita.

Punti di forza e debolezza

Se guardiamo al passato la tentazione di comprare l’ETF è forte. Gli ultimi 14 anni, infatti, hanno visto la supremazia della strategia momentum/trend following sulle altre. Occorre, tuttavia, tenere presente che il rendimento passato è dipendente da due aspetti.

Anzitutto dalla sovrapeformance del mercato americano. Se nei prossimi anni la tendenza si invertirà è probabile che l’ETF non sia più così redditizio. Inoltre i titoli tecnologici sono stati oggetto di una fortissima risalita, dopo un quindicennio di oblio.

L’entrata in campo del fenomeno del mean reversion potrebbe scombinare le cose e rendere più profittevoli altri prodotti. In ogni caso conoscere questo ETF è utile per disporre di uno strumento in più da valutare all’interno della propria strategia.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

3 commenti
  1. Buondì, vero che l’etf è concentrato e con PE elevato, ma viene ribilanciato ogni sei mesi e il gestore aggiorna l’indice con i titoli a maggior momentum, una sorta di rotazione automatica, quindi quando cambieranno settori o paesi l’etf verrà allineato. Questo non evita i ribassi, ma accelera il recupero dopo un crollo come si è visto nel 2020.

    Rispondi
  2. Però se dovesse avvenire un fenomeno di “mean reversion”, con rendita maggiore di altri prodotti, l’ETF dovrebbe adeguarsi seguendo il nuovo trend, abbandonando i tecnologici e puntando, per esempio, sugli energetici, o mi sbaglio?

    Rispondi
    1. @ Luca
      Non credo. L’ETF si adeguerebbe solo se il sottostante cambiasse, ma gli indici cambiano in maniera strutturata e non arbitraria. Questo è il loro grande pregio se li sai usare in modo corretto.

      Rispondi

Rispondi o Commenta