Eurizon Top Selection: Opinioni e Recensioni del Nuovo Fondo

Eurizon Top Selection

Eurizon Top Selection è un fondo flessibile disponibile sia nella classe ad accumulazione (IT0005320962) sia in quella a distribuzione, (IT0005320988) con scadenza maggio 2023. Esso mira a contenere l’oscillazione mensile negativa entro il 6,05%  ed è indicato per investitori con un orizzonte temporale di investimento pari ad almeno 5 anni.

Il fondo è in collocamento fino al 19 aprile 2018

Eurizon Top Selection: Dove Investe

Il gestore potrà investire in azioni fino al 50% delle disponibilità del fondo. Il 40% massimo, invece, potrà essere impiegato in obbligazioni dei Paesi Emergenti. L’esposizione valutaria, ossia l’investimento in divise diverse dall’euro, non potrà superare il 40%.

Il fondo appare quindi come un prodotto a vocazione internazionale, con un rischio medio. La Società che lo gestisce gli assegna un livello di rischio 4 su 7.

Non è possibile conoscere con esattezza quale sarà la politica di gestione di Eurizon Top Selection a causa della mancanza di un parametro oggettivo di riferimento (benchmark). L’unica cosa che possiamo sapere con certezza è che il gestore cercherà di contenere la massima perdita entro il 6,05%.

Punti di Forza del Fondo Eurizon

Secondo la documentazione commerciale disponibile sul sito dell’emittente, Top Selection offre la massimizzazione del rendimento grazie ad una politica di gestione flessibile. In passato, i fondi di investimento nel loro insieme, non sono riusciti a raggiungere questo obiettivo al netto dei costi. Vedremo se il prodotto in questione rappresenterà una eccezione alla regola, anche se personalmente sono molto dubbioso al riguardo.

Il secondo vantaggio dichiarato consiste nella possibilità di ottenere strategie di gestione diversificate su molteplici classi di attivo per adattarsi ai mutevoli scenari di mercato. Ancora una volta si tratta di un vantaggio debole, perché bisognerà capire, sulla base di altri parametri, se il gestore ha buone chance o meno di ottenere risultati interessanti al netto dei costi.

Opinioni e Punti Deboli di Top Selection

Il fondo presenta una commissione di uscita decrescente che va dal 2,50% a zero, a seconda del tempo di permanenza nel fondo. L’obiettivo di questo onere è quello di dissuaderti dal liquidare anzitempo il tuo investimento, così da permettere ai costi di gestione di lavorare.

La commissione annua è pari all’1,57%. Se il gestore riuscisse ad ottenere un rendimento al lordo dei costi e delle tasse del 5% annuo, gli oneri consumerebbero il 30% degli utili. Una volta dedotti costi all’investitore resterebbe solo il 3,43%.

Un portafoglio composto da due soli ETF, uno azionario per il 25% del totale ed uno obbligazionario per il 75%, avrebbe avuto, negli ultimi 10 anni, un massimo drawdown del 7%, simile al fondo, ma avrebbe reso il 5,84% medio annuo composto.

A parità di mercato un portafoglio di ETF avrebbe resto il 70% in più del fondo. Un rendimento del 5% lordo, grazie ad un costo medio dello 0,30%, significherebbe un guadagno del 4,70% a beneficio dell’investitore.

I vantaggi della gestione attiva, in un contesto peraltro caratterizzato da rendimenti bassi, saranno facilmente corrosi dai costi annui dell’1,57%, prelevati in modo automatico dalle disponibilità del fondo.

Come scrive Jack Bogle, “i costi contano“.

Perché Eurzon Top Selection Spopolerà?

Dal prospetto informativo si legge che il 75% delle commissioni di gestione a carico del fondo saranno corrisposte alla rete di vendita che ha collocato il fondo. In altre parole l’1,18% della commissione annua non andrà a beneficio della ricerca e dell’analisi finanziaria, ma servirà a remunerare la forza commerciale.

Ciò significa che:

  • i consulenti finanziari e gli sportelli bancari faranno una politica di vendita aggressiva pur di piazzare l’investimento
  • il fondo probabilmente raccoglierà molte adesioni, ma con l’aumento della massa amministrata si ridurranno le probabilità di ottenere rendimenti elevati a causa della “ingessatura” del fondo.

In un mondo finanziario guidato dal marketing, saranno le tecniche di persuasione e non le performance a decretare il successo od il fallimento di un prodotto di investimento. A farne le spese saranno, purtroppo, gli investitori inconsapevoli.

Eppure la soluzione è alla tua portata. Se il tuo patrimonio supera i 100.000 € puoi investirlo in modo efficace e con costi ridotti all’osso usando questi quattro ETF: https://www.segretibancari.com/ic-warm-up/

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Giacomo Saver

 

4 commenti
  1. Buongiorno Giacomo, che dire….siamo alle solite. Sono utili questi post circa gli investimenti \”impossibili\”. I fondi comuni è sempre bene studiarli, perchè in quanto a stranezze non finiscono mai di stupire. Esempio: mi sono dilettato a studiare i fondi immobiliari USA di cinque-sei case di investimento: ebbene, i primi dieci titoli REIT (in genere i colossi) sono uguali per tutti i fondi, con quasi gli stessi pesi. Rotazione o ribilanciamento, manco a parlarne. Ma allora, insomma, ma chi è che decide cosa metterci dentro? Comincio a convincermi che il mercato in genere è in mano ai fondi che, con le loro masse ingenti a disposizione, decidono l\’andamento di questo. Certo, ora vedendo la crescita degli etf cominciano a pensare a commissioni decrescenti e via dicendo, ma mi pare che la sostanza non cambi. Gradirei un tuo parere in proposito. Grazie e a presto.

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    1. @ Andrea
      Sicuramente il mercato finanziario globale è nelle mani degli investitori istituzionali (fondi di investimento, assicurazioni, banche e fondi pensione) poiché il loro peso sul totale delle transazioni è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni.
      Il problema è che la presenza di operatori iper qualificati ha reso così concorrenziale il mercato che nessuno riesce ad essere sistematicamente più bravo degli altri.

      Ne consegue che i fondi – al lordo dei costi – nel lungo periodo avranno un rendimento pari a quello della media del mercato, ma una volta tolti i costi il loro rendimento sarà inferiore. Ecco perché è importante tenere sotto controllo i costi associati agli investimenti. Ottimo spunto di riflessione, grazie.

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  2. pero’ non è stato affatto sottolineato che è un fondo a fette di altri fondi: per es. 1/4 è fondo strategia flesibile celeberrimo di andrea gaudenzi, 1/4 il q flexible della attardi ecc. cioè gestori che non si parlano e che gestiscono secondo logiche e visioni diverse (contrarian il primo, trend il secondo ecc.)

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    1. @ Sergio
      Il problema dei “fondi di fondi” a mio avviso risiede nella duplicazione dei costi e non tanto nelle politiche dei diversi gestori che potrebbero essere anche una ulteriore forma di diversificazione…

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