I migliori ETF per investire nelle banche e nel settore finanziario

ETF banche

Questi due ETF sulle banche permettono di investire in un settore che dovrebbe avvantaggiarsi della ripresa e del piano di stimoli fiscali.

ETF banche? Perché?

Le banche sono il classico investimento fuori moda che gli investitori snobbano. Il 2020, ad esempio, le ha viste in difficoltà, mentre il settore tecnologico segnava nuovi massimi e attraeva investitori Gli istituti hanno subito, negli anni, una forte ristrutturazione per prepararsi alle future sfide legate alla disintermediazione del credito.

Esse, tuttavia, sono uno dei classici settori ciclici. Detto in termini semplici, il finanziario prospera quando l’economia è in ripresa. Lo fa sia grazie alle minori insolvenze, sia per effetto dei nuovi prestiti concessi.

Questo articolo analizza due ETF sulle banche. Prima di farlo, tuttavia, è necessaria una premessa. Secondo noi potrebbe non essere conveniente investire oggi in questi prodotti. Per assurdo gli iscritti al servizio Investment Club, pertanto, potrebbero non avere nessuno di questi ETF.

In sintesi, l’obiettivo del testo è divulgativo. Chi vuole sapere dove effettivamente investire oggi potrà fare riferimento al servizio sopra indicato.

Xtrackers Msci World Financial – ISIN IE00BM67HL84

Caratteristiche

l’ETF replica l’indice MSCI World Financial. Esso investe in società a larga e media capitalizzazione operanti nel settore finanziario in senso lato. Ciò implica una maggiore copertura e diversificazione rispetto ad un ETF puro sulle banche. Il costo annuo di gestione è dello 0,25%, mentre la modalità di replica è fisica.

Inoltre il prodotto è ad accumulazione, per cui reinveste in automatico i dividendi incassati.

Rendimenti

L’ETF è piuttosto volatile, nel senso che le performance sono parecchio diverse da un anno all’altro.

  • marzo 2016 – marzo 2017: +25,44%
  • marzo 2017 – marzo 2018: +14,89%
  • marzo 2018 – marzo 2019: -8,21%
  • marzo 2019 – marzo 2020: -21,09%
  • marzo 2020 – marzo 2021: +61,14%.

Perché investire?

L’ETF è diversificato a livello globale e a livello settoriale. Esso potrà beneficiare della ripresa globale post Covid. Inoltre le valutazioni dei titoli che compongono l’MSCI World Financial sono relativamente sottovalutate. A titolo di esempio, secondo Morgan Stanley, il rapporto prezzo/utili è di appena 13,41 contro 20,31 dell’indice globale MSCI World.

Anche il rapporto prezzo/valore contabile è di 1,30 contro 3,10 dell’indice mondiale. Infine l’ETF sulle banche di DWS è molto diversificato. Oltre alle aziende di credito, che prendono il 40% del totale, troviamo:

  • assicurazioni vita e malattie: 8%
  • gestioni patrimoniali: 7%
  • analisi e dati finanziari: 7%

Seguono le società finanziarie, le assicurazioni contro i danni, le aziende di brokeraggio e di credito al consumo.

I migliori ETF in cui investire oggi? Li scegliamo noi per te. Scopri come.

Perché evitarlo?

L’ETF ha una netta prevalenza degli Usa. Esso, in breve, è un prodotto sulle banche americane. Queste, in definitiva, prendono la metà dell’intero portafoglio. La grande diversificazione globale implica, inoltre, l’assoggettamento al rischio di cambio.

Solo il 10,68% del totale è in euro. Il restante 90% è impiegato in valute estere tra le quali troneggia il dollaro. Questo potrebbe essere fonte di duplicazioni all’interno di portafogli già esposti verso le valute.

SPDR MSCI Europe Financials – ISIN IE00BKWQ0G16

Caratteristiche

L’ETF bancario di State Street replica l’indice MSCI Europe Financial. Esso, in breve, ha come riferimento banche europee e società finanziarie a larga e media capitalizzazione. Il costo annuo di gestione è dello 0,23%, il prodotto è a replica fisica e reinveste i dividendi.

Rendimenti

Dal sito del gestore ricaviamo i seguenti dati (aggiornati al 31/3/2021):

  • 1 anno: +44,28%
  • 3 anni: -0,53%
  • 5 anni: +27,88%.

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Perché sceglierlo?

Le banche europee, e quelle italiane, si preparano all’integrazione del mercato unico dei capitali. È opinione di chi scrive che dopo la prima condivisione del debito con il Recovery Fund anche l’Europa si avvierà verso un sistema bancario unico.

Le sfide della digitalizzazione, inoltre, impongono alle banche e aziende finanziarie del Vecchio Continente una profonda ristrutturazione che, nel tempo, dovrebbe migliorarne la redditività. Infine il settore è sottovalutato ed è fuori dai radar degli investitori.

Il rapporto prezzo/utili si ferma a 12,04, mentre il prezzo/valore contabile è di 0,89.

Perché evitarlo?

L’ETF ha come sottostante il solo mercato europeo. Il numero di titoli è più esiguo rispetto al precedente. Inoltre il Paese più rappresentato è il Regno Unito (che prende il 26,50%) Al secondo posto troviamo la Svizzera, con il 14,08% . Ciò comporta un discreto rischio di cambio nei confronti di value europee non euro.

Inoltre il fondo è concentrato soprattutto sulle banche e sulle compagnie di assicurazione. Mancano, invece, le società di brokeraggio e le banche di investimento di tradizione americana.

Disorientato da troppe alternative? Lascia fare a noi.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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