Obbligazioni a tasso variabile e inflation linked: quando usarle

obbligazioni inflation linked e tasso variabile

Sembrano uguali ma non lo sono. Le obbligazioni a tasso variabile e quelle inflation linked sono molto diverse tra loro e si adattano a contesti differenti.

Cosa sono le obbligazioni indicizzate

Le obbligazioni indicizzate sono bond le cui cedole variano in base ad un parametro predefinito. Esse, in breve, si suddividono in:

  • obbligazioni a tasso variabile
  • obbligazioni inflation linked.

Sebbene siano molto simili i due titoli hanno caratteristiche diverse. In alcuni contesti, infatti, sono meglio le obbligazioni a tasso variabile. Altre volte, invece, i bond inflation linked sono da preferirsi.

Gli investitori inconsapevoli ignorano le caratteristiche di questi titoli. In tal modo finiscono con l’usarli male pagandone le conseguenze.

Differenze e peculiarità

Obbligazioni a tasso variabile

I bond a tasso variabile pagano cedole legate ad un parametro finanziario.

Esso, di norma, è un tasso di interesse come l’Euribor. La cedola si ottiene sommando il valore del parametro ad una maggiorazione aggiuntiva, detta spread.

Lo scopo dei bond a tasso variabile è la protezione dell’investitore da un rialzo dei tassi di interesse.

In questo scenario, infatti, la cedola si adegua automaticamente, offrendo una remunerazione più alta.

Obbligazioni inflation linked

Le obbligazioni inflation linked rivalutano la cedola (e spesso anche il capitale) sulla base del tasso di inflazione. In particolare possono verificarsi tre diverse situazioni.

Rivalutazione della sola cedola

In questo caso la cedola si calcola sempre sul valore nominale. Essa è pari al tasso “reale” più l’inflazione maturata. Il capitale investito non subisce alcuna rivalutazione. Fanno parte della categoria molti bond emessi da società private.

Rivalutazione della cedola e del capitale

La cedola, in questo caso, è calcolata sul capitale rivalutato in base all’inflazione. Grazie al meccanismo l’investitore riceverà alla scadenza un importo superiore al valore nominale del titolo. Il capitale rivalutato sterilizza gli effetti dell’inflazione.

I BTP€i fanno parte della categoria.

Rivalutazione della cedola e incorporamento della svalutazione

In questo caso il bond rimborsa il solo valore nominale. Tuttavia le cedole incorporano la svalutazione che il capitale ha subito durante la vita del titolo.

Gli interessi saranno perciò particolarmente “ricchi”, poiché comprendono anche una parte di recupero inflativo sul capitale. Il BTP Italia appartiene a questa categoria.

Strategie operative

Gli investitori interessati a capire come impostare una strategia completa di investimento troveranno ciò che cercano nei corsi di A Scuola di Investimenti.

Qui, in breve, daremo alcune indicazioni pratiche relative al caso specifico dei bond a tasso variabile e indicizzati all’inflazione.

Quando investire nei titoli a tasso variabile

Le obbligazioni a tasso variabile sono indicate in caso di rialzo dei tassi di interesse. Esse vanno comprate, per chi se la sente di fare previsioni, quando è attesa una certa turbolenza sul mercato obbligazionario.

Le obbligazioni a tasso variabile, grazie alla possibilità di “adeguare” le cedole, saranno premiate in questa fase.

Quando investire nei titoli legati all’inflazione

Le obbligazioni inflation linked sono adatte agli investitori spaventati dalla ripresa inflazionistica. In aggiunta essi sono utili per recuperare le minusvalenze pregresse grazie al trattamento fiscale favorevole.

Nei corsi di A Scuola di Investimenti insegniamo ad usare sia obbligazioni a tasso fisso sia indicizzate all’inflazione per costruire portafogli ottimali e personalizzati.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

2 commenti
  1. Buongiorno Giacomo,
    con le obbligazioni inflation linked è possibile compensare le minusvalenze generate da un etf?
    Cordiali saluti
    AC

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    1. @ Alessandro
      No se l’inflazione è compresa nelle sole cedole.

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