Rendimento fondi: perché i numeri ingannano

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Dal 1977 al 1990 un fondo ha reso il 29% l’anno, ma chi ha investito ha perso. Le performance ingannano, mentre il mindset dell’investitore tradisce.

Rendimento fondi: un caso di studio

Il Magellan di Fidelity è stato uno dei fondi più redditizi mai esistiti. Infatti, grazie alla gestione di Peter Lynch, i suoi rendimenti sono stati strabilianti: il 29% medio annuo composto per 13 anni.

Sarebbe bello poter dire che chi ha investito 100.000 $ nel 1977 nel 1990 si è trovato con 2.700.000 $. Tuttavia la realtà è un’altra. L’investitore medio ha finito con il perdere soldi a causa dell’effetto che le performance hanno avuto sul suo comportamento.

Agire correttamente sulla base dei dati, invece, avrebbe migliorato ulteriormente i rendimenti, facendo crescere il guadagno complessivo.

Il time weighted rate

Chi valuta l’investimento in fondi si fa attrarre dalla performance passata. Questa, oltre a subire l’effetto del ritorno in media, non esprime mai il vero rendimento ottenuto dall’investitore.

Quella che segue è la tabella della performance di un ipotetico fondo comune:

tabella rendimento fondi

Il rendimento medio nel periodo è stato del 7,30%, inferiore alla media dei rendimenti pari, invece, al 7,83%.

In breve l’investitore avrebbe guadagnato il 7,30% medio se e solo se avesse sottoscritto il prodotto al primo anno e lo avesse tenuto fino al sesto. Tuttavia molti investitori non agiscono così. In definitiva le persone tendono ad aumentare l’importo investito dopo un periodo positivo e a ridurlo dopo un anno sfavorevole.

Come vedremo questa è la ragione per cui ci sono persone che perdono pur avendo scelto un fondo (o un portafoglio) ottimale.

Il rendimento dei fondi è calcolato secondo la formula time weighted. Essa, in breve, non considera l’impatto del momento di ingresso o di uscita nel prodotto.

Il money weighted rate

Il rendimento calcolato secondo la formula del money weighted, al contrario, misura la performance effettiva avuta da un investitore. Essa, in sintesi, cattura la dinamica del timing dell’investimento.

Ad esempio immaginiamo che un investitore abbia scelto il fondo di cui sopra partendo con 100.000 €. Alla fine di ogni anno positivo egli abbia incrementato l’importo di 50.000 € e alla fine di ogni anno negativo abbia disinvestito la stessa somma.

Si tratta di un comportamento meno estremo di chi avesse disinvestito tutto, perché “finirò con perdere i miei soldi se continua così“, o di chi investe dopo un anno positivo, perché “le cose stanno andando bene“.

A causa dell’errato momento di ingresso il rendimento effettivo dell’investitore sarebbe passato dal 7,30% al 5,64%. Il timing avrebbe ridotto il guadagno annuo del 22%.

È facile intuire che tanto maggiori saranno i versamenti e i rimborsi nei momenti errati, tanto minore sarà il rendimento finale. Questo esempio, contro intuitivo, ci porta a proseguire il nostro ragionamento.

Potenziare il rendimento dei fondi

Chi investe in fondi farà bene a non aumentare le somme investite dopo un periodo positivo, per ridurle dopo uno negativo. Semmai dovrebbe fare il contrario.

La cosa interessante è che la stessa dinamica si applica ad un qualunque portafoglio di investimento. Per questo motivo chi sottoscrive l’Investment Club dopo una fase di ribasso guadagna più della media.

In particolare, con riferimento al caso precedente, invertiamo i flussi. Ovvero ipotizziamo che l’investitore abbia aumentato l’investimento di 50.000 € dopo un anno negativo per ridurlo dopo un anno positivo.

Il rendimento “time weighted” sarebbe rimasto sempre lo stesso: il 7,30%. Ma il rendimento effettivo, il “money weighted“, sarebbe cresciuto del 33%, al 9,72%.

All’interno dei nostri corsi di formazione chiamiamo questo approccio “salmon”, perché spinge l’investitore contro corrente. L’esatto contrario di dove ci portano i consigli delle banche, che spingono ciò che ha reso di più nel recente passato.

La strategia funziona solo se ad un periodo negativo ne segue uno favorevole. Tuttavia il fenomeno della convergenza in media rende molto probabile che ciò accada.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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