Tutto sul rendimento dei BOT

Il rendimento dei BOT è dato dalla differenza tra valore di rimborso e prezzo di acquisto. Ecco come calcolarlo usando la capitalizzazione semplice e composta.

Calcolo del rendimento di un BOT

Poiché i Buoni Ordinari del Tesoro sono titoli privi di cedola, essi non pagheranno interessi periodici. Intendo dire che il loro guadagno deriva dalla differenza tra il valore nominale del titolo ed il prezzo di acquisto.

Grazie a questa loro caratteristica i BOT sono, quindi, titoli di Stato del tipo “zero coupon bond“. Per calcolarne il rendimento netto occorre partire dalla differenza tra il valore nominale incassato a scadenza ed il prezzo pagato per comprare il titolo.

Poiché l’imposta sugli interessi è prepagata al momento dell’acquisto, il valore rimborsato sarà l’intero nominale. Ad esempio, un BOT del valore di 1.000 € comporterà l’accredito di mille euro sul conto dell’investitore nel giorno della scadenza.

Se al momento dell’investimento il BOT è costato 997,51 €, il guadagno netto sarà pari a 2,49 €.

Il rendimenti dei BOT nel regime della capitalizzazione semplice

La capitalizzazione semplice ipotizza che gli interessi crescano in modo lineare nel tempo. Essa, inoltre, è usata per calcolare i rendimenti di operazioni finanziarie di breve durata.

Per tali motivi essa è particolarmente indicata nel calcolo del rendimento di un BOT.

Siano:

  • r il rendimento netto di un BOT
  • g i giorni di durata dell’investimento
  • P il prezzo pagato per comprare il titolo
  • V il valore di rimborso del titolo

La formula che darà il rendimento di un BOT con l’interesse semplice è la seguente:

calcolo rendimento BOT-segretibancari.com

Esempio di calcolo

Immaginiamo di avere un BOT a tre mesi (91 giorni) che costa € 997,51. Dal momento che il valore di rimborso è 1.000 €, il rendimento netto sarà dato dalla formula:

esempio rendimento BOT-segretibancari.com

In breve quel BOT rende l’1% netto.

Il rendimenti dei BOT nel regime della capitalizzazione composta

La capitalizzazione composta implica l’ipotesi che anche gli interessi dei BOT siano reinvestiti allo stesso tasso. In altre parole, ciò significa che al momento del rinnovo non solo i titoli scaduti saranno rinnovati alle stesse condizioni. Anche gli interessi, infatti, saranno reinvestiti. E cresceranno in modo esponenziale.

Se usiamo la medesima simbologia vista in precedenza, il rendimento netto di un BOT con la capitalizzazione composta sarà:

calcolo rendimento BOT- capitalizzazione composta - segretibancari.com

Esempio di calcolo

Il risultato, con i dati numerici visti sopra sarà dell’1,007%. Infatti dovremo compilare la formula con i seguenti dati:

esempio rendimento BOT capitalizzazione composta -segretibancari.com

Rendimenti storici dei BOT

L’immagine che segue, tratta dalla rivista Investimenti Finanziari, mostra il rendimento dei BOT annuali, semestrali e trimestrali dal 2010 al 2019:

rendimento BOT aste passate

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Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

3 commenti
  1. Continuo a chiedermi per qual motivo le aste dei BOT continuano a andare bene anche se i tassi sono ormai negativi da anni ,chi le compera realizza solo una perdita, quando chiamo in banca si dice che a comperarli sono enti istituzionali, sono convinto che a comprarli siano fondi di investimento che si fanno pagare una commissione molto alta dai propri clienti gestiti ditemi che non e vero che sbaglio!!!

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    1. @ Sandro
      Senza dubbio le banche investono in BOT, perché essi fanno parte di una quota capitale che gli istituti devono tenere in titoli di Stato. Peraltro la situazione dei tassi negativi è un’anomalia che prima o poi passerà…

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  2. E’ la stessa domanda e risposta che mi sono dato. Concordo con le vostre conclusioni e, a riprova, ci si può chiedere perchè le banche vendono prodotti inefficienti, perchè devono dare tassi negativi, perchè le banche sono in crisi (vedi Deutsch Bank che dovrà licenziare nei prossimi anni un buon 40% di dipendenti per sostenere la crisi). E’ chiaro che a qualcuno questi titoli li devi rifilare, perchè è fuori dal mercato chi presta soldi e ne riceve meno di quelli che ha dato. Così si rischia anche una bolla speculativa sull’obbligazionario. Perfino la Grecia manifesta tassi vicini allo zero per scelte della BCE.

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