Andamento spread BTP Bund oggi

andamento spread oggi

L’andamento dello spread tra BTP e Bund è in discesa. Ma la fine della corsa potrebbe essere vicina grazie ad un supporto appena toccato. Ecco cosa aspettarsi dal futuro.

L’andamento dello spread in un’ottica storica

Lo spread è nato assieme all’Euro. Esso misura, in breve, il differenziale di rendimento tra un titolo di Stato di un Paese dell’Eurozona e quello della Germania.

Grazie a ciò esso rappresenta una sorta di misura del rischio relativo di insolvenza di uno Stato sovrano rispetto alla Germania, percepita come super sicura.

Solo in seguito alla crisi del debito del 2011 lo spread è diventato un indicatore molto seguito, anche dalla stampa economica, al fine di capire l’umore degli investitori internazionali.

In particolare, dopo l’impennata dell’autunno 2011, il differenziale è sceso fino al 2015, per poi risalire e ridiscendere.

Lo spread oggi

Molti, erroneamente, ritengono che la salita dello spread europeo derivi dalla nascita dell’Esecutivo Conte-Di Maio-Salvini. Tuttavia il grafico che segue mostra con chiarezza che la tendenza al rialzo era iniziata ben prima dell’insediamento del Governo:

andamento spread

Come puoi vedere dal grafico il ribasso dello spread ha toccato un livello strategico, dal quale è probabile (ma mai certo) che risalga.

spread previsioni

Se ciò accadrà un nuovo evento, ad oggi sconosciuto, sarà indicato come responsabile.

Le conseguenze della risalita dello spread

Una eventuale risalita dello spread tra Bund e BTp avrebbe come risultato il ribasso delle quotazioni dei nostri titoli di Stato. In particolare quelli a lunga scadenza.

Al momento il BTP decennale si muove in assenza di una direzione, pigramente nei pressi del suo massimo storico. È indubbio che una situazione di rendimenti bassissimi a fronte di un impiego decennale del denaro non sia sostenibile.

A dire il vero non lo è nemmeno il Bund con rendimento negativo. Ad ogni modo una eventuale risalita dei tassi probabilmente innescherebbe nuovi timori sulla tenuta dei conti pubblici, e ciò penalizzerebbe i titoli a lunga scadenza dei Paesi periferici della Eurozona.

Reagire allo spread

Ci sono due modi per reagire ad un eventuale shock dello spread. Il primo di essi consiste nel creare una strategia di investimento efficace, dopo aver studiato i passaggi necessari.

Se questa è la tua intenzione ti saranno utili i corsi di A Scuola di Investimenti.

Al contrario, se hai poco tempo disponibile, puoi affidarti agli esperti di SegretiBancari, che ti diranno sempre dove investire, condividendo con te la loro operatività differenziata per grado di rischio.

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Giacomo Saver – SegretiBancari.com

Un commento
  1. Ti ringrazio di nuovo per questo articolo e, come di consueto aggiungo le mie riflessioni. Il Giappone è forse il paese più indebitato al mondo, ma possiede un’economia solida e un debito pubblico detenuto quasi completamente dai giapponesi. Lo yen, tra l’altro, è una moneta rifugio nei tempi di crisi. L’Italia, al contrario, ha un’economia nel più completo sfacelo e con un debito pubblico detenuto solo in parte dagli italiani, con la BCE che compra titoli per porre rimedio al disastro del nostro debito pubblico. Non voglio creare polemiche, ma è bene che un risparmiatore realista lo sappia. Siamo, così, a differenza del Giappone, ricattabili economicamente e politicamente dall’Europa. Se il nostro debito pubblico non venisse piazzato, colpirebbero molte cose, in primis: conti correnti, tassa deposito titoli, aumento spese bancarie e immobili. E’ da pochi giorni la “rimodulazione” dell’IMU/TASI sulla casa. Il mio portafoglio ultimamente è stato riassettato sul difensivo, poichè quest’anno ho guadagnato parecchio e voglio conservare i guadagni. Non intendo dire per niente ribilanciato, perchè non è il termine esatto, ma riassettato portando il mio portafoglio da 6 a 14 ETF. Ho ridotto la componente europea sulle obbligazioni poichè: l’italia emette titoli a tasso bassissimo, la germania ha il bund quinquennale con rendimento negativo -0.5, la grecia ha un tasso bassissimo, la spagna ha uno spread la metà del nostro. Io ho sempre investito in BTP, e li inserirò ancora nel mio portafoglio se le condizioni cambieranno.
    Inoltre, poichè ho notato una certa sofferenza bancaria ho implementato anche una porzione di ETF obbligazionari con exFIN (financials exclusion). Non voglio aggiungere altro poichè questo è sito di consulenza finanziaria. Pero’, quando affermo che un po’ di titoli di stato li dovremmo comprare, intendo dire una piccola quantità nel nostro portafoglio diversificato li potremmo inserire. Ma d’altronde, se un risparmiatore pensasse di sostituire un BTP, o altri titoli di stato, con un solo ETF obbligazionario contenente un paniere di titoli dei sopracitati paesi europei senza guadagnare nulla, se non perdere, tanto vale tenesse i soldi sul C/C. Questa è solo una mia convinzione personale.
    Saluti

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