Asta BTP 10 anni: tutti i rischi del “decennale”

asta-Btp-10-anni

Risultati asta BTP 10 anni: volatilità latente e rischi politici in cambio dell’1% di rendimento. Dedicato a chi non si rassegna mai.

Asta BTP 10 anni febbraio 2020

A fine febbraio 2020 si è tenuta l’asta dei BTP a 10 anni. Si tratta di un evento importante, non solo per la necessità di cassa del Tesoro, ma anche per un altro motivo.

Infatti l’asta si è tenuta in concomitanza con la diffusione dell’epidemia da Coronavirus, che ha fatto crollare i mercati. Esaminare i risultati del collocamento dei BTP ci permette, in altri termini, di tastare il polso all’umore degli investitori.

Anzitutto diamo un’occhiata alle quantità offerte e domandate. Mentre il Tesoro ha messo sul mercato 4 miliardi di euro di titoli, la domanda del pubblico è stata di 1,26 volte l’offerta.

Si tratta, in definitiva, di un dato positivo, poiché gli investitori sono ancora affezionati al reddito fisso e pur di avere dei bond che pagano cedole sono disposti a correre qualche sacrificio.

Chi, al contrario, vuole ottenere rendimenti più elevati dai propri investimenti potrà senza dubbio provare i nostri servizi per sapere dove investire.

I tre rischi principali del BTP 10 anni emesso in asta

Investire nel BTP a 10 anni, oggi, comporta tre rischi principali che è bene conoscere se si vogliono fare scelte oculate.

Rendimento modesto

L’asta del BTP 10 anni tenutasi a febbraio 2020 ha chiuso con un rendimento dell’1,03%. Si tratta di un dato bassissimo, sia in termini assoluti, sia relativi.

Occorre tenere presente, infatti, che chi compra un BTP che scadrà tra 10 anni di fatto congela il rendimento che otterrà per un periodo di tempo piuttosto lungo.

Se il livello dei tassi di partenza fosse elevato si potrebbe anche correre il rischio. In definitiva, se i tassi scendessero, sarebbe possibile rivendere il titolo in guadagno. O beneficiare di un rendimento elevato per molti anni a venire. Ma che dire oggi?

Nonostante le Banche Centrali possano ancora intervenire sui mercati, il margine per una riduzione dei tassi è davvero minimo, se non inesistente. A causa di ciò è probabile che nell’arco di un decennio i tassi risalgano. Chi ha la liquidità disponibile potrà impiegarla a tassi più alti. Mentre chi è “bloccato” nel BTP dovrà tenerlo fino a scadenza.

Se, infatti, decidesse di venderlo prima dovrebbe incamerare una perdita.

La finanza ti fa venire il mal di testa? Impara ad investire grazie ai nostri corsi di formazione.

Spread e Covid-19

Dopo aver toccato un massimo all’1,80% ad agosto 2019, il rendimento del BTP decennale è ridisceso. Il coronavirus, tuttavia, ha fatto scendere anche il rendimento del Bund. A causa di ciò lo spread è risalito.

Oltre a ciò c’è una ulteriore fonte di incertezza che spaventa i mercati. Per contrastare i danni inferti dal Covid-19 all’economia reale il Governo sta pensando di aumentare il deficit.

Una eventuale recessione dell’Italia farebbe crescere i rapporti debito/Pil e deficit/Pil. Ciò potrebbe comportare una crisi di fiducia da parte degli investitori, che richiederebbero tassi più alti sui BTP rispetto a quello offerto in asta.

BTP 10 anni, asta e incertezza politica

I prossimi mesi saranno impegnativi per gli investitori in BTP. Intendo dire che il 24 aprile Standard & Poor’s rivedrà il rating dell’Italia. L’8 maggio, invece, sarà il turno di Moody’s.

Tra maggio e giugno ci sarà una nuova tornata elettorale, che potrebbe creare una certa instabilità a livello politico. E che potrebbe ripercuotersi sui BTP.

Per concludere

L’asta dei BTP a 10 anni ha visto una grande domanda da parte degli investitori. Ciò significa che, nonostante tutto, i BTP piacciono ancora. E quando sui mercati regna l’incertezza la ricerca della sicurezza fa lievitare i prezzi dei titoli sicuri, o percepiti come tali.

Tuttavia il rendimento offerto è davvero basso, e rischia di essere penalizzante nel lungo termine sia per effetto dell’inflazione, sia a causa di un possibile rialzo dei tassi.

È giunto il tempo di fermarsi e formarsi, oppure di affidarsi a degli esperti che siano in grado di consigliarti al meglio dove investire.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di SegretiBancari

Rispondi o Commenta