BTP short term: cosa sono come funzionano e a chi convengono

I BTP short term sono i nuovi titoli di stato a breve durata. Essi sono una via di mezzo tra il parcheggio della liquidità e l’investimento.

I BTP short term nascono dalle ceneri dei CTZ

I nuovi BTP a breve scadenza, di fatto, sostituiranno i vecchi CTZ, i certificati del Tesoro zero coupon. Questi ultimi, in particolare, videro la luce nel 1995 sotto il Governo Dini.

Si trattava di nuovi titoli di Stato con durata pari a 18 o 24 mesi e privi di cedola. Grazie a queste caratteristiche i CTZ furono denominati “Bottoni” a causa della loro somiglianza con i BOT, i buoni ordinari del Tesoro.

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Caratteristiche dei nuovi titoli

I BTP short term sono stati emessi per la prima volta il 25 marzo 2021. Essi hanno una durata compresa tra i 18 ed i 30 mesi. Il loro scopo è quello di offrire agli investitori uno strumento a breve scadenza avente caratteristiche simili ai già noti BTP.

L’emissione di cui sto parlando, in particolare, è contraddistinta dal codice ISIN IT0005440679, è quotata su Borsa Italiana e scadrà il 29 novembre 2022. La sua durata all’emissione, pertanto, è di 1 anno e 8 mesi.

I BTP short term saranno emessi nelle aste di fine mese, insieme con i BTP indicizzati. La prima emissione è stata collocata a 100,66 ed è priva di cedola. Intendo dire che gli interessi pagati sono pari a zero. A causa di ciò il rendimento netto è dato dalla differenza tra il valore nominale ed il prezzo di acquisto.

Poiché il secondo supera il primo il guadagno netto per l’investitore finale è negativo.

Ovviamente, in futuro, le cose potranno cambiare. Tuttavia oggi l’investimento in BTP di durata corta non ha alcun senso nell’ottica dell’investitore. Resta da chiedersi, allora, chi abbia scelto di comprarli comunque, sapendo di prestare il proprio denaro ad uno Stato indebitato e di pagare per farlo.

BTP short: a chi convengono?

Il MEF, sostituendo i CTZ con i BTP short, raggiunge l’obiettivo di internazionalizzarne le sottoscrizioni. I vecchi certificati zero coupon, infatti, erano per lo più conosciuti dai risparmiatori italiani.

I nuovi BTP, essendo del tutto simili ai titoli a lunga scadenza, permetteranno al Tesoro una copertura internazionale. Essi, in linea di massima, saranno un’alternativa ai conti deposito vincolati.

Al momento attuale, tuttavia, comprare questi titoli equivale a pagare lo Stato affinché prenda i nostri soldi. Si tratta di un assurdo che trova la propria eccezione solo nei confronti di chi vuole limitare la giacenza in conto corrente.

Alcune banche, infatti, fanno pagare un costo monetario (o addirittura chiudono il conto) a chi ha più di centomila euro parcheggiati ed infruttiferi. Altri investitori, invece, temono il bail in. In questi due casi specifici ha senso prendere in considerazione l’investimento in BTP short term.

Tutti gli altri, invece, potranno evitare di comprare questo titolo e investire in modo più redditizio i propri soldi.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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