ETF e Dividendi: Un Vademecum per la Scelta

Esistono diverse tipologie di ETF: quelli che pagano dividendi, quelli ad accumulazione e gli ETF che hanno come sottostante azioni ad alti dividendi. Ecco come muoversi nella “giungla” dei prodotti.

Chi vuole investire in ETF si trova di fronte a due problemi, tra loro diversi e complementari, ma da affrontare e risolvere in ogni caso:

  • è opportuno investire in ETF ad alto dividendo?
  • se dello stesso ETF esistono due versioni, una ad accumulo e l’altra a distribuzione, quale delle due è meglio scegliere?

Si tratta di due aspetti che tuttavia conducono allo stesso punto.

Se vuoi investire in ETF ad alto dividendo puoi muoverti tra i 19 replicanti attualmente disponibili presso Borsaitaliana di cui trovi il dettaglio nella tabella qui sotto:

Etf alto dividendo

Attenzione al fatto che all’interno della tabella troverai prodotti con caratteristiche molto diverse tra loro. Evita anche di “esagerare” investendo in modo eccessivo in ETF a cedola, nel mero tentativo di portare a casa un reddito periodico, perché così facendo potresti trovarti di fronte a rischi davvero eccessivi. Non dimenticare anche che a distribuire cedole elevate sono di norma i prodotti più rischiosi, e questo è particolarmente valido in ambito obbligazionario.

Per esempio sono gli ETF obbligazionari Paesi Emergenti ed high yield quelli più generosi in termini di dividendi. La tabella, ad ogni modo, limita il campo ai soli prodotti di tipo azionario che pagano dividendi interessanti.

Per costruire un portafoglio di ETF non bastano solo i prodotti ad alta cedola, ma occorre impostare una buona diversificazione tra prodotti, mercati, valute, e tipologie di strumento. Il tutto “tarato” sulla propria tolleranza al rischio. Tuttavia disporre di un elenco di ETF con alte cedole rappresenta senza dubbio un ottimo punto di partenza.

Per tua comodità ti riassumo le caratteristiche di quattro tra gli ETF che trovi nella tabella:

db x-trackers Stoxx Global Select Dividend 100 UCITS ETF

Il fondo clona l’andamento dell’indice STOXX Global Select Dividend 100, il quale include le 100 società che offrono il più alto dividendo in America, Europa e Asia-Pacifico. Le azioni vengono selezionate in base al dividendo per azione storico. La tipologia di replica è sintetica (swap based). Scegliendo questo ETF investirai soprattutto negli States, seguono Regno Unito e Paesi Emergenti.

iShares Asia Pacific Dividend UCITS ETF

Il fondo replica l’indice DJ Asia Pacific Select Dividend 30, che contiene le prime 30 società ad alto tasso di dividendo di Australia, Hong Kong, Nuova Zelanda e Singapore. La modalità di replica, in questo caso, è fisica.

iShares EURO Dividend UCITS ETF

L’obiettivo del fondo è l’investimento nelle 30 azioni di aziende a maggior dividendo dell’eurozona. Si tratta di un sotto-indice dell’Eurostoxx composto da società con dividendi in crescita negli ultimi cinque anni. La replica e fisica e i maggiori Paesi rappresentati sono Francia, Germania e Italia.

SPDR S&P US Dividend Aristocrats UCITS ETF

L’ETF ti permette di investire nelle società americane che pagano i più alti dividendi. Infatti per poter essere comprese nell’indice le società devono aver riportato una crescita costante dei dividendi per venti anni consecutivi.

Investi responsabilmente 🙂 prima di correre a comprare uno o più di questi ETF stila un programma dettagliato per investire e compra solo se i fondi ad alto dividendo sono coerenti con il piano stesso.

Altra questione  riguarda la scelta tra ETF ad accumulazione e a distribuzione.

In questo caso, avrai due versioni dello stesso fondo:

  • una di esse capitalizza i proventi e non distribuisce frutti periodici, ma accresce il valore della quota nel tempo
  • una di esse paga periodicamente un dividendo, con cadenza annuale, semestrale o trimestrale a seconda di quanto stabilito nel regolamento del fondo stesso.

Attenzione al fatto che gli ETF che pagano cedole presentano un andamento sfalsato rispetto al benchmark che cercano di replicare per due ragioni. In primis l’ETF non sarà pienamente investito ma terrà una liquidità ferma sul conto in attesa di essere distribuita che “frena” la performance quando il mercato sottostante cresce (cash drag).

In secondo luogo se l’ETF che paga dividendi replica un indice che capitalizza (detto anche total return) allora un confronto fatto solo sui prezzi renderà apparentemente sconveniente l’investimento in ETF perché mentre il sottostante cresce l’ETF presenta una caduta nel prezzo in corrispondenza con il pagamento delle cedole.

La scelta tra un prodotto ad accumulazione ed uno a distribuzione dovrà tenere conto non solo delle preferenze individuali, ma anche e soprattutto del trattamento fiscale. Da questo punto di vista gli ETF a distribuzione sono meno efficienti di quelli ad accumulazione perché la tassazione colpisce gli importi pagati a prescindere dal fatto che si tratti di un utile effettivo oppure no.

Mi spiego con un esempio. Se compri un ETF a 100 e lo vendi a 99 ti trovi ad aver accusato una minusvalenza di 1 e di conseguenza non pagherai le imposte. Ma se lo stesso ETF comprato a 100 ora vale 95 perché ha pagato un dividendo di 4 la tua situazione, identica nella sostanza, sarà diversa a livello fiscale. Sui 4 euro di dividendo avrai pagato una tassa che si sarà resa irrecuperabile a causa del ribasso della quotazione che ha generato una minusvalenza.

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Il fatto che nel caso dei prodotti ad accumulazione le imposte vengono pagate al momento della vendita, quando effettivamente incasserai il guadagno, crea anche un utile da differimento delle imposte che è tanto maggiore quanto più lungo è il periodo di investimento.

 

19 commenti
  1. Tutto letto,grazie Giacomo.Pero’ non riesco a percepire la posizione fiscale della persona che acquisterebbe gli etf. Gli obblighi verso l’erario come si sviluppano per stare in regola? grazie

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    1. @ Massi
      Nei confronti dell’Erario non devi fare assolutamente nulla. La tassazione viene fatta ‘a monte’ dalla tua banca ed è pari al 20%. Se vuoi approfondire la tassazione degli ETF ti consiglio di iscriverti al corso omaggio Investment Secrets qui: http://www.formazionefinanza.com
      Ciao!!

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  2. Per completare quanto vi ha indicato correttamente Giacomo tenete sempre molto BEN presente la LIQUIDITA’ e LIQUIDABILITA’ degli strumenti finanziari.
    Condividerò con Giacomo un articolo prossimamente,ma sappiate che per liquidità si intende che abbiamo molti scambi,cosi da avere lo spread denaro lettera,ovvero differenza prezzo tra acquisto e vendita molto ravvicinato e questo vale anche per le obbligazioni,per le quali diventa ancora più importante la LIQUIDABILITA’ ovvero che siano su mercati regolamentati tipo MOT ed EUROTXL.
    Molte banche piccole non vi fanno presente questo aspetto che è fondamentale nel momento in cui aveste bisogno di riavere le vostre somme.
    Per gli etf tenere sempre ben presente ,soprattutto per chi opera con piattaforme di banche evolute,che negoziare etf su milano,su francoforte,su dublino etc fiscalmente non vi crea problemi e spesso SOPRATTUTTO sullo xetra tedesco sono presenti etf settorali molto liquidi.
    A buon rendere.

    Marco Bonfante

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  3. ho letto tutto ma ho qualche perplessità. io ho sempre investito sui prodotti postali perchè sn più tranquilli; per certi aspetti meno rischi forse a livello d’interessi guadagno di meno ma mi sn sempre sentita più tranquilla cosi. ora ho visto parlare di qst etf molte volte, volevo sapere come e dove si prendono, quanto bisogna investire? sn prodotti che si acquistano e rimangono bloccati per un anno oppure che bisogna giocarci un po su vendere acquistare e così via! quali consiglia caso mai di prendere naturalmente ho un budget molto irrisorio dovrei affidarmi ad una banca o posta? grz anticipatamente

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    1. @ Pinko

      Gli ETF sono ‘semplicemente’ dei fondi passivi che replicano l’andamento di un determinato indice di mercato. Le differenze fondamentali rispetto ai tradizionali fondi comuni di investimento venduti in banca o alla posta sono due:

      1) gli ETF si limitano a replicare un determinato indice finanziario, senza nessuna volontà di fare meglio dello stesso;
      2) gli ETF hanno costi pari a circa un decimo di quelli previsti per i tradizionali fondi comuni.

      Detto ciò, è impossibile ‘individuare’ in due righe quali siano i prodotti migliori in assoluto per te. Così come il loro rischio, che non dipende solo dal singolo ETF che andrai ad inserire in portafoglio, ma dalla composizione del portafoglio stesso e dalla sua diversificazione complessiva.
      Per aiutarti a investire con successo creando una strategia di portafoglio completa e a basso costo, che unisca i vantaggi degli ETF e delle obbligazioni, ho scritto per te l’ebook l’investimento perfetto.

      Purtroppo non posso affrontare un argomento così vasto in uno o pochi articoli. Grazie per l’affetto con cui mi segui e a presto!!

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  4. Grazie Giacomo, sempre illuminanti questi articoli!
    Ho capacità di risparmio di 600€ al mese e pensavo potesse essere conveniente fare un PAC, pensandolo anche come pensione complementare ( tra 15 anni se tutto va bene). E’ consigliabile un PAC in ETF o uno in fondi comuni? Ho letto che per quanto riguarda la fiscalità degli ETF viene applicata una ritenuta a titolo d’imposta del 20% sui proventi periodici e sui redditi di capitale derivanti dal Delta NAV e un’imposta sostitutiva del 20% sui redditi diversi (capital gain) al netto delle eventuali minusvalenze accumulateli ETF. Considerando la tassazione maggiore dovuta anche alla differenza del NAV tra giorno di acquisto e vendita, fa rimanere un PAC in ETF consigliabile rispetto un PAC di un buon gestore di fondi con gestione attiva ? Grazie ancora…

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    1. @ Luca

      In effetti il ‘vero’ tallone di Achille degli ETF è proprio la tassazione sfavorevole che non permette di compensare efficacemente utili e perdite. Questo ‘difetto’ che deriva solo dalla normativa fiscale, non credo sarà superato perché le pressioni delle lobbies contro i fondi passivi sono davvero molto forti. Ad ogni modo, nell’insieme, gli ETF sono prodotti assolutamente migliori e più efficienti dei fondi comuni che hanno costi complessivamente molto più alti.

      Per questa ragione, soprattutto se il tuo obiettivo è quello di investire per il lungo termine e non di cercare utili immediati con la speculazione, ritengo che gli ETF sono uno strumento migliore dei fondi comuni. La considerazione, ovviamente, riguarda anche il caso dei Pac. Anzi, soprattutto,considerato che i programmi di Accumulo sono quelli più tartassati in termini di costi, con un grosso prelievo sul primo versamento iniziale.

      L’unica cosa cui prestare attenzione sono gli eventuali costi minimi che la tua banca ti applica su ogni operazione di acquisto. In quest’ottica forse 600 euro per operazione sono un po’ pochi per ammortizzare la presenza di oneri fissi. Compra ogni due mesi per 1.200 euro e risolverai egregiamente il problema 🙂

      Ovviamente, per qualunque domana, sono a tua completa disposizione e ti auguro buona settimana.

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  5. ETF illiquidi? Ma in che senso? Gli ETF hanno il market maker che ne assicura sempre la liquidità.

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    1. @ Gianni

      Teoricamente sì. Ma se l’ETF vive una situazione “di stress” ad esempio perché il mercato sta venendo giù velocemente il market maker potrebbe “scomparire” e tu avresti serie difficoltà a vendere il tuo strumento. Ad esempio ciò avvenne in passato – se non ricordo male – con gli ETF Beta di Banca Intesa e con altri prodotti simili.

      Più che sulla presenza del market maker io farei affidamento sul sostegno di un nutrito gruppo di operatori che scambiano effettivamente quell’ETF così da non correre rischi…

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  6. Ciao Giacomo,
    avendo una piccola disponibilità e seguendo i consigli dell’investimento perfetto vorrei investirla nell’azionario tramite l’ETF Ishares Msci World. Dici che entrare adesso è troppo tardi visto che il trend è partito da molto oppure si può ancora fare, magari con un stop loss stretto (5-10%)?

    Grazie!

    Ps: vorrei seguire il webinar di stasera. Sono andato sulla landing page ma non sono riuscito ad iscrivermi.

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    1. @ FabioG

      Grazie per il tuo interessamento per il webinar. puoi iscriverti anche ora, sempre alla pagina promo dell’evento https://www.segretibancari.com/forex-webinar
      Io comprerei ancora l’ETF sull’indice MSCI perché così facendo investi su un paniere di borse mondiali, il cui trend fisiologico è in crescita. Infatti, salvo cirsi mondiali come quella del 2008, l’ETF è sempre salito. Certo, oggi i mercati sono in una situazione di tensione perché sono saliti molto e alcuni di essi stanno testando resistenze importanti, ma mettendo uno stop loss ‘stretto’ non dovresti avere problemi.
      Un abbraccio.

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  7. Ciao Giacomo,

    non mi è ancora chiara una cosa sugli ETF ad accumulo.

    Provo a spiegarmi:
    – compro supponiamo a 90
    – durante l’anno vengono accumulati un paio di dividendi da 10
    – dopo un anno vendo l’ETF che ipotizziamo valga ancora 90.

    Non ho capito:
    – io ricevo 90 (cioè il valore dell’ETF)
    – oppure ricevo 90 (cioè il valore dell’ETF) + i 10 accumulati?
    (salvo ovviamente sempre togliere le tasse)

    Cioè il dubbio che ho è che lasciando i dividendi nel fondo rischio di “perderli” a scadenza?

    Grazie!

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    1. @ Stefano
      Dopo un anno, se il sottostante non si è mosso, il valore dell’ETF sarà pari a 100. Ovvero a 90 (valore del sottostante) più 10 di dividendi incassati. Stai tranquillo che i dividendi non scompaiono ma contribuiscono a fare crescere il valore della quota. Ovviamente se il sottostante dovesse scendere più dell’ammontare dei dividendi allora alla fine avresti una perdita ma questo con il dividendo non c’entrerebbe nulla.

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      1. Quindi ditemi se mi sbaglio; in termini generali, un ETF ad accumulo, in un ottica medio-lunga, ti da le performance dell’interesse composto (i.e. esponenziali) automaticamente, senza dover vendere e ricomprare, e quindi senza le relative commissioni e nemmeno i tempi morti tractali transazioni.

        Giusto ??

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        1. @ Name
          Assolutamente sì, correttissimo 🙂
          Grazie per avermi scritto e a presto…

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  8. Mi ero dimnticato di chiedere dello scambio:
    sulla scheda io leggo volume: 467825,mentre su altri 5843
    Da cosa capisco se lo scambio è buono?c’è un numero limite per essere sicuri che vengano scambiati bene?

    Rispondi
    1. @ Maurizio
      Trattiamo a fondo le modalità di scelta degli ETF nel corso dal vivo Investitore Libero. Ti invito a visitare questa pagina per saperne di più. Un caro saluto e a presto…

      Rispondi
  9. Salve, è il mio primo commento e non ho grandi esperienze pratiche nell\’investire, però sto studiando…
    Dal mio punto di vista sono da privilegiare (se sono sufficientemente liquidi) gli ETF ad accumulo.
    Partendo dal fatto che la filosofia di un\’investitore debba essere orientata a medio/lungo termine, io se il mercato è favorevole e lo continua ad essere voglio investire pure i dividendi!
    Per esempio supponiamo un dividendo/cedola annuale costante del 5% ed un investimento di 100 euro e per semplicità ipotizziamo che il suo valore rimanga fermo nel tempo, dopo 5 anni:
    —————————————————
    Distribuzione:

    anno 1) 100 + 5 (dividendo che mi viene dato)
    anno 2) 100 + 5 (dividendo che mi viene dato)
    anno 3) 100 + 5 (dividendo che mi viene dato)
    anno 4) 100 + 5 (dividendo che mi viene dato)
    anno 5) 100 + 5 (dividendo che mi viene dato)

    dopo 5 anni 100 euro investiti e 25 di dividendi incassati (a cui in realtà bisogna togliere il 26% di tasse).
    —————————————————-
    Accumulazione:

    anno 1) 100,00 + 5,00 (che rimangono investiti)
    anno 2) 105,00 + 5,25 (che rimangono investiti)
    anno 3) 110,25 + 5,51 (che rimangono investiti)
    anno 4) 115,76 + 5,79 (che rimangono investiti)
    anno 5) 121,76 + 6,08 (che rimangono investiti)

    dopo 5 anni di accumulazione si hanno 127,63 investiti, non si è ancora incassato nulla e quindi non si è ancora pagato un euro di tasse.
    ———————————————————
    Risultato

    Distribuzione: 25,00 di dividendo
    Accumulazione: 27,63 di capital gain

    più anni passano, e più velocemente la differenza diventerebbe marcata tra i due modi di comportarsi.

    Qualcuno potrebbe dire che nel primo caso (distribuzione) si possono reinvestire i dividendi, ciò è vero
    ma si investirebbero non 25 ma 25 – 26% di tasse, cosa che nel caso dell\’ Accumulazione non avviene!

    Che ne pensi/pensate?

    Rispondi
    1. @ Giusto
      Quello che scrivi è sacrosanto e ti ringrazio per il tuo “primo commento”.
      In linea teorica gli ETF ad accumulo vanno meglio di quelli che distribuiscono dividendi perché reinvestono automaticamente gli utili e rinviano il pagamento delle imposte al momento della vendita.
      Tuttavia molti investitori amano ricevere degli accrediti periodici sul conto, quasi a testimoniare che il loro investimento “rende” per cui per queste persone i prodotti a “distribuzione” sono da preferirsi…

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