Crisi dell’Euro? Ecco dove investire

Se temi una nuova crisi dell’euro ho una buona notizia per te. Ho scoperto un buon strumento dove investire per mettere al riparo i tuoi soldi.

crisi dell'euroInutile dirlo, con l’autunno ritornano le preoccupazioni circa una possibile crisi dell’euro. Sono il primo a sperare che ciò non accada, ma è bene essere preparati anche per evitare di cadere nelle solite trappole che arrivano dal mondo bancario.

Per questa ragione vorrei esaminare con te un particolare strumento dove investire nell’ipotesi che ritornino, come nel 2011, i timori per una nuova crisi dell’euro.

Crisi dell’Euro? Tutto parte dal gelato

Credo che il “là” ad i timori di una nuova crisi dell’euro siano nati con la copertina dell’Economist che hai visto in apertura di questo post. Almeno quello è quanto temono (o sperano) gli inglesi.

Da tempo scrivo che a mio avviso l’euro è un fenomeno irreversibile, tuttavia ricevo sempre molte richieste di Amici preoccupati che vorrebbero sapere dove investire i loro risparmi in caso di disfatta della moneta unica.

Ho fatto un’analisi degli indici MSCI ed ho notato una cosa sorprendente. Un Paese europeo, che non appartiene alla moneta unica, sta registrando performance incredibili. Ma, purtroppo, in quel Paese non è possibile investire direttamente, poiché non esistono ETF quotati in Italia che ne replichino l’indice.

Così mi sono messo a cercare delle alternative.

Investire nei Paesi Nordici

Mi hanno sempre affascinato i Paesi Nordici da quando, nel 2006 feci, un lungo viaggio in Svezia. Ogni volta che entro in un negozio Ikea, poi, la mia ammirazione per la produttività di quei Paesi, per il loro rispetto per la natura e per la loro efficienza mi colpisce sempre.

Ma investire nei Paesi Nordici – nel complesso- ha senso? Per scoprirlo considera il grafico che segue che mette in relazione gli indici MSCI Europe in euro (linea rossa)con il MSCI Nordic Country in euro (linea blu) dal 1 settembre 2010 al 1 settembre 2014:

investire paesi nordici

In effetti l’andamento è molto simile, (il coefficiente di correlazione nel periodo è stato del 98,95%), ma la volatilità maggiore (13,57% contro l’11,77% dell’Europa).

Infatti:

  • i Paesi Nordici hanno i valori azionari espressi nelle valute domestiche (non euro) e quindi risentono del rischio di cambio
  • i paesi Nordici hanno delle economie legate al ‘Vecchio Continente’ e una crisi dell’Euro con apprezzamento delle valute domestiche provocherebbe dei problemi ai Paesi Scandinavi.

Tuttavia le loro valute sarebbero un porto ‘sicuro’ dove investire se le cose da noi precipitassero. Perché non investire nelle obbligazioni emergenti, allora? Per il semplice motivo che rendono pochissimo.

A questo punto tanto vale scegliere di investire nelle azioni dei Paesi Nordici. In caso di crisi dell’euro il tuo investimento soffrirà un po’ ma poi dovrebbe riprendersi una volta che lo shock valutario sarà rientrato e non penalizzerà più le esportazioni di questi Paesi.

 Un ETF azionario anti crisi dell’Euro

Come ti dicevo all’inizio non è possibile investire nel miglior Paese Nordico del momento. Non esistendo in Italia né in Europa un ETF che replichi il mercato azionario danese, la cosa migliore che puoi fare (se temi una crisi dell’euro e vuoi metterti al riparo) è investire in un ETF ‘nordico globale’ come ad esempio l’Amundi  ETF MSCI NORDIC (FR0010655738).

Esso è così composto:

  • Svezia. 48,40%
  • Danimarca, 23,97%
  • Finlandia, 13,90%
  • Norvegia, 13,73%

Il suo andamento è molto correlato con quello dell’indice MSCI Europe  (anche se negli anni ha performato un po’ meglio generando un rendimento complessivo negli ultimi 4 anni del 37,13% contro il 30,79% dell’Europa), ma questo legame potrebbe rompersi in caso di una nuova crisi dell’euro.

Inutile che ti ripeta le solite cose:

  • quello che hai letto è solo la mia opinione e in nessun caso deve essere considerata sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari
  • investire nei Paesi Nordici ha senso se temi una crisi dell’euro che porti alla distruzione della moneta unica
  • in ogni caso l’investimento azionario implica dei rischi, per cui diversifica sempre molto il tuo portafoglio.

Se vuoi sapere dove investire un patrimonio di almeno 100.000 euro e non sai da che parte girarti, non farti venire il mal di testa. Sta per arrivare l’investiment club. Ad ottobre…

Giacomo Saver, Coach Finanziario e Consulente

14 commenti
  1. Buongiorno,
    pur non credendo al collasso dell’euro pensi che questo sia comunque uno strumento su cui investire, considerando che la nostra valuta tendera’ a svalutarsi un po’ in confronto a tutte le altre?
    Seconda domanda: c’e’ mica uno strumento simile con I shares, visto che le Poste, presso cui ho il conto, mi annullano le commissioni fino a dicembre su etf I Shares?
    Grazie.

    Rispondi
    1. @ Elena
      Purtroppo no, IShares non ha ETF che investano nei Paesi Nordici. Se non temi il collasso dell’Euro non investirei in questo ETF. Il suo andamneto è simile a quello di un prodotto ‘globale europeo’ e non c’è motivo di seglierlo.
      Va bene se temi una disfatta della moneta unica, altrimenti eviterei senza problemi.

      Rispondi
  2. Giacomo scusa.. ma non pensi che le economie dei paesi ordici siano legate all’euro per cui rischino fortemente di segurne le sorti? Infatti la correlazione è molto forte, forse è possibile un guadagno nel breve (qualche mese) ma in un ottica un pò più lunga non credo..

    Rispondi
    1. @ Massimiliano
      Sì, la correlazione c’è. E un ribasso dell’economia ‘europea’ coinvolgerebbe anche questi Stati anche n virtù di una rivalutazione delle loro valute in caso di eurocrisi – che frenerebbe le eportazioni.
      Tuttavia nel tempo i sistemi economici ‘nordici’ potrebbero riprendere il loro andamento anche se l’europa resta al palo.

      Quindi penso che nel breve periodo (parliamo sempre di ipotesi di eurocrisi) una spaccatura dell’Eurozona avrebbe effetti negativi anche sul ‘Nord’ mentre poi ques’ultimo dovrebbe riprendersi.

      Rispondi
  3. Bravo Giacomo!!! l’avevo notato anche io tempo indietro, visto che faceva parte della mia ricerca che condividerò presto sul forum (mi sento soddisfatto sapere che abbia guardato nella tua stessa direzione), in più data la poca liquidità dell’ Amundi avevo già trovato un fondo comune sui paesi nordici degno di questo nome, solo che non era in valuta EUR, ma SEK.

    ISIN: LU0346392995

    Fidelity Funds – Nordic Fund Y-Acc-SEK

    Rispondi
    1. @ Piergiorgio
      Fidelity colloca – a quanto ne so – solo i comparti A ed E per gli investitori privati. La classe Y non penso sia disponibile, ma comunque il fondo è quello e, se riesci a prenderlo senza commissioni di ingresso, resta un ottimo fondo…

      Rispondi
      1. LU0261949381 questo è la classe A.

        Rispondi
  4. Giacomo,ma il franco svizzero per quanto tempo terrà la barriera del 1,2?Attualmente in area euro i tassi stanno a zero mentre in svizzera un conto deposito rende anche lo 0,4 e può accadere che grossi capitali in cerca di rifugio sicuro si accasino li.Quindi diventa oneroso per Berna difendere tale soglia…

    Rispondi
    1. @ Gabriele
      Onestamente non lo so. Comunque lo 0,40% non è molto – a mio parere – per invogliare uno spostamento di capitali. Inoltre penso che l’appela della Svizzera si sia ridotto negli ultimi tempi per cui il Franco non è la valuta che prediligo…

      Rispondi
  5. Ciao Giacomo,
    ringraziando come sempre per l’interessante post ti chiedo se ritieni una buona mossa in previsione di una crisi autunnale in Europa mettere in portafoglio una piccola percentuale di questo ETF: Lyxor UCITS ETF EURO STOXX 50 Daily Double Short (FR0010424143).
    grazie
    Paolo

    Rispondi
    1. Non vorrei sbagliarmi, ma gli ETF short vanno semplicemente in senso speculare agli ETF normali, quindi se l’Europa sale, lo short scende e viceversa, quindi ha più senso (se ci si aspetta un ribasso delle quotazioni) vendere allo scoperto con un ETF normale.

      Giusto Giacomo?

      Rispondi
    2. @ Paolo
      S’, un ETF short va bene ma prima occorre attendere una rapida discesa delle quotazioni che renda probabile ulteriori ribassi. Se lo compri ora e se le borse europeee saliranno ancora il tuo ETF perderà essenso orientato al ribasso. Aspetterei dunque ma lo strumento è valido. Grazie a te e buona settimana.

      Rispondi
  6. Caro Giacomo,

    buon giorno. E’ sempre un estremo piacere leggere i tuoi post e crescere insieme alla tua competenza. Stavolta io mi volevo soffermare su una frase che hai scritto, che è la seguente:

    “Il suo andamento è molto correlato con quello dell’indice MSCI Europe (anche se negli anni ha performato un po’ meglio generando un rendimento complessivo negli ultimi 4 anni del 37,13% contro il 30,79% dell’Europa),”

    Ti volevo chiedere, a tal proposito, le mie solite e puntali domande, a cui tu rispondi sempre in maniera eccellente e precisa.

    1) Questo vuol dire che, nei quattro anni, questo ETF ha avuto un rendimento pari al 37.13? Si tratta di un valore netto o lordo?

    2) In pratica è come se l’ ETF, di media, ha avuto (ad oggi, ci tengo a precisarlo perchè altrimenti lo farai tu!) un rendimento del 9%, giusto?

    Grazie, come sempre del tuo quotidiano impegno e passione in quello che fai. Si vede che cerchi di offrire sempre un servizio di qualità. Puoi sbagliare, come sbaglia qualsiasi persona, però l’impegno e la dedizione c’è tutta.

    Un caro saluto
    Marco

    Rispondi
    1. @ Marco
      Il rendimento del 37,13 è un dato lordo e si riferisce all’indice MSCI. Per nettizzare devi togliere il 26% di imposta. Il rendimento medio annuo (su 4 anni) è dell’8,21% usando la capitalizzazione composta. Un abbraccio e grazie per i complimenti 🙂
      Toglierei solo dal commento che hai scritto l’espressione “puoi sbagliare” e la sosituirei con “sbagli, però l’impegno e la dedizione c’è tutta” 🙂

      Rispondi

Rispondi o Commenta