Tre Modi per Portare I Soldi Fuori dall’Italia

soldi fuori dall'Italia

Come portare i soldi all’estero legalmente? Sempre più investitori si pongono questa domanda, alla luce dell’incertezza politica ed economica che stiamo attraversando ed ai timori crescenti di un prelievo forzoso. I grandi investitori hanno già, almeno in parte, trasferito i propri soldi fuori confine. Secondo stime del Sole 24 Ore, l’80% dei patrimoni oggetto dello scudo fiscale negli anni precedenti è rimasto fuori.

Ma ora anche chi ha due-tre cento mila euro, ossia il lettore tipico di Segreti Bancari, si sta facendo allettare dalla possibilità di trasferire fuori dall’Italia il proprio patrimonio. Ecco tre strade diverse per raggiungere il medesimo obiettivo, con le controindicazioni del caso.

Conti Bancari in Svizzera

Aprire un conto in Svizzera è il primo modo per portare fuori dall’Italia i soldi. L’operazione non è economica, perché richiede molto spesso un viaggio oltre frontiera e il sostenimento di costi elevati. Naturalmente l’apertura di un conto bancario è un’operazione perfettamente legale, anche se implica un piccolo adempimenti fiscale (il conto va dichiarato nel quadro RW del Modello Unico o del 730).

Le due banche elvetiche più economiche presso le quali aprire un conto sono:

  • Poste Elvetiche
  • Banca Migros

Attenzione alla valuta di denominazione del conto. Operare in Franchi Svizzeri può essere molto pericoloso perché la divisa potrebbe svalutarsi in modo significativo, come avvenne il 15 gennaio 2015. Una ipotetica uscita dell’Italia dall’Euro farebbe crescere il Franco, ma poi è ragionevole ipotizzare una sua discesa forte.

Conti Presso Banche dell’Unione Europea

Aprire un conto corrente presso una banca di uno Stato diverso dal nostro è il secondo modo che hai a disposizione per portare fuori dall’Italia i tuoi soldi.

Ogni cittadino dell’Unione, infatti, ha il diritto di aprire rapporti bancari con istituti di credito stranieri. Se il conto prevede la possibilità di accedere ai mercati finanziari sarà possibile fare investimenti redditizi anche dal proprio Smartphone o dal PC senza doversi recare in filiale all’estero per inserire gli ordini.

Portare Fuori i Soldi con i Conti Online

La terza soluzione per trasferire in tutto o in parte la propria ricchezza fuori dai confini nazionali consiste nell’aprire un conto presso una banca estera on line. Senza voler fare pubblicità a nessuno (non ho nessun legame commerciale con alcun istituto), la tedesca N26 Bank ti permette di aprire un conto in pochi minuti.

Strumenti Finanziari all’Estero: Fiscalità

L’apertura di un conto corrente è solamente il primo dei passi necessari a trasferire il proprio denaro all’estero. Il passaggio successivo consiste nel trasferire anche gli strumenti finanziari che si hanno in Italia. Il primo modo per farlo consiste nello spostare i titoli da un dossier ad un altro, sempre che la cosa sia possibile ed economicamente conveniente.

Il secondo modo consiste nel liquidare le attività finanziarie che si hanno in Italia, trasferire la liquidità per poi ricomprare all’estero gli stessi prodotti, o alcuni simili, ma disponibili nel nuovo Stato.

Affidandosi ad un intermediario estero crescono le spese, anche nei confronti del fisco italiano a causa della doppia tassazione delle rendite. Gli interessi ed i dividendi incassati sono soggetti ad una doppia tassazione, che si potrà recuperare solo in parte attraverso complicate procedure.

I conti correnti sono tassati in base alle normative dei singoli Paesi più l’imposta di 34,20 € l’anno applicata in Italia.

Consigli Pratici per chi Vuole Portare Fuori dai Confini i Propri Soldi

Il consiglio che ti do, se vuoi portare i soldi fuori dall’Italia, è di procedere per gradi. Inizia con il capire bene a quali costi e sosterrai e su quali mercati potrai operare. A nulla ti serve aprire un conto corrente se poi non puoi fare investimenti perché esso non ti permette di accedere a nessun mercato. Una volta capito l’istituto che fa per te apri un conto e trasferisci della liquidità.

Dopo alcuni mesi di test, potrai decidere di spostare anche il resto, ma non essere precipitoso.

Tieni inoltre presente che poiché lo Stato italiano è a conoscenza dei tuoi movimenti finanziari oltre confine, l’apertura di un conto all’estero non ti difenderà da una eventuale e temuta imposta patrimoniale.

Giacomo Saver – Segretibancari.com

21 commenti
  1. Un po di oro e contanti da piazzare in cassetta di sicurezza e voglio vedere come se li vengono a prendere…. o no?

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    1. @ Stefano
      Le cassette di sicurezza sono più difficili da prendere, ma nulla è impossibile.

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  2. Ma che senso ha portare i soldi all’estero? Se si teme la fine dell’euro, non è sufficiente comprare,ad esempio, un etf che investe nei treasury americani? Un saluto Ferdinando

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    1. @ Ferdinando
      Dipende da quanto vuoi cautelarti. Per me sì è sufficiente, ma se uno nemmeno così è tranquillo allora può trasferirei suoi soldi altrove.

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  3. Ciao Giacomo

    Esiste un’ alternativa decisamente meno costosa (anzi, gratuita): Attendere le elezioni europee del prossimo maggio e cacciar via Junker&co a colpi di voti. Il vantaggio? Non si movimenta il portafoglio evitando di pagare oneri e tasse. D’ altronde, la psicologia dell’ investitore dice di tenere duro.

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    1. @ Daniele
      Non so se quella che tracci sia la strada giusta. Di certo sarà il futuro a dircelo, ma il “problema” dell’investitore è che occorre agire ora.

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  4. Buongiorno Giacomo,
    se si comprano titolo esteri, ad esempio bond australiani (tripla classe a),
    treasury americani ecc.. in caso di un fallimento dello Stato Italiano,
    lo Stato potrebbe tassare di più’ il dossier titoli, ma non bloccarlo o requisirlo..
    se dall’euro di dovesse ritornare alla lira, noi comunque avremmo strumenti in dollari, e quindi con un valore enorme!
    Quindi potremmo comunque salvare una buona parte del capitale.
    Naturalmente se si rimane nell’euro saremmo soggetti alle variazioni del cambio.
    Io sono dell’opinione che quando si fa la scelta di comprare titoli in valuta estera,
    è preferibile comprarli con durata piu’ lunga possibile, in modo che avremo piu’ anni a disposizione per aspettare il momento giusto (cambio a noi favorevole) per liquidarli..

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    1. @ Giovanni
      Tutto giusto. Lo Stato non potrà, in nessun caso, requisire i titoli in dossier né tanto meno ri-denominarli in Lire visto che sono in dollari. Ottime riflessioni.

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  5. Ciao Giacomo,
    ho 30000 liquidi e visto la situazione attuale italiana vorrei coprirmi un pò le spalle da un\’uscita dall\’euro e volevo prendere questo etf IE00B5BMR087. Se dovessimo tornare alla lira, essendo tutte azioni in dollari avrei naturalmente dei grossi vantaggi, ma lo stato cosa potrebbe farmi a parte una patrimoniale, io credo nulla non può certo ri-denominare le azioni.Fino a quando terrò l\’etf avrò sempre il valore la quota in lire, ma rapportata al dollaro di quel giorno, giusto? In pratica e come se avessi dei dollari fino a quando terrò l\’etf. Poi ho un fondo che investe in obbligazioni a breve termine in area euro e qualcosina in Usa. Penso che anche per questo fondo vale il ragionamento dell\’etf che tutte le obbligazioni del fondo non italiane resteranno in euro e avrei dei vantaggi dall\’uscita nostra dall\’euro. Vorrei chiederti un ultimo consiglio: Tenere titoli e fondi che hanno poco o niente italiano è come avere più o meno un conto all\’estero, tanto la patrimoniale la metteranno anche nei conti esteri. Naturalmente non sto gufando ma spero di restare nell\’euro.
    Grazie del tuo tempo e per la risposta
    Francesco

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    1. @ Francesco
      Tutto corretto quello che scrivi. Lo Stato può – eventualmente – imporre una patrimoniale sui conti in Italia, ma in nessun caso può ridenominare uin Lire un prodotto finanziario espresso in una valuta diversa dall’Euro. Da questo punto di vista puoi stare tranquillo.

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  6. Ciao Giacomo,
    approfitto della tua disponibilità per un’altra domanda: Ho questa obligazione in dollari US465410BG26 però è stata emessa dallo stato italiano, Se torniamo alla lira lo Stato può ritirarli dal mercato o convertirli in lire? Purtoppo penso di si, essendo l’emittente, però volevo una tua conferma, magari mi sbaglio.

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    1. @ Francesco
      No. Lo Stato non può fare nulla su ciò che è fuori dalla sua portata. Un titolo emesso in dollari finirà in dollari ma non potrà essere convertito in Lire.

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  7. Ciao Giacomo, grazie per il corso \\\”Portafoglio Permanente\\\” è semplice ma al tempo stesso molto valido e spiegato bene.
    Vorrei chiederti in merito al \\\”Fondo salva-stato\\\” (acquisto dei bond forzato del debito italiano pari al 20% del patrimonio netto pensato dall\\\’economista Wendorff),
    Cosa ne pensi? Immagino sia a lungo termine sui 30 anni, secondo te con il Portafoglio permanente lo Stato può in qualche modo attingere?
    Io credo che non ci sia il rischio di uscire dall\\\’Europa e tornare alla Lira, ma di un prelievo forzoso o acquisto forzato del debito italiano si.
    Grazie per il tuo lavoro di formazione finanziaria che in Italia è molto scarsa!

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    1. @ Daniele
      Lo Stato non può interferire con la strategia del portafoglio Permanente, ma può – purtroppo – imporre una imposta patrimoniale sui nostri soldi, anche se essi sono investiti in gran parte fuori dai confini nazionali. Al momento membri autorevoli del Governo hanno escluso la patrimoniale, ma non si sa mai… Grazie per i complimenti e a presto!

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  8. BUONASERA
    E con il conto corrente della banca N 26 si riducono i rischi legati all’Italia e all’uscita dall’euro ?

    Grazie

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    1. @ Domenico
      Sì perché è un conto estero.

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  9. Buonasera Giacomo e complimenti per l’interessantissimo sito, Cosa ne pensi degli investimenti in polizze a gestione separata ramo primo. Per avere un portafoglio estremamente prudente ad oggi quanta percentuale del tuo patrimonio mobiliare terresti in questo tipo di strumento finanziario? Ti ringrazio per la disponibilità.

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    1. @ Marcello
      Ti ringrazio per i complimenti. Le polizze del ramo I sono da evitare: https://www.segretibancari.com/risorse/Investimentiassicurativi.pdf. Semmai terrei una parte del mio capitale liquida, a seconda delle tue esigenze e della tua tolleranza al rischio, ma eviterei le polizze.

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  10. Scusa ho in cassetta di sicurezza in banca una somma in euro, gentilmente mi dici cosa posso tenere se:
    – usciamo dall’euro
    – fanno una patrimoniale
    – fallisce la banca

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    1. @ Flavio
      Difficile dare una risposta precisa alle tue domande. Se la banca fallisce il contenuto delle cassette di sicurezza è protetto, perché si tratta di “beni di terzi in deposito”. Nel caso di una patrimoniale teoricamente pure, mentre nel caso di grave crisi lo Stato potrebbe rivalersi sul contenuto come accadde in passato ad esempio in tempo di Guerra quando il fascismo confiscò le cancellate delle case per produrre cannoni.
      In condizioni “normali” comunque il suo capitale è protetto.

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  11. Ciao Giacomo,
    se si apre un conto con N26 la tassazione è quindi doppia Italiana e tedesca?
    Bisogna anche denunciare tutti gli anni nel 730?
    Grazie

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