Tre pitfall dell’obbligazionista

errori dell obbligazionista

Aspettare 10 anni per guadagnare l’1%: questa è la realtà per chi ama i bond. Chi non si rassegna rischia di commettere 3 errori di cui si pentirà presto.

Bond: da generatore di reddito a stabilizzatore di portafoglio

L’investitore che per anni ha privilegiato le obbligazioni mal si adatta al momento attuale. In breve questa persona continua a cercare soluzioni per “spremere” rendimento laddove non c’è.

La verità è che i bond sono passati dall’essere “generatori di cedole” a stabilizzatori del rischio. Intendo dire che la loro funzione, all’interno di un portafoglio, è cambiata. Chi non si rassegna al fatto che la redditività va cercata altrove cadrà in una di queste trappole.

L’allungamento delle scadenze

L’investitore inconsapevole, per prima cosa, cerca rendimento attraverso l’allungamento delle scadenze. A titolo di esempio basti pensare a chi è passato dai BTP quinquennali al titolo trentennale.

L’ecosistema rassicurante creato dalle banche centrali, inoltre, illude gli investitori. Questi, in particolare, vedendo il valore dei loro titoli salire, allungano sempre più le scadenze mentre i rischi crescono.

L’incremento del rischio percepito potrebbe facilmente fare salire i tassi. Il fenomeno, in definitiva, abbatterebbe in modo dirompente le quotazioni dei bond lunghi.

L’aumento della durata media finanziaria del portafoglio non è una buona strategia. In modo particolare quando i tassi sono difficilmente comprimibili.

L’incremento del rischio emittente

Un altro errore consiste nel cercare emittenti meno solidi che offrano guadagni superiori.

A titolo di esempio la forte domanda di bond spazzatura, che si è verificata di recente, deriva proprio da questa distorsione.

Infatti i bond high yield non solo hanno una volatilità pari alle azioni. In aggiunta al loro comportamento “equity like” gli stessi possono comportare la perdita integrale del capitale investito.

Le obbligazioni “junk” non vanno evitate del tutto. Occorre, tuttavia, saperle dosare con cura all’interno di un portafoglio. Nel servizio Investment Club, ad esempio, abbiamo alcune posizioni aperte sui bond ad alto rendimento. Ma se sceglierli è l’investitore “fai da te” i rischi sono eccessivi.

Lo “switch valutario”

L’ultimo errore consiste nell’assunzione di un rischio di cambio smodato. L’investitore in cerca di rendimento, in breve, sposta la sua attenzione ai titoli esteri.

Molte obbligazioni in valuta offrono rendimenti maggiori di titoli analoghi in euro. Questi bond, però, pagano interessi e capitale in un’altra divisa, sovente “debole”.

Una piccola svalutazione del cambio è spesso sufficiente a creare delle perdite in capo all’investitore poco accorto.

Vincere la sfida dei bond

Non c’è dubbio che sia ancora opportuno, per tutti, investire in obbligazioni. Tuttavia, come ho anticipato in apertura dell’articolo, il loro ruolo va rivisto.

Le obbligazioni devono rappresentare una fonte di protezione del capitale. La redditività, invece, va cercata a livello di portafoglio complessivo grazie ad un mix opportuno di strumenti.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

3 commenti
  1. Sono d accordo con la articolo
    Cordiali saluti

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  2. Per quanto riguarda i bond spazzatura, esistono etf High yeld obbligazionari. Non sarebbe meglio a sto punto puntare su questi?

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    1. @ Daniele
      Per ragioni di tempo e risorse non posso rispondere qui alla tua domanda, ma ti rimando ai nostri corsi di formazione e ai servizi operativi per imparare ad investire o sapere dove sia meglio investire oggi. Un cordiale saluto.

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