2020: tutti pazzi per i BTP

2020 tutti pazzi per investire in BTP

Il rendimento dei BTP resta su valori molto bassi per tutte le scadenze. Ciò nonostante la domanda non è mai stata così alta. Cosa c’è sotto?

Rendimento BTP a giugno 2020

I rendimenti dei BTP, a giugno 2020, stazionano su valori piuttosto bassi. Sebbene i nostri titoli di Stato rendano più di quelli di Spagna e Portogallo gli interessi corrisposti sono davvero modesti.

A titolo di esempio il BTP 1/8/30 0,95% (il decennale) rende l’1,40% netto. Il quinquennale, BTP 1/6/2025 1,50%, rende invece lo 0,69% netto.

Si tratta di valori molto bassi che inducono alla prudenza. Il famoso gestore di fondi hedge Ray Dalio è particolarmente cauto. In una recente intervista ha detto che i BTP rendono troppo poco per essere appetibili.

Inoltre, secondo il gestore, i tassi non sono più comprimibili, per cui inutile farsi illusioni su possibili guadagni in conto capitale.

Ciò nonostante in questo contesto il MEF ha collocato 14 miliardi di BTP decennali con cedola all’1,65% e rendimento effettivo dell’1,71%. Si tratta, in sintesi, di un collocamento avvenuto ai primi di giugno e riservato agli istituzionali. La domanda è stata di 108 miliardi, un record assoluto.

In aggiunta ben 450 investitori stranieri hanno richiesto i BTP, che però rendono sempre meno.

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Il paradosso dei BTP

Debito in crescita e rendimenti in calo sono un paradosso dei mercati. I nostri BTP, infatti, dovrebbero rendere ben di più alla luce del deficit che il Governo ha creato per rispondere all’emergenza da COVID-19.

Le ragioni per cui i titoli pubblici italiani rendono poco sono essenzialmente tre.

Rendimenti BTP competitivi

I nostri titoli di Stato sono obbligazioni investment grade particolarmente remunerativi. A titolo di esempio basti pensare che il decennale spagnolo offre lo 0,61%, mentre i BTP sono secondi solo ai bond greci.

Pandemia in esaurimento

Come ha recentemente affermato il Presidente del Consiglio la pandemia è in fase di rientro. Sebbene l’emergenza non sia finita il peggio sembra essere alle nostre spalle. In definitiva ciò rassicura i mercati e rende gli operatori più ottimisti circa il futuro.

Ombrello europeo

L’incremento del programma PEPP (Pandemic Purchase Epidemic Program) della BCE e la creazione del Recovery Fund fanno pensare che il debito pubblico italiano sarà sostenuto da Bruxelles.

Alternativa ai BTP

Chi cerca un’alternativa ai BTP, senza uscire dai titoli di Stato, può valutare i bond legati all’inflazione. Essi, in breve, appaiono sottovalutati in questo scenario di mercato.

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A titolo di esempio, mentre il BTP 1/12/28 2,80% offre un rendimento netto dell’1,04%, l’omologo inflation linked si avvicina molto. Il BTP€i 15/5/28 1,30%, infatti, offre un rendimento reale dello 0,95%.

Ciò significa che il mercato ipotizza che non ci sia inflazione nel futuro. Se, al contrario, i prezzi saliranno, i BTP indicizzati saranno migliori di quelli standard. Ovviamente a parità di rischio emittente.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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