Buoni Postali contro BTP?

Come Posso Scegliere tra Buoni Postali e BTP? Conviene Investire in Posta oggi?

La serie Buoni Postali 3×4 sta spopolando. Merito solo della pubblicità? Oggi investire in posta conviene!!

Non credo di sbagliare se affermo pubblicamente che l’esigenza più sentita dai risparmiatori oggi è quella di fare un investimento sicuro. Se sei d’accordo con me seguimi in questo articolo, al termine del quale saprai perché i buoni postali 3×4 sono competitivi rispetto ai BTP.

Investire in posta, oggi, è più interessante che non in banca. Prima di arrivare a motivare questa conclusione, esamineremo i dettagli dei buoni postali che “vanno per la maggiore”.

Buoni postali 3×4

I buoni postali sono semplicemente una forma di prestito che tu fai allo Stato attraverso la Cassa Depositi e Prestiti cui confluiscono i soldi di chi ha scelto di investire in posta. Il loro funzionamento è molto semplice:

  • sono ammesse solo due operazioni: sottoscrizione e rimborso;
  • i buoni possono essere sottoscritti in qualunque momento presso qualsiasi ufficio postale;
  • il rimborso può essere chiesto in qualunque momento senza sostenere costi.

Quali sono le caratteristiche fondamentali della serie 3×4 in collocamento a novembre 2012?

  • gli interessi corrisposti sono crescenti con il passare del tempo. Se tenuti fino alla scadenza di dodici anni questi strumenti renderanno il 4,503% netto
  • gli interessi sono corrisposti alla fine di ogni triennio. Se rimborsati in corso d’opera saranno pagati solo i frutti fino al termine del triennio precedente

Allora perché sono convenienti rispetto ad un BTP?

Ripassiamo insieme i BTP

I BTP sono titoli di stato a tasso fisso. Essi pagano cedole semestrali di uguale importo ed alla scadenza possono essere rimborsati al valore nominale. Se vednuti prima l’investitore prenderà gli interessi per tutta la durata di detenzione del titolo, ma il prezzo a cui venderà il BTP non è noto a priori.

Questo significa che un BTP venduto prima della scadenza può benissimo generare una perdita in conto capitale che annulla e guadagni ottenuti con gli interessi. Ricorda che con i titoli a tasso fisso puoi perdere e che la perdita è tanto maggiore quanto più lunga è la durata del titolo.

E’ un caso, secondo te, che raccomando di limitare la durata residua dei BTP per contenere i rischi?

La differenza fondamentale tra BTP e buoni postali è che i primi possono generare perdite se liquidati prima della scadenza, mentre i secondi saranno sempre rimborsati, come minimo, al nominale. Proprio per questa ragione i BTP normalmente rendono di più dei buoni. Ma ci sono delle eccezioni.

Approfondiamo la questione, ti va?

La tabellina che ti mostro indica il rendimento dei titoli postali, al netto delle imposte, ipotizzando che il loro rimborso avvenga alla fine di ogni periodo annuale:

Come vedi investire in posta implica subire rendimenti decrescenti con il trascorrere del tempo all’interno del triennio. Poiché gli interessi si fermano alla fine del triennio precedente, i rimborsi avvenuti al quinto, all’ottavo e all’undicesimo anno sono penalizzati. (fonte: poste.it – rendimentobtp.it, elaborazioni mie)

Negli altri casi investire in posta conviene per queste ragioni:

  • al termine del terzo anno vincono i BPF offrendo interessi superiori
  • su sei anni il rendimento dei due strumenti è identico, ma i BPF hanno la garanzia contro eventuali perdite derivante dal fatto che in caso di rimborso anticipato il capitale è garantito. I BTP non garantiscono nulla fino alla scadenza;
  • al nono anno la convenienza si ribalta, ma il maggior rendimenti dei BTP non compensa il rischio corso in termini di oscillazione di prezzo;
  • al dodicesimo anno i BPF 3×4 convengono di nuovo.

Ora mi aspetto un rimprovero da te. Ho scritto questo post utilizzando i dati di novembre che è ormai alla fine. E che cosa cambierà a dicembre? Nell’attesa di conoscere i dettagli della serie T15 dei BPF 3×4 aspetto di leggere nello spazio relativo ai commenti le tue richieste.

E potremo discutere lì la nuova emissione non appena disponibile. Nel frattempo fai circolare questo post tra i tuoi amici se ritieni possa essere loro utile.

Ci sentiamo presto!!

 Giacomo Saver

66 commenti
  1. Salve signor Saver.
    Come al solito bellissimo articolo.
    Io personalmente sono contrario a questo strumento anche se ha tutte le caratteristiche di ottimo investimento, come le puntualmente ha spiegato. Le mie riserve nascono poiché avendo già investimenti nel deposito titoli della mia banca, con l’introduzione dell’imposta di bollo anche sui buoni postali sul valore di rimborso superiori a 5000 euro, mi troverei a pagare l’imposta due volte e ancor peggio se staranno così le cose, al momento del rimborso del buono stesso. Sicuramente mi sbaglio ma l’introduzione dell’imposta mi ha fatto allontanare dai titoli postali, proprio per non pagarla più volte.
    Molto probabilmente mi sono sbagliato e le chiedo di delucidare noi risparmiatori su quest’ultima porcata legislativa. Basti pensare che l’imposta e stata inserita anche sui prodotti destinati ai minori.
    Un saluto

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    1. @ Francesco
      In realtà l’ottimizzazione fiscale, sotto il profilo dell’imposta di bollo, si ha quando ogni rapporto in essere è almeno pari a 34.000 euro. Al di sopra di tale soglia, infatti, l’imposta diventa proporzionale e non c’è più il “bollo minimo” di 34,20 euro.

      A quel punto avere 100.000 euro tutti presso una banca o averne 50.000 in banca e 50.000 in posta non crea più nessuna differenza. Per le Poste c’è la zona di limbo compresa tra i 5.000 euro (soglia di esenzione) e i 34.000 euro al di sopra dei quali l’imposta diventa proporzionale senza bollo minimo.

      Tanto più l’importo da investire si avvicina a 5.000 euro (dall’alto) tanto maggiore è l’incidenza del bollo minimo e, di conseguenza, tanto più l’investimento è penalizzato.

      Se non sono stato abbastanza chiaro mi riscriva… Buon week end!!

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  2. Se non ho capito male dovrebbe essere un investimento di lunga durata(12anni).Allora perche ‘non i buoni indicizzati all’ inflazione?

    un saluto Alessio

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    1. @ Alessio
      Giustissima osservazione. In effetti il titolo del post recita “Buoni Postali contro BTP” e non contro “BTPi”. Tu che mi segui da tanto sai che ho un debole per gli investimenti che proteggono il capitale dall’inflazione, soprattutto per gli impieghi di lungo termine.

      Personalmente preferirei i BPFi alla serie 3×4 ma dato che ho ricevuto molte richieste di approfondimento di questo strumento ho ritenuto giusto esaminarlo a fondo.

      Un abbraccio!!

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      1. Se però ti scappa uno studiolo con diversi BTPi è ben accetto 🙂
        (avevo scritto un commento prima a tal proposito, chissà che fine ha fatto..)

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        1. @ Matteo
          Il commento era in fase di approvazione: ora è visibile 🙂

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  3. Caro Giacomo,
    grazie per questo semplice ed interessante articolo. E’da un po’ di tempo che ti sto leggendo ed hai l’indubbio merito di avermi “salvato” da quello che poteva essere un errore molto importante: cioè acquistare una polizza vita della “Ergo”, propinata da un amico di un conoscente…
    Figurati, io che ho la prudenza di un pensionato e che da 8 anni tutto quello che riesco a risparmiare lo metto nei conti deposito…stavo veramente per commettere una leggerezza…attualmente sto pensando di differenziare un pochino i miei investimenti (anche se so che i c.d. non dovrebbero essere considerati tali)…vorrei prepararmi un piano pensione complementare “fai da te”, magari giocando sulle brevi scadenza dei BTPi o dei BTP italia…
    Mi trovi un motivo “convincente” per lasciare il mio c.d. attuale (che offre il 3.68% NETTO annuo…) e buttarmi sui buoni postali???

    Buon lavoro

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    1. @ Moretto
      Guarda caro Amico, oggi come oggi visti i tassi sugli investimenti tradizionali anche i conti deposito possono essere annoverati tra gli investimenti a tutti gli effetti e non essere visti solo cone un impiego di liquidità.
      Le polizze Ergo sono terribili, sotto il profilo dei costi: le avevo analizzate quando ancora erano Bayerische e furono proposte al mio amico Carlo una decina di anni fa.

      Hai fatto benissimo a non cadere nella trappola. Per quanto riguarda i buoni postali, il vero vantaggio sta nel fatto che riparano dall’inflazione nel lungo andare. Ma se hai spuntato il 3,68% netto sul conto deposito non ti conviene sottoscriverli ora. Aspetta che la promozione (od il vincolo) legato al conto deposito scada e poi sottoscrivili 🙂

      Grazie per i complimenti e cari saluti!!

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      1. Giacomo ecco che sbagli … adesso i tassi dei c.d. sono crollati parallelamente ai rendimenti dei bpf … quindi a suo tempo conveniva bloccare sui buoni che garantivano un buon tasso per 12 anni

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        1. @ alan
          O convenva sottoscriver i BPF indicizzati ai tassi di allora… L’errore sta nel confrontare i BPF 3x 4 vecchi con i bpf indicizzati nuovi 🙂

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  4. In effetti io sono tra quelli che ha venduto btp il cui valore è salito in questi giorni e si è precipitato a prendere i 3×4 prima che a dicembre vengano limati.I motivi sono quelli che tu hai elencato…..anche la posta,come tutte le banche ,sostiene che ha bisogno di liquidità.Ma io mi domando…se oramai non prestano soldi per non avere sofferenze,da dove arriva tutta sta fame di denaro?sofferenze inesigibili?

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    1. @ Gabriele
      La posta fa confluire la sua raccolta alla Cassa Depositi e Prestiti, ossia allo Stato. Ottima mossa quella di cambiare BTP in utile con i Buoni postali. La fame di liquidità a livello di sistema, secondo me, deriva dalla paura di un credit crunch.

      Ripeto: dalla paura (e non dalla mancanza effettiva di liquidità). L’LTRO fatto dalla BCE ha immesso un fiume di denaro in circolo, ma le banche tremano e si stanno preparando ad un peggio che probabilmente non arriverà mai. Il denaro viene trattenuto e non rimesso in circolo.

      Ed è proprio questa “trappola della liquidità” a frenare la ripartenza dell’economia.

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  5. Gentile dott Saver,
    la tabellina che presenta è abbastanza esplicativa, mettendo in evidenza come l’investimento in BFP sul lungo termine premia rispetto al BTP. Però non è dato di sapere se i rendimenti rappresentati tengano conto, o no, in entranbi gli strumenti finanziari, del reinvestimento delle cedole, almeno nelle scadenze triennali indicate e se , l’eventuale scelta del BFP, a quella scadenza, tiene conto delle maggiori spese bancarie del BTP contro la maggiore tassazione del BFP.
    grazie.

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    1. @ Carmela
      Il rendimento calcolato da rendimentobtp.it dovrebbe tenere conto del reinvestimento delle cedole nell’ipotesi che le stesse siano reinvestite nel medesimo titolo (il BTP) alle stesse condizioni di adesso.
      Lo so che è un’ipotesi un po’forzata, ma è la convenzione normalmente usata nel determinare i rendimenti di uno strumento finanziario.

      La tassazione è uguale sia per i BPF sia per i BTP. Il piccolo vantaggio di questi ultimi, sta nel fatto che una parte dei guadagni da essi generati sono fiscalmente compensabili con minusvalenze pregresse e quindi esentasse. Al contrario i redditi prodotti dai BPF sono interamente considerati redditi da capitale non compensabili.

      Nel nuovo corso Investment Training ci sarà un’intera lezione dedicata agli aspetti fiscali degli strumenti finanziari ed all’ottimizzazione fiscale.

      Rispondi
  6. Complimenti. Post succoso con numeri secchi, come piace a me 🙂
    E ora le domande:
    Per un periodo di 12 anni non sono forse entrambi gli investimenti da sconsigliare?
    Te lo dico perché in famiglia abbiamo fine Anni 80 inizio Anni 1990. Alle poste hanno detto di portarli a scadenza perché sono molto redditizi (purtroppo non ho dati alla mano ora, ma alcuni hanno più di 20 anni, dovrebbero essere una serie Q).
    Sapevo che nel passato le Poste elargivano tassi maggiori di adesso e, non essendo tra l’altro i soldi miei, non ho insistito per disinvestire.
    Ovviamente alla scadenza le Poste consigliano qualche Obbligazione Strutturata che vorrei far evitare.
    Le mie domande:
    Dovrei disinvestire questi vecchi buoni ordinari serie Q? Dopo 30 anni scadono o maturano ancora? Cosa mi
    La serie J30 è competitiva rispetto ad altri bond Inflation Linked (BTpi, Btp Italia..) ?

    Rispondi
    1. @ Matteo

      I “vecchi” buoni postali non sono assolutamente da disinvestire fino alla scadenza dei trent’anni. Poi è bene rimborsarli, poiché non frutteranno più interessi.
      Diciamo che investire su scadenze così lunghe (12 anni) non è consigliabile. E se proprio uno vuole farlo (ad esempio perché ha in mente di costruirsi una pensione integrativa, è meglio stare su prodotti che difendano dalla perdita del potere di acquisto.

      La serie J30 mi sembra assolutamente interessante e competitiva rispetto ai BTPI e i BTP Italia.
      Buona settimana a tutti

      Rispondi
      1. Grazie del consiglio.
        Alla scadenza consiglierò un BFPi.
        Ora questi BFP serie Q sono arrivati a rendere il 12%, sebbene a tasso semplice. Devo verificare la data ma potrebbe anche avere una tassazione ridotta al 6.25%

        Rispondi
        1. @ Matteo
          Potrebbe essere, se sono stati emessi nel lontano 1986, prima di passare all’aliquota del 12,50%.
          Un caro saluto!!

          Rispondi
  7. Buoni di DICEMBRE.

    Sia gli indicizzati all’inflazione che i 3*4 hanno rendimenti identici a queli di novembre. E sono molto competitivi.

    Rispondi
    1. Una serie J30 dopo 10 anni dà il 2.5% + inflazione italiana
      Btpi 15st19 è quasi alla pari e dà il 2.35% da subito+ inflazione UE

      Ok, indicizzazione differente, capitale garantito nei BFP, mentre il BTPi dipende dalla quota, però vedo una differenza sostanziale. Che dici Giacomo?

      Rispondi
      1. @ Matteo
        Certo i BPFi rendono meno dei BTPi oggi. A scadenza il discorso cambia perché il tasso dei BPF è crescente con il passare del tempo.
        Ma i vantaggi dei BPFi sono due:

        1) l’indicizzazione è rispetto all’inflazione italiana
        2) è prevista la possibilità di rimborsare i buoni in qualunque momento senza penalità.

        Rispondi
  8. Chiedo cortesemente a Killer in pensione, se gli è possibile indicarmi il link da dove si vedono i rendimenti di dicembre in cui dice che sono uguali a quelli di novembre. So che domani li potrò vedere sul sito delle poste ma se si possono vedere prima da qualche altra parte mi sarebbe utile. Grazie. Maria

    Rispondi
    1. @ Killer e Maria
      Chiedo scusa se i commenti sono visibili solo ora. Ieri non sono riuscito ad approvarli…
      Grazie per la comprensione e buona settimana!!

      Rispondi
  9. I BFP 3×4 sono buoni se li porti a scadenza o se li riscatti al 3° 6° o 9° anno. Negli altri casi ci rimetti gli interessi, fino a 2 anni e 364 gg di interessi!!! Interessante soltanto il solito discorso che riporti a casa il capitale investito in qualsiasi momento. Prodotto da prendere con le pinze. Io non lo farei mai.

    Rispondi
  10. Ciao Giacomo
    ti leggo sempre con molto interesse e cio’ che scrivi quasi sempre è condivisibile ma mi “tocca” ( con simpatia, ovvio ) farti due osservazioni.
    La prima è che Il rendimento netto finale che si trova in rendimentobtp.it è al “netto” del reinvestimento cedole, senza comunque considerare un eventuale prezzo d’aquisto sopra la pari che pero’ inciderebbe poco ( fatti e rifatti i calcoli in svariate occasioni, poi magari potrei sbagliarmi, mah…..).

    Riguardo i BFP poi, soprattutto, il rendimento finale che tu riporti all’inizio del post del 4,503% netto al termine dei 12 anni mi sembra un po’ alto, in quanto non tiene conto di piu’ fattori, in primis l’importo investito, per il quale il bollo dello 0,15% annuo sul controvalore investito con il minimo di 34,2 € puo’ incidere in modo assai diverso in base all’importo investito.
    Mi spiego meglio.
    Pur ammettendo che gli interessi pagati ogni triennio, se non prelevati, siano reinvestiti ( e questo onestamente non lo so, ma ammettiamo pure ), su un investimento in BPF di 10.000 € per es., il rendimento totale composto alla fine dei 12 anni sara’ di 4501 €, tenendo conto anche dei 34,2 € annui di bollo per ognuno dei 12 anni, così da ottenere un rendimento medio annuo semplice del 3,75%.
    Se invece l’investimento fosse di 30000 ( quindi con soglia di investimento oltre il minimo “penalizzante” di 34,2 € di bollo, allo 0,15% dal 2013 ) il rendimento medio annuo semplice passerebbe al 3,94 % ( che sarebbe poi il valore valido per qualsiasi imposto investito oltre i 23000 € ).
    Quindi in ogni caso inferiore al 4,5% da te indicato, anche se pur sempre molto interessante, seppure su arco temporale onestamente un po’ lungo quale quello dei 12 anni previsti.
    Dico bene o sbaglio in qualcosa ?
    Ciao

    Rispondi
    1. @ Jacopo
      Hai ragione sul fatto che non mi sono soffermato sulla “distorsione” dei rendimenti provocata dall’imposta di bollo. Non l’ho fatto perché la tassa è dovuta inogni caso anche su altri investimenti (ad esempio in banca) e quindi è trasversale rispetto a tutto.
      Gli interessi nei buoni sono capitalizzati, dato che vengono reinvestiti nello stesso titolo (infatti non sono pagati a parte ma insieme con il capitale alla scadenza).

      Il rendimento netto dei BTP tiene ovviamente conto del prezzo di acquisto (sopra o sotto la pari) come spiegato in questo tutorial.

      Buona settimana!!

      Rispondi
  11. Sto valutando l’ipotesi di comprare i bfp7 insiene oppure i bfp3x4 oppure una quota di entrambi.
    L’imposto a disposizione è sui 5000€. Voglio evitare di pagare i 34€ all’anno di bolli, mi dicesti che con 5000€ investiti alla prima cedola, scatta il bollo. Quindi dovrei investire meno di 5000€. Qual’è l’importo massimo da investire per evitare che in ognuno dei 7 o dei 12 anni sia esente dal bollo?

    Poi un’altra perplessità:
    Sono stato alla posta, un’impiegata mi ha dato una fotocopia di una tabella intitolata “i nuovi bfp 3×4 – uso imterno – periodo collocamento dal 1 nov 2012”

    – rendimento garantito lordo a 3 anni: 9,27%
    – rendimento garantito lordo a 6 anni: 22,93%
    – rendimento garantito lordo a 9 anni: 42,33%
    – rendimento garantito lordo a 12 anni: 79,59%

    Ho confrontato con il sito delle poste, non conosco la matematica finanziaria, però ho il sentore che qualcosa non vada. Giacomo, ti quadrano questi rendimenti?

    Rispondi
    1. @ Nicola
      Quei dati sono rendimenti cumulati e devono essere annualizzati per evitare fraintendimenti.

      Per quanto riguarda la prima domanda, stai intorno ai 4.500 euro, così hai ancora 500 euro di buono che fanno da polmone per gli interessi in modo da tenere il montante sotto i 5.000.

      Per qualunque cosa sono qui!!

      Rispondi
  12. posso fare una considerazione diversa? nel giro di una settimana le obbligazioni bancarie, (unicredit 2018 o intesa s.paolo ) rendono di più dei btp. eppure le migliorate situazioni favoriscono anche i più grossi istituti italiani. anziche attendere il rendimento netto di 2,80%, non è meglio preferire il 4% dei corporate bancari, che fino a 1 settimana fa erano sopravalutate rispetto ai btp ?

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      Concordo. In effetti è da tempo che dico che i bond bancari sono un’occasione. Tanto più che banche e Stato sono legati a filo doppio: se salta uno salta pure l’altro.
      Non sarei così sicuro nell’esprimere giudizi sulla sopra o sotto valutazione dei titoli bancari rispetto ai BTP, perché è arduo dire con esattezza dove stia lo spartiacque tra la sopravalutazione e il “prezzo equo”.

      Comunque ripeto: sono d’accordo con te!!

      A presto…

      Rispondi
  13. Caro Giacomo, come comportarmi con i 24 buoni postali ordinari emessi tra il 1985 ed il 1992 che possiedo?Il valore di emissione era 50000 lire o 100000 lire, ma ora sono un bel gruzzoletto..e credo proprio oltrepassino i 5000 euro..considerata l’imposta di bollo di 34,20 euro annua, cosa succede?mi mangio gli interessi di almeno uno di loro lasciandoli li?non ho bisogno di questi soldi al momento..grazie

    Rispondi
    1. Il bollo sui buoni cartacei pre 2009 funziona in maniera diversa. su http://portalecdp.cassaddpp.it/cdp/Risparmiatori/FAQ/Impostadibollo/index.htm puoi leggere:
      ***Per i BFP emessi in forma cartacea prima del 1° gennaio 2009 l’imposta è calcolata proporzionalmente sul valore NOMINALE del SINGOLO titolo ed è in ogni caso dovuta nella misura minima di euro 1,81, ma non è prevista la soglia di esenzione per quei buoni il cui valore di rimborso sia complessivamente non superiore a euro 5.000,00***
      Usando il calcolatore della cdp http://portalecdp.cassaddpp.it/cdp/Risparmiatori/Calcolorendimentibuonipostali/index.htm puoi vedere quanto valgono i tuoi buoni uno per uno. Visti i rendimenti dei buoni dell’epoca http://www.posteitaliane.it/resources/bancoposta/pdf/buonifruttiferipostali/bfp_ordinari_30_anni_23settembre2005.pdf direi che ti conviene tenerli. CONTROLLA tu stessa.

      Rispondi
    2. @ Silvia
      Ti ha risposto Killer prima di me 🙂
      Io terrei i buoni perché essendo cartacei l’imposta di bollo annua minima è di 1,81 euro. Se cosndieri che i tassi di quel periodo erano molto elevati direi che il gioco vale assolutamente la candela…

      Personalmente ho dei buoni del 1989 per 50.000 lire e li tengo perché il costo del bollo minimo si ammortizza benone.
      Un caro saluto e buon week end!!

      Rispondi
  14. ciao bell articolo,cmq io ho scelto di investire i miei risparmi in una polizza vita con componente finanziaria,perchè sec me è l investimento piu sicuro al momento,in caso di defoult dello stato che succede ai bfp?

    Rispondi
    1. @ Euguenio
      In caso di default dello Stato probablmente i buoni postali non sarebber opiù rimborsati per intero. Il portafoglio assicurativo delle compagnie (ergo le gestioni separate in cui i premi delle polizze sono investiti) subirebbe svalutazioni pesanti che difficilmente potrebbero essere coperte con il capitale sociale.
      Il risultato è che anche le polizze vita finanziarie perderebbero parte del loro valore.

      Grazie per i complimenti!!

      Rispondi
    2. Il vero killer occulto di pensioni, risparmi e TFR è l’inflazione. In questo senso investire in bfp indicizzati all’inflazione italiana e tenersi stretto il TFR sono le scelte che io consiglio vivamente.
      Le polizze vita sono caratterizzate da alti costi impliciti d’ingresso e percentuali di retrocessione (commissioni di gestione) che spesso non coprono nemmeno la perdita del potere reale d’acquisto dovuta all’inflazione (guardiamo le serie storiche degli ultimi anni dei rendimenti della gestione separata valorepiù di Poste per esempio, che non vanno mediamente oltre un 2,2% netto).

      Rispondi
  15. Ciao Giacomo, ho un consiglio da chiederti ,il mio bimbo ha sù di un libretto postale circa 5000€avrei pensato di prendergli 4500€ di buoni postali 3x4può essere un buon investimento,cosi facendo evito l’imposta di bollo, per tutti i 12 anni.Ringrazziandoti anticipatamente ti saluto.

    Rispondi
    1. @ Daniela
      Io preferirei i buoni indicizzati all’inflazione come spieghiamo qui.
      Un abbraccio!!

      Rispondi
  16. Buongiorno, mi sto avvicinando anche io sempre piu’ ai buoni fruttiferi dopo anni di soli BTP. una domanda di natura fiscale: mi conferma che l’imposta di bollo sui BFP si applica sul valore nominale (di sottoscrizione) e non sul valore di rimborso?
    Grazie mille e complimenti per il Forum.
    Luca

    Rispondi
    1. @ Luca
      No, il bollo si applica al valore di rimborso dei buoni quindi comprensivo anche degli interessi maturati.
      Buon proseguimento di festività…

      Rispondi
  17. Ciao Giacomo, sono mamma di una bambina di 15 mesi. Ho notato i BFP Riservati ai Minori con rendimenti davvero interessanti (soprattutto ora che i BTP a lungo termine hanno ridotto molto i rendimenti ). Cosa ne pensi? L’unico limite è che non si possono disinvestire prima di scadenza, ma basta non esagerare sull’importo. Cosa ne pensi?
    Grazie! Erika

    Rispondi
    1. @ Erica
      I Buoni dedicati ai minori hanno l’indubbio vantaggio di offrire rendimenti superiori a quelli ordinari, ma presentano un grosso limite.
      Per questo motivo io sceglierei un’altra strada soprattutto nel tuo caso considerato che la bambina è molto piccola.

      Con i buoni indicizzati avrai la serenità di non vedere il capitale perdere terreno in termini di potere di acquisto con il trascorrere del tempo.

      Un caro saluto.

      Rispondi
  18. Scusi Giacomo, ma sulla sezione FAQ del Sito Cassa despositi e prestiti alla domanda : 2 – Per calcolare l’imposta di bollo si fa riferimento al solo capitale o anche agli interessi maturati? Rispondono:
    Per calcolare l’imposta di bollo sui buoni si fa riferimento esclusivamente al loro valore nominale (importo sottoscritto).
    Ma allora perchè lei risponde a Luca che il bollo si applica al valore di rimborso dei buoni quindi comprensivo anche degli interessi maturati?
    Grazie.Maria

    Rispondi
    1. @ Maria
      Grazie per la precisazione. Il testo del decreto Salva Italia fa riferimento al valore di mercato degli strumenti finanziari, dal che ho dedotto che il valore di un buono fosse pari alla somma del nominale più gli interessi.
      Ora che abbiamo la conferma ufficiale che non è così, prendiamo per buono quello che scrive la Cassa Depositi e Prestiti.

      Il tuo intervento, ancora una volta, mostra come sia l’unione a creare la conoscenza!!

      Grazie e buon anno a tutti 🙂

      Rispondi
  19. salve sig. Saver, in soldoni per non essere “RAPINATI/FREGATI” da quest’ultima legge a favore delle banche….mi potrebbe indicare come e cosa fare per non dover pagare questa tassa balorda di 34€!?
    Perché chi ha da parte e non sotto il materasso o “RISPARMIA” 2000-3000 O MAX 5000€ deve pagare come chi ne ha 34000?!
    Le sanzioni amministrative perché non vengono come in svizzera fatte pagare in funzione del “740” ?! Tempo fa marchionne ebbe un ridicolo incidente e dovette pagare un’ammenda di 15000€ che se fosse capitato ad un impiegato sarebbe stato di 300€!
    Allora io che sono un poverette che ho in posta un libretto con 2000€, 2 o 3 buoni da 1500 e 2000, perchè devo pagare 34€ annuo a prodotto se gli interessi non arrivano a 10€!! La prego mi indichi come fare per evitare di ritirare tutto…..come tutti dovremmo fare….altro che liquidità….TUTTI DOVREBBERO TOGLIERE TUTTO e poi vediamo se le cose cambierebbero o no! Grazie infinite e scusi lo sfogo

    Rispondi
    1. @ Simone
      Purtroppo gli unici modi per “eludere” (ATTENZIONE: NON EVADERE MA ELUDERE) l’imposta sono:

      a) aprire un conto in una banca che se ne fa carico
      b) aprire più libretti postali, ognuno dei quali con saldo inferiore a 5.000 euro e ognuno con intestazione diversa dagli altri.

      Al di fuori da queste ipotesi, caro Amico, vie di fuga non ce ne sono…

      Un caro saluto!!

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  20. Desidero ringraziarla per le informazioni che da in questo sito. Le sue informazioni mi sono risultate utili per affrontare la situazione seguente:

    Nei giorni scorsi mi sono recato in posta e ho aperto un libretto postale smart per sfruttare la promozione del 3% e utilizzare il libretto come appoggio per acquistare BFP dematerializzati e inoltre diluire i risparmi in due conti ( ho già un conto webank dove mi trovo benisimo).

    Ho consigliato di aprire un libretto smart anche alla mia ragazza, già in possesso di un conto Banco posta anche per evitare il pagamento del bollo; inoltre le ho consigliato di passare al postaclick se voleva rimanere con un c/c alle poste. Tuttavia all’ufficio sembrava che l’impiegate cercassero di evitare il trasferimento di parte della liquidità da un conto Bancoposta a un libretto; inoltre se un cliente vuole passare da un conto banco posta classcio a un postaclick, gratuito e on line deve chiudere il conto classico e poi aprirne un altro con cambio di iban e carte ecc. Nel frattempo invece di pensare alla richiesta del cliente proponevano opzioni per abbasare i costi del C/C. Proponevano fondi pensione, polizza vita, quote di fondi ecc, i famosi strumenti dove la banca ci guadagna di più come spiegava Lei, mentre ad esempio non parlavano di BFP.
    RISULTATO= la cliente si è arrabbiata dopo le insistenze, non ha aperto niente, ma arrivata a casa ha aperto un Conto IWBANK che dà rendimenti interessanti nel deposito.
    Sono rimasto molto perplesso dal comportamento delle impiegate, spero vivamente che non propongano questi prodotti ad anziani o persone che si fidano molto del Banco POsta.

    Niccolò

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    1. @ Niccolò
      Credo che in Posta abbiano delle direttive precise che inpongono la vendita di conti correnti a scapito dei libretti. Comunque non sono affatto sicuro che Bancoposta non proponga polizze e bond strutturati ai pensionati.
      Purtroppo si stanno ‘banchizzando’ anche loro e le ricadute sulle persone poco attente saranno pesanti…

      Grazie per i complimenti e buon proseguimento!!

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  21. ciao giacomo,
    ho 15000 €, cosa mi consigli tra che banca, iwbank, e qualche tipo di buoni postali?

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    1. @ Alan
      Difficile dare consigli completamente al buio. Se mi dai qualche dato in più ti risponderò volentieri: quando ti serviranno questi soldi? Pensi di averne bisogno all’improvviso?
      Dammi queste info e ti aiuterò subito!!

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  22. ciao gicomo ….
    per il momento non penso di averne bisogno … tranne che mi si presenti un occasione
    per acquistare una nuova casa … cosa abbastanza complessa.
    Mi dai anche un parere su iwbank, non vorrei che sia una brutta copia di webannk?

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    1. @ Alan
      Ho esaminato il conto IWBank e mi sembra molto interessante. Avevo utilizzato l’IWPower tempo fa quando era conveniente, poi lo abbandonai a favore di altre offerte migliori.
      Oggi è di nuovo ‘sulla breccia’ per cui ti consiglio di versare i soldi lì in attesa che nascano altre opportunità per investire sul mercato obbligazionario.
      Un caro saluto!!

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      1. mi dispiace ammetterlo ma non riesco assolutamente a fidare delle obbligazioni 🙂

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  23. ciao
    è corretto il seguente calcolo degli interessi nei BPFi serie j34.: tasso fisso per ogni anno dalla sottoscrizione piu la somma dell’inflazione del solo bimestre di riscossione
    esempio gli attuali hanno 1.25 primi 2 anni 1.50 3 e 4 anno se riscuoto il 4 anno 1.25+1.25+1.50+1.50+inflazione del bimestre (int.lordi)
    grazie

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    1. @ Matthiu
      Al momento del rimborso, la somma incassata da un buono indicizzato sarà pari al montante calcolat ad un tasso che coprende sia la remunerazione reale sia l’inflazione maturata fino a qual momento. Gli interessi maturano per bimestre per cui un rimborso all’interno dello stesso implica la parziale perdita di interessi. Un caro saluto.

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  24. Cosa pensi dei nuovi buoni postali Renditalia?
    .
    Pensi che siano più convenienti i Renditalia rispetto ai buoni 18 mesi (sono consapevole dei limiti nel confronto tra un tasso variabile e uno fisso)?

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      I Buoni Renditalia sono un argomento interessante e nuovo. Per questo motivo mi riservo di scrivere un post tra pochissimo per approfondire il loro funzionamento e i vantaggi/svantaggi. Ti chiedo la cortesia di attendere un pochino e poi ne discuteremo volentieri in quella sede. Un caro saluto.

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      1. Grazie, non vedo l’ora del tuo nuovo articolo a riguardo. 😉

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  25. Ho notato che i nuovi buoni indicizzati all’inflazione hanno un rendimento reale costante, a differenza di quelli precedenti in cui è crescente man mano che ci si avvicina alla scadenza.
    .
    Sai il motivo di questo strano comportamento dell’ultima serie di buoni indicizzati all’inflazione?

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    1. @ Alessandro
      Credo si tratti solo della volontà di ridurre il costo per interessi. La Posta emette una nuova serie di buono una volta al mese, cambiandone le caratteristiche di rendimento a seconda della situazione del momento. Ma – nonostante il livellamento degli interessi – i BFP sono comunque una forma interessante per investire.
      Un abbraccio.

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      1. Perché non hanno lasciato il tasso reale crescente, con quello iniziale inferiore e quello finale maggiore di quello costante che hanno adottato adesso (1,10 % netto), cioè in modo che la media annua rimanesse comunque uguale all’1,10% netto?
        .
        Così facendo per loro non sarebbe cambiato niente (credo): sempre l’1,10% netto reale.

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        1. @ Alessandro
          Sinceramente non ti so rispondere. Penso che il tasso reale crescente avrebbe reso meno appetibili i buoni per investitori orientati al breve periodo. E in questa fase di mercato l’orizzonte temporale degli investitori si è ridotto drasticamente, per cui per non rischiare di perdere quella fetta di mercato poste ha scelto di tenere costante il tasso reale. In my opinion, ovviamente…

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  26. Grazie, e alla prossima. 😉

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  27. Vorrei investire 10 mila € , pervenuti per eredità, in un prodotto che ripari dall’inflazione, a scadenza decennale: meglio BTP o BFP? Quale sarebbe l’importo finale dopo 10 anni d’investimento?

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    1. @ Davide
      Credo siano meglio i BFPi che permettono il rimborso anticipato delle somme investite senza penalità in ogni caso. In un contesto di rendimenti bassi è importante poter uscire da un investimento se ce ne saranno di migliori.

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