BTP: 3 vie di uscita (e Mes)

4 Dicembre 2019

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Il dibattito sul Mes accende l’attenzione sul tema della ristrutturazione dei BTP e del debito pubblico. Ecco cosa potrebbe succedere nei prossimi anni per risolvere definitivamente la questione del debito pubblico italiano.

Tutti pazzi per il Mes?

C’è una ragione per la quale il dibattito sul Mes fa impazzire. La riforma del fondo Salva Stati attira l’attenzione pubblica sul tema della sostenibilità del debito pubblico nel lungo periodo.

Secondo uno studio fatto dall’OCSE, infatti, ogni italiano ha sulle spalle 62.667 dollari di debito pro capite. Si tratta di un dato enorme, che si accompagna al rapporto debito/Pil elevato, che ha raggiunto il 136% circa.

Alla luce di tutto questo, resta da capire cosa potrà accadere ai BTP e quale sarà il futuro del debito pubblico italiano.

Il fardello dei BTP

Il debito pubblico ha raggiunto dimensioni colossali tali da renderlo insostenibile nel lungo periodo. Sebbene il MEF abbia allungato le scadenze dei titoli, verrà comunque il giorno in cui i BTP dovranno essere rimborsati.

Ho già avuto modo di constatare come il debito pubblico italiano sia una sorta di schema di Ponzi naturale. In altre parole esso si regge sul fatto che nuovi sottoscrittori prendono il posto di quelli vecchi. Grazie a ciò lo Stato non si trova mai in asfissia finanziaria.

Tuttavia verrà il giorno in cui tutti i nodi verranno al pettine.

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Quattro strade per ridurre il debito

È indubbio che il debito pubblico, prima o poi, vada ridotto. Per raggiungere questo scopo ci sono essenzialmente quattro strade.

Austerità

Attraverso la riduzione della spesa pubblica e/o l’aumento delle tasse, si creano le risorse per rimborsare i debiti. Questa, in breve, è la ricetta imposta alla Grecia dalla “Troika”.

Essa, però, da sola non ha funzionato. Infatti il Paese è caduto in una profonda crisi dalla quale ancora non sta uscendo. Imporre misure “lacrime e sangue” tipiche degli anni ’90 oggi è diventato più difficile. E forse anche inutile.

Inflazione

Nella misura in cui si crea inflazione, il valore “reale” del debito viene abbattuto. Intendo dire che mentre l’ammontare nominale dello stesso è invariato, il suo valore effettivo scende.

A titolo di esempio immagina di prestarmi la tua automobile. Trascorso un certo periodo te la restituisco, ma priva delle ruote e del cofano. Questo, in sintesi, è ciò che fa l’inflazione.

Chi vorrebbe uscire dall’Euro punta a una svalutazione del debito attraverso la creazione di una elevata inflazione valutaria. Essa, in breve, altro non è che una tassa che trasferisce denaro dai creditori ai debitori.

Tuttavia questa strada non è percorribile. L’Italia, infatti, ha perduto la sua sovranità monetaria a favore della BCE. E poiché i tedeschi temono l’inflazione più di ogni cosa al mondo, credo sia difficile che la riduzione del debito passi da questa strada.

Ristrutturazione

È l’ipotesi più verosimile. Essa consiste in una riduzione del valore nominale dei BTP in circolazione e in un taglio degli interessi pagati.

L’abbattimento del valore dei BTP avrebbe benefici immediati sul rapporto debito Pil e rappresenterebbe una sorta di “patrimoniale selettiva”.

In breve essa colpirebbe tutti i detentori di titoli di Stato, sia italiani sia esteri. Infatti una fetta considerevole dei debito pubblico è ad oggi in mani straniere, comprese quelle degli investitori istituzionali.

Aiuto esterno

L’ultimo modo per ridurre il debito consiste consiste nella ricezione di aiuto da fonti esterne. Ad esempio dall’Unione Europea attraverso il Mes, il meccanismo europeo di stabilità.

Tuttavia questa via è percorribile solo in abbinamento con altre misure. E qui si accende sia il dibattito politico sia economico.

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BTP al centro del mondo

Il dibattito sui BTP e sulla sostenibilità del debito pubblico è destinato a crescere sia di importanza sia di frequenza. La via di uscita non sarà facile, né alcuna delle soluzioni proposte da sola è soddisfacente.

La sola ristrutturazione non risolve il problema in modo definitivo. Se non si cambiano le condizioni strutturali che provocano la creazione di debito, esso si riformerà a breve. L’Argentina docet.

Oltre a ciò un aiuto esterno difficilmente arriverà senza l’adozione di misure “strutturali”.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di SegretiBancari.com